IVAN� PARADISI
LEZIONI
DI
POLITICA ECONOMICA
Universit� degli studi di Roma I �La Sapienza�, sede di Latina. Sito
web: www.freewebs.com/ivanparadisi
.E-mail: ivan_paradisi@libero.it
PREFAZIONE
Come
dice il titolo, questo � un testo di lezioni: in quanto tale, non ha le pretese
di sistematicit� e di organicit� di un manuale o di un trattato, ma � pensato
espressamente come sussidio didattico per gli studenti (in particolare della
Facolt� di Economia e Commercio.
Gran
parte degli argomenti sono stati da me esposti cos� come sono stati presentati,
ai frequentanti dell�omonimo corso, dalla prof.ssa Di Gioacchino o, ai lettori
del testo �Elementi di Politica Economica�, dal prof. Acocella.
Ci
tengo, inoltre, a ricordare che quanto troverete scritto in queste pagine non �
la trascrizione di una registrazione e, per questo motivo, gli argomenti sono stati
rivisti e corretti dalla stessa docente che ringrazio ancora una volta per la sua
infinita disponibilit� e gentilezza.
L�autore
Lezioni
di Politica Economica
CAPITOLO PRIMO
I FALLIMENTI MICROECONOMICI DEL MERCATO
�
Le istituzioni
sociali possono essere valutate sulla base di due criteri essenziali, quello di
efficienza e quello di equit�.
�
1.1 Criterio paretiano e principio di efficienza
paretiana.
Il criterio
paretiano afferma che:
�"una situazione "A" �
migliore di una situazione "B" se almeno un individuo st� meglio in
"A" che in "B" e nessun'altro st� peggio (in A rispetto a
B)"
�
mentre il
principio di efficienza paretiana, applicazione del criterio, afferma che:
�"una situazione � efficiente se,
comunque ci si sposti da essa, non � possibile migliorare la situazione di
almeno un individuo senza peggiorare quella di un altro"
�Affinch� una situazione sia efficiente dal
punto di vista paretiano debbono essere soddisfatte le seguenti condizioni:
-
uguaglianza
dei sms per ogni coppia di beni (tra i vari individui della collettivit�, c.d. efficienza di consumo).
Infatti, se gli sms tra i vari beni fossero differenti, sarebbe possibile
riallocare i beni in modo tale da aumentare la soddisfazione di un individuo
senza peggiorare quella di un altro;
Graficamente:

1
I fallimenti microeconomici del mercato
Se sms fossero
differenti vorrebbe dire che, all'interno della scatola di Edgeworth le curve
di indifferenza dei vari individui non sarebbero tangenti e sarebbe, dunque,
possibile spostarsi in un punto interno alle due curve (in questo caso "M")
migliorando la situazione di entrambi gli individui. Graficamente:

-
uguaglianza
tra gli smst dei vari inputs (c.d. efficienza di produzione). Se gli smst fossero differenti sarebbe
possibile riallocare i fattori produttivi in modo tale da produrre pi� di un
bene e non meno di un altro;
-
uguaglianza
tra sms e smt (c.d.
efficienza nella composizione del prodotto). Se gli sms fossero diversi dal smt
sarebbe possibile cambiare la composizione del prodotto in modo tale da
migliorare la soddisfazione di un individuo senza peggiorare quella di un
altro;
Vi ricordo che
l'sms non � altro che l'inclinazione della retta che tangente in un punto la
curva di indifferenza di ciascun individuo.
Per smt si
intende, invece, l'inclinazione della c.d. curva delle possibilit�: ammettiamo
che l'economia possa produrre soltanto due prodotti (pane e tela) in modo tale
che aumentarne uno comporti il diminuirne di un altro. Questa curva, allora, ci
indica le "possibili" scelte riguardo le quantit� che possiamo produrre
di questi due beni. Per le condizioni di cui sopra, allora, l'inclinazione
della retta che tange le due curve di indifferenza deve essere la stessa della
retta che tange in un punto quella della curva delle possibilit�.
2
Lezioni
di Politica Economica
Il grafico � il
seguente:

Esempio.
Costruiamo una
tabella in cui indichiamo le diverse utilit� raggiungibili dagli individui in
varie "situazioni" che indichiamo con delle semplici lettere
alfabetiche:
�
���������� �������������������Individuo 1������ ����������Individuo 2
Situazione
A����
����������5��������������������� ��������������6
Situazione
B�����
���������3�������������������� ���������������8
Situazione
C������
��������8���������������� �������������������3
Situazione
D������������� 2������� ����������������������������2
�
Poniamoci ora le
seguenti domande:
1 - Partendo
dalla situazione "A" quali situazioni rappresentano un miglioramento
paretiano?
2 - Quale di
queste situazioni � efficiente dal punto di vista paretiano?
La risposta �
molto semplice:
1 - Guardiamo
bene i valori delle utilit� dei due individui: noteremo che partendo dalla
situazione "D" � possibile spostarsi in "C" aumentando,
cos�, l'utilit� di entrambe i due individui (non abbiamo, quindi, dimunito
l'utilit� di nessun individuo per aumentare quella di un altro);
3
I fallimenti microeconomici del mercato
2 - Per dare una
risposta a questa domanda dobbiamo chiederci, partendo per esempio dalla
situazione "A", se � possibile spostarci da questa cos� da poter
aumentare l'utilit� di almeno uno dei due individui diminuendo quella
dell'altro: se la risposta � "si" allora la situazione in questione �
efficiente dal punto di vista paretiano. In questo caso la situazione
"A" sicuramente lo �, infatti, spostandosi in "B" l'utilit�
dell' "individuo 1" passa da 5 a 3 (diminuisce) mentre quella dell'
"individuo 2" passa da 6 a 8 (aumenta).
Con questo tipo
di ragionamento si arriva ad affermare che le situazioni "A",
"B", "C" sono potenzialmente efficienti dal punto di vista
paretiano: si trovano, cio�, lungo la curva delle possibilit�. In questo caso
la situazione "D" rappresenta un punto al di sotto della curva in
questione ed � una situazione potrebbe essere certamente migliorata dal punto
di vista paretiano spostandosi a destra, a sinistra (in questi due casi
aumentando l'utilit� di uno solo dei due individui senza peggiorare quella
dell'altro) o all'interno dello spazio "Z" (migliorando, cos�, la
situazione di entrambe gli individui).
Graficamente si
ha:

Il criterio di
efficienza paretiano incontra, dunque, alcuni limiti in quanto:
- � un criterio di efficienza e non tiene conto dell�equit�. Come afferma
Sen�Una situazione puo� essere di ottimo paretiano ed essere
assolutamente
disgustosa �;
- non
consente un ordinamento completo (a causa della inconfrontabilit�) e quindi�
- privilegia
lo status quo;
- � un criterio
di efficienza statico. L�efficienza �
considerata in un dato
�momento� (il criterio non tiene conto dei
miglioramenti �dinamici�);
4
Lezioni
di Politica Economica
1.2 Primo teorema dell�economia del
benessere.
Il primo teorema
dell'economia del benessere afferma che:
�"in un sistema economico di concorrenza perfetta, caratterizzato
da un insieme completo di mercati, un equilibrio di concorrenza (se esiste),
rappresenta un ottimo paretiano"
La completezza
dei mercati presuppone che esista un prezzo per qualsiasi bene ( e quindi un
mercato per essi ) mentre, la concorrenza perfetta, richiede che vi sia:
- elevata
numerosit� degli operatori;
- prodotti
omogenei;
- libert� di
entrata/uscita;
- perfetta
informazione;
- assenza di
accordi o intese (tra le imprese);
tutti questi
presupposti fanno si che sul mercato il prezzo sia fissato al livello del costo
marginale, il che esprime la combinazione che consente la massimizzazione del
benessere sociale (inteso come la somma dei surplus dei produttori pi� il
surplus dei consumatori).
Definiamo il
surplus dei consumatori come la somma che il consumatore sarebbe disposto a
pagare per avere quel bene, al netto di quanto effettivamente dovr� pagare; ed
il surplus del produttore come il prezzo minimo a cui egli sarebbe disposto a
vendere il bene, al netto del prezzo effettivo di vendita.
In concorrenza
perfetta, dunque, il benessere sociale � massimizzato: il prezzo minimo al
quale il produttore � disposto a vendere � fissato al livello del costo
marginale ed il consumatore al margine paga effettivamente la somma che �
disposto a pagare (tutti acquistano il bene):

Come possiamo facilmente notare, il surplus del produttore � nullo.
5
I fallimenti microeconomici del mercato
In monopolio,
invece, l'impresa monopolista massimizza il profitto porducendo una quantit�
minore di quella prodotta in condizioni di concorrenza: tale massimizzazione
richiede, infatti, che la quantit� prodotta sia definita eguagliando MR = MC (e
non��������� �P = CM).

Vi � una perdita
di benessere sociale (indicata, nel grafico, dall'area PNM): in monopolio,
infatti, tutti i consumatori con disponibilit� marginale a pagare compresa tra
il prezzo di concorrenza e di monopolio (che, dunque, sarebbero disposti a
pagare un prezzo maggiore del costo marginale) preferiscono non acquistare: in
questo modo viene meno la possibilit� di scambi mutuamente vantaggiosi.
La concorrenza
perfetta permette l'efficienza allocativa: abbiamo visto che le condizioni
analitiche di base che realizzano questa efficienza prevedono che i saggi
marginali di sostituzione dei vari beni tra i due individui siano identici ed
in effetti, in presenza di mercati completi (esiste un ed in concorrenza
perfetta, i prezzi sarebbero identici per tutti gli individui e pu�
realizzarsi, cos�, la prima condizione di ottimo, infatti, il saggio marginale
di sostituzione analiticamente inteso come rapporto tra i prezzi sar� identico
per tutti ). Inoltre, anche nel mercato dei fattori produttivi i prezzi saranno
identici tra le varie categorie di fattori produttivi (allora i saggi marginali
di sostituzione tecnica analiticamente intesi come rapporto tra i prezzi dei
fattori produttivi saranno uguali tra le varie coppie di imputs) e viene, cos�,
garantita anche la condizione di efficienza nella produzione.
6
Lezioni
di Politica Economica
1.3 Forme di mercato diverse dalla
concorrenza.
In tutte le forme
di mercato che differiscono dalla concorrenza perfetta le imprese detengono un
certo "potere di mercato" che gli permette di fissare un P > CM
mentre l'efficienza statica richiede che P = CM. Da questo punto di vista forme
di mercato non concorrenziali rappresentano un fallimento del mercato.
Lo Stato potrebbe
intervenire per correggere questo fallimento mediante:
- liberalizzazione
e apertura dei mercati;
in modo tale da favorire la
concorrenza (ad esempio, con l'apertura internazionale si pu� favorire la
concorrenza nei mercati dei beni c.d. tradables).
- legislazione
anti-monopolistica; in modo tale da
vietare accordi o intese (con
le quali le imprese potrebbero vanificare gli "effetti
benefici" della concorrenza)
nonch� regolamentare le fusioni;
- impresa
pubblica; in caso di
monopolio naturale, ad esempio, fissare un �
P = CM vuol dire sostenere delle perdite (infatti, in questo caso AC >
CM):
l'impresa pubblica, che non ha come obbiettivo il profitto bens�
l'efficienza,
l'occupazione e lo sviluppo territoriale e settoriale, potrebbe fissare
un P = CM.
Le perdite, in questo caso, sarebbero sostenute dal bilancio pubblico e
non
sarebbero sinonimo di inefficienza.
-
regolamentazione; di prezzo e di concorrenza. Per regolamentazione di
prezzo s'intende la pratica, da parte delle autorit� pubbliche, di influire
sulle decisioni di prezzo delle imprese per esempio fissando prezzi massimi
(price cap), margini di profitto massimo (sui costi di produzione) o un tasso
di rendimento massimo sul capitale investito. La prima tecnica (price cap)
rende le imprese pi� efficienti dal punto di vista dinamico (ma non statico)
dato che, l'autorit� statale fissa il prezzo massimo e l'unico modo che hanno
le imprese per aumentare i loro profitti � quello di ridurre i costi di
produzione. La regolamentazione pu� avere come altro obiettivo quello di
favorire la concorrenza tramite ad esempio la riduzione delle barriere naturali
o strategiche all'entrata e all'uscita dal mercato (c.d. concorrenza
potenziale) favorendo la "contendibilit�" e quindi l'utilizzo della
tecnica hit and run* da parte delle nuove entranti; obbligare l'impresa
monopolista a scindersi in tante imprese indipendenti tra loro oppure cedere
una licenza speciale di produzione assegnata tramite un asta per il monopolio
che assicuri una "concorrenza per il mercato" (c.d. concorrenza
effettiva).
_______________________________________________________________________________
* trad.� colpisci e fuggi: l'impresa entra liberamente
e senza costi nel mercato fissando un prezzo pi� basso delle concorrendi e
sottraendo a quest'ultime l'intera domanda di mercato per poi riuscire dal
mercato liberamente e senza alcun costo. In questo modo il livello dei prezzi
in equilibrio � quello di concorrenza.
7
I fallimenti microeconomici del mercato
Il grafico delle
curve di costo di una impresa che opera in condizioni di monopolio naturale.
Dal grafico si pu� vedere che producendo in corrispondenza del prezzo di
concorrenza si subirebbero perdite pari all'area grigia:

8
Lezioni
di Politica Economica
1.4 Incompletezza dei mercati.
La completezza
dei mercati, infine, richiede che non vi siano esternalit�, beni pubblici,
costi di transazione e asimetrie informative.
Le esternalit�
sono effetti positivi/negativi che un operatore produce su un altro operatore
senza che per questi se ne riceva un corrispettivo o se ne paghi un prezzo: in
pratica manca un mercato in cui scambiare questi effetti (mercato incompleto).
In particolare,
l'effetto che le esternalit� provocano alle condizioni di efficienza � quello
di richiedere che gli sms siano diversi tra i vari consumatori (esternalit� di
consumo), e che gli smst siano diversi tra le imprese (esternalit� di
produzione). Ora, dunque, le condizioni di efficienza sono quelle che tengono
conto di questi effetti (il mercato non riesce pi� a garantirla eguagliando
BMs=BMp):
efficienza con EST (+) = BMs = BMp + EST
efficienza con EST (-) = BMs = BMp � EST
La ragione � che
il mercato, eguagliando P = CM produce troppe esternalit� negative e poche
esternalit� positive.
�
Esempio
Domanda inversa =
P =� 20 - 2Q����
CM = 3Q���
EST (-) = 10
�
In concorrenza
perfetta P = CM dunque si avr� una quantit� di prodotto pari a :
20 - 2Q = 3Q
20 = 5Q
Qc = 4
mentre tenendo
conto delle esternalit� si produrrebbe una quantit� pari a:
20 - 2Q = 3Q + 10
20 - 10 = 5Q
10 = 5Q
Qs = 2
tenendo conto dei
costi sociali che comportano le esternalit� negative la quantit� di efficienza
da produrre � minore della quantit� che viene prodotta normalmente nel mercato
(non tenendone conto). Ecco giustificata l'affermazione per cui il mercato,
eguagliando BMp = CMp (ovvero P = CM), produce troppe esternalit� negative.
9
I fallimenti microeconomici del mercato
Lo stato pu�
intervenire per ridurre le esternalit� negative tramite:
- tassazione (imposte pigouviane); con le tasse si
"internalizza" il costo
dell'esternalit�: in questo modo il produttore che massimizza il profitto
sar�
obbligato a tenerne conto (aumenta il suo costo marginale);
- diritti negoziabili (soluzione � l� Coase); Coase propone di
creare un mercato
�in cui scambiare questi diritti di
propriet� ("poter produrre esternalit�"/"non
poter produrre esternalit�") affermando che, in assenza di costi di
transazione,
�lo scambio porterebbe all'ottimo
sociale indipendentemente da come i diritti
vengano assegnati.
- regolamentazione; regolamentando le imprese nel produrre una quantit� massima di
esternalit�. Questo strumento risulta dunque efficace solo per quelle imprese
che superano gli standard. Si pu�, inoltre, incrementare la produzione di
esternalit� positive tramite l'erogazione di incentivi che riducano il costo
per il produttore rendendogli conveniente produrre una quantit� maggiore
rispetto a quella che produrrebbe in condizioni normali di mercato
(eguagliando, cio�, il prezzo al costo marginale).
Per asimetria
informativa, invece, s'intende quella situazione in cui uno dei due soggetti,
nell'ambito di una transazione, � perfettamente informato (ad esempio sulle
qualit� del bene) mentre l'altro lo � solo parzialmente. Questa situazione pu�
dar luogo a:
- selezione
avversa: per cui
l'asimetria informativa � precedente alla conclusione della transazione (l'auto
che st� per comprare � realmente in questo stato di usura che mi stanno
garantendo?) = il mercato delle auto sparisce (� il caso dei
"bidoni"). Supponiamo che ci sia un mercato per le auto di medio
stato di usura, allora chi avr� interesse a vendere la sua auto sar� colui che
ne possiede una in uno stato di usura peggiore. A questo punto chi valuta le
auto abbasser� la media dello stato di usura fino al punto in cui chi avr�
interesse a mettere la sua auto sul mercato saranno coloro che possiedono solo
dei "bidoni".
- azzardo
morale: per cui
l'asimetria informativa � successiva�
alla conclusione della transazione (gli assicurati potrebbero causare
danni in quantit� maggiore della categoria a cui appartengono) e aumentano le
probabilit� di furto/danno: l'assicurato che appartiene ad una certa classe di
rischio (date le sue probabilit� di furto/danno) con un certo premio in caso di
furto/danno potrebbe non attenersi al normale comportamento degli appartenenti
a quella classe di rischio.
In questi due casi viene preclusa la possibilit� di scambi mutuamente
vantaggiosi: infatti, nel mercato delle automobili ci potrebbe essere qualcuno
disposto a pagare per ottenere una macchina in buono stato ma in quella
situazione nessuno che possiede una macchina in buono stato � disposto a
cederla. Nel mercato assicurativo, invece, si potrebbe far pagare a quel
soggetto un premio di rischio pi� alto.
10
Lezioni
di Politica Economica
In presenza di
costi di transazione, ovvero quei costi legati all'organizzazione del mercato,
alla creazione di determinati tipi di contratti nonch� alla garanzia del loro adempimento,
il mercato si restringe maggiormente: nel caso di particolari mercati, infatti,
e soprattuto se ci si trova in presenza di asimetrie informative � difficile
creare un apposito contratto che tenga conto di tutte le possibili evenienze
con il risultato che alcuni scambi possono non essere effettuati. In questo
caso lo stato pu� intervenire mediante una regolamentazione che obblighi a
fornire determinate informazioni riguardante l'oggetto delle transazioni.
Caratteristiche
dei beni pubblici sono:
- non rivalit�: il consumo da parte di un operatore addizionale
non ne riduce la disponibilit� per gli altri (il MC di una unit� in pi� di esso
� nullo o quasi);
- non esclusivit�: � impossibile escludere qualcuno dal fruire di
questo speciale tipo di bene (o risulta costoso farlo).
I beni pubblici
rappresentano una particolare forma di esternalit� positiva per cui le quantit�
prodotte normalmente dal mercato sono sub-ottimali: chi li produce, infatti,
sostiene un costo che va a diminuire i suoi benefici mentre chi lo utilizza
senza averlo prodotto ne trae il massimo beneficio...Cos� facendo tutti
agiranno da free-rider e preferiranno "scroccare" il bene piuttosto
che produrlo!
Lo stato potrebbe
intervenire erogando appositi incentivi (cos� da abbattere in tutto o in parte
il loro costo di produzione); con l'impresa pubblica (e la ragione si capisce)
o con la regolamentazione (ad esempio imponendo all'impresa di csotruzione di
produrre una scuola pubblica ogni 5 edifici privati).
�
Esempio.
Dimostriamo che i
beni pubblici sono un fallimento del mercato tramite un gioco (statico):
supponiamo,cio�, che vi siano due armatori che necessitano di un faro e le
condizioni sono le seguenti�
COSTO DEL FARO =
6
BENEFICIO = 5
Opzioni di un
armatore:
- dividere il costo della
costruzione; COSTO = 3;
BENEFICIO NETTO = 2;
- costruire da solo; COSTO = 6; BENEFICIO NETTO = -1;
- aspettare che l'altro lo
costruisca; COSTO = 0;
BENEFICIO NETTO = 5;
- nessuno costruisce; COSTO = 0 ; BENEFICIO NETTO = 0
Ora possiamo
costruire la matrice del gioco (in forma normale) sostituendo i playoff di cui
sopra alle strategie C/NC sia per il giocatore A che per il giocatore B (v.
pagina accanto).
11
I fallimenti microeconomici del mercato

Si dimostra, in
particolare, che l'equilibrio di Nash in questo gioco corrisponde alla coppia
di strategie NC/NC e quindi il faro non viene prodotto da nessun armatore (in
questo caso l'equilibrio di Nash non � la soluzione "efficiente":
entrambe gli armatori potrebbero mettersi d'accordo per la costruzione del faro
suddividendosi il costo di costruzione e ottenendo cos� un beneficio pari a 2
invece che un beneficio nullo).
1.5 Secondo teorema dell�economia del
benessere.
Abbiamo, quindi,
appena visto quali sono i requisiti dell'efficienza ovvero mercati completi ed
equilibrio concorrenziale.
Il secondo
teorema delle'economia del benessere afferma che:
�
"in un sistema economico
caratterizzato da un insieme completo di mercati, ogni punto di ottimo pu�
essere raggiunto tramite un equilibrio concorrenziale, previa un appropriata
redistribuzione delle risorse"
�
Questo teorema
assegna, dunque, allo stato un ruolo redistributivo mentre al mercato un ruolo
riallocativo.
2.2 Fallimenti del mercato in presenza di
�ottimo�.
Abbiamo dunque
visto quelli che sono i fallimenti di mercato che si verificano quando c'�
assenza di "ottimo".
Esistono per�
delle situazione in cui il mercato fallisce anche in trovandosi in perfetta
efficienza ovvero:
- necessit� di tutelare
bisogni meritori e la produzione
di beni meritori = un bene meritorio � quel particolare tipo di bene per il
quale lo Stato � determinato a garantirne il consumo da parte degli individui,
anche se quest'ultimo non rientra nelle loro volont� (date le loro preferenze
individuali e quindi le loro scelte di consumo). Questo comportamento
dell'operatore pubblico si fonda, in particolare, sulla non completa
accettazione del cd. principio welfarista secondo cui "ogniuno � il
miglior giudice di se stesso": gli individui, infatti, non sanno riconoscere
i "benefici" che si potrebbero trarre dal consumo di quel bene (o
quel servizio) e perci� lo Stato, che � in grado di riconoscerli per loro, si
sostituisce a questi "consumatori" nel giudicare cose sia
"meglio" per loro, prendendo una posizione "paternalista".
12
Lezioni
di Politica Economica
Il fallimento del mercato, in questo caso specifico, st� nel fatto che un
loro consumo configurerebbe una situazione "efficiente", percui,
senza l'intervento dello Stato il mercato, nelle sue normali modalit� di
funzionamento, non ne garantirebbe il consumo (realizzando, cos�, una
situazione di "inefficienza").
- distribuzione del reddito
giudicata iniqua; l'equit� nella
distribuzione genera esternalit� positive (di carattere materiale e
psicologico) nell'ambito dello sviluppo del capitale umano ed �, perci�,
considerata una delle poltiche pi� importanti alla base del raggiungimento del
pieno benessere sociale;
- adozione di altri criteri di
efficienza diversi da quello paretiano; se, ad esempio, considerassimo come criterio di efficienza quello
dinamico sarebbe il monopolio la forma di mercato pi� efficiente poich� il
monopolista pu� investire parte dei suoi profitti in innovazione (vedi
Shumpeter), anche se questa tesi non manca di critiche (v. il testo di Economia
e politica Industriale, Luis Cabral). In monopolio, infatti, il produttore
fissa P >
MC mentre l'efficienza (statica) paretiana richiede P = MC. Da ci� discende il
fallimento del mercato.
A PROPOSITO�
Una domanda che
ricorre spesso �: "perch� lo stato interviene nell�istruzione?"
Scrive Francesco
Forte (economista italiano, docente di Politica Economica e Scienza delle
Finanze):
�Il bene
istruzione appare sia un bene con finalit� produttive che migliora il reddito
di chi si istruisce e della societ� nel complesso, sia un bene di consumo che
consente maggiormente di usufruire dei beni superiori, di carattere culturale,
artistico ecc. e di partecipare pi� significativamente alla vita politica e
sociale. Il consumo di pubblica istruzione � del tutto divisibile in unit� di
vendita; ma non si pu� far pagare, se non in parte limitata , con le tasse
scolastiche. Ove esso fosse interamente fatto pagare, non si manifesterebbe
necessariamente fino al punto in cui i ricavi marginali eguagliano i costi
marginali, perch�:
- una parte dei ricavi va alla societ� sotto forma di economie esterne
�tecnologiche� dovute ai benefici che vengono arrecati ai processi produttivi e
al progresso tecnologico dal �capitale umano�, che con l�istruzione si forma di
continuo;
- una parte dei benefici individuali non � adeguatamente apprezzata, da
chi dovrebbe domandare, per �miopia� e perch� solo chi � istruito riesce a
percepire il vantaggio di esserlo ancora di pi�;
- chi sopporta i costi, generalmente, non � chi beneficia del servizio,
ma i suoi genitori o chi ha, comunque, cura del destinatario dell�istruzione;
ci� comporta anche una larga fascia di scuola dell�obbligo.��
13
I fallimenti microeconomici del mercato
EQUITA' ED EFFICIENZA: TRADE-OFF O
COMPLEMENTARIETA'?
Riprendiamo il
grafico di una situazione che sia efficiente sotto tutti i punti di vista (del
consumo, produttivo e generale):

Redistribuire, in
questo caso, significa "spostare" le risorse in modo tale da passare
da un punto (per esempio "A" su questo grafico) ad un altro (che
potrebbe essere "B") senza ricorrere al mercato: quest'ultimo,
infatti, stante il suo ruolo riallocativo far� si che si raggiunga (grazie ai
vari scambi) il punto "c". Secondo Okun, infatti, durante questo "passaggio
forzato" qualcosa v� perduto (v. metafora del secchio bucato) e, anche
Acocella, afferma che "non esiste redistribuzione che non sia distorsiva
delle risorse": la ragione � che la redistribuzione, con i costi
amministrativi che essa comporta e con i disincentivi che crea sull'offerta di
lavoro e di risparmio, potrebbe disturbare l'efficienza generando l'esistenza
di un trade-off. Stime empiriche dimostrano, per�, che una maggior equit� nella
distribuzione genera delle esternalit� positive allo sviluppo del capitale umano
(questo accade soprattutto nei PVS) criticando cos� la tesi appena
esposta.���
__________________________________________________________________________________________
* alcuni
economisti criticano l'erogazione delle indennit� di disoccupazione sostenendo
che incentiva il lavoratore a non preoccuparsi troppo di rimanere disoccupato
mentre, proprio per questo motivo, altri economisti sostengono che sia un
incentivo (per il lavoratore) per cercare l'occupazione a lui pi� adeguata.
14
Lezioni
di Politica Economica
CAPITOLO SECONDO
I FALLIMENTI MACROECONOMICI
�
Accanto ai
fallimenti "microeconomici" altri fenomeni richiedono l'intervento
pubblico.
Si tratta di
fenomeni riconducibili alla persistenza di squilibri sub-ottimali dal punto di vista
dell'efficienza e/o dell'equit�.
Classificati come
"macroeconomici" in quanto analizzati da un punto di vista aggregato
essi sono:
- Disoccupazione;
- Inflazione;
- Crescita e (sotto)sviluppo;
- Squilibri di bilancia dei pagamenti;
�
2.1 La disoccupazione.
La disoccupazione
causa una perdita di efficienza statica poich�, una sua diminuzione,
migliorerebbe la situazione di qualcuno senza peggiorare quella di
qualcun'altro (specialmente se MP > w/p, ovvero se la produttivit� marginale di un
lavoratore � maggiore del suo costo). Essa, inoltre, accentua l'ineguaglianza
nella distribuzione del reddito (vedi trade-off tra equit� ed efficienza), �
motivo di deperimento del capitale umano (per un disoccupato, infatti, questo
"status", specialmente se protratto nel tempo potrebbe anche
significare non lavorare mai pi� per la perdita di alcune qualit� deperibili
con il passare degli anni) e comporta, infine, costi non economici come la
frustrazione, l'emarginazione e l'aumento della criminalit�.
Si pu� combattere
la disoccupazione attraverso politiche microeconomiche (che mirino al
re-inserimento del lavoratore o volte alla protezione della disoccupazione come
l'indennit� di disoccupazione *, CIG ecc.) e macroeconomiche che mirino a
stimolare la domanda interna (fiscale, monetaria, per la competitivit�).
Le relazioni che
pi� ci interessano, anche ai fini delle esercitazioni, sono tre:
- FL (forza lavoro) = N (occupati) + U (disoccupati); da
cui si possono fare combinazioni (es. N = FL - U );
- u (tasso di disoccupazione) = U / FL;
- Y = πN (produttivit� media moltiplicata per il
numero degli occupati);
15
I fallimenti macroeconomici del
mercato
2.2 L�inflazione.
Per inflazione si
intende l'aumento generale del livello dei prezzi. Essa pu� essere:
- da domanda;
dovuta ad una eccessiva pressione sulle risorse disponibli, ad una spesa
pubblica finanziata in deficit (finanziaria) o creditizia (finanziata con BM);
- da costi; dovuta al trasferimento sui prezzi di maggiori
costi;
- da profitti; dovuta all'aumento del margine di profitto connesso
a forme di mercato non concorrenziali;
- importata;
dovuta ad afflussi di capitale, deprezzamento del cambio o ad un aumento del
costo delle materie prime;
�
Utilizzando il
principio del costo pieno in mercati non concorrenziali possiamo esprimere i
prezzi in questo modo:
p = (w/π)(1 + g)
che in termini
dinamici diventa
p� = w� -�
π� + (1 + g)�
questo ci
dimostra che in fondo una causa dell'inflazione � il tentativo dei percettori
di reddito di accrescere la propria quota di reddito reale.
Questa equazione
in termini dinamici ci fa capire quali sono le variabili da controllare per
evitare (o controllare) l'inflazione.
Il prof. Alban W.
Phillips, nel corso dei suoi studi, osserv� una relazione impirica che legava
l'inflazione alla disoccupazione ( p� = f(u) )
Prendiamo
l'equazione
p� = w� -� π�
+ (1 + g)�
da cui
sostituendo w� con f(u) otteniamo
p� = f(u) -�
π� + (1 + g)�
e, se teniamo
fissi π� e (1 + g)� otteniamo la curva di Phillips trasformata
p� = f(u)
che se lineare
assume la forma p� = a - bu .
La curva di
Phillips, dunque, evidenzia l'esistenza di un trade-off tra disoccupazione e
inflazione (si presenta come un "men�" di scelta del policy maker).
�
16
Lezioni
di Politica Economica
Esempio
Ammettiamo, prima
di tutto che il sistema economico sia caratterizzato da tali relazioni:
w� = 0,15 - 3u
π� = 0,05
(1 + g)� = 0,10
allora
sostituendo otterremo che p� = (0,15 - 3u) - 0,05 + 0,10 ,
se poniamo p� = 0
otteniamo che il tasso di disoccupazione compatibile con questo livello di
inflazione � 0,06 circa, e se poniamo u = 0 otteniamo che p� = 0,20. Queste
sono le intercette per disegnare la curva di Phillips con un grafico.Ora,
l'esercizio ci pu� chiedere:
1 - E' possibile
raggiungere contemporaneamente u = 0,04 e p� = 0,06?
2 - Ed u = 0,05 e
p� = 0,05?
Per dare una
risposta bisogna sostituire u = 0,04 e poi u = 0,05 (prima uno e poi l'altro)
all'interno dell'equazione di p� e vedere se il valore di quest'ultimo che ne
scaturisce sia quello definito dall'obiettivo. In questo caso l'unico obiettivo
raggiungibile � u = 0,05 e p� = 0,05 che nel grafico della curva di Phillips
sottostante equivale al punto B. Infatti, andando a sostituire per u = 0,04 si
ottiene un p� diverso da 0,06 ed il punto "A" �, proprio per questo,
fuori dalla curva. In poche parole questo � il significato di "men�"
di scelta: il policy maker pu� scegliere i valori di "p� "o " u
" che si trovano sulla curva. La domanda che si dovr� porre, dunque, sar�
"bassi livelli di disoccupazione e alti livelli di inflazione o alti
livelli di disoccupazione e bassi livelli di inflazione?".
Il grafico
dell'esempio �:

17
I fallimenti macroeconomici del
mercato
2.3 Crescita e (sotto)sviluppo.
Per crescita
intendiamo pi� che altro un aumento del reddito dovuto ad una crescita della
popolazione e del progresso tecnico; mentre, per sviluppo, intendiamo un
miglioramento del benessere dovuto, ad esempio, ad un miglioramento delle
condizioni sanitarie o ad un aumento della scolarit�. L'importante � sapere che
lo sviluppo � un concetto pi� generale di quello di crescita e che tiene conto
anche di quest'ultima (oltre che dell'ISU). In breve, pu� esservi crescita
senza sviluppo.
Un concetto molto
importante � quello di reddito potenziale, ovvero, quel livello di reddito
raggiungibile con il pieno utilizzo delle risorse fisiche e materiali
Yp =� πFL
18
Lezioni
di Politica Economica
2.4 Squilibri della bilancia dei pagamenti.
La BP
contabilizza tutte le transazioni economiche tra i residenti e non residenti.
E' composta da
tre conti:
- Conto corrente = Partite correnti + partite invisibili;
- Conto capitale = Attivita intangibili + trasferimenti unilaterali;
- Conto finanziario = Mov. di capitali + variazione delle riserve;
Quelli che ci
interessano di pi� sono il Conto corrente e il Conto finanziario ed in particolare
il saldo delle partite correnti (nel primo) e i movimenti di capitale (nel
secondo).
BP = PC + MK (se MK � > 0 ma < di PC allora BP > 0)
dove PC = X � M
Ogni avanzo o
disavanzo della BP comporta una variazione delle riserve che, a sua volta,
influenza la base monetaria. In particolare, se BP > 0 le riserve aumentano e la base monetaria in
circolazione aumenta (la BC cede moneta nazionale in cambio di quella estera).
Il saldo delle
PC, in particolare, dipende dal tasso di cambio reale che pu� essere espresso
come:
e(r) = ep/p(w)
dove
"ep" � il livello dei prezzi nazionali espressi in valuta estera cos�
che, se "ep" � maggiore di "p(w)" si ha una perdita di
competitivit� dovuta all�apprezzamento del tasso di cambio reale) per cui i residenti all'estero
troveranno pi� costose le esportazioni nazionali e queste tenderanno cos� a
diminuire, mentre i residenti troveranno meno costose le importazioni che
tenderanno, cos�, ad aumentare.
In termini
dinamici avremo:
e(r)� = e� + p� - p(w)�
�
possiamo dunque
affermare che la variazione (nel tempo) della competitivit� dipende dal livello
dell'inflazione interna (p�), dal livello di quella esterna (p(w)�) e da quello
tasso si cambio nominale (e�).
19
I fallimenti macroeconomici del
mercato
I movimenti di
capitale, invece, dipendono dal tasso di interesse interno, esterno e dalle
aspettative sui tassi di cambio (� possibile, infatti, che i tassi di interesse
nazionali siano minori dei tassi internazionali ma, se ci si aspetta un
apprezzamento della nostra moneta � probabile che i profitti derivanti
dall'investire all'estero siano minori da quelli ottenibili dall'investire nel
proprio paese una volta che questi sono stati convertiti nella propria valuta
nazionale!).
Se il tasso di
interesse interno � maggiore di quello esterno gli investitori troveranno pi�
vantaggioso investire in italia: se la mobilit� dei capitali � alta (ovvero
basta un piccolo punto di differenza tra i tassi per provocare l'afflusso o il
deflusso di grandi quantit� di capitali) il "boom" della domanda di
moneta interna da parte degli investitori esteri al fine di acquisire attivit�
nazionali provocher� un apprezzamento del cambio ed effetti, quindi, sulla
competitivit� reale (e viceversa per la diminuzione dei tassi di interesse
nazionali). Per questo motivo le autorit� monetarie devono tenere costantemente
sotto controllo i tassi di interesse in situazioni del genere.
Riassumendo:
PC dipende da: p
(-); p(w) (+); e (-); Y (-); Y(w) (-)������
i segni accanto
indicano gli effetti positivi (+) o negativi (-) che una variazione delle
variabili comporta sul saldo delle partite correnti.
Mk dipende da: i
(+) ; i(w) ; e�e (+)
le variabili con
la (w) accanto si intendono estere e "e�e" st� ad indicare
l'aspettative sul tasso di cambio.
Dunque possiamo
concludere dicendo che, considerando fissi i prezzi, le avariabili estere e le
aspettative sul tasso di cambio, allora
BP dipende da:
Y;� i; e;

20
Lezioni
di Politica Economica
Se il reddito
aumenta spostandosi da A e B allora le importazioni, che dipendono da esso,
aumenteranno e peggiorer� il saldo delle partite correnti: nel punto B la
bilancia dei pagamenti sar� in equilibrio solo ad un tasso di interesse
maggiore del precedente tale da colmare la perdita subita dalle PC con un
aumento dei MK.
La sua
inclunazione, infatti, dipende dalla propensione ad importare e dalla mobilit�
dei capitali al tasso di interesse: � perci� orizzontale in caso di
"perfetta mobilit�" dei capitali.
Esempio. Effetti
di una svalutazione del tasso di cambio:
Una svalutazione
del cambio f� spostare verso il basso la curva BP e il miglioramento della
competitivit� che ne deriva f� spostare verso l'alto la curva IS. A questo
punto l'avanzo della bilancia dei pagamenti provocher� un accumulo di riserve
e, quindi, la creazione di base monetaria (la curva LM si sposta in LM')

Con questo
esempio abbiamo, dunque, visto che le decisioni delle autorit� monetarie (come
una svalutazione del tasso di cambio o la creazione/distruzione di base
monetaria) influiscono sulla parte reale dell'economia e sulla bilancia dei
pagamenti tramite appunto PC o MK.
21
I fallimenti macroeconomici del
mercato
�2.5
Il meccanismo di trasmissione della politica monetaria.
Per meccanismo di
trasmissione della politica monetaria si intende quel "meccanismo",
appunto, mediante il quale le decisioni delle autorit� monetarie vengono
"trasmesse" alla parte reale dell'economia influenzando il livello
del prodotto e dei prezzi.
Ha inizio con una
modifica dei tassi di interesse ufficiali, del coefficiente di riserva
obbligatoria (o di BM) il che si ripercuote sui tassi di interesse di mercato,
sul tasso di cambio e sulle condizioni generali di credito e liquidit� del
sistema economico.
Le variazioni
delle condizioni del mercato finanziario determinano modificazioni delle
decisioni di risparmio, di spesa e di investimento delle famiglie e delle
imprese determinando, in ultima istanza, una varione del livello di domanda
aggregata (e quindi del prodotto interno) e dei prezzi.
Prendiamo come
esempio una politica monetaria di tipo espansivo in un sistema economico
caratterizzato da cambi flessibili ed elevata mobilit� dei capitali:
Assumiamo che vi
sia un aumento della base monetaria (la curva LM si sposta verso destra).Questo
comporta che nel mercato monetario il tasso di interesse di equilibrio sia pi�
basso, il che significa che ora le imprese e le famiglie troveranno meno
costoso farsi finanziare i propri investimenti: come sappiamo, infatti, gli
investimenti dipendono negativamente dal tasso di interesse, percui, una sua
diminuzione tenderebbe ad aumentare il livello degli investimenti.
In particolare,
tale aumento (degli investimenti) sposta la curva AD verso l'alto a destra (gli
investimenti fanno parte della domanda aggregata) determinando altri livelli di
reddito e di prezzi superiori alla situazione di partenza.
Ora, l'aumento
del reddito comporta un aumento delle importazioni (mY) e quindi un
peggioramento delle partite correnti e, se come ipotizzato, la mobilit� dei capitali
� abbastanza elevata allora la diminuzione dei tassi porter� ad un elevato
disavanzo dei movimenti di capitali nonch� ad un disavanzo generale della
bilancia dei pagamenti provocando un deprezzamento del tasso di cambio (la
curva BP si sposta verso il basso) e quindi un miglioramento della
competitivit� (traducibile in una ripresa delle esportazioni).
22
Lezioni
di Politica Economica
Graficamente si
ha:

23
I fallimenti macroeconomici del
mercato
2.5 Canali di creazione di base monetaria.
La Banca centrale
pu� creare moneta attraverso quattro canali:
- Estero; l'aumento delle riserve ufficiali connesso con un
avanzo di BP causa un aumento di BM. In cambi fissi l'effetto � automatico, nel
senso che l'aggiustamento non pu� avvenire attraverso una variazione del tasso
di cambio e quindi della competitivit� reale (cosa che � invece possibile in
cambi flessibili). La BC allora pu� "sterilizzare" la creazione di
moneta avvenuta attraverso questo canale distruggendola attraverso altri (ad
es. attraverso operazioni di mercato aperto). In conclusione, il canale estero
non � controllabile in cambi fissi ;
- Tesoro; la base monetaria viene creata acquistando sul
mercato primario i titoli del debito pubblico in cambio di moneta (che viene
appositamente creata). In Europa questo canale � precluso essendo vietata� dagli accordi di Maastricht la c.d. monetizzazione
del debito pubblico;
- Operazioni di mercato aperto; la base monetaria viene creata dalla BC per poter
acquistare titoli sul mercato secondario e distrutta nel momento in cui si
trova a vendere titoli in cambio di moneta;
- Banche;� le banche
possono creare moneta attraverso il meccanismo del moltiplicatore dei depositi
(i depositi bancari sono considerati moneta a tutti gli effetti! ). Questo
canale sarebbe controllabile senza difficolt� se "h" e "j"
fossero fissi, ma cos� non � dato che dipendono dai tassi di interesse correnti
e attesi;
24
Lezioni
di Politica Economica
2.6 Il moltiplicatore dei depositi.
La capacit� delle
banche di creare una quantit� di depositi superiore a quella iniziale st� nel
fatto che la "dispersione" in riserve � minima.
Possiamo
esprimere la base monetaria in circolazione come:
BM = BMP + BMB
ovvero base
monetaria detenuta dal pubblico (BMP) e base monetaria detenuta dalle banche
(BMB), inoltre:
BMP = D x h����������������������
BMB = D x j��� (dove h e j sono una percentuale dei
depositi)
allora BM = (D x
h) + (D x j) = BM = D (h + j), da cui
![]()
e se Ls = BM + D �equivale a dire che Ls = BMP + D e,
sostituendo a D il suo equivalente ricavato in precedenza otterremo che
�
![]()
�
per cui, se h e j
sono sufficientemente piccoli allora l'offerta totale di moneta (Ls) � un
multiplo della base monetaria (BM) in circolazione.
�
25
I fallimenti macroeconomici del
mercato
Riprendiamo ora
gli effetti delle decisioni della politica monetaria sulla bilancia dei
pagamenti e, in generale, sul sitema economico.
EFFETTI DI UNA POLITICA MONETARIA RESTRITTIVA IN
CAMBI FLESSIBILI ED ELEVATA MOBILITA' DEI CAPITALI
Una diminuzione
di BM (spostamento verso sinistra della curva LM) comporta un aumento dei tassi
di interesse e quindi una diminuzione degli investimenti e conoseguentemente
anche del livello del reddito di equilibrio. Questa diminuzione influisce sul
saldo delle partite correnti in particolare mediante la diminuzione delle
importazioni e, se la mobilit� dei capitali � particolarmente elevata allora
l'aumento dei tassi di interesse porter� ad un afflusso di capitali tale da
portare in avanzo la bilancia dei pagamenti (la BP si sposta verso l'alto).
L'apprezzamento del tasso di cambio reale che ne deriva influisce in modo
negativo sul saldo delle partite correnti (spostando indietro la IS)

Una politica
monetaria restrittiva, quindi, � pi� efficiace quanto pi� � elevata la mobilit�
dei capitali.
�
26
Lezioni
di Politica Economica
EFFETTI DI UNA POLITICA MONETARIA ESPANSIVA IN CAMBI
FLESSIBILI E BASSA MOBILITA' DEI CAPITALI
Se la mobilit�
dei capitali � relativamente bassa allora l'inclinazione della curva BP �
maggiore (al limite verticale). Questo vuol dire che la diminuzione dei tassi
di interesse non provoca una grossa fuga di capitali e, assieme all'effetto
negativo sulle partite correnti provocato da un aumento del reddito non
comnporta una grossa svalutazione del tasso di cambio reale. L'effetto � un
lieve spostamento verso destra della curva LM

Si dimostra,
quindi, che una politica monetaria espansiva in queste condizioni � poco
efficace.
27
I fallimenti macroeconomici del
mercato
EFFETTI
DI UNA POLITICA FISCALE ESPANSIVA IN CAMBI FISSI ED ELEVATA MOBILITA' DEI
CAPITALI
Un aumento della spesa pubblica sposta la
IS verso destra provocando un aumento del reddito e del livello del tasso di
interesse. Quest'ultimo effetto, in particolare, provocherebbe un apprezzamento
del tasso di cambio (data l'elevata mobilit� dei capitali) se le autorit�
monetarie non intervenissero "accomodando" con una politica monetaria
espansiva (tale da spostare la LM verso destra fino al punto del nuovo
equilibrio determinato dall'intersezione tra la curva IS e BP)

In questo caso, una politica fiscale
espansiva � molto efficace.
28
Lezioni
di Politica Economica
EFFETTI
DI UNA POLITICA FISCALE ESPANSIVA IN CAMBI FLESSIBILI ED ELEVATA MOBILITA' DEI
CAPITALI
L'iniziale aumento del livello di spesa
pubblica (spostamento della curva IS in IS ') provoca un aumento di tassi di
interesse e di reddito. L'aumento dei tassi, in particolare, provoca un
apprezzamento del cambio e una perdita di competitivit� (la curva IS ' si
sposta in IS '') che "spiazza" l'aumento iniziale del reddito

In queste condizioni, perci�, una politica
fiscale espansiva � poco efficace.
Stesso effetto si verifica se la politica
fiscale � restrittiva: la diminuzione del reddito � "alleviata" da un
deprezzamento del cambio reale che provoca una ripresa delle esportazioni e una
diminuzione delle importazioni (la IS si sposta di poco in avanti).
29
I fallimenti macroeconomici del
mercato
EFFETTI DI UNA POLITICA MONETARIA ESPANSIVA IN CAMBI
FISSI E ELEVATA MOBILITA' DEI CAPITALI
Se i cambi sono
fissi allora l'autorit� monetaria del paese si impegner� a tenere vincolato il
cambio ad un certo valore. Per fare ci�, quindi, sar� disposta ad assecondare
tutta la domanda di moneta sul mercato e a ritirare quella in eccesso per
evitare l'apprezzamento o il deprezzamento del cambio. In questo caso, per
esempio, un aumento della base monetaria fa spostare la curva LM verso il basso
a destra: questo provocherebbe un deprezzamento del cambio se le autorit� non
distruggessero tutta la quantit� di moneta creata

In queste condizioni, una politica
monetaria espansiva � poco efficace, ovvero, lo � totalmente in caso di
perfetta mobilit�.
�
Concludendo, si pu� dire che anche
attraverso l'utilizzo degli strumenti della politica fiscale (tasse,
trasferimenti, spesa pubblica) lo Stato pu� intervenire sulla BP.
�
FINE
30