Appunti Corso Matematica Generale

Universit� La Sapienza sede di Latina - Anno 2004/2005

prof.ssa Giuseppina Bruno

 

Indice

 

1 INSIEMI 2

1.1������ SOTTOINSIEMI. 3

1.2������ OPERAZIONI FRA INSIEMI. 4

1.3������ LOGICA DEGLI EVENTI. 6

1.4������ OPERAZIONI FRA EVENTI. 8

1.4.1����� Somma Logica. 8

1.4.2����� Prodotto Logico. 8

1.4.3����� Negazione. 9

1.5������ INSIEMI NUMERICI. 10

1.5.1����� Insiemi Naturali 10

1.5.2����� Insiemi Realtivi 10

1.5.3����� Insiemi di numeri Razionali 10

1.5.4����� Insiemi di numeri IRRazionali 10

1.5.5����� Insiemi di numeri Reali 11

1.5.6����� Insiemi di numeri Complessi 12

1.6������ VETTORI. 13

1.6.1����� Vettori 13

1.6.2����� Somma di Vettori 13

1.6.3����� Prodotto di Vettori 13

1.6.4����� Legame fra Insiemi e Vettori 14

1.6.5����� Rappresentazione Grafica di vettori 15

1.6.6����� Combinazione Lineare. 16

1.7������ MATRICI. 19

1.7.1����� Matrici 19

1.7.2����� Matrici Simmetrica (quadrata). 19

1.7.3����� Matrici Trasposta. 20

1.7.4����� Determinante. 21

1.8������ SISTEMI DI EQUAZIONI LINEARI. 28

1.8.1����� Sistemi 28

1.8.2����� Teorema di ROCHE-CAPELLI 29

1.8.3����� Regola di CRAMER. 30


1
INSIEMI

 

I -> Insieme Semplice ; W -> Insieme Universo

 

I = { a,b,c,d } Rappresentazione Insiemi Finiti

 

I = { 1,2,3,4,���.. } Rappresentazione Insiemi InFiniti

 

 

Un altro metodo di rappresentazione di un insieme infinito consiste nel definire una Regola di Costruzione ad esempio: �Ogni elemento � ricavato aggiungendo 1 al precedente� e nel caso dei numeri Naturali diventa molto facile capire com�� fatto.

 

I = { x e W:propriet� vera in comune}

Tutti gli x appartenenti ad Omega Tale Che (�:� o �|�) la propriet� � vera�

 


1.1   SOTTOINSIEMI

 

SI dice A strettamente incluso in B e si rappresenta conA B

 

 

SI dice A incluso-uguale B. e si rappresenta con A B

 

 

Le operazioni con cui vengono svolte gli insiemi sono:

����������������������������������������� Algebra di Tipo Binario - e e (Non Appartiene)

(Teoria degli Insiemi)

Algebra Chiusa.

(Le Operazioni fra Insiemi danno

come risultato sempre un altro insieme)

 

L�Algebra Booleana (Si o No) � sia chiusa che Binaria ed � l�algebra degli insiemi.

 

 


1.2   OPERAZIONI FRA INSIEMI

 

-          Unione (A U B)

Dati 2 Insiemi A e B si chiama Unione quell�operazione che ha come risultato un insieme, al quale appartengono tutti gli elementi di A, di B e tutti gli elementi appartenenti contemporaneamente sia ad A che a B ovvero quelli in comune.

A = {a,b,c} e B = {1,2} -> A U B = {a,b,c,d,1,2}

 

-          Intersezione (A B)

E� un�operazione che ha come risultato un nuovo insieme costituito Esclusivamente dagli elementi appartenenti sia ad A che a B, ovvero gli elementi in comune.��

������������������������������������������������������������������������������������ Qui l�insieme � vuoto

������������������

L�Intersezione fra due insiemi A e B, dove AB (A incluso B), corrisponde all�insieme A.

 

Sia Unione che Intersezione non Godono della Propriet� Commutativa, ovvero quando il risultato non cambia, cambiando l�Ordine degli Elementi.


 

-          Differenza (A - B) Non gode della Propriet� Commutativa

La differenza fra Insiemi A-B � un�operazione che ha come risultato un nuovo insieme costituito dagli elementi che appartengono Esclusivamente ad A e non anche a B.

o anche

 

A B se AB -> A B = A

������������������

Se invece avessimo A-B con B incluso in A sarebbe:

 

Essendo B sottoinsieme di A,

la Differenza A-B = CAB

 

E� detta Complemento dell�Insieme B.

Dove la C sta proprio per

 

Complemento.

Se  A  e  X  sono due insiemi ed  A  � sottoinsieme di  X , ( ), la differenza  X-A  si chiama complementare di  A  rispetto ad  X  e di denota con :.

       

-          Prodotto Cartesiano (A x B)

Non � valida per questa operazione la propriet� commutativa.

AxB � un�operazione che da come risultato un insieme, costituito da tutte le coppie Ordinate del tipo (a,b) che si ottengono prendendo il generico elemento a di A e il generico elemento b di B.

AxB

(a,b) derivante da aeA -> A = {a,b,c,d}

������ ����������� �������beB -> B = {1,2,3}

AxB = {a1, a2, a3, b1, b2, b3, c1, c2,��..d2, d3}

Mentre non vale il contrario cio� in ordine inverso cio� AxB = {1a,1b,�..3d}

 

AxB = { aeA, beB : (a,b)}

Ovvero tutti gli a appartenenti ad A e tutti i b appartenenti a B, tale che � vera la propriet� (a,b).Nel caso invece che i due insiemi coincidano si da vita a Insiemi con esponente ovvero: A x A = A2 oppure ancora An = A x A x A x A���..x A.

1.3   LOGICA DEGLI EVENTI

Un Evento � una proposizione deducibile, cio� pu� essere vera o falsa.

La Preposizione corrisponde ad una frase di senso compiuto, cio� della quale si pu� dire senza ambiguit� se � vera o falsa.

 

Def.

Un Evento � una frase di senso compiuto della quale si pu� decidere senza ambiguit� se � vera o false, proprio attraverso la Logia.

 

L�Evento SEMPRE VERO si dice CERTO, cio� non ammette incertezze nell�ambito della sua determinazione.

 

Un elemento che Si Verifica si dice Vero.

Un elemento che Non si Verifica si dice Falso.

Un elemento che Non si verifica Mai, invece, come lo si dice Impossibile.

 

������ Evento Certo ������������������������������ ���Evento Possibile

 

Anche nella Logica di Eventi l�insieme si indica con la lettera maiuscola, ma nel Blasi questo esempio viene riportato cos� e non si sa perch� comunque in linea di massima vale la maiuscola ma in questo caso saremo allineati al libro per continuit�.

 

Un Evento Vero appartiene (e) all�insieme.

 

Dati due eventi (o proposizioni) p e q, si dicono Equivalenti se sono o entrambi veri o entrambi falsi; cio� se � vero l�uno lo � anche l�altro.

 

L�Uguaglianza non riguarda il contenuto/valore della proposizione (ad esempio di due frasi) ma il Valore Logico.

Diciamo Coincidenti i Valori Logici ma non il contenuto della proposizione.

Con riferimento agli insiemi, possiamo rappresentarli dicendo che l�Evento deve essere contenuto in entrambi gli insiemi p e q o in nessuno dei due.

��������

p,q ���� ->������ p=q

 

cio� p e q sono coincidenti

 

Dati due eventi si dicono Incompatibili fra loro, se il verificarsi dell�uno Esclude quello dell�altro.

 

Cio� se un elemento appartiene ad un insieme e non appartiene all�altro lo esclude.

 

Due insiemi p e q, si dice che p Implica q, quando se p � vero � vero anche q, ma non � necessariamente vero il viceversa. E si indica con p => q.

 

Quando il verificarsi di p comporta automaticamente il verificarsi di q, ma non � detto che valga lo stesso il contrario, a tal proposito si parla di Insieme Improprio, cio� che �potrebbe� coincidere con q ma non � provato.

 

Non � detto neanche che se p non si verifica allora non si verifica anche q, infatti la propriet� riguarda p e solo se la stessa � vera.

p => q����������� p � condizione sufficiente per q.

 

Affinch� p sia vera � Assolutamente Necessario che q sia vera, � necessario perch� se q � falsa allora non potrebbe assolutamente appartenere a p;poich� se q contiene p e se q � falsa non pu� esserlo anche p.

P pu� essere vera (verificata) o falsa sempre che q � vera (cio� esista).

Vista al contrario invece

q � condizione necessaria per p.

�����������������������

Se p => q e q => p, allora i due insiemi devono coincidere, cio� p <=> q.

p e q sono equivalenti.


1.4   OPERAZIONI FRA EVENTI

Anche qui interviene l�algebra Booleana, che si caratterizza un po� come per gli insiemi come Chiusa e Binaria.

1.4.1   Somma Logica

Dati due eventi p e q, si chiama Somma Logica l�operazione che da come risultato un nuovo evento che � vero quando almeno uno dei due eventi iniziali (p,q) � vero e falso quando sono falsi entrambi..

 

Il Concetto � quello dell�UNIONE visto per gli insiemi.

Es. p + q -> p v q -> p U q

1.4.2   Prodotto Logico

Dati due eventi p e q, si chiama Prodotto Logico l�operazione che da come risultato un nuovo evento(appunto prodotto logico) che � vero solo quando sono entrambi veri i due eventi iniziali (p,q) e falso quando almeno uno dei due � falso.

 

Il Concetto � quello dell�INTERSEZIONE visto per gli insiemi.

Es. p x q -> p ^ q -> p q.

 

Es.

Se p e q sono incompatibili, allora il prodotto logico fra i due � impossibile, poich� non hanno parti in comune. p ^ q = 0

 

Es.

Se p => q , e se p � contenuto in q allora p ^ q = p, perch� l�intersezione dei due � proprio p.

 


1.4.3   Negazione

La Negazione lavora solo su un evento.

si dice �non p� o �p negato� o �negazione di p�.

 

Si chiama Negazione quell�operazione che da come risultato un evento che � vero se p � falso e falso se p � vero.

Tutti i punti che appartengono a W ma non a p.

 

P e sono obbligatoriamente incompatibili.

 

 

Es.

Nel caso della Somma Logica p v q = 0 (Intersezione)

Nel caso del Prodotto Logico p ^ q = W (Unione)

Nel caso p => q allora Non � detto che se non significa che=>poich� un punto esterno a pu� appartenere a .

 

 

Mentre se

p => qallora =>e cio� se q non si verifica allora non si verifica neanche p.

 

(p => q) (=>)

(p => q) (=>)

 

 

 


1.5   INSIEMI NUMERICI

1.5.1   Insiemi Naturali

Sono insiemi di numeri naturali, ovvero ciascun numero successivo � dato dal precedente pi� uno.

N = {1,2,3,�.}

1.5.2   Insiemi Realtivi

Sono numeri naturali accompagnati dal segno + o �

L�insieme Z contiene N al suo interno , cio� N � un sottoinsieme proprio di Z proprio perch� � contenuto in Z.

Z = {0, 1,2,3, �.}

1.5.3   Insiemi di numeri Razionali

L�Insieme di numeri Razionali contiene tutti i numeri dell�universo al suo interno, che sono il risultato di un�operazione di quoziente fra 2 numeri interi m/n.

Q = {x e W: x = m/n}

m ed n sono numeri interi;

mentre la x (dopo il tale che) potr� essere un numero:

- Intero (1)

- decimale finito (1,57)

- decimale periodico ( 1,333333333333)

 

Vero � che anche se il risultato � un intero come 1, lo stesso pu� essere rappresentato da 1,0000000000, se ne deduce che la x potr� essere sempre un numero periodico;

 

Fra la p e la q cadono infiniti numeri che appartengono a numeri razionali.

Non � possibile stabilire quale � la consecutivit� poich� ce ne sono di infiniti; potrei dire che al max il successivo � pi� grande, questa propriet� indica che questo insiemi si dice ovunque Denso.

1.5.4   Insiemi di numeri IRRazionali

Insieme composto da cifre decimali non periodiche ma infinito. (IRR)


1.5.5   Insiemi di numeri Reali

R = (Q U IRR)

La Q sono i numeri razionali; IRR sono gli irrazionali, dunque R contiene tutti i numeri: (N Z Q R).

 

Dato un numero reale a appartenente all�insieme di numeri reali, esiste un altro numero �a (cio� a per �1), che si dice opposto di a, ed inoltre ne esiste un altro sempre reale 1/a detto reciproco.

a e R ; -a e R ; 1/a e R

Rappresentiamo i numeri reali con punti generici su rette orientate.

Se voglio rappresentare 1/n, allora se m per 1/n = m/n.

 

Se voglio rappresentare 2,5 devo prendere come unit� di misura lo 0,5 un po� come definire una scala.

 

Rappresentiamo ora una coppia di numeri reali, nello spazio a 2 dimensioni anzich� in uno spazio ad una sola dimensione come visto fino ad ora.

 

Utilizzeremo il classico Asse Cartesiano Ortagonale definito come il sistema di due rette orientate perfettamente perpendicolari in un sistema ortogonale.

Nel caso dell�asse cartesiano su tre dimensioni uvremo un�asse ortogonale �a due a due�. Coordinate (a,b,c) che corrispondono rispettivamente a (x,y,z).

 


1.5.6   Insiemi di numeri Complessi

E� il pi� aampio insieme numerico di tutti, ed � rappresentato da COMPL, costituito inoltre da quei numeri espressi secondo questa forma:

a,b

i = Unit� Immaginaria.

i =

Z = a+ ib dove a e b sono numeri reali e Z numero complesso

L�uninone di numeri complessi pu� anche essere un umero reale, se invece a = 0 (cio� la pqarte corrispondente aggiuntiva) allora Z si dice essere Immaginario Puro.

Se invece b=0 allora Z = a.

 

Dato un numero complesso Z esiste ne esiste sempre uno Associato, ovvero un altro numero complesso che � uguale a =a- ib, detto anche Complesso Coniugato di Z.

Il prodotto fra Ze e cio� Z=sempre ad un numero reale.

Es.

Z= (a+ib) (a-ib) cio� il prodotto di due binomi

Z= a2 � aib + aib � i2 b2

Z= a2 - i2 b2(visto che la i2 = 1)

Z= a2 + 1 b2 ; Z= a2 + b2 ; Z= a2 + 1 b2

|Z| si dice Modulo di Z e se Z dovesse coincidere con a e per b=0, allora il risultato sarebbe |a|, che serve per indicare il modulo del valore assoluto di un numero reale.

 

RCOMPL

Ponendo sull�asse delle ascisse l�asse reale e su quellodelle ordinate l�asse immaginario avremo:

La lunghezza del segmento rappresentato da Z � uguale al modulo di |Z|, cio� alla radice .

 


1.6   VETTORI

1.6.1   Vettori

n-pla => Gruppo di n oggetti ovvero insieme di numeri reali.

Ordinata => Due n-ple che contengono gli stessi numeri reali, si considerano comunque diversi anche per il solo fatto che l�Ordine dei numeri � diverso.

 

Esempio di vettore a 2 componenti:

la coppia 1,2 � diversa da 2,1 e proprio a causa dell�ordine.

a=[1,2]

b=[2,1]

Il vettore si indica ad esempio con la lettera a ma in grassetto �a�.

a = [a1,a2,��an]

 

Si dice Vettore Nullo, se le n componenti del vettore sono tutte nulle e non solo alcune: 0 = [0,0,0,0,���0], non lo sarebbe 0 = [0,1,0,0,�..,0].

 

Se il Vettore ha un solo componente allora si parla di Scalare. Es. a = [1].

 

Dati 2 vettori con stesso numero di componenti, si dicono uguali se sono uguali le componenti che coprono la stessa posizione.

a = [a1,a2,��an]

b = [b1,b2,��bn]

qui a1 e b1 hanno stesso valore e ricoprono la stessa posizione dunque stesso ordine.

 

Caratteristiche dei Vettori Uguali:

-          Stesso Numero di Componenti

-          Stesso valore e posizione dei Componenti

1.6.2   Somma di Vettori

Si chiama somma di 2 vettori a + b un nuovo vettore con stessa dimensione, cha ha come 1� componente la somma del 1� componente dei due vettori e cos� con tutti gli altri, fino a n.

a + b = [a1+b1, a2+b2, a3+b3,���, an+bn]

1.6.3   Prodotto di Vettori

Il Prodotto fra due vettori � il prodotto di uno scalare per il vettore ad n componenti, cio� di un a (alpha) moltiplicato per gli n componenti del vettore.

 

Dato un vettore ad n componenti, si chiama prodotto di uno scalare a per un generico vettore di a, un nuovo vettore con stesso numero di componenti del vettore a, e ciascuna delle componenti � ottenuta moltiplicando lo scalare a per ogni componente di a.

a a = [a1 b1, a2 b2, a3 b3,���, an bn]

 


Esempi di Vettori

 

a = [5,6,8]

b = [2,6,5]���

Sono diversi perch� anche se di stessa dimensione hanno ordine e valori diversi.

a = [-5,6,8]

b = [6,8,-5]��

Diversi per via dell�ordine diverso

a = [1,2,3,4,5]

b = [0,5]������

La Somma � impossibile poich� il numero di componenti � diverso.

a = [1,2]

b = [0,2]

a+b =[1,4]

Qui la somma � possibile.

a = [p, -3, 4/3]

b = [1,0,0]

b non � nullo dovrebbe avere tutti I vettori = 0

a+b =[p+1, -3, 4/3]

a = [p, -3, 4/3]

a = [2]

2a = [2p, -6, 8/3]���

2a � proprio il nuovo nome del vettore

a = [p, -3, 4/3]

a = [-1]

-a = [-p, 3, - 4/3]���

-a � proprio il nuovo nome del vettore detto anche Opposto di a

1.6.4   Legame fra Insiemi e Vettori

Normalmente si raggruppano in uno stesso insieme 2 o pi� vettori con stesso numero di componenti.

 

Si parla di Insieme: Spazio Vettoriale di Dimensione n e si indica con Sn, l�insieme di tutti i vettori aventi n componenti.

Dati a,b e Sn significa dati 2 vettori a,b appartenenti a Sn

Dati 2 vettori appartenenti a Sn ,il loro prodotto dar� come risultato un vettore delle stesse dimensioni .

 

Esempio:

Lo Spazio Vettoriale S3 corrisponde all�insieme di tutti i vettori aventi 3 componenti, se la n fosse uguale a 1 allora avremmo uno spazio vettoriale composto da scalari.


1.6.5   Rappresentazione Grafica di vettori

Il vettore si rappresenta (Specificazione Geometrica) con una freccia a fine retta ed elementi per costruire un vettore sono:

-                     Punto di Applicazione

(punto di partenza della freccia che generalmente coincide con lo 0.)

-                     Direzione

(direzione della retta a cui appartiene)

-                     Lunghezza

(distanza fra lo 0 origine e l�Estremo Libero del vettore punto finale della retta)

-                     Verso

(Da Destra a Sinistra o viceversa)

 

Esempio1

S1 Il vettore ha 1 dimensione cio� con un solo componente viene rappresentato su una retta:

a =[ a1]

b = [b1]

������������������ come si vede non ha verso !

 

Esempio2

S2 Il vettore ha 2 dimensioni cio� possiamo rappresentarlo sull�asse cartesiano ortogonale:

a =[ a1,a2 ]

Il vettore � proprio la freccia con origine 0.

Esempio3

S3 Il vettore ha 3 dimensioni cio� possiamo rappresentarlo sull�asse cartesiano ortogonale a 3 dimensioni:

a =[ a1,a2,a3 ]

 

 

1.6.6   Combinazione Lineare

Dati p vettori in uno Spazio Sn e dati p scalari, si chiama Combinazione Lineare di p vettori e coefficienti a1, a2, ap.

a1a1 + a2a2 + ���. apap

(dove a1, a2, ap � un insieme di vettori)

 

detta appunto Combinazione Lineare dei Vettori a1,a2,ap con coefficienti a1, a2, ap.

 

Ogni ap ap � un vettore e appartiene anche esso allo Spazio Sn.

La somma dei Prodotti corrisponder� alla somma dei vettori appartenenti a Sn.

 

Esempio

a1 = [1,2,3]

a2 = [-1,-2,-3]����������������� Vettori

a3 = [0,1,0]

 

a1 = [2]

a2 = [-1]������������������������� Scalari

a3 = [4]

 

Ecco la Combinazione Lineare:

2[1,2,3] + -1[-1,-2,-3] + 4[0,1,0]

�����������������

a1 a1 = 2[1,2,3]

������������������������������������ a2 a2 = -1[-1,-2,-3]

������������������������������������������������������� a3 a3 = 4[0,1,0]

 

[2,4,6] + [1,2,3] + [0,4,0]

 

���� [3,10,9]

 

Dati p vettoria1, a2, ap e Sn e dato un altro vettoreb e Sn, se il risultato � uguale b allora si dice che b dipende linearmente dai vettori a1, a2, ap.

a1 a1 + a2 a2 +��.+ ap ap = b

 

ponendo il caso precedente se l�insieme b fosse stato uguale a [3,10,9] allora b sarebbe stato linearmente dipendente dagli altri vettori.

Questo tipo di calcolo � richiesto quando sono ignoti i coefficienti.

 

Dato un insieme di m vettori di uno spazio Sn, si dice che questi vettori sono linearmente dipendenti TRA DI LORO se almeno uno di essi � linearmente dipendente dagli altri.

 

b si dice linearmente dipendente da a1, a2, ap tale che b sia uguale alla combinazione lineare di vettori ap e coefficienti ap.

 

Dati a1, a2, am e Sn si dice che sono linearmente dipendenti fra loro, se all�interno di questo insieme ne esiste almeno uno linearmente dipendente dagli altri, cio� quando � combinazione lineare degli altri.

 

Condizione Necessaria e Sufficiente affinch� i vettori a1, a2, am siano linearmente dipendenti fra loro, � che si verifichi: a1a1 + a2a2 + amam = 0, dove almeno uno scalare a1 + a2 + am non sia nullo, nell�altra ipotesi si dicono Linearmente Indipendenti.

 


Se i coefficienti sono TUTTI nulli il risultato della combinazione sarebbe sempre nullo, e allora si parlerebbe di Linearmente Indipendenti, cio� se � l�unico modo di ottenere il vettore nullo come risultato da coefficienti nulli.

 

TEOREMA

In uno spazio vettoriale Sn, esistono al Massimo delle n-ple di vettori linearmente Indipendenti tra loro identificabili.

 

Una volta identificati le n-ple vettori indipendenti, tutti gli altri vettori che verrebbero ad aggiungersi sarebbero necessariamente linearmente dipendenti fra loro, proprio perch� finite le possibilit� di indipendenza rimangono solo le possibilit� di dipendenza.

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Esempio con spazio vettoriale S4

a1=�� [-4/3, 2, 0, 1/3]

a2=�� [1, 6, -4, 0]

a3=�� [5,0,-4,-1]

 

Considerando a1 = -3 e a2 = 1 sempre per ipotesi

Metodo per Tentativi

a3=�� a1a1 + a2a2 �����������

a3=�� -3[-4/3,2,0,1/3] + 1[1,6,-4,0]

a3=�� [5,0,-4,-1] ������������ Coincidendo confermiamo la combinazione lineare

 

Il vettore a3 � esprimibile come combinazione lineare dei precedenti mediante l�impiego di coefficienti a1 e a2, dunque essendoci una dipendenza lineare dagli altri, allora c�� dipendenza lineare fra tutti i vettori.

Ci� implica che a1a1 + a2a2 - a3a3 = 0

(il - a3a3 � da intendersi come -1a3a3 che � il contrario di a3)

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Esempio 2 con spazio vettoriale S3

a1=�� [-5, 4, 1/2]

a2=�� [5, -4, -1/2]

a3=�� [2/3, 5, 1/2]

 

Considerando a1 = -1 e a3 = 0 sempre per ipotesi

Metodo per Tentativi

a2=�� a1a1 + a3a3 �����������

a2=�� -1[-5,4,1/2] + 0[2/3,5,1/2]

a2=�� [5, -4,-1/2] ���������� Coincidendo confermiamo la combinazione lineare

 

Ci� implica che a1a1 + a2a2 + a3a3 = 0

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Esempio 3 con spazio vettoriale S2

a1=�� [2,5]

a2=�� [1,-1]

 

Ipotizzando che siano fra loro linearmente indipendenti, ogni vettore successivamente aggiunto ne implicher� obbligatoriamente la dipendenza.

 


I Vettori di uno spazio S1 sono sempre linearmente dipendenti poich� esiste al massimo 1 vettore linearmente indipendente, dunque in un S1 con 2 vettori, l�altro vettore � necessariamente dipendente e dunque fra loro i due vettori sono linearmente dipendenti.

 

Due Vettori di uno spazio qualunque sono necessariamente linearmente dipendenti fra loro se posizionati sulla stessa retta.

 

In uno spazio S2

Dipendenza

Indipendenza

 

In uno spazio S2 esistono al massimo 2 vettori indipendenti fra loro, dunque nel caso i vettori siano 3 allora saranno necessariamente dipendenti.

 

Dati 3 vettori appartenente ad uno spazio vettoriale qualunque, saranno necessariamente linearmente dipendenti fra loro se appartengono tutti allo stesso Piano.

 

 

 


1.7   MATRICI

1.7.1   Matrici

Rango di un insieme di vettori

Dato un insieme di vettori a1, a2, a3 e Sn, si definisce rango di questo insieme il Massimo numero di vettori Linearmente Indipendenti che � possibile estrarre da questo insieme di vettori dato che naturalmente pu� essere al massimo pari ad n, proprio perch� possono essere al max tutti linearmente Indipendenti.

 

Matrice

Si definisce Matrice nxm semplicemente una tabella composta da nxm numeri reali disposti su n righe e m colonne.

aij = elemento GENERICO della matrice, ovvero numero reale che occupa la riga i e la colonna j.

 

Le righe vanno da 1 ad n

Le colonne da 1 ad m

i = indice riga

j = indice colonna

 

Se n = m allora la matrice si dice Matrice Quadrata di Ordine n.

Diagonale Principale

� la diagonale che attraversa gli elementi della matrice quadrata con stessi indici i e j detti indici di riga e colonna.

Diagonale Principale

a1n

Diagonale Secondaria

a(n-1)

 

1.7.2   Matrici Simmetrica (quadrata)

Gli elementi Simmetrici rispetto alla diagonale principale sono uguali:

aij = aji(per ogni)i,j

Ovvero � una matrice quadrata i cui elementi simmetrici (al di qua e al di la della diagonale principale) sono uguali

 

Qui 4 e 5 sono diversi dunque la matrice non � quadrata simmetrica ma solo quadrata.

Cio� aij aji(simbolo di �diverso�)

������������������


Quando invece n ed m sono diversi allora si dice che la matrice � rettangolare, quando per� in un esercizio non viene specificata se � rettangolare o quadrata la propriet� che si esprime � valida per entrambe le tipologie.

 

Matrice Vettore Riga Sm

A = [a11 a12a1m]

E� una matrice del tutto simile ad un vettore riga 1xm dove cio� 1 riga ed m colonne.

 

Matrice Vettore Colonna Sn

E� una matrice del tutto simile ad un vettore colonna nx1 dove cio� n riche ed 1 colonna.

 

La matrice nxm

 

si pu� conmsiderare come un insieme di n vettori riga Sm ed m vettori colonna Sn.

La matrice viene utilizzata per mettere insieme m vettori di uno spazio Sn ed n vettori di uno spazio Sm.

 

1.7.3   Matrici Trasposta

Data una generica matrice nxm (quadrata o rettangolare appunto generica) A, si chiama Trasposta e si indica con AT , una matrice mxn ottenuta dalla matrice originaria A scambiando le righe con le colonne.

 

 

Se la matrice A � quadrata e simmetrica di ordine n , allora la sua Trasposta AT coincide con A cio� A = AT

 

Quando si parla di Linee Parallele o Colonne Parallele si indicano o due righe o due colonne della matrice ma parallele.

 


1.7.4   Determinante

Ad una matrice quadrata di ordine n, � possibile sempre associare un numero reale, detto Determinante.

Pu� essere rappresentato con 3 simbologie:

1) DA

2) detA

 


3)a11�� a12�� a1m

���� a11�� a12�� a1m

������������������������ an1�� an2�� anm

������������������

������������������ Calcolo del Determinante

 

1� Metodo Matrice 1x1

Se n=1 ed m=1 si ha che A=[a11] dunque detA =�� a11���

a11�� non � il valore ASSOLUTO di a11 ma solo il simbolo del determinante.

Cio� il suo determinante � e non .

 

2� Metodo Matrice 2x2

 

Il Determinante si calcola per differenza tra il prodotto degli elementi della diagonale principale e quella della secondaria

detA = a11 a 22 � a 12 a 21

 

3� Metodo Matrice 3x3 � Regola di SARRUS - solo per matrici di ordine 3 quadrate

 

 

Si copiano a desra le prime 2 colonne e si fa la differenza dei prodotti ottenuti dalla diagonale principale meno quelli della secondaria.

 

 

 

 


 

4� Metodo Universale per il calcolo di qualsiasi tipo di matrice

 

Es. con matrice sempre di ordine 3

DetA = a11 (-1)(somma indici n+m)

se la somma di n+m da dispari allora cambia il segno del (-1)

 

Moltiplicato per il determinante della matrice di ordine 2 ottenuto eliminando 1� riga e 1� colonna.

 

DetA = (-1)(1+1) a11

 

Poi si aggiunge il 2� elemento della prima riga della matrice iniziale e si eliminano la seconda riga e seconda colonna

 

+ (-1)(1+2) a12

 

Poi si aggiunge il 3� elemento della prima riga della matrice iniziale e si eliminano la terza riga e terza colonna

 

+ (-1)(1+3) a13

 

DetA = a11(a22 a33 - a23 a32) +

- a12(a21 a33 - a13 a31) +

+ a13(a21 a32 - a22 a31)

cio� si moltiplicheremo prima i termini accompagnati dal segno + e poi sottrarremo il prodotto dei termini accompagnati dal segno -

 

DetA = a11 a22 a33 + a12 a23 a31 + a13 a21 a32 +

- a11 a23 a32 - a12 a21 a33 - a13 a22 a31

 

Per scrivere tutto in forma sintetica, possiamo notare che quello che si muove � l�indice di colonna mentre quello di riga � sempre 1:

a11 a12 a13������ dunque




Aij = Minore Complementare dell�elemento aij.

Determinante della sottomatrice quadrata di ordine 3-1 ottenuta eliminando la riga i e la colonna j, ed � detto

 

A�ij = (-1)(1+j) Aij

Complemento Algebrico dell�elemento Aij

Es.

Minore Complementare A13 = -5

Complemento Algebrico A�ij = (-1)(1+3) -5 -> A�ij = -5

 

Es.

Minore Complementare A14 = -7/4

Complemento Algebrico A�ij = (-1)(1+4) -7/4-> A�ij = 7/4

 

Si dice Complemento algebrico dell�elemento Aij e si indica con A�ij il minore complementare di Aij preso con segno opposto se la somma di i+j � dispari e viceversa se � pari.

Data una QUALUNQUE matrice quadrata di ordine n, il suo determinante si ottiene facendo la somma dei prodotti degli elementi di ogni riga per i rispettivi complementi algebrici.

 

Facendo la somma dei prodotti degli elementi delle altre linee della matrice, oltre alla prima, per il proprio complemento algebrico si otterr� il determinante.

a21 A�21 + a22 A�22 + a23 A�23

 

O ancora se ci muoviamo sulle colonne

a13 A�13 + a23 A�23 + a33 A�33

 

 

Dunque il determinante si calcola facendo la somma dei prodotti di QUALUNQUE riga o colonna per il proprio Complemento Algebrico.

 

Propriet�:


 

e questo tipo di calcolo � simile per gli altri tre elementi pari a 0

 

se invece calcoliamo solo il terzo

 

 

dunque avremo

 

0 + 0 +

+ 0

0 + 0 +

+ 0

 

-4 [(2 6 1) + (-3 1 5) + (5 4 -1) - (5 6 5) - (2 1 -1) - (-3 4 1)]

 


 

5� Metodo Universale per il calcolo di qualsiasi tipo di matrice

 

Data una matrice generica nxm, il Minore di Ordine K per 1<=K<=MIN(n,m), � dato dal determinante di una qualunque matrice quadrata di ordine K che � estraibile dalla matrice data.

���

Il minore di ordine K in una matrice 3x2 pu� essere al max uguale a due, per scoprirlo ottengo dalla matrice originaria alcune altre sotto-matrici di ordine 2, se il minore non � ottenibile da queste, provo ad estrarlo da quelle di ordine 1.

 

Le sotto-matrici che si ottengono sono prima 3 matrici di ordine 2, e poi 6 matrici di ordine 1 (scalari)

 

Il Minore potrebbe per� essere nullo !

 

Data una generica matrice nxm, si chiama CARATTERISTICA della matrice e si indica con pA il Massimo di ordine di minore non nullo estraibile dalla matrice stessa, ovvero ricercare qual � il minore non nullo pi� grande estraibile.

 

Es. in riferimento al caso di prima, se fra i minori di ordine 2 almeno uno non � nullo allora quello corrisponde alla caratteristica.

 

0<= pA<=MIN(n,m)

 

Si dice che pAcoincide con 0 se e solo se gli elementi della matrice sono tutti nulli, in tutti gli altri casi sar� >=1 e quindi

 

1<= pA<=MIN(n,m)

 

Sar� inoltre uguale a 1 se e solo se almeno uno � diverso da 0 e tutti gli altri di ordine superiore sono nulli.

Nell�esempio precedente quelli di ordine 2 sono tutti nulli e fra quelli di ordine 1 due sono diversi da 0 (verificare nell�esempio sugli appunti era poco chiaro).

 

La caratteristica � pA se esiste almeno un minore dell�ordine pA diverso da 0, mentre gli altri sono tutti nulli.

 


Procedura:

Calcolo i minori di ordine max:

se almeno uno � diverso da 0 allora ho indivisuato la caratteristica;

se sono tutti nulli provo a trovare il minore delle sottomatrici di ordine inferiore n-1 e continuo cos� fino a che non ne trovo uno.

 

1 <= K <=MIN(n,m)

Qui il minore non � 3.

Provo a calcolare il minore di ordine inferiore cio� uguale a 2.

Anche qui sono tutti nulli

Non rimane che quello di ordine 1 poich� almeno uno scalare non � nullo.

 

IlpAdi ordine 1 dunque pA = 1.

 
Altro Esempio
 

IlpAdiverso da 3.

Scendo al livello di ordine 2.

dunque la IlpA = 2.

Dato il pA, all�interno di n vettori riga Є Sm e di m vettori colonna Є Sn, il rango degli n vettori riga � pA e lo stesso vale per gli m vettori colonna, ci� significa che il rango degli m vettori colonna � pA e che ci sono pA vettori linearmente indipendenti, mentre i rimanenti ovvero m-pA sono linearmente dipendenti.

 

Determiniamo il rango della matrice composta dagli nxm vettori rigaxcolonna.

La Caratteristica di una matrice � uguale al Rango dell�insieme di vettori della matrice ma distinta per quelli di riga e per quelli di colonna.

Deve cio� essere stabilito quanti vettori riga sono linearmente indipendenti.

 

Significa che la caratteristica � 2 e cio� il rango dei vettori colonna � 2 (pA=2).

Ci sono infatti al max 2 vettori linearmente indipendenti fra loro, dunque il 3� comporta che ci sia obbligatoriamente dipendenza lineare fra loro.

 

Vettore 2 2 1

Vettore 1 1 1

Vettore 0 0 0

 

Ma qual � la coppia dei linearmenti indipendenti ?

Essa corrisponde ai vettori che hanno contribuito alla definizione della Caratteristica cio� �� 2 1�������� ovvero i primi due vettori

��������������������������� 1 1

Si evince che la coppia di vettori linearmente indipendenti sono

 

Ma rispetto ai primi due il 3� � combinazione lineare degli altri due appena citati e quindi rende cmq linearmente dipendenti anche gli altri fra loro, ovvero esisteranno dei coefficienti che lo permettono.

 

I vettori linearmente indipendenti non sono solo 2, ma si indica che � una coppia di vettori, e non una sola o solo quella.

 

Ma quali sono i coefficienti della combinazione lineare ?

 

 

 

 

 


1.8   SISTEMI DI EQUAZIONI LINEARI

1.8.1   Sistemi

Si chiama Sistema di n equazioni lineari, in m incognite, un�espressione del tipo

 

a11 x1 + a12 x2 + ��� + a1m xm = b1

a21 x1 + a22 x2 + ��� + a2m xm = b2

������� ������� ������� ������� ������� ���

an1 x1 + an2 x2 + ��� + anm xm = bn

 

         le x1, x2, ��, xm sono le incognite.

         Gli a1m, a2m, ��, a1m sono le incognite,(Termini Moltiplicativi sono numeri reali noti), sono detti coefficienti delle incognite.

         Le b1, b2, ��, bn sono valori reali noti, e sono detti Termini Noti delle equazioni.

 

Si parla dunque di un insieme di equazioni, da risolvere simultaneamente, cio� trarre gli x1, x2, ��, xm da sostituire alle incognite che consentono di verificare simultaneamente gli altri in gioco.

 

Questi sistemi di dicono di tipo Lineare perch� l�esponente � 1 cio� non ci sono potenze, ovvero le x1 hanno esponente 1, inoltre in ogni addendo c�� al max un�incognita con esponente 1 dunque l�ordine � 1.

 

Trovare la n-pla x1, x2, ��, xm, le quali non sono altro che degli Scalari ovvero un tipo di vettori a n componenti.

 

Non � detto che un sistema ammette soluzione, cio� che consenta di sviluppare le equazioni date nel sistema e inoltre le soluzioni potrebbero essere pi� di una.

 

Cerchiamo prima di capire se il sistema ammette soluzioni, cio� capire se i vettori sono tutti linearmente indipendenti.

 

Procedura
�������� Scrivere il sistema (quello sopra esposto) in forma vettoriale:

a1 x1 + a2 x2 + ��� + am xm = b

le am rappresentano i vettori colonna es.

a11���� a12����� a1m���� = b1

a21���� a22����� a2m���� = b2

an1���� an2����� anm���� = bn

 

a1������ a2������ am����� �� b

 

Occorre trovare gli x1, x2, ��, xm da assegnare come scalari dei vettori.

 


Il Sistema � risolvibile se esistono x1, x2, ��, xm, tali che il vettore dei termini noti sia esprimibile come combinazione lineare dei vettori dei coefficienti.

Se uno � linearmente dipendente dagli altri allora lo sono tutti fra loro.

 

Ci� significa che Il Vettore deve essere Linearmente Dipendente dagli altri, ovvero b deve essere linearmente dipendente dai vettori di coefficienti, in questo caso il sistema ammette soluzione.

 

Mettendo i vettori colonna prima esposti in una matrice, otteniamo una Matrice Incompleta del Sistema, che differisce dalla Completa perch� la prima non ha anche il vettore colonna b.

 

������������ a11����� a12����� a1m����

AINCOMP ���� a21����� a22����� a2m����

������������ an1����� an2����� anm����

 

������������ a11����� a12����� a1m���� b1

ACOMP������������� a21����� a22����� a2m���� b2

an1���� an2����� anm���� bn

 

1.8.2   Teorema di ROCHE-CAPELLI

 
Teorema di ROCHE-CAPELLI

�Condizione Necessaria e Sufficiente affinch� un sistema di n equazioni lineari in m incognite ammetta soluzione, � che la Caratteristica della Matrice Incompleta coincida con quella della Matrice Completa�.

 

Serve a scoprire quante soluzioni esistono se 0,1 o pi� di uno.

 

pINCOMP = pCOMP

La Caratteristica corrisponde al Max numero dei vettori Linearmente Indipendenti della Matrice Incompleta ovvero al Rango.

 

Il perch� sta nel fatto che se aggiungendo il vettore colonna b, alla matrice incompleta (che diventa completa) i vettori linearmente indipendenti non aumentano allora necessariamente il vettore b � linearmente dipendente, ci� rende anche gli altri lineramente dipendenti e dunque il sistema ammette soluzione.

 

Le possibili risposte al tipo di caratteristica sono tre:

1)     La Caratteristica della incompleta diversa da quella della completa e qui il sistema non ammette soluzione, si dice INCOMPATIBILE o IMPOSSIBILE, ovvero non � possibile che gli eventi ipotizzati si verifichino simultaneamente.

2)     pINCOMP = pCOMP ammette soluzione � cio� COMPATIBILE o POSSIBILE.

3)     Vi sono casi in cui basta calcolare solo la pINCOMP, ed � il caso dei Sistemi Normali, cio� se la caratteristica della Incompleta coincide con il numero delle equazioni, in questo caso il sistema � compatibile cio� risolvibile SEMPRE.

 

Questo perch� se il max degli indipendenti corrisponde a n (il numero delle equazioni) allora necessariamente aggiungendo il vettore b,� come se la matrice non fosse pi� n ma n+1 e quell�uno (vettore aggiunto) rappresenta proprio il vettore linearmente dipendente.


4)     Il Sistema Omogeneo � sicuramente Compatibile

Si dice Omogeneo perch� i Termini noti sono tutti nulli cio� uguali a 0, proprio perch� ammette una soluzione banale�.perch�?

�������� se a1 x1 + a2 x2 + ��� + am xm = 0

praticamente � gi� risolta significa cio� che tutti gli addendi dell�equazione danno come risultato 0 e cio� si verifica l�uguaglianza con b.

 

Ma le soluzioni sono una o anche pi�?

         Se il sistema ammette una sola soluzione allora si dice DETERMINATO

         Se ne ammette pi� di una si dice INDETERMINATO

 

Compatibile Determinato

La caratteristica comune sia pINCOMP che pCOMPcoincide perfettamente con il numero delle incognite, cio� p=m.

 

Compatibile InDeterminato

Se invece p<m allora le soluzioni sono pi� di una e il sistema � indeterminato, cio� ammetter� infinite soluzioni infatti ne ammetter� m-p soluzioni.

 

Nel Sistema Omogeneo le soluzioni oltre a quella banale, nel caso sia Indeterminato, il sistema ammette infinite altre soluzioni dette AUTOSOLUZIONI o SOLUZIONI PROPRIE.

 

�������������������������������������������������� Indeterminato p=m per m<=n

p = pINCOMP = pCOMP => Compatibile

��������������������������������������������������������������� Determinato�� p<m => m-p soluzioni

 

1.8.3   Regola di CRAMER

 

Troviamo la soluzione nel caso in cui il Sistema sia Determinato e lo facciamo con la regola di CRAMER.

 

Regola di CRAMER

 



 

Troviamo la soluzione nel caso in cui il Sistema sia InDeterminato per p<m e non ho capito nula !

��

 


Esercizio

Sistema di 4 Equazioni in 4 Incognite.

Occorre scriverle in modo che appaiano tutte le incognite e quelle che non ci sono vengono accompagnate dal coefficiente nullo, per ogni equazione.

 

X1 X2X3X4 = Termine Noto

 

Costruiamo ora le matrici Incompleta e Completa.

 

 

 

Troviamo la caratteristica�

Il MIN di ordine massimo � 4, verifichiamo se � nullo o se il sistema � risolvibile.

 

 

Con Sarrus si otiene�..

 

1        1(3 1 �) + (0 0 2) + (-3 1 �2) - (-3 -1 2) - (3 0 -2) - (0 1 �1/2)

[3/2 + 6 � 6] = 3/2 DIVERSO da 0

dunque la pINCOMP = 4.

 

Vist che la caratteristica � 4 e il numero di equazioni � 4, il sistema si dice NORMALE dunque sicuramente compatibile.

 

Calcoliamo ora la caratteristica della completa.

Il MIN di ordine massimo � sicuramente 4 perch� se lo � quello delle incompleta losar� almeno anche quello della completa, proprio perch� ha 1 colonna in pi� e contiene la incompleta.

 

pINCOMP = pCOMP = 4 che � anche il MIN. Principale

 

Quante soluzioni ammette il sistema ?

Visto il sistema NORMALE con 4 equazioni la cui caratteristica � 4, il sistema si dice determinato e la soluzione � unica.

 

Calcoliamo ora la Soluzione con la regola di CRAMER:

 

� cio� 3/2

 


X1 = 10.

 

La stessa cosa avviene anche per le altre X2, X3, X4

 

X2 = 14

X3 = 10

X4 = 16

 

Il Sistema � Determinato , cio� unica soluzione o meglio 4 soluzioni una per ogni incognita delle equazioni.

 

PARAMETRI

 

Esistono dei parametri, cio� variabili costanti non esplicite.

Es. indicate con K che non � da trattare come incognita ma come numero costante.

 

Svolgiamo il sistema in funzione di tutti i possibili valori assorbibili da K.

Ipotizziamo che il parametro compaia fra i termini noti�

 


����