Appunti Corso Matematica Generale
Universit� La Sapienza sede di
Latina - Anno 2004/2005
prof.ssa Giuseppina Bruno
Indice
1.2������ OPERAZIONI
FRA INSIEMI
1.4������ OPERAZIONI
FRA EVENTI
1.5.3����� Insiemi
di numeri Razionali
1.5.4����� Insiemi
di numeri IRRazionali
1.5.5����� Insiemi
di numeri Reali
1.5.6����� Insiemi
di numeri Complessi
1.6.3����� Prodotto
di Vettori
1.6.4����� Legame
fra Insiemi e Vettori
1.6.5����� Rappresentazione
Grafica di vettori
1.6.6����� Combinazione
Lineare
1.7.2����� Matrici
Simmetrica (quadrata)
1.8������ SISTEMI
DI EQUAZIONI LINEARI
1.8.2����� Teorema
di ROCHE-CAPELLI
I -> Insieme Semplice ; W -> Insieme
Universo

I = { a,b,c,d } Rappresentazione Insiemi Finiti
I = { 1,2,3,4,���.. } Rappresentazione Insiemi InFiniti
Un altro metodo di
rappresentazione di un insieme infinito consiste nel definire una Regola di
Costruzione ad esempio: �Ogni elemento � ricavato aggiungendo 1 al precedente�
e nel caso dei numeri Naturali diventa molto facile capire com�� fatto.
I = { x
e W:propriet� vera in comune}
Tutti gli
x appartenenti ad Omega Tale Che (�:� o �|�) la propriet� � vera�

SI dice A strettamente incluso in
B e si rappresenta con� A
�B
�
SI dice A incluso-uguale B. e si
rappresenta con A
�B
Le operazioni con cui vengono
svolte gli insiemi sono:
����������������������������������������� Algebra
di Tipo Binario - e
e
�(Non Appartiene)
(Teoria degli Insiemi)
Algebra Chiusa.
(Le Operazioni fra
Insiemi danno
come risultato
sempre un altro insieme)
L�Algebra Booleana (Si o No) � sia
chiusa che Binaria ed � l�algebra degli insiemi.
-
Unione (A U B)
Dati 2 Insiemi A e B si chiama
Unione quell�operazione che ha come risultato un insieme, al quale appartengono
tutti gli elementi di A, di B e tutti gli elementi appartenenti
contemporaneamente sia ad A che a B ovvero quelli in comune.


A = {a,b,c} e B = {1,2} -> A U B = {a,b,c,d,1,2}
-
Intersezione (A
�B)
E� un�operazione che ha come
risultato un nuovo insieme costituito Esclusivamente dagli elementi
appartenenti sia ad A che a B, ovvero gli elementi in comune.��


������������������������������������������������������������������������������������ Qui
l�insieme � vuoto
������������������
L�Intersezione fra due insiemi A e
B, dove A
B (A incluso B), corrisponde all�insieme A.
Sia Unione che Intersezione non Godono della Propriet� Commutativa, ovvero quando il risultato non cambia, cambiando l�Ordine degli Elementi.
-
Differenza (A - B) Non gode della Propriet� Commutativa
La differenza fra Insiemi A-B �
un�operazione che ha come risultato un nuovo insieme costituito dagli elementi
che appartengono Esclusivamente ad A e non anche a B.

o anche
|
|
|
������������������
Se invece avessimo A-B con B
incluso in A sarebbe:
|
Essendo B sottoinsieme di A, la Differenza A-B = CAB E� detta Complemento dell�Insieme B. Dove la C sta proprio per Complemento. |
|
Se A e X
sono due insiemi ed A � sottoinsieme di X , (
),
la differenza X-A si chiama complementare di A
rispetto ad X e di denota con :
.
�

-
Prodotto Cartesiano (A x B)
Non � valida per questa operazione
la propriet� commutativa.
AxB � un�operazione che da come
risultato un insieme, costituito da tutte le coppie Ordinate del tipo (a,b) che
si ottengono prendendo il generico elemento a di A e il generico elemento b di
B.
AxB
(a,b) derivante da aeA -> A = {a,b,c,d}
������ ����������� �������beB
-> B = {1,2,3}
AxB = {a1, a2, a3, b1, b2, b3, c1, c2,��..d2, d3}
Mentre non vale il contrario cio�
in ordine inverso cio� AxB = {1a,1b,�..3d}
AxB = { aeA, beB : (a,b)}
Ovvero tutti gli a appartenenti ad
A e tutti i b appartenenti a B, tale che � vera la propriet� (a,b).Nel caso
invece che i due insiemi coincidano si da vita a Insiemi con esponente ovvero:
A x A = A2 oppure ancora An = A x A x A x A���..x A.
Un Evento � una proposizione
deducibile, cio� pu� essere vera o falsa.
La Preposizione corrisponde ad una
frase di senso compiuto, cio� della quale si pu� dire senza ambiguit� se � vera
o falsa.
Def.
Un Evento � una frase di senso
compiuto della quale si pu� decidere senza ambiguit� se � vera o false, proprio
attraverso la Logia.
L�Evento SEMPRE VERO si dice
CERTO, cio� non ammette incertezze nell�ambito della sua determinazione.
Un elemento che Si Verifica si dice Vero.
Un elemento che Non si Verifica si dice Falso.
Un elemento che Non si verifica Mai, invece, come lo � si dice Impossibile.


������ Evento Certo ������������������������������ ���Evento Possibile
Anche nella Logica di Eventi l�insieme
si indica con la lettera maiuscola, ma nel Blasi questo esempio viene riportato
cos� e non si sa perch� comunque in linea di massima vale la maiuscola ma in
questo caso saremo allineati al libro per continuit�.
Un Evento Vero appartiene (e) all�insieme.
Dati due eventi (o proposizioni) p
e q, si dicono Equivalenti se sono o
entrambi veri o entrambi falsi; cio� se � vero l�uno lo � anche l�altro.
L�Uguaglianza non riguarda il contenuto/valore della proposizione (ad esempio di
due frasi) ma il Valore Logico.
Diciamo Coincidenti i Valori Logici ma non il contenuto della
proposizione.
Con riferimento agli insiemi,
possiamo rappresentarli dicendo che l�Evento deve essere contenuto in entrambi
gli insiemi p e q o in nessuno dei due.
��������
|
p,q ���� ->������ p=q cio� p e q sono coincidenti |
|
Dati due eventi si dicono Incompatibili
fra loro, se il verificarsi dell�uno Esclude
quello dell�altro.
|
Cio� se un elemento appartiene ad un insieme e non
appartiene all�altro lo esclude. |
|
Due insiemi p e q, si dice che p Implica
q, quando se p � vero � vero anche q, ma non � necessariamente vero il
viceversa. E si indica con p => q.
Quando il verificarsi di p
comporta automaticamente il verificarsi di q, ma non � detto che valga
lo stesso il contrario, a tal proposito si parla di Insieme Improprio, cio� che
�potrebbe� coincidere con q ma non �
provato.
Non � detto neanche che se p non
si verifica allora non si verifica anche q, infatti la propriet� riguarda p e
solo se la stessa � vera.
p => q����������� p �
condizione sufficiente per q.
Affinch� p sia vera �
Assolutamente Necessario che q sia vera, � necessario perch� se q � falsa
allora non potrebbe assolutamente appartenere a p;poich� se q contiene p e se q
� falsa non pu� esserlo anche p.
P pu� essere vera (verificata) o falsa
sempre che q � vera (cio� esista).
Vista al contrario invece
q � condizione necessaria per p.
�����������������������
Se p => q e q => p, allora i due insiemi devono
coincidere, cio� p <=> q.
p e q sono
equivalenti.
Anche
qui interviene l�algebra Booleana, che si caratterizza un po� come per gli
insiemi come Chiusa e Binaria.
Dati due
eventi p e q, si chiama Somma Logica l�operazione che da come risultato un
nuovo evento che � vero quando almeno uno dei due eventi iniziali (p,q) � vero e
falso quando sono falsi entrambi..
Il
Concetto � quello dell�UNIONE visto per gli insiemi.
Es. p + q -> p v q
-> p U q
Dati due
eventi p e q, si chiama Prodotto Logico l�operazione che da come risultato un
nuovo evento(appunto prodotto logico) che � vero solo quando sono entrambi veri
i due eventi iniziali (p,q) e falso quando almeno uno dei due � falso.
Il
Concetto � quello dell�INTERSEZIONE visto per gli insiemi.
Es. p x q -> p ^ q
-> p
�q.
Es.
Se p e q
sono incompatibili, allora il prodotto logico fra i due � impossibile, poich�
non hanno parti in comune. p ^ q = 0
Es.
Se p
=> q , e se p � contenuto in q allora p ^ q = p,
perch� l�intersezione dei due � proprio p.

La Negazione lavora solo su un evento.
�si dice �non p� o �p negato� o �negazione di
p�.
Si chiama Negazione
quell�operazione che da come risultato un evento che � vero se p � falso e
falso se p � vero.
|
Tutti i
punti che appartengono a W ma non a p. P e |
|
Es.
Nel caso della Somma Logica p v q = 0
(Intersezione)
Nel caso
del Prodotto Logico p ^ q = W (Unione)
Nel caso p => q allora Non �
detto che se non significa che�
=>
poich�
un punto esterno a
�pu� appartenere a
.
|
Mentre se p => q� allora (p
=> q) (p
=> q) |
|
Sono insiemi di numeri naturali, ovvero ciascun numero successivo � dato
dal precedente pi� uno.
N = {1,2,3,�.}
Sono numeri naturali accompagnati dal segno + o �
L�insieme Z contiene N al suo interno , cio� N � un sottoinsieme proprio
di Z proprio perch� � contenuto in Z.
Z = {0, �1,
�2, �3, �.}
L�Insieme di numeri Razionali contiene tutti i numeri dell�universo al
suo interno, che sono il risultato di un�operazione di quoziente fra 2 numeri
interi m/n.
Q = {x e W: x = m/n}
m ed n sono numeri interi;
mentre la x (dopo il tale che) potr� essere un numero:
- Intero (1)
- decimale finito (1,57)
- decimale periodico ( 1,333333333333)
Vero � che anche se il risultato � un intero come 1, lo stesso pu� essere
rappresentato da 1,0000000000, se ne deduce che la x potr� essere sempre un
numero periodico;
|
Fra la p e la q cadono infiniti numeri che appartengono a numeri razionali. |
|
Non �
possibile stabilire quale � la consecutivit� poich� ce ne sono di infiniti;
potrei dire che al max il successivo � pi� grande, questa propriet� indica che
questo insiemi si dice ovunque Denso.
Insieme composto da cifre decimali non periodiche ma infinito.
(IRR)
R = (Q U IRR)
La Q sono i numeri razionali; IRR sono gli irrazionali, dunque R contiene
tutti i numeri: (N
�Z
�Q
�R).
Dato un numero reale a
appartenente all�insieme di numeri reali, esiste un altro numero �a (cio� a per �1), che si dice opposto di a,
ed inoltre ne esiste un altro sempre reale 1/a detto reciproco.
a e R
; -a e R
; 1/a e R
Rappresentiamo i numeri reali con punti generici su rette orientate.
|
Se voglio rappresentare 1/n, allora se m per 1/n = m/n. |
|
|
Se
voglio rappresentare 2,5 devo prendere come unit� di misura lo 0,5 un po�
come definire una scala. |
|
Rappresentiamo ora una coppia di numeri reali, nello
spazio a 2 dimensioni anzich� in uno spazio ad una sola dimensione come visto
fino ad ora.
Utilizzeremo il classico Asse Cartesiano Ortagonale
definito come il sistema di due rette orientate perfettamente perpendicolari
in un sistema ortogonale.

Nel caso dell�asse cartesiano su tre dimensioni
uvremo un�asse ortogonale �a due a due�. Coordinate (a,b,c) che corrispondono
rispettivamente a (x,y,z).

E� il pi� aampio insieme numerico di tutti, ed � rappresentato da COMPL,
costituito inoltre da quei numeri espressi secondo questa forma:
a,b
�
�
i = Unit� Immaginaria.
|
i = |
|
Z = a+ ib dove a e b sono numeri reali e
Z numero complesso
L�uninone di numeri complessi pu� anche essere un umero reale, se invece
a = 0 (cio� la pqarte corrispondente aggiuntiva) allora Z si dice essere Immaginario Puro.
Se invece b=0 allora Z = a.
Dato un numero complesso Z esiste ne esiste
sempre uno Associato, ovvero un altro numero complesso
�che � uguale a
=a- ib,
detto anche Complesso
Coniugato di Z.
Il prodotto fra Z� e
�e cio� Z
=sempre
ad un numero reale.
Es.
Z![]()
=
(a+ib)
�(a-ib) cio� il prodotto di due binomi
Z![]()
=
a2 � aib + aib � i2 b2
Z![]()
=
a2 - i2 b2�
(visto che la i2 = 1)
Z![]()
=
a2 + 1 b2 ; Z![]()
=
a2 + b2 ; Z![]()
=
a2 + 1 b2

|Z| si dice Modulo di Z e se Z dovesse
coincidere con a e per b=0, allora il risultato sarebbe |a|, che serve per
indicare il modulo del valore assoluto di un numero reale.
RCOMPL
Ponendo sull�asse delle ascisse l�asse reale
e su quellodelle ordinate l�asse immaginario avremo:

La lunghezza del segmento rappresentato da Z
� uguale al modulo di |Z|, cio� alla radice
.
n-pla =>
Gruppo di n oggetti ovvero insieme di numeri reali.
Ordinata =>
Due n-ple che contengono gli stessi numeri reali, si considerano comunque
diversi anche per il solo fatto che l�Ordine dei numeri � diverso.
Esempio
di vettore a 2 componenti:
la
coppia 1,2 � diversa da 2,1 e proprio a causa dell�ordine.
a=[1,2]
b=[2,1]
Il vettore si indica ad esempio
con la lettera a ma in grassetto �a�.
a = [a1,a2,��an]
Si dice Vettore Nullo, se le n componenti del vettore sono tutte nulle e
non solo alcune: 0 = [0,0,0,0,���0],
non lo sarebbe 0 = [0,1,0,0,�..,0].
Se il Vettore ha un solo componente
allora si parla di Scalare. Es. a = [1].
Dati 2 vettori con stesso
numero di componenti, si dicono uguali se sono uguali le componenti
che coprono la stessa posizione.
a =
[a1,a2,��an]
b =
[b1,b2,��bn]
qui a1 e b1 hanno
stesso valore e ricoprono la stessa posizione dunque stesso ordine.
Caratteristiche dei
Vettori Uguali:
-
Stesso
Numero di Componenti
-
Stesso
valore e posizione dei Componenti
Si
chiama somma di 2 vettori a + b un nuovo vettore con stessa dimensione,
cha ha come 1� componente la somma del 1� componente dei due vettori e cos� con
tutti gli altri, fino a n.
a + b =
[a1+b1, a2+b2,
a3+b3,���, an+bn]
Il
Prodotto fra due vettori � il prodotto di uno scalare per il vettore ad n
componenti, cio� di un a (alpha)
moltiplicato per gli n componenti del vettore.
Dato un
vettore ad n componenti, si chiama prodotto di uno scalare a per un generico vettore di a, un nuovo
vettore con stesso numero di componenti del vettore a, e ciascuna delle
componenti � ottenuta moltiplicando lo scalare a per
ogni componente di a.
a a = [a1 b1, a2
b2, a3 b3,���, an bn]
Esempi di Vettori
|
a = [5,6,8] b = [2,6,5]��� |
Sono
diversi perch� anche se di stessa dimensione hanno ordine e valori diversi. |
|
|
a = [-5,6,8] b = [6,8,-5]�� |
Diversi
per via dell�ordine diverso |
|
|
a = [1,2,3,4,5] b = [0,5]������ |
La
Somma � impossibile poich� il numero di componenti � diverso. |
|
|
a = [1,2] b = [0,2] |
a+b =[1,4] |
Qui la
somma � possibile. |
|
a = [p, -3, 4/3] b = [1,0,0] |
b �non � nullo dovrebbe avere tutti I vettori =
0 a+b =� [p+1, -3, 4/3] |
|
|
a = [p, -3, 4/3] a = [2] |
2a = [2p, -6, 8/3]��� 2a � proprio il nuovo nome del
vettore |
|
|
a = [p, -3, 4/3] a =
[-1] |
-a = [-p, 3, - 4/3]��� -a � proprio il nuovo nome del
vettore detto anche Opposto di a |
|
Normalmente
si raggruppano in uno stesso insieme 2 o pi� vettori con stesso numero di
componenti.
Si parla
di Insieme: Spazio Vettoriale di Dimensione n e si indica con Sn,
l�insieme di tutti i vettori aventi n componenti.
Dati a,b e Sn significa dati 2 vettori
a,b appartenenti a Sn
Dati 2 vettori appartenenti a Sn ,il loro prodotto dar� come risultato un vettore delle stesse dimensioni .
Esempio:
Lo
Spazio Vettoriale S3 corrisponde all�insieme di tutti i
vettori aventi 3 componenti, se la n fosse uguale a 1 allora avremmo uno spazio
vettoriale composto da scalari.
Il
vettore si rappresenta (Specificazione Geometrica) con una freccia a
fine retta ed elementi per costruire un vettore sono:
-
Punto di Applicazione
(punto di
partenza della freccia che generalmente coincide con lo 0.)
-
Direzione
(direzione
della retta a cui appartiene)
-
Lunghezza
(distanza
fra lo 0 origine e l�Estremo Libero del vettore punto finale della
retta)
-
Verso
(Da
Destra a Sinistra o viceversa)
Esempio1
S1 Il
vettore ha 1 dimensione cio� con un solo componente viene rappresentato su una
retta:
a =[ a1]
b = [b1]
![]()
������������������ come si vede non ha verso !
Esempio2
S2 Il
vettore ha 2 dimensioni cio� possiamo rappresentarlo sull�asse cartesiano
ortogonale:
a =[ a1,a2 ]
Il
vettore � proprio la freccia con origine 0.

Esempio3
S3 Il
vettore ha 3 dimensioni cio� possiamo rappresentarlo sull�asse cartesiano
ortogonale a 3 dimensioni:
a =[ a1,a2,a3
]

Dati
p vettori in uno Spazio Sn e dati p scalari,
si chiama Combinazione Lineare di p vettori e coefficienti a1,
a2, ap.
a1a1 + �a2a2 + ���. apap �
(dove a1, a2, ap � un
insieme di vettori)
detta appunto Combinazione Lineare
dei Vettori a1,a2,ap
con coefficienti a1, a2, ap.
Ogni ap ap � un vettore e appartiene anche
esso allo Spazio Sn.
La somma dei Prodotti corrisponder�
alla somma dei vettori appartenenti a Sn.
Esempio
a1 = [1,2,3]
a2 = [-1,-2,-3]����������������� Vettori
a3 = [0,1,0]
a1 = [2]
a2 = [-1]������������������������� Scalari
a3 = [4]
Ecco la Combinazione Lineare:
2[1,2,3] + -1[-1,-2,-3] + 4[0,1,0]
�����������������
a1 a1 = 2[1,2,3]
������������������������������������ a2 a2 = -1[-1,-2,-3]
������������������������������������������������������� a3 a3 = 4[0,1,0]
[2,4,6] + [1,2,3] + [0,4,0]
���� [3,10,9]
Dati p vettori� a1,
a2, ap e Sn e dato un altro vettore� b
e Sn, se il risultato � uguale b allora si dice che b dipende linearmente dai vettori a1, a2, ap.
a1 a1 + a2 a2 +��.+ ap ap = b
ponendo il caso precedente se
l�insieme b fosse stato uguale a [3,10,9] allora b sarebbe stato
linearmente dipendente dagli altri vettori.
Questo tipo di calcolo � richiesto
quando sono ignoti i coefficienti.
Dato un insieme di m vettori di uno spazio Sn,
si dice che questi vettori sono linearmente dipendenti TRA DI LORO se almeno
uno di essi � linearmente dipendente dagli altri.
b si dice linearmente dipendente da a1, a2, ap tale che b sia uguale
alla combinazione lineare di vettori ap
e coefficienti ap.
Dati a1, a2, am e Sn si dice che sono linearmente
dipendenti fra loro, se all�interno di questo insieme ne esiste almeno uno
linearmente dipendente dagli altri, cio� quando � combinazione lineare degli
altri.
Condizione Necessaria e
Sufficiente affinch� i vettori a1,
a2, am siano linearmente dipendenti fra loro, �
che si verifichi: a1a1 + �a2a2 + amam = 0, dove almeno uno scalare a1 + �a2 + am non sia nullo, nell�altra ipotesi
si dicono Linearmente Indipendenti.
Se i coefficienti sono TUTTI nulli
il risultato della combinazione sarebbe sempre nullo, e allora si parlerebbe di
Linearmente Indipendenti, cio� se � l�unico modo di ottenere il vettore
nullo come risultato da coefficienti nulli.
TEOREMA
In uno spazio vettoriale Sn,
esistono al Massimo delle n-ple di vettori linearmente
Indipendenti tra loro identificabili.
Una volta identificati le n-ple
vettori indipendenti, tutti gli altri vettori che verrebbero ad aggiungersi
sarebbero necessariamente linearmente dipendenti fra loro, proprio perch� finite
le possibilit� di indipendenza rimangono solo le possibilit� di dipendenza.
- - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Esempio con spazio vettoriale S4
a1� =�� [-4/3,
2, 0, 1/3]
a2� =�� [1,
6, -4, 0]
a3� =�� [5,0,-4,-1]
Considerando a1 = -3 e a2 = 1 sempre per ipotesi
Metodo per Tentativi
a3� =�� a1a1 + �a2a2 ������������
a3� =�� -3[-4/3,2,0,1/3]
+ 1[1,6,-4,0]
a3� =�� [5,0,-4,-1]
������������ Coincidendo confermiamo la
combinazione lineare
Il vettore a3 � esprimibile come combinazione lineare dei
precedenti mediante l�impiego di coefficienti a1 e a2, dunque essendoci una dipendenza
lineare dagli altri, allora c�� dipendenza lineare fra tutti i vettori.
Ci� implica che a1a1 + �a2a2 �- a3a3 ��= 0�
(il �- a3a3 ��� da intendersi
come -1a3a3 ��che � il contrario di
�a3)
- - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Esempio 2 con spazio vettoriale S3
a1� =�� [-5,
4, 1/2]
a2� =�� [5,
-4, -1/2]
a3� =�� [2/3,
5, 1/2]
Considerando a1 = -1 e a3 = 0 sempre per ipotesi
Metodo per Tentativi
a2� =�� a1a1 + �a3a3 ������������
a2� =�� -1[-5,4,1/2]
+ 0[2/3,5,1/2]
a2� =�� [5,
-4,-1/2] ���������� Coincidendo
confermiamo la combinazione lineare
Ci� implica che a1a1 + �a2a2 + a3a3 ��= 0�
- - - - - - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Esempio 3 con spazio vettoriale S2
a1� =�� [2,5]
a2� =�� [1,-1]
Ipotizzando che siano fra loro
linearmente indipendenti, ogni vettore successivamente aggiunto ne implicher�
obbligatoriamente la dipendenza.
I Vettori di uno spazio S1 sono sempre linearmente
dipendenti poich� esiste al massimo 1 vettore linearmente indipendente, dunque in un S1 con 2 vettori, l�altro
vettore � necessariamente dipendente e dunque fra loro i due vettori sono
linearmente dipendenti.
Due Vettori di uno spazio
qualunque sono necessariamente linearmente dipendenti fra loro se posizionati
sulla stessa retta.
In uno spazio S2
|
Dipendenza |
Indipendenza |
In uno spazio S2 esistono al massimo 2 vettori indipendenti fra loro,
dunque nel caso i vettori siano 3 allora saranno necessariamente dipendenti.
Dati 3 vettori appartenente ad uno
spazio vettoriale qualunque, saranno necessariamente linearmente dipendenti fra
loro se appartengono tutti allo stesso Piano.

Dato un
insieme di vettori a1, a2, a3 e Sn,
si definisce rango di questo insieme il Massimo numero di vettori
Linearmente Indipendenti che � possibile estrarre da questo insieme di
vettori dato che naturalmente pu� essere al massimo pari ad n, proprio perch�
possono essere al max tutti linearmente Indipendenti.
Si definisce Matrice nxm
semplicemente una tabella composta da nxm numeri reali
disposti su n righe e m colonne.
|
aij = elemento GENERICO della
matrice, ovvero numero reale che occupa la riga i e la colonna j. Le righe vanno da 1 ad n Le colonne da 1 ad m i = indice riga j = indice colonna |
|
Se n = m allora la matrice si dice
Matrice Quadrata di Ordine n.

Diagonale Principale
� la diagonale che attraversa gli
elementi della matrice quadrata con stessi indici i e j detti
indici di riga e colonna.
|
Diagonale Principale a1n |
|
Diagonale Secondaria a(n-1) |
|
Gli elementi Simmetrici rispetto
alla diagonale principale sono uguali:
aij = aji�
(per ogni)
i,j
Ovvero � una matrice quadrata i
cui elementi simmetrici (al di qua e al di la della diagonale principale) sono
uguali
|
|
Qui 4 e 5 sono diversi dunque la matrice non � quadrata simmetrica ma solo quadrata. Cio� aij |
������������������
Quando invece n ed m sono diversi
allora si dice che la matrice � rettangolare, quando per� in un esercizio non
viene specificata se � rettangolare o quadrata la propriet� che si esprime �
valida per entrambe le tipologie.
A = [a11 �a12� � a1m]
E� una matrice del tutto simile ad un vettore riga 1xm dove cio� 1 riga ed m colonne.
�
E� una matrice del tutto simile ad
un vettore colonna nx1 dove cio� n riche ed 1 colonna.
|
|
La matrice nxm
si pu� conmsiderare come un insieme di n vettori riga
|
La matrice viene utilizzata per
mettere insieme m vettori di uno spazio Sn ed n vettori di uno spazio Sm.
Data una generica matrice nxm
(quadrata o rettangolare appunto generica) A, si chiama Trasposta e si
indica con AT , una matrice mxn
ottenuta dalla matrice originaria A scambiando le righe con le colonne.

Se la matrice A � quadrata e simmetrica di ordine
n , allora la sua Trasposta AT coincide con A cio� A = AT
Quando si parla di Linee
Parallele o Colonne Parallele si indicano o due righe o due colonne
della matrice ma parallele.
Ad una matrice quadrata di
ordine n, � possibile sempre associare un numero reale, detto Determinante.
Pu� essere rappresentato con 3
simbologie: �
1) DA
2) detA
![]()
![]()
3)�
a11�� a12�� a1m
���� a11��
a12�� a1m
������������������������
an1�� an2�� anm
������������������
������������������ Calcolo
del Determinante
1� Metodo Matrice 1x1
![]()
Se n=1 ed m=1 si ha
che A=[a11] dunque detA =�� a11���
![]()
�a11�� �non � il valore ASSOLUTO di a11 ma solo il simbolo del
determinante.
Cio�
il
suo determinante �
�e non
.
2� Metodo Matrice 2x2
|
|
Il Determinante si calcola per differenza tra il
prodotto degli elementi della diagonale principale e quella della secondaria |
detA = a11 a 22 � a 12 a 21
3� Metodo Matrice 3x3 � Regola di
SARRUS - solo per
matrici di ordine 3 quadrate

Si copiano a desra le prime 2
colonne e si fa la differenza dei prodotti ottenuti dalla diagonale principale
meno quelli della secondaria.

![]()
4� Metodo
Universale per il calcolo di qualsiasi tipo di matrice
Es. con matrice
sempre di ordine 3
DetA = a11 (-1)(somma indici n+m)�
se la somma di n+m
da dispari allora cambia il segno del (-1)
Moltiplicato per il determinante
della matrice di ordine 2 ottenuto eliminando 1� riga e 1� colonna.
|
DetA = (-1)(1+1) a11 |
|
Poi si aggiunge il 2� elemento
della prima riga della matrice iniziale e si eliminano la seconda riga e
seconda colonna
|
+ (-1)(1+2) a12 |
|
Poi si aggiunge il 3� elemento della
prima riga della matrice iniziale e si eliminano la terza riga e terza colonna
|
+ (-1)(1+3) a13 |
|

DetA = a11(a22 a33 - a23 a32) +
- a12(a21 a33 - a13 a31) +
+ a13(a21 a32 - a22 a31)
cio� si moltiplicheremo prima i termini accompagnati dal segno + e poi sottrarremo il prodotto dei termini accompagnati dal segno -
DetA = a11 a22 a33 + a12 a23 a31 + a13 a21 a32 +
- a11 a23 a32 - a12 a21 a33 - a13 a22 a31
Per scrivere tutto in forma
sintetica, possiamo notare che quello che si muove � l�indice di colonna mentre
quello di riga � sempre 1:
|
a11 a12 a13������ �dunque |
|
Aij = Minore Complementare dell�elemento
aij.
Determinante della sottomatrice
quadrata di ordine 3-1 ottenuta eliminando la riga i e la colonna j, ed � detto
A�ij = (-1)(1+j) Aij
Complemento Algebrico dell�elemento Aij
Es.
Minore Complementare A13 = -5
Complemento Algebrico A�ij = (-1)(1+3) -5 -> A�ij = -5
Es.
Minore Complementare A14 = -7/4
Complemento Algebrico A�ij = (-1)(1+4) -7/4� -> A�ij = 7/4
Si dice Complemento algebrico dell�elemento Aij e si indica con A�ij il minore complementare di Aij preso con segno opposto se la
somma di i+j � dispari e viceversa se � pari.
�
Data una QUALUNQUE matrice quadrata di ordine n, il suo determinante si ottiene facendo la somma dei prodotti degli elementi di ogni riga per i rispettivi complementi algebrici.
Facendo la somma dei prodotti
degli elementi delle altre linee della matrice, oltre alla prima, per il
proprio complemento algebrico si otterr� il determinante.
|
|
a21 A�21 + a22 A�22 + a23 A�23 |
O ancora se ci muoviamo sulle
colonne
|
|
a13 A�13 + a23 A�23 + a33 A�33 |
Dunque il determinante si calcola
facendo la somma dei prodotti di QUALUNQUE riga o colonna per il proprio
Complemento Algebrico.
Propriet�:

e questo tipo di calcolo � simile
per gli altri tre elementi pari a 0
se invece calcoliamo solo il terzo

dunque avremo
|
0 + 0 + |
|
+ 0 |
|
0 + 0 + |
|
+ 0 |
-4 [(2 6 1) + (-3 1 5) + (5 4 -1)
- (5 6 5) - (2 1 -1) - (-3 4 1)]
5� Metodo
Universale per il calcolo di qualsiasi tipo di matrice
Data una matrice generica nxm, il
Minore di Ordine K per 1<=K<=MIN(n,m), � dato dal determinante di una
qualunque matrice quadrata di ordine K che � estraibile dalla matrice data.

���
Il minore di ordine K in una matrice 3x2 pu� essere al max uguale a due, per scoprirlo ottengo dalla matrice originaria alcune altre sotto-matrici di ordine 2, se il minore non � ottenibile da queste, provo ad estrarlo da quelle di ordine 1.
Le sotto-matrici che si ottengono
sono prima 3 matrici di ordine 2, e poi 6 matrici di ordine 1 (scalari)
Il Minore potrebbe per� essere
nullo !
Data una generica matrice nxm, si
chiama CARATTERISTICA della matrice e si indica con pA il Massimo
di ordine di minore non nullo estraibile dalla matrice stessa, ovvero
ricercare qual � il minore non nullo pi� grande estraibile.
Es. in riferimento al caso di
prima, se fra i minori di ordine 2 almeno uno non � nullo allora quello
corrisponde alla caratteristica.
0<= pA<=MIN(n,m)
Si dice che pAcoincide
con 0 se e solo se gli elementi della matrice sono tutti nulli, in tutti gli
altri casi sar� >=1 e quindi
1<= pA<=MIN(n,m)
Sar� inoltre uguale a 1 se e solo
se almeno uno � diverso da 0 e tutti gli altri di ordine superiore sono nulli.
Nell�esempio precedente quelli di
ordine 2 sono tutti nulli e fra quelli di ordine 1 due sono diversi da 0
(verificare nell�esempio sugli appunti era poco chiaro).
La caratteristica � pA
se esiste almeno un minore dell�ordine pA diverso da 0, mentre
gli altri sono tutti nulli.
Procedura:
Calcolo i minori di ordine max:
se almeno uno � diverso da 0
allora ho indivisuato la caratteristica;
se sono tutti nulli provo a
trovare il minore delle sottomatrici di ordine inferiore n-1 e continuo cos� fino
a che non ne trovo uno.
1 <= K <=MIN(n,m)
Qui il minore non � 3.
Provo a calcolare il minore di
ordine inferiore cio� uguale a 2.
Anche qui sono tutti nulli
Non rimane che quello di ordine 1
poich� almeno uno scalare non � nullo.

IlpA �� di ordine 1 dunque pA = 1.

IlpA �� diverso
da 3.
Scendo al livello di ordine 2.

dunque la IlpA = 2.
Dato il pA,
all�interno di n vettori riga Є Sm �e di m vettori colonna Є Sn,
il rango degli n vettori riga � pA e lo stesso vale
per gli m vettori colonna, ci� significa che il rango degli m
vettori colonna � pA e che ci sono pA
vettori linearmente indipendenti, mentre i rimanenti ovvero m-pA
sono linearmente dipendenti.
Determiniamo il rango della
matrice composta dagli nxm vettori rigaxcolonna.
La Caratteristica di una
matrice � uguale al Rango dell�insieme di vettori della matrice ma
distinta per quelli di riga e per quelli di colonna.
Deve cio� essere stabilito quanti
vettori riga sono linearmente indipendenti.

Significa che la caratteristica �
2 e cio� il rango dei vettori colonna � 2 (pA=2).
Ci sono infatti al max 2 vettori
linearmente indipendenti fra loro, dunque il 3� comporta che ci sia
obbligatoriamente dipendenza lineare fra loro.
Vettore 2 2 1
Vettore 1 1 1
Ma qual � la coppia dei
linearmenti indipendenti ?
Essa corrisponde ai vettori che
hanno contribuito alla definizione della Caratteristica cio� �� 2 1�������� ovvero
i primi due vettori
��������������������������� 1
1
Si evince che la coppia di vettori
linearmente indipendenti sono ![]()
Ma rispetto ai primi due il 3� �
combinazione lineare degli altri due appena citati e quindi rende cmq
linearmente dipendenti anche gli altri fra loro, ovvero esisteranno dei
coefficienti che lo permettono.
I vettori linearmente indipendenti
non sono solo 2, ma si indica che � una coppia di vettori, e non una sola o
solo quella.
Ma quali sono i coefficienti della
combinazione lineare ?
Si chiama Sistema di n
equazioni lineari, in m incognite, un�espressione del tipo
a11 x1 + a12 x2 + ��� +
a1m xm = b1
a21 x1 + a22 x2 + ��� +
a2m xm = b2
������� ������� ������� ������� ������� ���
an1 x1 + an2 x2 + ��� +
anm xm = bn
�
le
x1, x2, ��, xm sono le incognite.
�
Gli
a1m, a2m, ��, a1m sono le incognite,(Termini
Moltiplicativi sono numeri reali noti), sono detti coefficienti delle
incognite.
�
Le
b1, b2, ��, bn sono valori reali noti, e sono
detti Termini Noti delle equazioni.
Si parla dunque di un insieme di
equazioni, da risolvere simultaneamente, cio� trarre gli x1, x2, ��, xm da sostituire alle incognite che
consentono di verificare simultaneamente gli altri in gioco.
Questi sistemi di dicono di tipo Lineare
perch� l�esponente � 1 cio� non ci sono potenze, ovvero le x1 hanno esponente 1, inoltre in ogni
addendo c�� al max un�incognita con esponente 1 dunque l�ordine � 1.
Trovare la n-pla x1, x2, ��, xm, le quali non sono altro che
degli Scalari ovvero un tipo di vettori a n componenti.
Non � detto che un sistema ammette
soluzione, cio� che consenta di sviluppare le equazioni date nel sistema e
inoltre le soluzioni potrebbero essere pi� di una.
Cerchiamo prima di capire se il
sistema ammette soluzioni, cio� capire se i vettori sono tutti linearmente
indipendenti.
Procedura
�������� Scrivere il sistema (quello sopra
esposto) in forma vettoriale:
a1 x1 + a2 x2 + ��� +
am xm = b
le am rappresentano i vettori colonna
es.
a11���� a12����� a1m���� = b1
a21���� a22����� a2m���� = b2
an1���� an2����� anm���� = bn
a1������ a2������ am����� �� b
Occorre trovare gli x1, x2, ��, xm da assegnare come scalari dei
vettori.
Il Sistema � risolvibile se
esistono x1, x2, ��, xm, tali che il vettore dei termini
noti sia esprimibile come combinazione lineare dei vettori dei coefficienti.
Se uno � linearmente dipendente
dagli altri allora lo sono tutti fra loro.
Ci� significa che Il Vettore deve
essere Linearmente Dipendente dagli altri, ovvero b deve essere
linearmente dipendente dai vettori di coefficienti, in questo caso il sistema
ammette soluzione.
Mettendo i vettori colonna prima
esposti in una matrice, otteniamo una Matrice Incompleta del Sistema,
che differisce dalla Completa perch� la prima non ha anche il vettore
colonna b.
������������ a11����� a12����� a1m����
AINCOMP ���� a21����� a22����� a2m����
������������ an1����� an2����� anm����
������������ a11����� a12����� a1m���� b1
ACOMP������������� a21����� a22����� a2m���� b2
an1���� an2����� anm���� bn
��Condizione Necessaria e Sufficiente affinch�
un sistema di n equazioni lineari in m incognite ammetta soluzione, � che la
Caratteristica della Matrice Incompleta coincida con quella della Matrice
Completa�.
Serve a scoprire quante soluzioni
esistono se 0,1 o pi� di uno.
pINCOMP = pCOMP
La Caratteristica corrisponde al
Max numero dei vettori Linearmente Indipendenti della Matrice Incompleta ovvero
al Rango.
Il perch� sta nel fatto che se
aggiungendo il vettore colonna b, alla matrice incompleta (che diventa
completa) i vettori linearmente indipendenti non aumentano allora
necessariamente il vettore b � linearmente dipendente, ci� rende anche
gli altri lineramente dipendenti e dunque il sistema ammette soluzione.
Le possibili risposte al tipo di
caratteristica sono tre:
1) La Caratteristica della incompleta
diversa da quella della completa e qui il sistema non ammette soluzione, si
dice INCOMPATIBILE o IMPOSSIBILE, ovvero non � possibile che gli eventi
ipotizzati si verifichino simultaneamente.
2) pINCOMP = pCOMP ammette soluzione � cio�
COMPATIBILE o POSSIBILE.
3) Vi sono casi in cui basta
calcolare solo la pINCOMP, ed � il caso dei Sistemi
Normali, cio� se la caratteristica della Incompleta coincide con il numero
delle equazioni, in questo caso il sistema � compatibile cio� risolvibile SEMPRE.
Questo perch� se il max degli
indipendenti corrisponde a n (il numero delle equazioni) allora necessariamente
aggiungendo il vettore b,� come se la matrice non fosse pi� n ma n+1 e
quell�uno (vettore aggiunto) rappresenta proprio il vettore linearmente
dipendente.
4) Il Sistema Omogeneo �
sicuramente Compatibile
Si dice Omogeneo perch� i Termini
noti sono tutti nulli cio� uguali a 0, proprio perch� ammette una soluzione
banale�.perch�?
�������� se
a1 x1 + a2 x2 + ��� + am xm = 0
praticamente � gi� risolta
significa cio� che tutti gli addendi dell�equazione danno come risultato 0 e
cio� si verifica l�uguaglianza con b.
Ma le soluzioni sono una o anche
pi�?
�
Se
il sistema ammette una sola soluzione allora si dice DETERMINATO
�
Se
ne ammette pi� di una si dice INDETERMINATO
Compatibile
Determinato
La
caratteristica comune sia pINCOMP che pCOMP� coincide perfettamente con il numero delle
incognite, cio� p=m.
Compatibile
InDeterminato
Se
invece p<m allora le soluzioni sono pi� di una e il sistema �
indeterminato, cio� ammetter� infinite soluzioni infatti ne ammetter� ∞m-p soluzioni.
Nel Sistema Omogeneo le soluzioni
oltre a quella banale, nel caso sia Indeterminato, il sistema ammette infinite
altre soluzioni dette AUTOSOLUZIONI o SOLUZIONI PROPRIE.
�������������������������������������������������� Indeterminato
p=m per m<=n
p = pINCOMP
= pCOMP => Compatibile
��������������������������������������������������������������� Determinato�� p<m => ∞m-p soluzioni
|
Troviamo
la soluzione nel caso in cui il Sistema sia Determinato e lo facciamo
con la regola di CRAMER. |
Regola di CRAMER
![]()

|
Troviamo
la soluzione nel caso in cui il Sistema sia InDeterminato per p<m
e non ho capito nula ! |
��


Esercizio
|
|
Sistema
di 4 Equazioni in 4 Incognite. Occorre
scriverle in modo che appaiano tutte le incognite e quelle che non ci sono
vengono accompagnate dal coefficiente nullo, per ogni equazione. |
X1 X2� X3� X4 = Termine Noto
|
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Costruiamo
ora le matrici Incompleta e Completa. |
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|
Troviamo la caratteristica�
Il MIN di ordine massimo � 4,
verifichiamo se � nullo o se il sistema � risolvibile.
|
|
|
Con Sarrus si otiene�..
1
1� (3 1 �) + (0 0 2) + (-3 1 �2) - (-3 -1 2) -
(3 0 -2) - (0 1 �1/2)
[3/2 + 6 � 6] = 3/2 DIVERSO da 0
dunque la pINCOMP
= 4.
Vist che la caratteristica � 4 e
il numero di equazioni � 4, il sistema si dice NORMALE dunque sicuramente
compatibile.
Calcoliamo ora la caratteristica
della completa.
Il MIN di ordine massimo �
sicuramente 4 perch� se lo � quello delle incompleta lo� sar� almeno anche quello della completa,
proprio perch� ha 1 colonna in pi� e contiene la incompleta.
pINCOMP = pCOMP = 4 che
� anche il MIN. Principale
Quante soluzioni ammette il
sistema ?
Visto il sistema NORMALE con 4
equazioni la cui caratteristica � 4, il sistema si dice determinato e la
soluzione � unica.
Calcoliamo ora la Soluzione con la
regola di CRAMER:
|
|
� cio� 3/2 |

X1 = 10.
La stessa cosa avviene anche per le altre X2,
X3, X4
X2 = 14
X3 = 10
X4 = 16
Il
Sistema � Determinato , cio� unica soluzione o meglio 4 soluzioni una per ogni
incognita delle equazioni.
PARAMETRI
Esistono
dei parametri, cio� variabili costanti non esplicite.
Es.
indicate con K che non � da trattare come incognita ma come numero costante.
Svolgiamo
il sistema in funzione di tutti i possibili valori assorbibili da K.
Ipotizziamo
che il parametro compaia fra i termini noti�
![]()
���� 