MACROECONOMIA

Dornbusch � Fischer � Startz

Riassunto redatto da Marcello Capuano (Dic. 2007) � marcello.capuano@email.it - scaricato da www.unilatina.it

Per uso non commerciale, vietata la riproduzione e distribuzione a scopo di lucro

MACROECONOMIA.. 1

Capitolo 1 e 2- Contabilit� Nazionale.. 3

PIL � Prodotto Interno Lordo.. 3

Capitolo 3 � Crescita ed Accumulazione (V.O.). 6

Contabilit� della Crescita.. 6

Modello di Solow... 6

Capitolo 4 � Crescita e Politica Economica (V.O.). 8

La Crescita Endogena.. 8

Capitolo 5 � Domanda e Offerta Aggregata.. 10

Domanda Aggregata.. 10

Offerta Aggregata.. 11

Capitolo 8 (VIII ed.) � Politica Economica.. 12

Capitolo 8 � Reddito e Spesa.. 15

Capitolo 9 � Moneta, Interesse e Reddito.. 17

Capitolo 10 � Politica Monetaria e Fiscale.. 19

Politica Monetaria.. 19

Politica Fiscale.. 20

Capitolo 11 � Legami Economici Internazionali 21

Bilancia dei Pagamenti 21

Tasso di Cambio.. 22

Tasso di Cambio nel Lungo Periodo.. 22

IS in presenza di Commercio Internazionale.. 23

Mobilit� di Capitale.. 23

Dilemmi di Politica Economica (Breve Periodo Prezzi Rigidi). 24

Modello Mundell - Fleming.. 24

Capitolo 12 � Aggiustamenti Internazionali e Interdipendenza.. 26

Aggiustamenti nel Regime dei Cambi Fissi e Prezzi Flessibili 26

Capitolo 13 � Consumo e Risparmio (V.O.). 29

Teoria del Ciclo Vitale.. 29

Teoria del Reddito Permanente - Friedman.. 29

Ulteriori Aspetti del Comportamento relativi al Consumo.. 30

Capitolo 14 � Spesa per Investimenti (V.O.). 31

Investimenti Fissi 31

Stock di Capitale.. 31

Acceleratore degli Investimenti 32

Politiche Economiche e Domanda degli Investimenti 32

Rapporto fra Mercato Azionario e Ricavo del Capitale.. 32

Investimenti in Edilizia.. 32

Investimenti in Scorte di Magazzino.. 32

Capitolo 15 � Domanda di Moneta.. 33

Le Funzioni della Moneta.. 33

I Motivi per cui si Domanda Moneta.. 33

Modello di Baumol � Tobin.. 33

Velocit� di Circolazione della Moneta.. 34

Capitolo 16 � Banca Centrale Moneta e Credito.. 35

Moltiplicatore della Moneta.. 35

Altri Strumenti di Controllo Monetario.. 36

Capitolo 20 � Unione Monetaria Europea (V.O.). 37

SME.. 37

Unificazione Tedesca, Crisi Speculative e Crisi dello SME.. 38

Indicatori di Divergenza nel Trattato di Maastricht. 39

Patto di Stabilit� e Crescita.. 40

Banca Centrale Europea.. 40

 

Capitolo 31 Lipsey � Integrazione Domanda/Offerta Aggregata nel Breve Periodo.. 41

Spostamenti della Spesa Aggregata.. 41

Pendenza della Domanda Aggregata.. 41

Spostamenti della Domanda Aggregata.. 41

Curva dell�Offerta Aggregata nel Breve.. 42

Spostamenti dell�Offerta Aggregata nel Breve.. 42

Equilibrio Macroeconomico.. 42

Curva dell�Offerta Keynesiana nel breve.. 42

Capitolo 32 Lipsey � Integrazione Domanda/Offerta Aggregata Lungo Periodo.. 43

Reddito Potenziale e Divario del PIL. 43

Spostamenti causati dagli Shock della Domanda Aggregata.. 43

Spostamenti causati dagli Shock dell�Offerta Aggregata.. 43

Spostamenti dell�Offerta Aggregata di lungo periodo.. 44

Politica Fiscale.. 44

Effetti della variazione dei Risparmi sul Livello di Equilibrio del Reddito.. 44

Capitolo 40 Lipsey � Inflazione.. 45

Inflazione e Shock dell�Offerta.. 45

Inflazione e Shock della Domanda.. 46

Considerazioni Finali 46

Curva di Phillips. 47


Capitolo 1 e 2 - Contabilit� Nazionale

PIL � Prodotto Interno Lordo

E� il valore dei beni e servizi finali prodotti dalla collettivit� in un determinato arco temporale che � l�anno solare.

Per finali si intende il valore finale del bene al cui interno � incluso quello dei semilavorati o beni intermedi ovvero pi� volte presenti nel processo produttivo).

Distinguiamo fra PIL e PNL (Prodotto Nazionale Lordo).

Nel primo figurano i redditi prodotti da residenti e non residenti interni al territorio (La toyota con stabilimento in Italia figura nel PIL Italiano) mentre al nel caso del PNL fanno parte di esso i redditi prodotti solo dai residenti sia in italia che all�estero (Non figurer� la toyota italia ma la fiat brasile).

PIL tutti i calciatori che giocano in italia, PNL tutti i calciatori al mondo che giocano nella nazionale italiana.

 

PINetto � il PIL meno gli Ammortamenti intesi come quelli aziendali sui beni strumentali

Il valore del PIL � uguale al valore dei redditi (Reddito Nazionale) che vengono percepiti dai soggetti come operatori economici.

Il reddito nazionale si definisce come la somma delle remunerazioni dei fattori produttivi (Terra, Lavoro e Capitale e Organizzazione)

- Terra ha come compenso la Rendita (come l�affitto)

- Lavoro ha come compenso il salario

- Capitale ha come compenso l�Interesse

- Organizzazione ha come compenso il Profitto

 

Se il PIL � 100 allora il reddito nazionale (somma delle remunerazione dei fattori produttivi) sar� pari a 100.

A questa somma di remunerazione dei redditi va detratta l�imposte indirette (come l�IVA o Bolli) che incidono indirettamente sul reddito ma sul consumo.

 

Dal punto di vista della contabilit� (ex-poste ovvero finanziario) nazionale, il valore della produzione nazionale sar� uguale alla spesa nazionale.

 

La Domanda Aggregata corrisponde alla Spesa Desiderata della collettivit�.

Componenti della Spesa Desiderata:

-          Beni e Servizi di Consumo (Famiglie)

-          Spesa Pubblica (Spesa della P.A. distinta in Investimenti, come infrastrutture, e Consumi Pubblici, come stipendi pubblici) non fanno parte i Trasferimenti come le pensioni di invalidit� o sussidi che non vengono calcolati nel PIL;tutto ci� per cui lo stato spende soldi ma non riceve nulla in cambio

-          Gli Investimenti dei Privati � acquisto di un bene strumentale da parte delle impresa, che si dividono in Lordi e Netti utilizzando lo stesso concetto degli Ammortamenti usato per il PIL.

-          Esportazioni Nette (Sono le esportazioni meno le importazioni)

 

E� chiaro che gli operatori Economici sono Famiglia, Stato, Imprese, Estero

 

Produttore di farina�� Produce a 100�������� Vende a 100����������� Valore Aggiunto=100

Intermediario���������� Acquista a 100������� Vende a 300����������� Valore Aggiunto=200

Panettiere�������������� Acquista a 300������� vende a 700����������� Valore Aggiunto=400

 


La somma dei Valori Aggiunti � pari al PIL perch� corrisponde al valore Finale dei Beni

Identit� Fondamentali

(l�indentit� � sempre identificata cio� � vera a prescindere dal valore dell�incognita coinvolta)

 

Modello a 2 Settori � Famiglie e Imprese

 

Y � Livello di Produzione del Reddito (livello monetario di ci� che si � prodotto)

 

Y C + I (Consumi + Investimenti) Identit� tra Reddito Prodotto e Spesa

 

Come viene Impiegato il reddito prodotto ?

Pu� essere consumato (C) e risparmiato (S)

Y C + S (Il reddito viene o Consumato o Risparmiato)��

 

C + I C + S

 

Quindi I= S cio� Gli Investimenti sono uguali al Risparmio

Per Investimento intendiamo sia l�Investimento Programmato ( il macchinario) ma anche la variazione delle scorte in magazzino.

 

Se (Y) = 1000 e (C) = 700 e gli (I) programmati pari a 200 la spesa desiderata sar� pari a 900, il risparmio sar� 300 ed � maggiore degli investimenti programmati.

Qui le quantit� prodotte sono pari a 1000

La spesa effettuata dalla collettivit� � 900 (C + I)

La differenza � pari alle scorte in magazzino

 

Modello a 4 settori (Completo)

�������� Y � Reddito prodotto

I - Investimenti Programmati

G � Spesa Pubblica��

NX - Esportazioni Nette

 

Y C + I + G + NX��

In realt� essendoci lo stato, per reddito della collettivit� non consideriamo quello in quanto tale ma quello Disponibile ovvero Y + TR (Trasferimenti) � TA (Imposte Dirette come l�IRPEF)

Il soggetto privato dovr� prima pagare le tasse e poi /risparmiare il reddito residuo.

 

Quindi YD (Reddito Disponibile) = Y + TR � TA

 

YD C + S

Y + TR � TA C + S

Y C + S � TR + TA

----------------------------------------------------------------------------------

C + I + G + NX C + S � TR + TA

I + G + NX + TR sono dette Immissioni ovvero ci� che fa crescere il reddito

TA + S sono dette Dispersioni ovvero riducono il reddito ai fini del consumo

----------------------------------------------------------------------------------

NX = X � M (Esportazioni o Immissioni � Importazioni o Dispersioni)

----------------------------------------------------------------------------------

S = I + [G-TA+TR] + NX

[G-TA+TR] sono le voci del saldo del Bilancio Pubblico o eccesso di spesa dello stato

Facendo un esempio

Il risparmio sar� maggiore degli investimenti li dove lo stato aumenta la spesa pubblica dunque fa ricorso al capitale emettendo titoli del tesoro ovvero sollecitando la collettivit� a risparmiare.

 


Misurazione del PIL

�������� Il metodo usato � quello del Valore Aggiunto.

 

Distinzione fra PIL Nominale e Reale

Il PIL Nominale viene calcolato misurando le quantit� prodotte e prezzi correnti (se calcolo il PIL 2006 utilizzer� quantit� e prezzi del 2006)

IL PIL Reale viene calcolato misurando le quantit� prodotte dell�anno corrente al prezzo dell�anno base ovvero l�anno di riferimento quando si confrontano i PIL di pi� anni.

 

Esempio.

Calcolo il PIL Nominale 2005 e del 2006

Prendendo come anno base il 2005, utilizzer� le quantit� del 2006 al prezzo del 2005.

Il PIL Reale viene utilizzato per calcolare il PIL al netto dell�Inflazione e dunque anche l�Inflazione stessa.

 

L�Inflazione si misura col Metodo del Deflatore del PIL

 

∏ (Pi greco) = [Pt (Prezzi 2006) � Pt-1 (Prezzi del 2005)] / Pt-1��

 

Il rapporto fra PIL Nominale e Reale � detto Deflatore del PIL ovvero che deflaziona il PIL.

 

Deflatore 2006 = PIL Nominale 2006 / PIL Reale 2006

Inflazione 2006 = Deflatore 2006 � Deflatore 2005

Deflatore 2006 = 1.2

Deflatore 2005 = 1

Inflazione = 0.2 ovvero del 20%

 

Un altro metodo per calcolare l�Inflazione � l�Indice dei Prezzi al Consumo (IPC)

Corrisponde alla quantit� di moneta necessaria per acquistare un ipotetico paniere di beni e servizi.

Q 2005 (Quantit� 2005) x P 2005 (Prezzo 2005)

Per vedere quanta moneta mi occorre nel 2006 per acquistare lo stesso paniere

Q 2005 x P2006

Facendo il rapporto del secondo termine fratto il primo ottengo la percentuale di inflazione


Capitolo 3 � Crescita ed Accumulazione (V.O.)

Contabilit� della Crescita

Spiegheremo quali sono le determinanti della Crescita Economica, riprendendo la funzione di produzione che fornisce una relazione quantitativa fra i fattori produttivi impiegati e la massima quantit� producibile.

 

Y = A * f(K,N)

A rappresenta il progresso tecnologico, mentre K � il fattore Capitale ed N il fattore Lavoro.

 

Altri due fattori che concorrono alla produzione come capitale e lavoro sono le risorse naturali e il capitale umano ovvero l�investimento nella professionalit� dei lavoratori (es. la formazione).

Modello di Solow

E� il Modello neoclassico della Crescita Economica.

Questo modello si basa su due presupposti che da per scontati:

1)     I Rendimenti di Scala sono Costanti

Al variare dei fattori produttivi, capitale e lavoro, la produzione varia proporzionalmente.

2)    La Produttivit� Marginale del Fattore Lavoro e il Capitale siano Decrescenti.

Qui un fattore produttivo � variabile, l�altro e costante e la produzione cresce meno che proporzionalmente.

 

Y = f(K,N) � non consideriamo il progresso tecnologico.

Dividendo tale funzione per il fattore lavoro otterremo una funzione di produzione per ogni addetto al lavoro.

 

Y/N = f(K/N,N/N)]

y = f(k) -> k = K/N; y = K/N

 

Grafico a pag. 59

Il k e la y sono entrambi minuscoli e rappresentano rispettivamente lo stock di capitale e di produzione procapite.

 

Obiettivo

Determinare lo stock di capitale per addetto che determini lo stato stazionario, ovvero quello stato economico in cui non esistono variazioni di stock di capitale in investimenti produttivi, cio� Kt-1 = Kt e Yt-1 = Yt.

 

L�ammontare degli investimenti necessari a mantenere costante nel tempo lo stock di capitale dipende da due fattori e sono il Tasso di Crescita della Popolazione Lavorativa e il Deperimento del Capitale stesso (Ammortamento dei Macchinari).

 

Per finanziare gli investimenti occorre un risparmio da parte della collettivit� (deposito in c/c, obbligazioni).

 

La Variazione dello stock di capitale corrisponde all�Investimento in azienda al netto degli Ammortamenti e della Crescita della Popolazione dunque:

Δk = I � (n + d)k

Δk - Variazione dello stock di capitale

n = Tasso di Crescita della Popolazione (proporzionale allo stock)

d = Coefficiente di Ammortamento (proporzionale allo stock)

 

 

 

 

 

Sappiamo che gli Investimenti sono uguali al Risparmio

I = S

S = sY ; Risparmio = Propensione Marginale al Risparmio; Y =Reddito

Δk = sY � (n+d)k

Y = sf(k) ; sf(k) = Al fondo risparmiato dalla collettivit�

Δk = sf(k) � (n+d)k ; (n+d)k = Al fabbisogno per l�investimento

 

Se sf(k) > (n+d)k le imprese aumenteranno lo stock di capitale e dunque aumenter� lo stock di produzione procapite e viceversa, dunque il processo di crescita dell�economia si arresta quando sono uguali.Grafico a pag. 61

 

Vediamo ora cosa succede all�aumentare della propensione al risparmio della collettivit�:

Aumenter� sia il livello di produzione che lo stock di capitale per addetto ma non influenzer� il tasso di crescita economica di lungo periodo, poich� si passer� da uno Stato Stazionario iniziale a quello finale li dove il processo di crescita termina.

Grafico pag. 63

 

Aumentando la propensione al risparmio la curva decrescente trasla verso l�alto prova del fatto che l�azienda produce di pi� avendo di pi� a disposizione di quello che le servirebbe, dunque il sistema economico passa dallo Stato Stazionario (Stady State) iniziale in C ad un nuovo Stato Stazionario finale C1, dunque il processo di crescita � influenzato non dal tasso di risparmio ma dal Progresso Tecnologico.

Se ci fosse progresso traslerebbero sia la funzione di produzione che quella di risparmio all�infinito finche il progresso non si arresta, mentre anche se aumentiamo la propensione al risparmio non si fa che passare da un punto stazionario all�altro.

 

Ovviamente il progresso tecnologico � una componente (in questo modello) assolutamente esogena allo stesso.

 

La Critica � che in questo modello la tecnologica porta ad un aumento dello stock di capitale, ma in realt� potrebbe valere il contrario, visto che se aumento lo stock investito posso acquistare un macchinario tecnologicamente avanzato che fa aumentare la produzione.

 

Considerazioni

Secondo questo modello due paesi con lo stesso tasso di risparmio, stessa tecnologia e funzione di produzione dovrebbero avere lo stesso tasso di crescita del reddito (Processo di Convergenza del Reddito fra i due paesi).


Capitolo 4 � Crescita e Politica Economica (V.O.)

Nel capitolo 3 abbiamo studiato la Teoria della Crescita Neoclassica, in base alla quale, il PIL e la sua Crescita dipendono strettamente dal Tasso di Risparmio, Tasso Crescita Demograficoe Progresso tecnologico, elemento principale nella crescita di Lungo periodo. La teoria della Crescita Endogena analizza come le Decisioni influenzino il Progresso tecnologico e dunque la Crescita stessa.

La Crescita Endogena

Nel modello di Solow abbiamo visto che si raggiunge lo Stato Stazionario nel punto in cui la curva del risparmio interseca quella del fabbisogno agli investimenti, e fino a che la prima si trova al di sopra della seconda l�Economia � in Crescita. (Grafico pag. 76 41.a).

 

A causa della Produttivit� Marginale Decrescente del Capitale le curve della Produzione e del Risparmio (entrambe decrescenti e al di sopra del fabbisogno di investimenti) tendono ad appiattirsi e visto il coefficiente angolare sempre positivo della retta rappresentante il fabbisogno di investimenti, prima o poi le tre si incontrano.

 

Quando si ha invece Produttivit� Marginale Costante del Capitale (Grafico a pag. 76 41.b), le tre curve sono rappresentate da tre rette, li dove il risparmio � sempre maggiore del fabbisogno d�investimenti e ci� assicura una crescita continua e costante e tale condizione � rappresentata da una funzione: Y = aK dove a � un coefficiente costante e K lo stock di capitale, ebbene ci� vuol dire che investendo pi� capitale si ha un proporzionale aumento di produttivit� (la produttivit� marginale non � pi� decrescente ma costante, e se consideriamo anche s come tasso di risparmio costante avremo:

ΔK = sY (se sY = saK)

(il tasso di crescita � proporzionale a quello del risparmio)

ΔK/K = sa

(la produzione � proporzionale al capitale e allora il tasso di crescita della produzione sar�)

ΔY/Y = sa

 

Secondo la teoria Endogena per progresso tecnologico intendiamo IDEE ovvero beni Non Escludibili (il consumo non � esclusivo di nessuno) e Beni Non Rivali (il consumo pu� essere simultaneo) che permettano all�economia di Autoalimentare la propria crescita.

 

Esternalit�

I Beni Non Escludibili generano Spillover ovvero Esternalit�, ci� vuol dire che della loro utilit� gode la collettivit� senza che l�inventore tragga beneficio economico (o almeno non totale) questo perch� �la tecnologia tende a diffondersi anche per il semplice utilizzo (Learning to Doing � Imparere facendo o utilizzando).

 

Competizione Imperfetta

I Beni Rivali devono essere riprodotti ogni volta che vengono consumati, e quelli Non Rivali necessitano per la loro invenzione alti costi fissi di ricerca e sviluppo e bassissimi di produzione secondo economie di scala e proprio per tale motivo la teoria Endogena al contrario della Neoclassica ritiene che perch� qualcuno investa molti soldi per �studiare� una nuova tecnologia debba esserci Concorrenza Monopolistica � praticare il prezzo voluto poich� esclusivisti � mentre la Neoclassica assume Perfetta Concorrenza.

 

Fino ad ora abbiamo parlato di crescita endogena considerando solo il Capitale (K) come fattore produttivo, mentre ora consideriamo anche il Lavoro e in riferimento alla Esternalit� possiamo dire che soprattutto nel Lungo periodo il fattore pi� rilevante � si il progresso tecnologico ma alla base di esso c�� la ricerca e sviluppo ovvero il fattore Umano (Lavoro).

 


Convergenza

Mentre secondo la teoria neoclassica esiste una Convergenza Assoluta (a parit� di tasso di risparmio, popolazione e progresso si ha pari crescita) e Condizionata (anche se con tassi diversi nel lungo le economie convergono sullo stesso tasso di crescita), la teoria Endogena afferma che i paesi che hanno Elevato Tasso di Investimento crescono pi� velocemente e di pi� degli altri ma che tale Effetto � Transitorio perch� hanno reddito pro capite pi� elevato ma non un tasso di crescita pi� elevato quando raggiungono lo Stato Stazionario.

 

Quindi secondo la teoria Endogena la Crescita � Costante perch� i fattori produttivi (Capitale e Lavoro) hanno Rendimenti di Scala Costanti (Ricerca e Sviluppo) e dunque una crescita costantemente continua, inoltre i diritti delle invenzioni non sempre remunerano completamente l�autore perch� a causa dell�esternalit� la tecnologia si diffonde.

 

Insidie dei modelli di Crescita

Grafico pag. 82

Per giustificare come l�economia di un paese Non Cresca possiamo avvalerci di un modello misto (Neoclassico-Endogeno) dove la crescita ha marginalit� decrescente fino al punto A, ( risparmio > fabbisogno) dove raggiunge lo Stato Stazionario o non Crescita, a seguire a causa della riduzione del capitale pro capite non si ha crescita se non fino a che si raggiunga il punto B dove il risparmio sar� nuovamente maggiore del fabbisogno(appunto nel lungo periodo � ricerca e sviluppo).


Capitolo 5 � Domanda e Offerta Aggregata

Il prezzo di equilibrio � dato dall�incontro fra la retta della domanda e quella dell�offerta aggregata, da esso derivano variazioni del prezzo e dell�offerta, infatti spostando la domanda a destra si ha un aumento della domanda, aumento dei prezzi e aumento della produzione e l�inverso per l�offerta.

 

Inserire Grafici

 

Un aumento della domanda facendo aumentare la produzione, spiega tutte le altre fluttuazioni come l�aumento dell�occupazione in conseguenza dell�aumento della produzione.

 

Vedremo ora le Politiche Economiche e gli Effetti che ne derivano sugli equilibri economici.

 

Mercato del Lavoro

 

Per la scuola Classica non esiste disoccupazione al di fuori di quella Volontaria, ovvero, esiste sempre un salario per il quale chiunque � in grado di lavorare, e dunque il fatto che sia disoccupato dipende dal rifiuto di accettazione di quel salario offerto e dalla presenza di una disoccupazione Frizionale ovvero legata ad un attrito generato dall�imperfezione del mercato del lavoro; es. cerco un determinato skill ma non essendoci incontro fra domanda ed offerta di lavoro non riesco a trovare l�individuo che sarebbe disponibile.

 

Una percentuale della disoccupazione Frizionale viene chiamato Tasso Naturale di Disoccupazione, che corrisponde al tasso di disoccupazione in corrispondenza del Produzione Potenziale.

 

Per la scuola Keynesiana, invece, esiste anche una disoccupazione Involontaria, legata alla insufficienza della Domanda di Beni e Servizi; � il caso in cui anche se accettassi un salario basso comunque non ci sarebbe domanda di lavoro dalle imprese a causa della riduzione della produzione e quindi della domanda di beni e servizi.

Domanda Aggregata

Indica le diverse combinazioni di Livello di Produzione e Livello dei prezzi, in corrispondenza dei quali, sia il mercato dei Beni che quello della Moneta sono in equilibrio.

 

Il Mercato dei Beni � in Equilibrio quando Y = C + I + G + NX ovvero la produzione globale � uguale alla domanda globale.

 

Il Mercato della Moneta � in Equilibrio, quando la domanda di Moneta � uguale all�Offerta di Moneta.

La prima corrisponde alla liquidit� di moneta che gli individui desiderano trattenere in una data unit� di tempo (� il caso in cui percepisco lo stipendio 1 volta al mese e per far fronte alle spese durante tutto l�arco del mese, detengo scorte liquide in tasca; con questo anche detenere denaro in c/c � sempre una forma infruttifera di detenzione dello stesso denaro, infatti gli interessi corrisponderebbero all�inflazione o costo del denaro, dunque � come se li avessi in tasca)

 

La seconda corrisponde all�insieme dei mezzi di pagamento di cui dispone la collettivit�, ovvero moneta legale e bancaria (depositi, C/C, Cambiali, Accettazioni bancarie, etc�)

 

Dunque l�equilibrio � dato dall�incontro fra la quantit� desiderata di moneta liquida e quella disponibile in circolazione.

 

La Domanda Aggregata ha funzione Decrescente in corrispondenza della produzione, perch� all�aumentare del livello dei prezzi, si riduce l�Offerta Reale di Moneta (Offerta Nominale:Livello Generale dei Prezzi) e ci� fa aumentare il tasso di interesse.

Il motivo � semplice: Il rapporto fra Offerta Nominale e Livello dei Prezzi si riduce a causa dell�aumentare dei prezzi stessi, inoltre all�aumentare dei tassi di interesse, (in seguito al caro moneta), diminuiscono gli Investimenti Produttivi Privati (richiesta di prestiti per l�acquisto di macchinari), e la diminuzione degli investimenti fa diminuire il livello di produzione e reddito.

 

Cause di Spostamento della Curva o Funzione di Domanda Aggregata

La Funzione si sposta a destra nel caso di aumento della domanda.

 

Politica Fiscale o di Bilancio

1.      Aumento della Spesa Pubblica (aumento stipendi)

2.      Riduzione delle Imposte (aumento del reddito procapite)

Politica Monetaria

3.      Riduzione dei Tassi di Interesse dati da un aumento dell�Offerta Reale di Moneta

 

Effetti delle Politiche di Bilancio e Monetarie sull�Equilibrio fra livello di Produzione e Reddito.

 

Teoria Keynesiana (Breve periodo)

Nel breve periodo all�aumentare della Domanda aumenta solo la produzione lasciando i prezzi costanti ed ecco spiegata la rappresentazione Orizzontale della retta dell�offerta. (grafico pag. 112).

 

Teoria Classica (Lungo periodo)

All�aumentare della produzione, si ha anche un aumento, non immediato, della domanda di lavoro e dunque dei salari, ci� fa aumentare i prezzi e riportare il livello di produzione in corrispondenza di quello potenziale, da cui ci si era allontanati (a destra) inizialmente. Ecco spiegata la rappresentazione Verticale (in corrispondenza della produzione potenziale) della offerta. (grafico pag. 113).

Offerta Aggregata

Indica le quantit� che l�insieme delle imprese � disposto ad offrire in corrispondenza di un determinato livello dei prezzi.

 

Curva di Offerta - Classica (Lungo periodo)

Partendo dal presupposto che vi sia Piena Occupazione e il livello di Produzione effettivo corrisponda a quello Potenziale, la curva dell�offerta sar� rappresentata da una retta Verticale, poich� si � raggiunto un livello di produzione massimo possibile o quanto meno potenziale.

 

Curva di Offerta - Keynesiana (Breve periodo)

A differenza della teoria Classica, ipotizzando che vi sia Disoccupazione Involontaria, il livello di produzione � rappresentato da una retta Orizzontale, questo perch� essendoci disoccupazione i salari non cambiano e i prezzi non possono aumentare per cui aumentare della produzione il prezzo rimane costante.

 

Le Politiche relative ai Consumi (IRPEF) sono Politiche relative alla Domanda Aggregata;

Le Politiche relative al Lavoro e all�Impresa (Sgravi Fiscali) sono Politiche relative all�Offerta Aggregata.

 

Politiche Economiche Lato Offerta (grafico a pag. 115)

Le Politiche Economiche dal lato dell�Offerta (Impresa e il Lavoro) incidono positivamente sul livello di Produzione, poich� Defiscalizzare l�impresa corrisponde a dire Aumento di Investimenti produttivi e salariale, ci� incide sull�aumento della domanda, che a sua volta sollecita l�aumento della produzione riposizionando il punto di equilibrio a destra.

Capitolo 8 (VIII ed.) � Politica Economica

*Questo Capitolo � molto interlocutorio �da leggere

 

Per Politica Economica si intende l�insieme di provvedimenti economico atti al raggiungimento di un determinato obbiettivo come l�impiego, la stabilit� dei prezzi, conti con l�estero.

 

A monte della politica economica viene definito un obiettivo economico da raggiungere ovvero determinare il valore ottimale del livello di produzione o del livello dei prezzi e successivamente debbono stabilire in che misura spostare le funzioni di domanda e di offerta per raggiungere tali obiettivi. (Cosa Fare, Quanto Fare).

 

Implicazioni delle Politiche Economiche

Ipotizziamo un calo della produzione con effetti sul sistema economico, come la disoccupazione, il primo problema da porsi � se questo calo produttivo sia di natura Permanente o Transitoria (in quest�ultima ipotesi la politica economica tende a non intervenire).

 

Valutare correttamente se di natura transitoria o meno � importante poich� un eventuale aumento �indotto� della domanda da parte di un politica economica su una condizione transitoria, potrebbe comportare inizialmente l�aumento della domanda desiderata, ma poich� questa sarebbe comunque ritornata sui livelli di equilibrio, si produrrebbe un eccesso di domanda con inevitabile aumento dei prezzi e dunque dell�inflazione. (Vedi Grafico a pag. 209)

Questo accade quando il PIL Effettivo supera quello Potenziale (i prezzi aumentano).

 

Parliamo ora dei Ritardi che possono essere Interni (che rappresentano il ritardo sul Periodo di tempo richiesto per effettuare una manovra di politica economica) ed Esterni (che descrive il ritardo sugli Effetti del provvedimento sull�economia);intervenendo in ritardo sui tempi relativi alla durata del momento critico, potremmo avere o effetti positivi o negativi nel caso rispettivamente in cui la crisi era di tipo temporaneo perch� rientra alla fine del periodo (Interni), mentre nel caso la crisi sia permanente, un ritardo sugli interventi potrebbe creare effetti negativi di lungo periodo (Esterni).

 

Il Ritardo Interno potrebbe essere distinto in Ritardo del Riconoscimento del Problema (non me ne accorgo) o ancora un Ritardo nelle Decisioni e di Intervento (ma ne accorgo ma intervengo tardi). Nell�ambito di un ritardo di attuazione di intervento, � chiaro che questo � minore nel caso della politica Monetaria (es. BCE aumento o diminuisce il tasso di sconto) che in quella Fiscale (lo stato con legge finanziaria cambia il sistema dei tributi)

 

Per evitare Ritardi Interni, la politica economica si avvale di strumenti detti Stabilizzatori Automatici ovvero un meccanismo che agisce indipendentemente dalle decisioni prese dai politici, attenuando le fluttuazioni della domanda.

Uno stabilizzatore Automatico � rappresentato dall�aliquota progressiva delle imposte sul reddito, cio� l�automatismo sta nel fatto che all�aumentare del reddito in automatico si viene tassati di pi� in questo modo si contengono le fluttuazioni della domanda ovvero essa oscilla meno che il PIL.

 

Solitamente un ritardo esterno (effetti) si distribuisce su una durata pluriennale o comunque non unitaria (medio e lungo periodo)

 

Diciamo che la politica Monetaria ha effetti molto pi� incerti e di lungo periodo rispetto alla politica fiscale, tuttavia pur intervenendo con una politica monetaria, non � detto che si possano sollecitare gli investimenti proprio perch� gli stessi dipendono anche da circostanze quali le aspettative dell�imprenditore o la fiducia nei mercati etc�

 


Le Incertezze

Quando vengono definite le politiche economiche ci si avvale di strumenti quali i Modelli Econometrici ovvero la descrizione del Sistema Economico con Interventi ed Effetti previsti.

Il nostro problema � che non possiamo conoscere con esattezza l�intero funzionamento del sistema economico e soprattutto le reazioni del sistema economico ai nostri provvedimenti.

Lo stato diminuisce le tasse per sollecitare il consumo o gli investimenti, ma l�operatore economico non segue quanto previsto poich� non fiducioso della politica intrapresa, e dubitante della durevolezza della stessa (meno tasse oggi;pi� investimenti o consumo oggi;ma un aumento pi� che proporzionale domani)

 

L�affidabilit� dunque di una politica economica dipende anche dalla Credibilit� degli Organi di Politica Economica derivante dal comportamento politico coerente.

 

Fattori di Incertezza

 

Se fino ad ora abbiamo parlato di Politica Economica Statica (cio� dove i parametri considerati rimangono statici), ora possiamo parlare di Politica Economica Dinamica li dove i parametri variano anche al variare della Politica Economica; un esempio � dato dalla percentuale di consumo del reddito di un operatore economico che potrebbe variare con un intervento di politica monetaria, ovvero aumentando la moneta in circolazione non � detto che aumentino i consumi poich� tale politica potrebbe indurre l�operatore economico a dubitare sulla futura inflazione e dunque risparmiare.

 

Le politiche economiche agiscono utilizzando un approccio Graduale o Immediato (Doccia Fredda), nel primo caso man mano che si manifestano gli effetti � possibile ricondurre o modificare la politica.

La Doccia Fredda al contrario non permette tali aggiustamenti, ma favorisce l�acquisizione di una Maggiore Credibilit�, poich� se ad esempio il mio programma prevede un intervento alla fine dell�anno ed invece lo faccio subito, do un segnale importante al mercato per ridurre ad esempio l�inflazione.

 

Elementi Costitutivi di un programma di Politica Economica

Obiettivi � es. Raggiungere la Stabilit� dei Prezzi (� quello della BCE)

Strumenti � Sono i Mezzi come Politica Fiscale e Monetaria, Aumento Spesa Pubblica, Diminuzione del Tasso di sconto

Indicatori � Indicatori Intermedi sono il valore di alcune variabili che segnalano se il sistema economico si muove in linea con gli obiettivi. Es. Il Tasso di Interesse e l�Offerta di Moneta; gli indicatori intermedi variano nel tempo e in base alle diverse esigenze.

 

Gli economisti si dividono in due schiere:

Gli Interventisti (Keynesiani) che ritengono sia giusto intervenire con le politiche economiche, propongono regole Discrezionali e i Liberisti (Monetaristi) che non credono nelle politiche economiche Anticicliche (cio� che non rispettano le fasi cicliche che il sistema economico vive in quel dato momento (Shumpeter) ma propongono regole Automatiche come l�aumento dell�Offerta di Moneta PARI al tasso di crescita del Reddito Reale o PIL in modo tale da assecondare la crescita economica senza inflazione.

Le regole automatiche vengono spiazzate da eventuali variazioni inattese permanenti del sistema economico, al contrario le regole discrezionali oltre ad essere pi� costose da realizzare e gestire tendono a poter essere fonte di perdita di credibilit� del policy maker.

 

Riguardo alla scelta dell�obiettivo, in base ad esso variano gli strumenti da utilizzare.

Es. Ho l�obiettivo di mantenere il PIL a livello Potenziale e l�Inflazione minima possibile;

Se il Policy Maker dispone di informazioni attendibili, la scelta pi� appropriata � quella di porsi come obiettivo quello di definire un livello di produzione pari al PIL Reale (PIL � Inflazione), questo perch� se il tasso di inflazione atteso � uguale a quello effettivo anche il tasso naturale di disoccupazione sar� pari a quello effettivo.

Se io invece mi pongo come obiettivo un livello di produzione superiore al PIL REALE si verifica il fenomeno di Accelerazione dell�Inflazione.

 

Se invece mi trovo in una condizione con inflazione alta e voglio ridurla devo avere come obiettivo un livello di produzione minore che quello reale poich� diminuendo la produzione si riduce l�inflazione a causa della riduzione della domanda e dunque dei prezzi.


Capitolo 8 � Reddito e Spesa

*Capitolo Importante

 

Abbiamo gi� detto che la Domanda Aggregata riguarda l�insieme dei Beni e Servizi Desiderati e Richiesti dalla Collettivit�.

 

Componenti della Domanda Aggregata (AD = C + I + G + NX)

 

Consumo

La Funzione del consumo esprime la Relazione Diretta fra il Consumo e il Reddito Disponibile. (Diretta vuol dire che nel Breve Periodo all�aumentare del reddito disponibile c�� un aumento della domanda ovvero del consumo)

 

Si tratta di una Funzione Lineare rettilinea ovvero costantemente in crescita nel tempo la cui origine non combacia con il punto 0 poich� anche a reddito 0 vi sono consumi come nel caso di chi rimane senza lavoro ma utilizza vecchi risparmi.

 

L�Inclinazione di tale Retta esprime la Propensione Marginale al Consumo ovvero misura l�incremento percentuale relativamente alla variazione del reddito che viene destinata al consumo. (Quanto aumenta il consumo all�aumentare del reddito ed � un coefficiente compreso fra 0 e 1)

 

C = C0 + cy(Consumo = Consumo al reddito 0 + il coefficiente angolare)

(grafico pag. 205 - IX ed.)

 

Investimenti

Sono considerati come Componente Autonoma della domanda cio� che non dipendono dal livello di Produzione e Reddito CORRENTI.

(grafico pag. 205 - IX ed.)

 

Tracciando la Bisettrice che parte dall�origine questa volta con angolazione 45 gradi, dato che la Domanda Aggregata � pari alla Produzione potr� ottenere il livello di produzione partendo dalla domanda e viceversa.

 

C0 e A0 corrispondono ad C soprassegnato ed A soprassegnato (Insieme Componenti Autonome)

Posto che

S = Y � C (Risparmio = Produzione � Consumo)

C = C0 + cy

�������� S = Y - C0 + cy = Y(1-c) - C0

 

se YD = Y � TA + TR e assumendo che TA e TR siano elementi autonomi avremo

 

C = C0 + c (Y-TA+TR) = C0 + cy - c(TR-TA)

 

AD = [C0 + cy - c(TR-TA)] + I + G + NX = Y (visto che Y = AD allora)

Y � cy = [C0- c(TR-TA)] + I + G + NX = A0

Y = A0 (1/1-c)

 

Quindi un Aumento delle Variabili Autonome (Investimenti, Spesa Pubblica ed Esportazioni Nette) produrrebbe un Aumento della Domanda Aggregata e del Reddito MAGGIORE della variazione relativa alla componente autonoma variata perch� si moltiplica per 1/1-c > 1.

 

Questo � detto fenomeno del Moltiplicatore del Reddito (α -> alpha) ovvero il Coefficiente maggiore di uno con il quale bisogna moltiplicare la Variazione della Spesa Autonoma per determinare la corrispondente variazione del reddito.

 

Esempio

Se (1/1-c) � il moltiplicatore; dove c=0,8 � la Propensione Marginale al Consumo, avremo che (alpha) α = 1/1-0,8 = 5 ci� vuol dire che investendo 1 avr� una crescita del reddito di 5.

 

Dal punto di vista Economico e non matematico un aumento degli investimenti programmati o della spesa pubblica innesca un processo continuo in base al quale aumenta la spesa, aumenta la produzione, aumenta il reddito e questo stimola a sua volta i consumi confermando il loop.

Vedi la serie Geometrica a pag. 211.

Vedi Grafico del Moltiplicatore a pag. 213

 

Verifichiamo ora la stessa cosa ma considerando che le Tasse non sono pi� indipendenti ma Proporzionali al Reddito.

 

TA = ty dove t � l�Aliquota Fiscale Media e y � il reddito

 

Ripetiamo tutto

 

YD = Y � TA + TR

YD = Y � ty + TR

YD = [Y(1-t)] + TR (la YD � la Y della cY)

 

C = C0 + c[(1-t)y + TR]

C = C0 + c(1-t)y + cTR

 

AD = {C0 + c(1-t)y + cTR} + I + G + NX

Y � c(1-t)y = C0+ cTR + I + G + NX

Y[1-c(1-t)] = C0+ cTR + I + G + NX = A0

 

Y = A0[1/1-c(1-t)] � Moltiplicatore con le Tasse Dipendenti

E� la nuova formula del Moltiplicatore che � minore del Moltiplicatore di prima perch� siccome le tasse non sono pi� indipendenti ma legate al reddito il moltiplicatore diminuisce.

 

Il Bilancio dello Stato

 

E� lo Stato Patrimoniale dello Stato J

BS = Entrate � Uscite

BS = TA � G - TR

BS = tY � G � TR

 

(Grafico a pag. 222 - IX ed.)

 

Vedi dimostrazione a pagina 223 dove c�� il Disavanzo e l�Avanzo del Bilancio (SBS e ABS)

Dati dalla variazione della spesa pubblica che incide sul disavanzo proprio perch� anche se aumenta il gettito fiscale aumenta anche la spesa pubblica che � un�uscita dunque aumenta il disavanzo ma meno dell�aumento della spesa pubblica cio� se spendo 10 il disavanzo aumenta magari di 5 quindi � una mossa che conviene comunque.


Capitolo 9 � Moneta, Interesse e Reddito

 

Adesso consideriamo nella funzione della Domanda Aggregata gli Investimenti non pi� una variabile autonoma, ma legata Indirettamente al Tasso di Interesse.

 

Indirettamente - > Se possiedo Denaro Contante, posso investire acquistando titoli ad esempio o concedendo denaro (qui pi� � alto il tasso di interesse � pi� sono avvantaggiato)

Direttamente -> Se non possiedo il Denaro Contante e devo richiedere un prestito alla banca (qui pi� � alto il tasso di interesse � pi� sono svantaggiato)

 

bi = misura la sensibilit� degli investimenti al tasso di interesse.����

������ (ovvero la variazione dell�investimento indotta dal tasso di interesse

I0 = Investimento Programmato dagli Imprenditori Autonomo rispetto al tasso di interesse

 

La Funzione degli Investimenti diventa I = I0 � bi ovvero Investimenti Autonomi (indipendenti dal tasso di interesse) � Investimenti Dipendenti.

 

(grafico a pag. 234 IX ed.)

 

αG = Moltiplicatore della Spesa Pubblica

Y = AD

AD = C + I + G + NX

Y[1-c(1-t)] = C0+ cTR + (I0 - bi) + G + NX

 

Y = αG * (A0 � bi) detta Equazione della IS � Investimenti Risparmio

 

IS = Luogo Geometrico (curva) della infinite combinazioni Reddito e Tasso di Interesse che assicurano l�equilibrio sul mercato dei beni, ovvero dove il reddito prodotto si eguaglia alla spesa desiderata. (Y=D).

 

(Grafici a pag. 236 IX ed.)

 

IS � proporzionale alle variazioni del tasso di interesse, se quest�ultimo diminuisce, aumentano gli Investimenti (bi) che fanno aumentare la produzione e grazie al moltiplicatore anche il reddito, cos� al diminuire del tasso IS si sposta a destra � cio� decrescente.

Dunque la retta dell�IS rappresenta l�equilibrio fra Investimenti e Risparmio legati alle componenti autonome.

 

Se i=0 il tasso di interesse

 

Y = αGA0 � αGbi

i = αGA0/ αGbi

i = A/b

 

il coefficiente angolare della retta sar� 1/αGb poich� deriva da Δi/Δy.

Il coefficiente angolare � dato dal rapporto dei due cateti del grafico [A0/b]/[αGA0]

 

Cosa accade se aumenta la componente autonoma della domanda ?

Quando una lettera � soprassegnata vuol dire che � un elemento autonomo della domanda aggregata dunque avremo

 

AD = C0 + I0 + TR0 + TA0 + G + NX

A0 = equivale alle componenti autonome della domanda C0 + I0 + TR0 + TA0

 

La IS si sposta parallelamente verso destra quando aumenta la componente autonoma della domanda A0 (cio� quando aumenta anche uno solo delle 4 componenti autonome)

 

Prendere grafico scritto a penna nel libro

Nel caso in cui � il moltiplicatore della spesa pubblica ad aumentare aumenter� la c e diminuir� la t [ αG = 1/1-c(1-t) ] e cambier� anche l�inclinazione della retta. (grafico pag. 238)

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Ora dobbiamo trovare l�equilibrio nel mercato monetario.

Per equilibrio nel mercato della moneta si intende equilibrio fra domanda (L - preferenza per la liquidit� di moneta) e offerta (M - moneta legale emessa dalla banca centrale e bancaria quella presente nei c/c) nel mercato della moneta.

 

La Domanda di Moneta dipende Direttamente dal Reddito e Indirettamente dal Tasso di Interesse perch� aumentando il tasso aumenta il costo di liquidit� di mantenimento di scorte liquide di moneta infruttifera.

(Grafico a pag. 243)

 

Quali sono invece gli strumenti per tracciare la LM (Liquidity Money) ?

La LM � il Luogo Geometrico delle infinite combinazioni Reddito Tasso di Interesse che assicurano l�equilibrio sul mercato della moneta.

(Grafico a pag. 244)

Come si vede la LM � crescente perch� aumentando il Reddito, aumenta anche la domanda di moneta e come sappiamo l�aumentare della domanda aumenta i prezzi ovvero il costo del denaro rappresentato dai tassi di interesse.

 

k = Sensibilit� della domanda di moneta rispetto al reddito

h = Sensibilit� (come varia) della domanda di moneta rispetto al tasso di interesse

P = livello dei prezzi

 

L = ky � hi

Visto che l�offerta � stabilita dalla bce

M = M/P

 

ky � hi = M/P

 

k/h � il coefficiente angolare

M/P � il termine noto

 

i = [(k/h)y]-[(M/P)/(1/h)]

 

Se aumenta k la retta � pi� ripida se aumenta h � pi� piatta , se invece aumenta M la LM si sposta a destra.

 

Quindi l�equilibrio Simultaneo del Mercato dei Beni e della Moneta che determina un�Unica Coppia Reddito e Tasso di Interesse � data dall�intersezione delle due funzioni IS ed LM.

 

Parliamo ora della determinazione della Domanda Aggregata

Grafico a pag. 250

 


Capitolo 10 � Politica Monetaria e Fiscale

 

Entrambe sono Politiche Economiche che hanno cio� impatto sulla Domanda Aggregata, a differenza di quelle del lato dell�Offerta.

Politica Monetaria

 

Strumenti

Sono il mezzo attraverso cui la Banca Centrale (ora la BCE) regola la Domanda Aggregata attraverso l�Offerta di Moneta.

 

1)     Operazioni di Mercato Aperto � Compravendita di Titoli che la BCE effettua sul Mercato Secondario, (mercato dove i titoli non sono ancora giunti a scadenza e sono ancora scambiabili a differenza del Primario dove i titoli vengono sottoscritti direttamente dal Tesoro), questo perch� acquistando i titoli sul mercato la banca immette liquidit� aumentando l�offerta di moneta.�������������

 

2)     Tasso Ufficiale di Sconto � E� il prezzo con il quale la Banca Centrale risconta le cambiali verso le banche commerciali. Se il tasso � basso la domanda di credito degli operatori Economici aumenta e dunque c�� maggiore circolazione di moneta.

 

3)     Il Coefficiente di Riserva � Corrisponde ad una percentuale dei depositi di moneta presso le banche commerciali, che la BCE trattiene nelle sue casse per garantire una certa liquidit� e per fini precauzionali. Dunque se il coefficiente � basso le banche possono concedere pi� soldi in prestito e dunque aumenta la quantit� di moneta in circolazione.

 

Effetti nel Modello IS � LM

Grafico a pag. 258

 

Dato un tasso di interesse i0 sul grafico IS � LM corrisponder� un dato reddito Y0, se la Banca Centrale aumenta l�offerta di moneta la curva LM si sposta verso destra implicando una riduzione del tasso di interesse i1 stimola maggiori investimentiproduttivi dunque un aumento del reddito in Y1.

 

Il Meccanismo con il quale si producono effetti sul mercato dei Beni partendo da Politiche Monetarie (Mercato della Moneta) si chiama Meccanismo di Trasmissione.

 

Quando si abbassa il tasso di interesse, all�incremento dell�offerta di moneta, aumenta anche la domanda di titoli del mercato secondario, a ci� segue un aumento delle quotazioni o prezzo dei titoli, e cui corrisponde una riduzione dei tassi di interesse applicati ai titoli di nuova emissione del mercato primario.

 

Efficacia nel Modello IS � LM

Vedi grafico Prof. Marcelli

Vedi grafico corrispondente pag 263

 

Tanto pi� � ripida verticalmente la curva LM tanto pi� efficace (cresce il reddito), e ci� � possibile poich� il rapporto fra k (sensibilit� di moneta rispetto al reddito � come varia la domanda di moneta al variare del reddito) e h (sensibilit� della domanda di moneta rispetto al tasso di interesse) � 0 quando h tende ad infinito, dunque se h ha un grande valore il coefficiente angolare tende a 0 ovvero la curva LM tende ad appiattirsi.

 


Per la scuola di pensiero Classica la Domanda di Moneta dipendeva unicamente dal Reddito li dove h era ritenuta pari a 0 ovvero aveva un impatto trascurabile la domanda di moneta rispetto al tasso di interesse, dunque nel modello Classico la Politica Monetaria avrebe efficacia totale � in questo caso la curva LM � una retta verticale.

 

Da questi concetti si evince che la Banca Centrale non pu� controllare contemporaneamente l�Offerta di Moneta e il Tasso di Interesse, poich� se aumenta la Domanda di Moneta, ad esempio a causa di un aumento del Reddito, (le scorte liquide di moneta sono proporzionali al reddito � pi� sono ricco pi� soldi ho in tasca), aumenta di conseguenza il tasso di interesse e l�offerta di moneta rimane costante, mentre se al contrario aumentiamo l�offerta di moneta il tasso rimane costante ed in questo ultimo caso la curva del tasso di interesse � rappresentata da una retta orizzontale.

Politica Fiscale

 

Strumenti

 

Y = αG (A0 � bi)

 

1)     Spesa Pubblica � G

 

2)     Trasferimenti � TR si trova in A0

 

3)     Aliquota Fiscale � αG = 1/a-c(a-t)

 

Grafico a pag. 266

Dato il solito tasso e reddito iniziale, un aumento della domanda di moneta scaturito da un aumento della spesa pubblica (G) comporta lo spostamento della curva IS a destra e ci� fa aumentare il tasso di interesse ovvero il costo del denaro, dunque il nuovo equilibrio si trover� in corrispondenza del punto di incontro fra il nuovo tasso e il nuovo reddito.

 

L�aumento del tasso di interessa ha comportato anche una diminuzione degli investimenti e dunque il reddito in realt� � aumentato meno di quanto sarebbe aumentato se non fosse aumentato il tasso di interesse

 

Il fenomeno appena descritto si chiama Effetto Spiazzamento (Crowding Out) in quanto la spesa pubblica Spiazzer� Parzialmente la spesa privata che rimane minore di quella pubblica. Si ha spiazzamento Totale (la spesa pubblica sostituisce totalmente la privata � se la G aumenta di 100 gli investimenti diminuiscono di 100) ed accade quando la LM � verticale.

 

La Politica di Spesa Pubblica � totalmente efficacie quando la LM � orizzontale o la IS � perfettamente verticale.

 

L�effetto Spiazzamento viene annullato attraverso una politica monetaria accomodante ovvero Aumentando sia la spesa pubblica e quindi il tasso di interesse, che contestualmente l�offerta di moneta che fa abbassare il tasso di interesse riportandolo al tasso iniziale.

 

Effetti sul Modello IS � LM della Sovvenzione agli investimenti

Sono incentivi offerti sottoforma di Sgravi Fiscali, Oneri Sociali, Credito di Imposta etc� che sollecitano gli Operatori Economici ad Investire e ci� fa aumentare la domanda ovvero lo spostamento della curva IS sulla destra, in corrispondenza della quale aumenta anche il tasso di interesse ed � cos� che c�� un parziale piazzamento della spesa pubblica.

Grafico pag. 272

 

Sintesi:

La Politica Fiscale � tanto pi� efficace quando la IS � ripida e/o la LM � piatta, mentre la Politica Monetaria � il contrario.


Capitolo 11 � Legami Economici Internazionali

Bilancia dei Pagamenti

La Bilancia dei Pagamenti � un documento contabile dove vengono registrate tutte le transazioni dei privati che vengono effettuate in attivo e passivo tra soggetti residenti e non residenti.

 

Ultima Definizione (UE 99) � diversa dal libro - � articolata in 3 sezioni:

 

1)    Partite Correnti

         Merci (Import/Export)

         Servizi (Turismo, Tasse Aeroportuali, servizi in generale)

         Redditi (Lavoro e Capitale)

         Trasferimenti (Aiuti al 3� mondo)

 

2)    Partite in Conto Capitale

         Servizi o Redditi Intangibili (Licenze, Royalties, Diritto d�Autore)

         Trasferimenti in Conto Capitale (Concessione di un impianto o una licenza gratis ai paesi del 3� mondo)

 

3)    Partite in Conto Finanziario

         Investimenti (compravendita di titoli stranieri)

o        (Diretti � Maggioranza nel CDA come nelle Multinazionali)

o        (di Portafoglio � Semplice pacchetto di titoli come la speculazione)

         Variazione delle Riserve Ufficiali � Riserve in Valuta Estera dovute ad un eccesso di esportazioni che aumentano la liquidit� di moneta estera.

 

La Bilancia dei Pagamenti � sempre in pareggio, CONTABILMENTE, mentre non lo � dal punto di vista ECONOMICO. esempio

 

Lo Sbilancio in conto corrente pu� essere compensato dall�avanzo in conto finanziario (se ho avuto uno sbilancio cio� le importazioni superano le esportazioni, con una contropartita in conto finanziario porto il pareggio ovvero vendo dei titoli miei per ottenere moneta estera e saldare la differenza dello sbilancio).


Tasso di Cambio

Definizione Nuova(UE 99)

L�ammontare di valuta straniera che deve essere scambiata con una unit� di moneta nazionale.

Es. Sistema Certo per Incerto (1,43 $ per ottenere 1 �)

Un apprezzamento nel corso del cambio sta a significare un apprezzamento della nostra valuta nei confronti di quella estera.

 

I Regimi di Cambio sono Fissi e Flessibili.

 

Nel Regime di Cambio Fisso (all�epoca dello SME fra marco e lira) le Parit� Centrali tra le due Valute (ovvero il valore di una moneta rispetto all�altra � dunque il valore di oscillazione della moneta rispetto all�oro) viene deciso con un accordo istituzionale fra le due banche centrali che si impegnano a mantenere tale parit� entro un margine di oscillazione convenuto.

 

Un eventuale squilibrio della Bilancia dei Pagamenti si tradurrebbe in uno squilibrio nel mercato dei cambi e cio� che l�avanzo della bilancia dei pagamenti produrrebbe un apprezzamento potenziale della nostra moneta, dunque costringerebbe le banche centrali ad intervenire acquistando valuta estera e vendendo valuta nazionale, in questo modo il tasso di cambio rimane all�interno del range di oscillazione stabilito fra le parti e ci sarebbe cos� un aumento delle riserve internazionali di moneta estera.

 

Nel Regime del Cambio Flessibile c�� un astensione di qualsiasi intervento da parte delle banche centrali, dunque si lascia fluttuare liberamente il tasso di cambio iin modo tale da portare in equilibrio il mercato delle divise, infatti i�l tasso di pender� proprio dalla Bilancia dei Pagamenti (� un po� come se fosse un coefficiente che porta in parit� le bilance dei pagamenti di uno stato con un altro o ancora un rapporto fra domanda ed offerta che alla fine ha un prezzo di equilibrio).

 

Esempio

Se un Paese ha un avanzo nella Bilancia dei pagamenti avr� un apprezzamento della propria divisa e ci� far� diminuire le esportazioni nette riportando in pareggio la bilancia.

 

La differenza col cambio fisso � proprio questa cio� che in quello flessibile non c�� movimentazione delle riserve.

Tasso di Cambio nel Lungo Periodo

Si definisce Tasso di Cambio Reale il Tasso di Cambio Nominale (quello di prima) che moltiplica l�Indice dei Prezzi Nazionale diviso l�Indice dei Prezzi Estero. (E*P)/Pf (Pf significa Foreign Price ovvero prezzo Straniero).

 

Questo Tasso misura il grado di competitivit� dei paesi e se fosse pari a 1 si avrebbe Parit� dei Poteri di Acquisto fra le Valute (PPP � Purchasing Power Point).

 

La competitivit� � inversamente proporzionale al tasso di cambio reale.

 

 

 


IS in presenza di Commercio Internazionale

Se fino ad ora il livello di produzione era determinato dalla spesa dei residenti, ora esso sar� determinato dalla spesa in prodotti nazionali composta da:

Spesa Residenti (Consumi, Investimenti e Spesa Pubblica) pi� le Esportazioni meno le Importazioni. [ Y = (C + I + G) + X � Q ].

 

Le Esportazioni dipendono dal Reddito dei Paesi Esteri e dal Tasso di Cambio Reale, dove se aumenta il reddito estero aumentano le esportazioni, mentre se aumenta il tasso di cambio le esportazioni diminuiscono.

 

Le Importazioni dipendono dal reddito Nazionale (Y) e dal Tasso di Cambio Reale, dunque se aumenta il nostro reddito aumentano le Importazioni, se aumenta il tasso di cambio reale aumentano le importazioni poich� il prodotto estero ci costa di meno).

 

Dunque la IS � condizionata dal Reddito e dal Tasso di Interesse e dalle Esportazioni Nette che dipendono dal Reddito Estero e dal Tasso di Cambio Reale. A(Y;i) + NX(Y,Yf,R).

 

Generalizzando la curva IS � LM non cambia nell�economia aperta, potrebbe cambiare solo la sua inclinazione, � infatti sempre decrescente e l�aumento delle esportazioni deve essere visto come l�aumento della domanda nell�economia chiusa.

 

Se Y = C + I + G + NX

Qui sar� Y = C + I + G + (X � Q)

Sappiamo che il Moltiplicatore delle Componenti Autonome � 1 / 1-c (1-t), dunque se le Esportazioni (X) sono una componente autonoma poich� non dipendono dal nostro reddito e dal nostro tasso di interesse nel modello IS, mentre le Importazioni (Q) dipendono direttamente dal reddito e dunque il coefficiente di propensione marginale alle importazioni sar� Q = my dove m � la propensione marginale.

 

Y = C0 + cy + I0 + G0 + X0 - my

Y = C0 + c(1-t)y + I0+ G0 + X0 � my

Y - c(1-t)y + my = C0 + I0 + G0 + X0

Y[1-c(1-t)+m] = C0 + I0 + G0 + X0

 

Y = (1/1-c(1-t)+m)(C0 + I0 + G0 + X0)

Da adesso in poi questa � la nuova formula del reddito nel mercato ad economia aperta.

Mobilit� di Capitale

Il Conto Finanziario (movimenti di capitale) sono influenzati dalla differenza fra il Tasso di Interesse nazionale ed internazionale e dalla variazione Attesa del Tasso di Cambio che definiscono il Rendimento dei Titoli.

 

CF = f(i , iF , ee)

Il Conto Finanziario � Funzione Diretta del Tasso di Interesse Nazionale, Indirettamente dal Tasso di Interesse Internazionale e dalla Variazione Attesa del Tasso di Cambio.

 

Dunque la Bilancia dei Pagamenti � composta dalle Esportazioni Nette ( che dipendono dal Reddito Nazionale, dal Reddito dei Paesi Esteri dal Tasso di Cambio Reale) e dal Tasso di Interesse Nazionale ed Estero.

 

 

 

 

 

Dilemmi di Politica Economica (Breve Periodo Prezzi Rigidi)

Per Prezzi Rigidi Intendiamo prezzi che non variano contestualmente al variare della Domanda.

Oltre all�Equilibrio Interno (Piena Occupazione) ad ogni paese � importante avere come fine anche l�Equilibrio Esterno (Pareggio della Bilancia dei Pagamenti), il dilemma sta proprio in questo ovvero con lo stesso strumento non si pu� sempre raggiungere l�equilibrio in entrambi i casi, o pu� capitare che ne venga raggiunto uno ed aggravato l�altro.

 

Grafico a pag. 305

 

Partendo dal presupposto che occorre tener sempre bene in mente � che ESISTA PERFETTA MOBILITA� di capitali ovvero non esiste nessuna restrizione di movimenti di capitale fra diversi paesi, il Tasso di Interesse Nazionale dovr� essere sempre uguale a quello Internazionale perch� altrimenti potrebbe Deflusso o Afflusso di Capitali.

 

Nella Bilancia dei Pagamenti chi svolge la funzione chiave � proprio il Conto Finanziario ovvero i Movimenti di Capitale.

Modello Mundell - Fleming

Questo modello studia gli effetti delle Politiche Fiscali e Monetarie in un�Economia Aperta, considerando Perfetta Mobilit� di Capitali e Prezzi Rigidi (questo sistema � pi� facilemente identificabile nel breve periodo a causa della condizione di rigidit� dei prezzi).

 

Politica Monetaria Espansiva con Cambi Fissi

Grafico a pag. 307

 

La politica Monetaria Espansiva (maggiore offerta di moneta � la LM si sposta a destra) provoca un abbassamento del tasso di interesse di equilibrio (iI) e un aumento del reddito (YI) nel punto B, da ci� ne deriva che il tasso di interesse nazionale � minore di quello internazionale che a sua volta promuove un deflusso di capitali e da ci� ne risente la bilancia dei pagamenti che va in passivo la quale comporta un Potenzialmente riduzione del Tasso di Cambio (la nostra moneta vale meno), a questo punto � necessario l�intervento della banca centrale che acquista Euro dall�estero pagando in Valuta Estera facendo diminuire le riserve di divise estere facendo diminuire lo stock di moneta (Euro) in circolazione, da ci� la curva LM ritorna nel suo punto iniziale A.

 

Da questo ragionamento di evince che la politica monetaria in economia aperta e con cambi fissi � totalmente inefficacie.

 

Politica Fiscale Espansiva con Cambi Fissi

Grafico a pag. Prof. Marcelli

 

Tale politica (aumento della spesa pubblica o diminuzione delle tasse) comporta uno spostamento a destra della curva IS ovvero un aumento del reddito che causa un aumento delle importazioni e della domanda di moneta e dunque un innalzamento del suo prezzo cio� del tasso di interresse nazionale, da ci� il nuovo punto di equilibrio (B) si trova sopra la retta della bilancia dei pagamenti portando la stessa in attivo e ci� fa Apprezzare Potenzialmente la propria Moneta che da cui ne deriva un aumento delle riserve di divisa estera dovute alla vendita di nostri titoli e quindi c�� maggiore offerta di moneta e proprio questo fa spostare la curva LM a destra creando un nuovo punto di equilibrio in (C).

 

Da questo ragionamento di evince che la politica fiscale in economia aperta e con cambi fissi � efficace e ci� conferma quanto detto prima a proposito dell�importanza assoluta dei movimenti di Capitale.

 

Anche questo sistema � di breve periodo anche perch� se continuassimo ad esportare capitale (vendendo i nostri titoli) prima o poi il nostro indebitamento salirebbe troppo portando all�insostenibilit� finanziaria.

Politica Monetaria Espansiva con Cambi Flessibili

La differenza rispetto al concetto precedente sta nel fatto che, nonostante il passivo della bilancia dei pagamenti - essendo i cambi flessi - la banca centrale non pu� intervenire per riportar il cambio a parit� centrale e dunque lascia fluttuare liberamente il tasso di cambio, ovviamente questo provoca una maggiore competitivit� del paese.

 

Quando si � competitivi le esportazioni aumentano e quindi sale la domanda globale provocando uno spostamento della IS a destra ovvero un nuovo punto di equilibrio li dove il reddito � aumentato, dunque la politica monetaria in questo caso si pu� definire efficace poich� aumenta il reddito.

 

Politica Fiscale Espansiva con Cambi Flessibili

La differenza rispetto al concetto precedente � che questa politica non � efficace in quanto non produce un reale aumento del reddito se non temporaneo, questo perch� avendo una Bilancia dei Pagamenti positiva con il cambio flessibile la banca centrale non pu� intervenire e si ha un apprezzamento della nostra moneta ma ci� fa diminuire le esportazioni e la domanda globale, riportando la IS al punto di equilibrio iniziale (A) e vanificando tutti gli effetti temporaneamente prodotti.

 

NOTA

Quando si parla di Cambi Flessibili si fa riferimento ad Apprezzamento o Deprezzamento del Corso del Cambio (Moneta), mentre se si parla di Cambi Fissi si fa riferimento al termine Rivalutazione o Svalutazione Competitive.

Nel primo caso perch� chi regola l�equilibrio � il mercato nel secondo sono le banche centrali.


Capitolo 12 � Aggiustamenti Internazionali e Interdipendenza

Aggiustamenti nel Regime dei Cambi Fissi e Prezzi Flessibili

Per rappresentare tale nuovo sistema utilizzeremo il Modello AD-AS-NX dove AD sta per domanda aggregata, AS per Offerta Aggregata e NX per Esportazioni Nette.

 

  1. AD - Se la domanda aggregata in economia chiusa assume andamento decrescente quando c�� una aumento dei prezzi da cui derivano, diminuzione dell�offerta reale di moneta, rialzo dei tassi di interesse e diminuzione degli Investimenti e dunque del Reddito, in Economia Aperta la situazione non cambia o meglio il carattere � sempre decrescente infatti se aumentano i prezzi, il tasso di cambio reale aumenta (ovvero il prezzo di nostri prodotti all�estero) e dunque diminuiscono le esportazioni, la domanda globale e dunque il reddito.

 

  1. AS - Riguardo all�Offerta Aggregata in Economia Aperta non cambia la sua inclinazione che rimane crescente al crescere dei prezzi.

 

  1. NX � Anche la funzione dell�Esportazioni Nette assume carattere decrescente all�aumentare dei prezzi, questo perch� se aumenta il reddito aumentano anche le importazioni dunque la bilancia commerciale va in negativo e per ristabilire un livello di equilibrio si � obbligati a ridurre i prezzi nazionali (in modo da fare concorrenza all�estero) cos� che aumentano le esportazioni e dunque la Bilancia Commerciale ritorna in equilibrio.

 

Grafico libro a pag. 323 � c�� anche il grafico prof Marcelli

Nel grafico in cui rappresentiamo la curva AS, AD ed NX avremo un punto di equilibrio fra AS e AD in cui avremo come sappiamo un livello di produzione potenziale e a seconda del lato in cui si trova la curva delle NX avremo una bilancia commerciale negativa, in equilibrio e positiva rispettivamente se la curva NX stessa si trova a sinistra, concorrente e a destra del punto di equilibrio fra AS e AD.

 

Data questa condizione iniziale, avendo un disavanzo della bilancia dei pagamenti il paese � costretto ad acquistare la nostra moneta all�estero pagandola con le riserve di divisa estera e facendo cos� diminuire l�offerta di moneta globale.

 

Da qui diminuisce anche la domanda globale che sposter� la curva AD verso sinistra trovando un nuovo punto di equilibrio dove tutte e 3 le curve si incontrano, tuttavia in quel punto non abbiamo un livello di occupazione in equilibrio poich� in corrispondenza di quel punto non abbiamo un livello di produzione potenziale a pieno impiego.

 

Come sappiamo quando si ha disoccupazione, i prezzi diminuiscono cos� come l�offerta nazionale e ci� sposta la curva AS a sinistra trovando un nuovo punto di equilibrio definitivo.

 

Questo meccanismo � AUTOMATICO nel senso che non necessit� di Politiche Interventiste ma risulta molto lento nel produrre i suoi effetti.

 

IN REGIME DI CAMBI FISSI E PREZZI FLESSIBILI

A monte di ci� � necessario valutare il motivo del perch� il paese � in condizione di disavanzo della bilancia commerciale e dunque se dovuto a un difetto di competitivit� di prezzo o per un eccessiva domanda globale ovvero di un elevato reddito interno che comporta un aumento delle Importazioni.

 

Nel secondo caso se il Policy Maker intende intervenire comunque ad integrazione degli aggiustamenti automatici, pu� agire con una politica restrittiva che riduca la domanda aggregata, il reddito e dunque le importazioni.

Nel primo, il paese deve migliorare il suo cambio reale o diminuendo i prezzi nazionali, o aumentando quelli esteri con i dazi, o ancora deprezzando il cambio che aumenta le esportazioni.

 

L�ultimo metodo � da preferire poich� intervenire sugli altri due vuol dire intaccare altri settori come salari, margini di profitto e produttivit� dei lavoratori, mentre nel caso dei dazi a tensioni con l�estero.

 

Grafico pag. 329

Se al diminuire delle esportazioni diminuisce anche la domanda dovremo svalutare il cambio per ripristinare la situazione pari a quella precedente.

 

Anche la svalutazione o deprezzamento della propria valuta, ha effetti negativi:

Aggiustamento dei Prezzi Relativi

Svalutando la propria moneta aumenta la domanda e quindi i prezzi nazionali, ma oltre a questo si avrebbero problemi poich� si importerebbe a prezzi pi� alti per il nuovo tasso di cambio, con questo si spiega perch� svalutando i prezzi relativi (ovvero presenti nel rapporto del Cambio Reale) possono aumentare e dunque annullare l�effetto provocato dal tasso di cambio.

 

Effetto con Curva J

Vi � un problema legato alla svalutazione dei cambi e cio� quello relativo ai contratti in essere e alla loro scadenza rispetto al momento della svalutazione, infatti se io svaluto, ma le aziende italiane hanno contratti di acquisto o vendita con aziende estere con scadenze successive alla svalutazione, si verificher� una situazione in cui si produrranno solo gli effetti negativi della svalutazione poich� le esportazioni rimarranno ferme a dove erano fino a che i contratti non scadranno.

Vedi Grafico Curva J del Prof. Marcelli pag. 336

 

IN REGIME DI CAMBI FLESSIBILI E PREZZI FLESSIBILI

Grafici a pag. 342

A differenza del caso in cui abbiamo mostrato dei grafici a quadranti dove si parlava dell�avanzo e disavanzo in regime di cambi e prezzi rigidi, qui � possibile raggiungere entrambi gli obiettivi che il grafico mostra.

Diciamo che trovandoci ad esempio in condizione di Deprezzamento della Moneta ed Inflazione � possibile raggiungere l�equilibrio rispettando entrambi gli obiettivi.

 

POLITICA MONETARIA RESTRITTIVA

Per fa diminuire l�inflazione riduco l�offerta di moneta, che fa salire i tassi di interesse e dunque diminuiscono gli investimenti produttivi che portano alla diminuzione dell�occupazione, redditi e domanda soddisfacendo cos� l�obiettivo dell�inflazione, oltre a questo si verificano effetti sull�apprezzamento delle moneta poich� alti tassi attraggono afflusso di capitali dunque la bilancia commerciale e dei pagamenti ritorna in equilibrio e con essa si verifica apprezzamento della moneta.

 

POLITICA MONETARIA ESPANSIVA

In questo caso utilizzeremo nuovamente la rappresentazione del modello IS � LM.

A differenza del breve periodo dove la politica monetaria � efficace cio� produce un aumento definitivo di reddito, nel medio e lungo dove vi � appunto flessibilit� di Cambi e Prezzi questo non avviene.

 

Al fine di far crescere il reddito, infatti, aumento con la politica espansiva la quantit� di moneta, ci� sposta la LM a destra (B) con aumento della produzione e diminuzione degli interessi che portano un deflusso di capitali e dunque un aumento delle importazioni, ci� porta la bilancia dei pagamenti e commerciale in passivo con inevitabile deprezzamento della moneta (cambio Reale), ma da ci� deriva un aumento delle esportazioni nette fa aumentare il reddito e dunque la domanda, spostando la IS a destra con il nuovo punto di incontro (C) fra le rette che indica aumento della produzione, della domanda e dei prezzi che a loro volta portano un aumento del Cambio Reale e dunque una diminuzione delle esportazioni le quali fanno diminuire la domanda e la IS si risposta a sinistra (D) cos� come la LM a causa della offerta minore di moneta a causa della diminuzione dei prezzi appena intervenuta e dunque si ritorna al punto di partenza che dimostra l�inefficacia della politica monetari in questa circostanza.

 

Si capisce come la flessibilit� dei cambi � pi� veloce di quella dei prezzi e ci� causa un fenomeno conosciuto col nome di Overshooting (Iper Reazione) ovvero il tasso di cambio varier� nel breve in misura pi� accentuata di quella che sarebbe la reazione del tasso di cambio nel lungo periodo.

 

Spieghiamo il perch�.

 

Se aumento nel breve periodo (prezzi fissi) l�offerta di moneta si ha una diminuzione dei tassi di interesse, ipotizziamo del 10%, a ci� corrisponder� un�aspettativa di Deprezzamento del Tasso di Cambio Reale del 10% per colmare la differenza dei tassi di interesse fra due ipotetici paesi; ma ci� non � vero infatti il Deprezzamento nel breve sar� maggiore (es. 15%) poich� Deprezzando inizialmente la moneta, le esportazioni aumentano e quindi nel lungo periodo aumentando anche la domanda aumenterebbero i prezzi (nel lungo periodo) facendo risalire i tassi di interesse e dunque un nuovo afflusso di capitali da cui deriva un Apprezzamento del 5% riportando i livelli della diminuzione del tasso di interesse al 10%.

 

Dunque l�Overshooting si manifesta li dove alla diminuzione del tasso di interesse del 10% corrisponder� un Deprezzamento della Moneta del 15%.

 

Dunque gli operatori economici formuleranno una previsione sulla variazione del tasso di cambio che � in rapporto alla differenza dei tassi di interesse di due paesi:

i = iF - Δee

tasso di interesse nazionale = tasso di interesse internazionale � la variazione attesa del tasso di cambio.


Capitolo 13 � Consumo e Risparmio (V.O.)

Teoria del Ciclo Vitale

Partiamo dal presupposto che i soggetti desiderano mantenere il pi� COSTANTE possibile il consumo nell�arco della propria vita.

 

Quasi tutti i soggetti hanno 3 fasi durante il loro ciclo di vita:

Giovanile (NO Reddito); Lavorativa (con Reddito); Pensionistica (NO Reddito)

 

Indipendentemente se nella fase 2 o 3 il soggetto desidera mantenere sempre lo stesso tenore di vita, il soggetto risparmier� una parte del suo reddito per far fronte alle necessit� future.

 

WL = Anni di Lavoro; YL = Reddito di Lavoro; NL = Anni di Vita Residua

Un soggetto inizia a lavorare a 25 anni e lavorer� per 30 anni, prevedendo che il soggetto vivr� fino a 75 anni.

WL = 30; YL = 300000; NL = 50

C = (WL*YL)/NL -> Funzione del Consumo seguendo l�ipotesi del Ciclo Vitale

 

Considerazioni:

1) WL/NL corrisponde alla Propensione Marginale al Consumo (cy) che � costante nel tempo considerando le eventuali variazioni di reddito Transitorio o Permanente (Premio Una Tantum o Aumento Stipendio Fisso), nel secondo caso si ha una variazione considerevole dei consumi nel primo invece � trascurabile.

2) La Propensione Marginale al Consumo varia anche in base all�Indice Demografico ovvero una persona giovane ha un numero di anni lavorativi pi� alto per il suo futuro rispetto ad un anziano e quindi anche una propensione marginale al consumo maggiore.

 

Critiche al Ciclo Vitale

In realt� i soggetti non risparmiano solo per mantenere il proprio consumo costante nel tempo, ma anche per accantonare somme di denaro a scopo precauzionale o per lasciare un eredit� ai figli, e dunque il risparmio sar� maggiore di quello che ha previsto la teoria del ciclo vitale.

Teoria del Reddito Permanente - Friedman

Secondo Friedman il Consumo � funzione del Reddito Permanente.

Il Reddito Permanente � il Tasso di Consumo Costante che un soggetto pu� mantenere nel corso della sua vita tenendo conto del suo Reddito Passato, Presente e Futuro-atteso quasi come se fosse una Media Ponderata.

Dati due soggetti con pari reddito, uno Precario e l�altro Stabile, il primo risparmier� nel tempo di pi� del soggetto Stabile poich� l�incertezza � maggiore e dunque i consumi sono minori.

Confermiamo che le modificazioni permanenti del reddito influiscono principalmente sull�andamento dei consumi di un soggetto, cio� sulla sua propensione marginale al consumo, ma i consumi variano anche in Previsione di Aumenti di Reddito Futuri (ad esempio mi aspetto che entro i prossimi 3 anni avr� una promozione) e dunque aumento i miei consumi fino anche ad indebitarmi.

 

Critiche alla Teroria di Friedman

1) Vincoli di Liquidit� - riferiti al soggetto (esempio mi voglio indebitare ma la banca non mi concede il prestito poich� non pu� fare affidamento alle mie previsioni future)

2) Miopia dell�Operatore Economico � Le previsioni del soggetto non sono molto attendibili per difetto suo e dunque continua a consumare la stessa quantit� o anche meno; cio� non riesco a capire oggi (miope � da lontano) quali evoluzioni compir� il mio reddito e il mio consumo in futuro.

 

Ulteriori Aspetti del Comportamento relativi al Consumo

 

Consumo, Risparmio e Tasso di Interesse.

A differenza di quanto detto fino ad ora a proposito del Consumo e del Risparmio in funzione del Reddito La Variazione del Risparmio in funzione del Tasso di Interesse non � cos� accentuata, perch� all�aumentare del tasso di interesse, l�Effetto di Sostituzione porta il soggetto a risparmiare di pi� poich� sostituisce il consumo presente, pi� costoso, col consumo futuro e dunque risparmia di pi�, tuttavia esiste anche l�Effetto Reddito che invece porta il soggetto a risparmiare meno perch� vede aumentare la sua ricchezza a causa dell�aumento del tasso di interesse sui suoi titoli che gli rende maggior reddito, dunque lui pu� consumare di pi� oggi senza intaccare il suo reddito futuro.

 

In sintesi

Non � detto che all�aumentare del tasso di interesse il soggetto risparmi di pi�, (effetto sostituzione), perch� vista la possibilit� che tale aumento produca maggiori interessi e dunque maggior reddito, (effetto reddito), il soggetto decide di consumare di pi� poich� il risparmio sar� comunque pari a quello che avrebbe avuto in caso non ci fosse stato alcun aumento dei tassi, ecco perch� parliamo di costi/opportunit�, cio� quale costo devo sostenere per ottenere un beneficio.

 

Modello di Barro - Ricardo

Equivalenza Ricardiana � Secondo Ricardo � Equivalente per la Collettivit� che lo stato all�aumentare della Spesa Pubblica finanzi la stessa o con Deficit emettendo Titoli oppure introducendo Imposte.

 

Sembra ovvio che il cittadino dovrebbe preferire l�emissione di titoli pubblici all�introduzione di maggiori imposte, in realt� l�equivalenza sta nel fatto che il cittadino immagini in previsione del futuro che gli interessi sui titoli saranno comunque coperti con imposte future, e questo implica che i titoli dello stato nel portafoglio dei soggetti non rappresenti una effettiva ricchezza poich� la stessa sar� ripagata con nuove tasse future.

 

Dunque secondo Barro proprio per tali motivi le politiche fiscali sono inefficaci poich� quando lo stato Aumenta la spesa Pubblica o Diminuisce le Imposte, il soggetto prevedendo un aumento del deficit futuro non incrementa i proprio consumi e dunque non aumenta la domanda-reddito nazionale.

 

Critiche al Modello di barro

1)     Tale sistema da per scontata una certa Razionalit� di Valutazione del proprio reddito futuro del soggetto (dipende dalla cultura del soggetto capire che una maggiore spesa oggi significa maggiori tasse domani).

2)     I Soggetti non vivono in eterno e dunque molto probabilmente le tasse future le pagheranno le generazioni a venire.

3)     Inoltre l�equivalenza Ricardiana � valida in condizione di eguaglianza fra i tassi di interesse del debito pubblico e quelli sulla richiesta di prestiti alle banche.


Capitolo 14 � Spesa per Investimenti (V.O.)

Gli investimenti in generale sono la componente pi� Variabile (legata alle aspettative degli imprenditori) della Domanda Aggregata (AD) che pu� far fluttuare maggiormente la Produzione Nazionale (Y) nel periodo considerato ed inoltre � anche la componente pi� Instabilmente legata ai Tassi di Interesse.

Investimenti Fissi

Parliamo di investimenti durevoli che accrescono la capacit� produttiva di un�azienda, detta anche Nuova Domanda di Bene Capitale � acquisto di un NUOVO bene strumentale uno usato non sarebbe interessante dal punto di vista Macroeconomico.

Stock di Capitale

Ci riferiamo ai criteri utilizzati dall�imprenditore per determinare lo Stock di Capitale Desiderato ovvero impiegato nell�investimento.

It = Kt-Kt-1; Investimento Oggi (t) = Stock di Capitale Oggi (t) � Stock di Capitale ieri (t-1)

 

Per determinare lo stock di capitale Kt utilizzeremo il solito metodo Marginalistico ovvero sceglier� lo stock di Capitale Ottimale fino a che gli Incrementi di Ricavo saranno maggiori degli Incrementi di Costo.

 

Incrementi di Ricavo - � calcolato dalla Produttivit� Marginale del Capitale Stesso ovvero l�incremento di produzione derivante da un�unit� addizionale di capitale � se con un telaio produco 10 giacche e con 2 telai produco 15 giacche la Produttivit� Marginale Capitale del telaio addizionale � 5, e si misura moltiplicandolo poi per il prezzo della giacca che verr� venduta ottenendo appunto l�Incremento del Ricavo dovuto all�investimento.

 

Incrementi di Costo � L�elemento da valutare � il Costo/Opportunit� rappresentato dal Tasso di Interesse ovvero dalla somma che, non investita in beni strumentali, avrebbe fruttato quell�interesse al netto degli ammortamenti del bene stesso. Inoltre nel corso del periodo considerato � possibile che l�inflazione cresca e dunque sar� opportuno considerare come costo effettivo l�inflazione attesa ma in detrazione (se il tasso � 5% e c�� un inflazione del 2% allora il costo effettivo sar� pari al 3%). L�Incremento di Costo � anche detto Costo d�Uso del Capitale (Rental Cost) � pari a RC = i - ∏e + d (Tasso Interesse Nominale � Inflazione Attesa + Quota Ammortamento), ma visto che i - ∏e corrisponde al Tasso Reale r avremo che RC = r + d.

 

Grafico a pag. 398

Sulle Ordinate c�� l�indice di Produttivit� Marginale del Capitale (PMk) sulle ascisse c�� invece lo Stock di Capitale Impiegato nell�investimento (k) e la linea retta corrisponde al Rental Cost, in corrispondenza del punto in cui la retta RC interseca la Curva di produttivit� Marginale del Capitale si otterr� lo Stock di Capitale Ottimale per Massimizzare i Profitti.

 

Vi sono alcune Variabili che Influenzano lo stock di capitale e sono Il Tasso di Interesse al cui aumentare si riduce lo Stock di Capitale e poi anche il Livello di Produzione Permanente ovvero pi� produco pi� avr� bisogno di capitale e la curva di produttivit� marginale del capitale si sposter� verso destra provocando un aumento dello stock di capitale desiderato.

Riepilogando K* - Stock di Capitale Desiderato � Funzione Indiretta (inversamente proporzionale) del Costo d�Uso del Capitale � RC e diretta dal Livello di Produzione Permanente (proporzionale) ovveroK* = f(RC- , Y+).

 

 


Acceleratore degli Investimenti

Per Livello di Produzione Permanente si intende la necessit� di mantenere quella produzione in modo definitivo e dunque ci stiamo riferendo al Livello di Reddito poich� se la Domanda Aggregata dipende dal Livello di Produzione, Il Livello del Reddito Nazionale (Y) dipender� appunto dalla Domanda Aggregata, si parla a tal proposito della Teoria dell�Acceleratore degli Investimenti per la quale ad un aumento della Domanda e della Produzione corrisponde un aumento degli Investimenti e viceversa. L�accelerazione sta proprio in questo meccanismo che una volta innescato va avanti da se producendo effetti anche sull�Offerta Aggregata poich� all�aumentare della domanda dovr� necessariamente aumentare l�offerta.

It = v(Yt-Yt-1) dove v � il Coefficiente di Accelerazione.

Diciamo anche che l�adeguamento dell�investimento alla necessit� di maggior produzione pu� essere raggiunto anche solo parzialmente per volont� o meno dell�imprenditore (Dubbi sull�evoluzione futura del mercato o mancata concessione di un prestito - It = λ(Kt-Kt-1) dove λ sta per Lambda ovvero un coefficiente minore di 1.

Politiche Economiche e Domanda degli Investimenti

Entrambe le politiche economiche modificano la domanda degli investimenti, infatti quella monetaria incide sul minor o maggior tasso di interesse, mentre quella fiscale su eventuali vantaggi fiscali che incidono sui costi (minor aliquota di imposta per i nuovi investimenti, o con il credito di imposta ovvero la detrazione degli investimenti dalle imposte).

Rapporto fra Mercato Azionario e Ricavo del Capitale

Da un investimento derivano ulteriori Costi e Ricavi quali ad esempio il Costo Effettivo di Spesa del Macchinario e l�Incremento del valore azionario che l�azione subisce a causa dell�investimento, dunque il ricavo totale � dato da quello per l�incremento delle vendite pi� l�apprezzamento che l�azione subisce, e tale somma divisa per il costo di investimento restituisce un coefficiente che se maggiore di 1 induce l�impresa ad effettuare l�investimento. (stiamo parlando sempre di Valutazione all�investimento).

Investimenti in Edilizia

Produzione di NUOVI Immobili

La Domanda di nuove abitazioni o immobili in generale dipende da:

Investimenti in Scorte di Magazzino

Consistono nelle scorte di merci presenti in magazzino e costituiscono un investimento perch� l�imprenditore ha investito nell�acquisto di quelle merci per poi rivenderle.

 

L�Investimento in Scorte nasce da diverse esigenze come la convenienza a mantenere il magazzino semi saturo per garantire un certo livello di produzione, o limitare i costi acquistando grossi quantitativi di merce.

 

Anche qui incidono i tassi di interesse sempre per il mancato investimento in titoli.

 


Capitolo 15 � Domanda di Moneta

La Domanda di Moneta rappresenta la quantit� di moneta che il soggetto desidera detenere in forma infruttifera (contante in tasca come in c/c bancario).

Le Funzioni della Moneta

Sono principalmente 3 funzioni:

1)     Mezzo di Scambio

2)     Riserva di Valore (accantonamento di Moneta per futuri acquisti)

3)     Unit� di Conto (tutti i prezzi vengono indicati in unit� di moneta)

I Motivi per cui si Domanda Moneta

Il Motivo principale della domanda di moneta � che non c�� sincronia fra incassi e pagamenti (stipendio e spese durante il mese), ed ecco i motivi della domanda di moneta.

1)     Effettuare Transazioni

2)     A Scopo Precauzionale

3)     Il Movente Speculativo (Domanda di Moneta Accantonata per l�acquisto di Titoli)

Modello di Baumol � Tobin

Questo modello � anche conosciuto con il nome di �Radice Quadrata delle Scorte�.

Grafico a pag. 444

 

Poniamo che il soggetto abbia a disposizione un determinato reddito e che alla fine di un determinato periodo temporale lo spenda interamente.

All�inizio di tale periodo temporale ipotizziamo che incassi il suo reddito e lo depositi in banca, da qui dovr� effettuare prelievi per spendere tutto il suo reddito e per dare una media della spesa utilizzeremo banalmente il rapporto Y/2n (Domanda di Scorte Liquide) dato da (Y+0)/2 ovvero Reddito Iniziale+Finale:due.

 

Determiniamo ora l�esatto ammontare della Media delle Scorte Liquide che vengono possedute dal soggetto e che sono in funzione del numero dei prelievi (n) effettuati nel periodo.

 

Ipotizziamo che Y = 1000 e che la fine del periodo sia il mese se effettuo 1 solo periodo avr� (1000+0)/2*1 = 500 se invece i prelievi fossero 2 allora avremmo (1000+0)/2*2 = 250 ed il concetto � pi� chiaro dicendo che dopo il primo prelievo la Scorta Liquida Media � gi� 500 che con il secondo prelievo diventa 250 ( 1000+0/2 = 500; 500+0/2= 250), dunque nel periodo considerato la Media delle Scorte liquide � nel primo caso 500 e nel secondo 250.

 


L�obiettivo dell�Operatore Economico � minimizzare i costi di gestione relativi alla detenzione delle scorte liquide relative al periodo considerato, al fine di determinare il numero ottimale delle Transazioni.

 

Per costi si intende, sia il Costo/Opportunit� di detenzione delle scorte liquide (ovvero il costo relativo all�interesse perso per non aver investito in titoli quel denaro al fine di poterlo aver a disposizione in banca), che quello delle Operazioni di Conto.

 

C = (n*tc)+(Y/2n) (n -> numero delle operazioni; tc -> costo della singola operazione)

 

Calcolando la derivata prima della funzione rispetto ad n avremo

 

(tc)-(iY/2n2) = 0 troviamo ora la n

 

iY/2n2 = tc -> 2n2 = Y/tc -> n = (iY/2tc) ovvero Redice Quadrata di (iY/2tc)

 

sostituendola n nella domanda di scorta liquida avremo

 

M/P = Y/2n

M/P = Y/2((iY/2tc))

 

M/P = (Y*tc/2i)

questa formula conferma che all�aumentare del reddito aumenta la domanda di moneta (che sta al numeratore) al contrario se aumenta il tasso di interesse la domanda di moneta diminuisce (che sta al denominatore) ma entrambe Variano in misura MENO che proporzionale al variare o del reddito o del tasso di interesse.

 

Esempio se il reddito aumenta del 10% la domanda di moneta aumenter� de 5% circa.

Velocit� di Circolazione della Moneta

S�intende il numero delle volte che lo stock di moneta passa da un soggetto all�altro.

La velocit� di Circolazione della Moneta � pari al Reddito Nominale diviso lo Stock di Moneta in Circolazione, dove per reddito nominale si intende l�insieme dei beni e servizi scambiati per i rispettivi prezzi

 

V = (P*Y)/M

Ipotizziamo che compro una giacca da 100 euro e il negoziante che me la vende usa quei 100 euro per acquistare un computer, a questo punto il reddito Nominale sar� 200 e la Moneta che � Circolate invece sar� 100 dunque la sua velocit� sar� 2 ovvero ha cambiato 2 volte la mano della moneta.

 

MV = PY detta Equazione degli Scambi di Fisher

Considerando la teoria classica questa equazione ci spiega che in presenza di una velocit� di circolazione della moneta e del reddito COSTANTI, se aumenta lo stock di moneta in circolazione ci sar� anche un proporzionale aumento del livello dei prezzi.

 

Se V ed Y (velocit� e Reddito) sono costanti guardando l�equazione se aumenta M (Moneta in Circolazione) aumenta anche P (Prezzi), tale teoria � detta Teoria Quantitativa della Moneta, ovvero � la quantit� di moneta in circolazione che influenza il livello dei prezzi.

 

Unica critica a questa teoria � che � molto difficile che V ed Y siano costanti, infatti la teoria Quantitativa � valida e si appoggia SOLO sulla scuola Classica che ritiene che la Produzione rimane costante al variare dei prezzi.


Capitolo 16 � Banca Centrale Moneta e Credito

Moltiplicatore della Moneta

L�Offerta di Moneta � composta dal Circolante pi� i depositi ovvero dalla moneta legale e bancaria. Vediamo ora come viene determinata l�Offerta di Moneta, partendo dal concetto della Base Monetaria c.d. Moneta ad Alto Potenziale costituite dalla Moneta Circolante (cartaceo) pi� le Riserve che le Banche Commerciali devono depositare presso la Banca Centrale. Diciamo che le Banche Commerciali erogando prestiti verso la clientela Creano Moneta Circolante.

Esempio

Banca Centrale -> 100 euro al Reddito Privato

Deposito in Banca di 100 di cui 10 tornano alla centrale e 90 vengono concessi in presito

Chi riceve in prestito spende i 90 per acquistare dei beni

Chi riceve 90 come ricavo di vendita versa nella banca commerciale i 90

La Commerciale destina a riserva 9 e 81 in prestito�e cos� via

 

Come vediamo la Banca Commerciale ha creato Moneta Circolante data dalla sommatoria di 100 + 90 + 81 + 72,9 etc�. (OFFERTA DI MONETA COMPLESSIVA)

 

Per valutare come dalla base dei 100 euro si venga a determinare tutto il flusso di moneta generato c.d. Valore Stock di Moneta in Circolazione utilizzeremo due parametri:

 

1)     Coefficiente di Riserva Depositi Obbligatoria (rapporto fra riserve e depositi)

Riserve = re * D

dove re � il Coefficiente di Riserva Obbligatoria pari al rapporto Riserve e Depositi

 

2)     Rapporto Circolante Depositi (rapporto fra circolante e deposito)

CU = cu * D

dove cu � il rapporto fra Moneta Circolante Legale e Depositi ovvero la quantit� di moneta che il soggetto trattiene senza depositarla in banca

 

M = CU + D (Offerta di Moneta Complessiva = Moneta Circolante Legale + Depositi in C/C)

H = CU + Riserve (Base Monetaria = Moneta Circolante Legale + Riserve c/o BCE)

 

H = (cu*D)+(re*D)

H = D(cu+re)

D = H*(1/cu+re)

 

1/(cu*re) � detto Moltiplicatore dei Depositi che mostra quanto aumentano i depositi al variare della Base Monetaria iniziale emessa dalla banca centrale

 

M = (cu * D) + D

M = D (1 + cu)

M = H*(1/cu+re)*(1+cu)

M = [(1+cu)/(cu+re)]*H

dove [(1+cu)/(cu+re)]Moltiplicatore dell�Offerta di Moneta che ci aiuta a capire quale sar� l�offerta di moneta complessiva del sistema economico data la base monetaria.

 

Considerazioni

Il Moltiplicatore dell�Offerta di Moneta � inversamente proporzionale al Coefficiente di Riserva ovvero all�aumentare del secondo diminuisce il primo e quindi anche l�Offerta di Moneta, dunque il Coefficiente di Riserva � uno Strumento di Politica Monetaria.


Altri Strumenti di Controllo Monetario

 

Operazioni sul Mercato Aperto

Lo stato acquista titoli sul mercato secondario, cio� immette liquidit�.

La BCE acquista sul mercato secondario titoli per 1.000.000 di euro nello Stato Patrimoniale della Banca Centrale scriveremo

 

ATTIVITA�

Titoli di Stato���������� + � 1.000.000,00

Altre Attivit��������������� � 0,00

Totale Fonti������������ + � 1.000.000,00

 

La Banca Centrale emette un assegno ad essa intestato (come farebbe un privato se volesse prelevare in banca), a questo punto colui che ha venduto i titoli riceve l�assegno girato e lo versa nella propria banca, a questo punto la banca commerciale lo deposita presso la Banca Centrale.

 

PASSIVITA�

Moneta Circolante�������� � 0,00

Depositi in C/C��������� + � 1.000.000,00

Totale Impieghi�������� + � 1.000.000,00

 

Vediamo come la base monetaria � aumentata di 1 milione di euro

Esiste una differenza nel caso la Banca centrale i titoli li acquisti nel mercato primario cio� emessi dal Tesoro di uno Stato in quanto finanzia in questo modo il disavanzo di questo ultimo.

 

Tasso Ufficiale di Sconto

E� il prezzo con il quale la banca Centrale risconta le cambiale verso le banche commerciali.

La Banca Commerciale sconta le cambiali ai privati e poi se le fa riscontare dalla Centrale.

 

Dunque se si vuole produrre un effetto espansivo della Domanda Aggregata occorre diminuire il Tasso Ufficiale di Sconto in questo modo le Banche Commerciali immetteranno maggiore liquidit� in circolazione e ci� far� abbassare il tasso di interesse stimolando gli investimenti dei privati e dunque la domanda aggregata.


Capitolo 20 � Unione Monetaria Europea (V.O.)

SME

Superato dall�Unione Monetaria Europea.

 

Nel 1979 i paesi della UE decisero di stabilire un sistema basato su un regime di cambi fissi, con un oscillazione massima consentita del 2.25% sia in apprezzamento che in deprezzamento, prevedendo da parte delle banche centrali interventi di politica economica nell�ipotesi che le oscillazioni fossero superiori a quelle previste.

 

Grafico pag. 572

Ascisse - rapporto Lira/marco

Ordinate - la quantit� di marchi presente sul mercato delle divise estere

D � Domanda di Marchi; S � Offerta dei Marchi

In corrispondenza del punto A in cui abbiamo i riflesso un equilibrio della bilancia dei pagamenti, possiamo far oscillare l�apprezzamento o il deprezzamento del Marco/Lira.

 

A causa di una politica monetaria restrittiva adottata nel 1992 da parte della Germania, la remunerazione dei tassi di interesse sui titoli attraevano capitali togliendoli alla bilancia dei pagamenti italiana.

A causa di ci� la curva della domanda di marchi aument� spostandosi verso destra e creando un nuovo punto di equilibrio B in corrispondenza del quale per� ci si trovava al di fuori del range di oscillazione causando un apprezzamento del marco.

 

Dal canto suo la banca centrale italiana dovette attuare una politica di intervento finalizzata all�acquisto della propria valuta nazionale pagandola con divisa estera in modo tale da far Apprezzare il valore della Lira dato dal fatto che se l�Italia acquista lire pagandole in marchi aumenta la quantit� di marchi in circolazione (offerta) ed il suo prezzo diminuisce spostando la curva dell�offerta del marco verso destra e creando un nuovo punto di equilibrio C interno al range.Da ci� deriva inoltre un apprezzamento della lira che permette un rialzo dei tassi di interesse che attraggono capitali nel nostro paese.

 

Premesso che in un sistema di cambi fissi il tasso di interesse praticato all�interno del regime deve essere uguale per tutti, nel momento in cui tale condizione viene meno l�effetto � quello di causare movimenti di capitale da un paese all�altro e dunque un potenziale apprezzamento del tasso di cambio che dovrebbe rimanere fisso.

 

Da questa esperienza si evince un difetto del sistema SME detto Asimmetria dello SME che favoriva il paese che si trovava in avanzo della bilancia dei pagamenti in quanto se operava in attivo col potenziale apprezzamento della propria moneta vedeva aumentare le sue riserve di divisa estera e causare per� un aumento dei prezzi dovuto al concetto espresso dalla Teoria Quantitativa (Inflazione), ma allo stesso tempo il paesein questione ha la possibilit� di Sterilizzare (neutralizzare gli effetti sulla moneta) l�Aumento della Base Monetaria emessa dalla Banca Centrale con la Vendita dei Titoli all�interno del mercato aperto che fa diminuire l�offerta di moneta.

 

Quindi l�Asimmetria si verifica perch� mentre il paese che si trova in Disavanzo (Italia) non pu� adottare politiche restrittive (acquisto di titoli sul secondario) all�infinito poich� le riserve di divisa estera finiranno, quello che si trova in Avanzo invece se pur vede aumentare le riserve di divisa estera vendendo titoli e creando una diminuzione del tasso di interesse a causa della maggiore moneta in circolazione, potr� comunque continuare a vendere titoli sul mercato secondario all�infinito.

 

Un altro difetto dello SME � stato registrato per la presenza della Soluzione Egemonica e non cooperativa, che vede un paese decidere il tasso di interesse di equilibrio e far si che gli altri paesi siano costretti ad accettare il suo tasso di interesse come quello di riferimento.

Unificazione Tedesca, Crisi Speculative e Crisi dello SME

Grafico a pag. 578

Ordinate � tasso di Interesse

Ascisse � reddito Nazionale

 

La Germania attu� una politica fiscale espansiva successiva all�unione delle due Germanie, attraverso la spesa pubblica, i trasferimenti e l�incentivazione finanziaria che produssero lo spostamento della curva IS a destra cio� per un effetto dell�aumento di domanda aggregata.

Da questo spostamento ne deriv� un aumento del reddito e dunque anche del tasso di interesse.

 

A questo punto come si dovrebbe comportare una banca centrale ?

1) Mantenere costante l�offerta di moneta (la LM non si sposta) situazione invariata

2) Aumentare l�offerta di moneta facendo spostare la LM a destra e dunque riducendo il tasso di interesse ma aumentando il reddito (-interesse, + investimenti, + produzione, + reddito)

 

Ma la Banca Centrale Tedesca per Timore dell�inflazione condusse una politica Monetaria Restrittiva spostando la LM a sinistra e rialzando ancora di pi� il tasso di interesse che port� alla condizione appena descritta nel paragrafo precedente cio� tale da attrarre i capitali e conducendo gli altri paesi ad adeguarsi al suo tasso di interesse (Egemonia).

 

Verifichiamo ora l�effetto appena descritto utilizzando il Modello Mundel � Fleming.

Grafico pag. 579

In seguito alla politica fiscale tedesca il suo tasso di interesse aument� portando capitali in germania e sottraendoli all�italia.

L�Italia vide adeguarsi il suo tasso di interesse a quello della germania, (facendo salire la retta della Bilancia dei Pagamenti), ma nella condizione di disavanzo in cui versava l�effetto causato fu una diminuzione del reddito poich� la curva LM si spost� a sinistra creando un nuovo punto di equilibrio.

 

La soluzione che l�italia poteva adottare fu appunto quella di intervenire con una politica fiscale espansiva che avrebbe spostato la curva IS sulla destra aumentando la domanda ed il reddito, e dunque riportando il sistema in equilibrio poich� in corrispondenza del tasso di interesse internazionale nuovo per cui si sarebbe prodotto anche maggiore reddito e dunque creato un nuovo livello della bilancia dei pagamenti.

 

In realt� la banca centrale opt� per l�uscita dallo SME nel 1993 che comport� un deprezzamento (visto che i cambi non erano pi� fissi) della nostra moneta e dunque un aumento delle esportazioni spostando comunque la IS a destra e provocando un aumento del reddito e del tasso di interesse che attrasse capitali.


Indicatori di Divergenza nel Trattato di Maastricht

Al fine di garantire la Stabilit� sui Cambi, sui Prezzi, sui Tassi di Interesse sui Titoli e sul Bilancio dello Stato, vennero definiti dei Criteri Uniformi per tutti i Paesi dell�Unione e sono:

-          Stabilit� dei Cambi

I Paesi aderenti non avrebbero potuto operare Svalutazioni Competitive nel corso di 2 anni successivi al Trattato.

-          Stabilit� dei Prezzi

I prezzi non avrebbero potuto aumentare pi� del 2% rispetto alla media dei 3 paesi pi� virtuosi economicamente ovvero quelli con inflazione pi� bassa.

-          Stabilit� sui Tassi di Interesse sui Titoli

Il Tasso di Interesse non poteva essere superiore del 1,5% rispetto alla media dei 3 paesi pi� virtuosi.

-          Stabilit� del Bilancio dello Stato

Per ogni paese debbono essere rispettate le seguenti percentuali.

Il Rapporto Deficit (Pubblico/PIL <= 3%

Il Rapporto Debito Pubblico/PIL <= 60%

 

La Differenza fra Deficit e Debito � che il Deficit si riferisce ad un solo anno mentre il debito corrisponde ai deficit di pi� anni, inoltre il Deficit � una nozione Flusso (Ricavi�Costi di un intero periodo come l�anno solare), mentre il Debito � una nozione di Stock (Crediti-Debiti in questo istante)

 

Ma perch� porre tanta attenzione a questi due rapporti?

Il limite del 3% fu fissato poich� tale percentuale corrispondeva alla media degli investimenti produttivi calcolati sul PIL dei vari paesi, e dunque si decise che la differenza fra Deficit e PIL poteva e doveva essere coperta dagli Investimenti Produttivi poich� debiti non per consumo ma per investimento, mentre le spese correnti venivano coperte dalle entrate correnti.

 

La paura principale degli economisti europei era appunto quella di tenere sotto controllo il deficit, che nel medio e nel lungo periodo potrebbe non essere pi� sostenibile anche se le indicazioni keynesiane portavano a pensare che il deficit nel breve fosse efficace, infatti un aumento continuo del deficit e del debito, non corrispondenti agli investimenti effettuati, ma alla spesa pubblica potrebbero non essere pi� recuperabili.

I Decifit fa aumentare il debito, il debito fa aumentare i tassi di interesse, fanno aumentare il decifit innescando un loop pericoloso.

 

Equazione del Vincolo di Bilancio Intertemporale del Settore Pubblico

G � T + iB = ΔB + ΔM

 

Spesa Pubblica � Tasse + Interessi sul Deficit

Variazione sull�Emissione dei Titoli che finanziano il Deficit + Variazione della Moneta

Deficit Pubblico = Strumenti di Finanziamento

 

Il Trattato di Maastricht VIETA il Finanziamento Pubblico con la creazione di Moneta ovvero Monetizzazione del Deficit quindi ΔM � sempre pari a 0.

 

Principi di Sostenibilit� del Debito Pubblico

Dimostrazione prof Marcelli vedi foglio scritto a penna

(g-t) + (i-y) = b (dove la y e b riportano il puntino sopra ma qui lo sottolineo)

g = G/PIL; t = T/PIL; b = Debito Pubblico/PIL

 

Se un paese parte da una condizione di pareggio di bilancio dove g=t allora b>0 solo quando i>y, ovvero il debito pubblico tender� ad aumentare nel tempo rispetto al PIL se il tasso di interesse reale � maggiore dl tasso di crescita reale del reddito ed il debito nel tempo ESPLODE.

Se i>y solo se il paese genera un avanzo primario pu� far si che il debito pubblico non ESPLODA nel tempo ovvero t>g, se invece il paese parte da una condizione di disavanzo cio� g>t solo se il y>i il debito pubblico non esplode.

Patto di Stabilit� e Crescita

Partendo dai soliti parametri del 3% e del 60%, viene fornita periodicamente una condotta da seguire definita da organi controllori di bilancio come l�ECOFIN che stabilisce lacune deroghe a tali percentuali nei casi di Spese Straordinarie (Disastro Ambientale) o di Prolungata Crisi Recessiva del Paese con caduta del PIL.

 

Una critica formulata al patto di stabilit� � che tali parametri furono fissati in un periodo di espansione economica a differenza della fase non espansiva attuale, infatti venne proposto uno scorporo delle spese complessive fra Investimenti e Spese Correnti in modo che il 3% ed il 60% vengano calcolati solo su queste ultime. (Concetto detto Golden Rule).

 

Un�altra proposta fu quella di modificare i parametri rendendoli pi� elastici ma entrambe le proposte furono scartate a differenza dell�unica passata ovvero quella di Aumentare il Lasso Temporale che permette al Paese di rientrare nei parametri (prima era 1 anno ora sono 2).

Banca Centrale Europea

Funzioni della Banca Centrale Europea:

-          Emette Euro

-          Gestisce la Politica Monetaria

-          Gestisce le Riserve Valutarie dei Paesi Membri

-          Apprezza/Deprezza il Cambio Euro/Non Euro (altri paesi)

 

Mentre sono rimaste alle singole banche centrali nazionali

-          Prestatore di Ultima Istanza (concedono prestiti alle banche commerciali)

-          Vigilanza nel Sistema Finanziario del proprio paese

 

L�Obiettivo Fondamentale della Banca Centrale Europea � Mantenere Stabile i Prezzi ovvero contenere l�Inflazione ad un tasso non superiore del 2%, tutti gli altri obiettivi (Crescita Economica, Stabilit� della Bilancia Pagamenti, Sviluppo) di cui abbiamo appena parlato sono sicuramente secondari rispetto a questo.

 

Per raggiungere tale obiettivo la BCE ha adottato una politica monetaria altamente restrittiva, seguendo la Regola di Taylor secondo cui:

it = i + (∏t+1 � ∏t) + (Yt � Y*)

Tasso Interesse Obiettivo = Interesse + (Inflazione Obiettivo - Inflazione Corrente) +(Reddito Obiettivo � Reddito Potenziale)

Ogni volta che l�Inflazione Attesa sia maggiore di quella corrente e/o la Produzione Corrente supera quella Potenziale il tasso corrente sar� minore di quello obiettivo e dunque per renderli uguali la BCE provveder� ad aumentare i tassi di interesse al fine di rallentare e la produzione e i prezzi.

 

La differenza del livello di produzione Corrente e Potenziale (Yt � Y*) � detta Output Gap e Taylor afferma che i tassi dovranno crescere con una proporzione che si basa su due coefficiente rispettivamente b e c [ b(∏t+1 � ∏t) e c(Yt � Y*) ] maggiori di 1, ovvero i due coefficienti indicano di quanto deve variare il tasso al variare dei due GAP.

Se l�obiettivo � al 2% e mi aspetto che l�inflazione attesa sia del 4% dovr� alzare il tasso di interesse di pi� di 2 punti percentuali cos� che venga provocata un aumento del tasso di interesse reale (Nominale � Inflazione).

 


Capitolo 31 Lipsey � Integrazione Domanda/Offerta Aggregata nel Breve Periodo

Spostamenti della Spesa Aggregata

Sostanzialmente ci riferiamo alla Domanda Aggregata con la differenza che su i Grafici per quest�ultima indicheremo sulle ascisse il Reddito/Produzione e sulle Ordinate il Prezzo, mentre nel caso della Spesa Aggregata metteremo quest�ultima sulle ordinate.

 

Se aumenta il livello dei prezzi la Spesa Aggregata trasla verso il basso e questo per due motivi:

1)     L�aumento dei prezzi riduce la ricchezza detenuta in Attivit� da parte dei soggetti poich� definite in termini nominali come Obbligazioni o Moneta (Attivit� Finanziarie), distinguendo le Attivit� Interne dalle Esterne, a seconda che il soggetto che le emette appartiene al proprio paese o meno. L�aumento dei prezzi per� non incide sulle Attivit� Interne poich� va a vantaggio di un soggetto e uguale svantaggio di un altro ma all�interno dello stesso insieme economico (nazione). Riguardo alle attivit� esterne detenute da un soggetto del settore privato nazionale ma emesse da un soggetto di un altro paese, l�aumento dei prezzi fa ridurre il valore reale delle attivit� e dunque la ricchezza dei soggetti, si riduce cos� il consumo e la Spesa Aggregata.

2)     La variazione delle esportazioni generata dall�aumento dei prezzi provoca una perdita della competitivit� dei prodotti nazionali e dunque una riduzione della Spesa Aggregata.

 

Grafico a pag. 662 Lipsey

Pendenza della Domanda Aggregata

Grafico a Pag. 665 Lipsey

Come sappiamo la domanda aggregata � decrescente.

Considerando il grafico a pag. 665, in corrispondenza della spesa aggregata, la bisettrice individua un punto sul grafico a cui corrisponde il relativo valore del Livello di Produzione di Equilibrio del Reddito data la spesa aggregata e individuato proprio dalla bisettrice (Y0).

 

In corrispondenza del livello di reddito in Y1, (grafico Spesa Aggrega) la collettivit� desidera spendere (F;Y1) di pi� di quello che le imprese programmano di produrre (0;Y1), ci� significa che in qualsiasi punto X al disotto della curva della Domanda Aggregata, la Spesa Desiderata sar� sempre superiore al livello di produzione o reddito.

 

Tutto ci� accade perch� gli Investimenti Programmati (ex-ante) sono maggiori dei Risparmi.

Spostamenti della Domanda Aggregata

Ogni volta che la Spesa Aggregata si sposta c�� una modificazione della Domanda Aggregata.

La Spesa Aggregata aumenta all�aumentare degli Investimenti Programmati, della Spesa Pubblica e delle Esportazioni tutte componenti Autonome.

Considerando il grafico a pag. 666 Lipsey il Moltiplicatore Semplice della Domanda Aggregata � rappresentato dal segmento (E0;E1).


Curva dell�Offerta Aggregata nel Breve

In corrispondenza di un determinato prezzo la curva di offerta aggregata esprime i punti di equilibrio dati dall�incontro fra prezzo e quantit� che le aziende desiderano produrre, distinguendo fra imprese che accettano il prezzo definito dal mercato e quelle che invece lo fissano e dipende principalmente dal settore economico.

 

La Curva dell�Offerta Aggregata � crescente rispetto al prezzo poich� per due motivi:

1)     Quando aumenta il prezzo, si riduce il salario reale (Potere di acquisto dei lavoratori) che per l�impresa � un costo di produzione, dunque sar� pi� conveniente assumere nuovi lavoratori a causa dei quali aumenter� il livello di produzione e il reddito.

2)     All�aumentare del livello di produzione, c�� un aumento dei costi per l�impresa (costi variabili) e dunque l�impresa aumenta la produzione desiderata solo a condizione che aumenti il livello dei prezzi per coprire le maggiori spese.

Spostamenti dell�Offerta Aggregata nel Breve

Ci sono due motivi che fanno spostare la curva di offerta aggregata e sono:

1) Variazione dei prezzi dei fattori produttivi (costi variabili)

2) Aumento di Produttivit� (a parit� di salari se l�operaio produce di pi� si ha in proporzione al pezzo un costo minore (grafico a pag. 669 Lipsey) e quindi la curva di offerta si sposta verso destra, mentre se aumentasse il prezzo del Lavoro o delle Materie Prime la curva di offerta si sposterebbe a sinistra (maggior costo per pezzo prodotto); esempio aumenta il prezzo del petrolio.

Equilibrio Macroeconomico

Tale equilibrio � dato dall�eguaglianza fra Domanda Aggregata ed Offerta Aggregata che determina sia il livello di Produzione di Equilibrio, dove la spesa aggregata � uguale al livello di produzione programmato dalle imprese, che il Livello dei Prezzi.

 

Grafico a pag. 670 Lipsey

Dato un livello dei prezzi P1, il livello di produzione desiderato (0;Y1) dall�impresa sar� superiore al livello di produzione compatibile (0;Y2) con la spesa della collettivit�.

Nel momento in cui la spesa desiderata (Domanda) � maggiore della produzione desiderata (Offerta) chiaramente i prezzi salgono fino ad arrivare nel punto di equilibrio in E0.

 

Come si modifica l�equilibrio Reddito/Prezzi al variare della Offerta ?

I motivi dell�aumentare della domanda sono legati sempre alle variabili autonome,

Leggere attentamente i grafici a pag. 673 Lipsey

 

Come si modifica l�equilibrio Reddito/Prezzi al variare della Offerta ?

I motivi dell�aumentare della offerta sono legati sempre ai costi variabili dei fattori produttivi, pi� sono alti e meno offerta c��.

Leggere attentamente i grafici a pag. 677 Lipsey

Curva dell�Offerta Keynesiana nel breve

Data la Rigidit� dei Salari, Disoccupazione e Produttivit� del Lavoro Invariata, la curva dell�offerta Aggregata � perfettamente orizzontale, dunque una variazione della domanda aggregata provocherebbe un pieno aumento del reddito dunque un Moltiplicatore.

 


Capitolo 32 Lipsey � Integrazione Domanda/Offerta Aggregata Lungo Periodo

In questo periodo sia i beni produttivi che i prezzi in generale sono flessibili

Reddito Potenziale e Divario del PIL

Grafico a Pag. 679

Questi grafici esprimono le posizioni di equilibrio dove il PIL Potenziale (Livello di Produzione Massimo Possibile con Stabilit� dei Prezzi e con Disoccupazione solo Volontaria) non corrisponde a quello di Equilibrio (Incontro fra Domanda ed offerta Aggregata nel Breve Periodo).

 

Quando il livello di produzione di equilibrio � inferiore al livello potenziale abbiamo un Divario Recessivo (Recessione: Si riduce sia la Produzione che l�Occupazione), mentre se maggiore sar� Inflazionistico.

 

In fase Recessiva il potere sindacale � ridotto dunque i salari cresceranno in misura meno che proporzionale rispetto alla crescita della produttivit� o non cresceranno affatto, mentre nel secondo caso si ha un aumento pi� che proporzionale rispetto alla crescita economica.

 

I Processi di aggiustamento dei Salari->Prezzi in corrispondenza delle fasi recessive o inflazionistiche sono Lenti e Graduali, inoltre la velocit� di aggiustamento fra i due momenti economici � differente ovvero Asimmetrica nel senso che i Salari->Prezzi della fase recessiva si adeguano meno velocemente di quelli della fase inflazionistica.

 

Gli Shock sono le cause di variazioni impreviste sulla Domanda ed Offerta e si verificano nel breve periodo, mentre gli aggiustamenti nel lungo.

Spostamenti causati dagli Shock della Domanda Aggregata

Grafico a Pag. 682

Dato un equilibrio in E0 fra AD e AS, ipotizzando un aumento della domanda causato non da politiche di bilancio ma da aumento delle Esportazioni, Investimenti Produttivi, Propensione Marginale al consumo� nel breve periodo, in questo caso la curva AD si sposta a destra ritrovando un nuovo equilibrio in E1, da ci� nel lungo periodo i salari aumentano e dunque il loro costo sui prodotti ne riduce la produttivit� ovvero la offerta di prodotti, dunque riducendosi l�offerta la relativa curva si sposta a sinistra tornando nel punto di equilibrio in corrispondenza dello stesso livello di produzione ma a prezzi pi� alti in E2.

 

Da qui si evince come nel Lungo periodo il trend dell�Offerta Aggregata � Verticale e sono i punti in cui si ha equilibrio nel mercato del lavoro e un livello di produzione che corrisponde a quello Potenziale che nel lungo coincide con quello di Equilibrio, a differenza della curva di domanda che ha sempre lo stesso verso sia nel breve che nel lungo, ed un eventuale spostamento della domanda verso destra non farebbe altro che aumentare i prezzi nel lungo.

 

Dunque al variare della domanda, nel breve possono variare sia produzione che prezzi, mentre nel lungo solo i prezzi.

Spostamenti causati dagli Shock dell�Offerta Aggregata

Grafico a Pag. 687

Nel lungo periodo lo spostamento della curva di offerta a causa di un aumento di produttivit� (migliori tecnologie, riduzione dei salari nel settore delle materie prime etc..) riduce i prezzi.

Aumentando la produttivit�/produzione crescono anche i salari che spinge la domanda a salire facendo levitare anche i prezzi e dunque a quel punto l�offerta si riduce tornando nel punto iniziale di equilibrio.

Spostamenti dell�Offerta Aggregata di lungo periodo

Grafico a Pag. 687

 

Tali spostamenti nel lungo periodo intervengono a causa di un miglioramento o peggioramento della Produzione Potenziale legata per esempio al numero della popolazione lavorativamente attiva, o dalla loro attitudine al lavoro o ancora dalle tecnologie.

 

Quando cresce il PIL Potenziale nel lungo il livello di produzione aumenta in modo permanente e rimane costante nel tempo.

 

Come vediamo dal grafico la curva dell�offerta nel lungo � una retta verticale che spostatasi a destra non torna indietro a differenza di quello che accade nel breve.

 

In Sintesi

nel Breve Periodo le Fluttuazioni Cicliche possono essere originate dagli spostamenti della domanda aggregata e dell�offerta aggregata di breve periodo, ma tali deviazioni del PIL di Equilibrio rispetto a quello Potenziale sono solo Temporanee.

Politica Fiscale

Grafico a Pag. 691

Mentre nel lungo periodo gli aggiustamenti della domanda e dell�offerta intervengono in automatico e molto lentamente, nel breve il Policy maker pu� intervenire subito al fine di ripristinare la Produzione Potenziale e dunque il livello di occupazione a discapito di una maggiore inflazione indotta dall�aumento delle componenti della politica fiscale.

 

Dunque mentre nel lungo si avr� il ripristino della situazione con prezzi inferiori, nel breve grazie alle politiche fiscali il ripristino � immediato con produzione e prezzi che rimangono invariati.

 

La politica fiscale ha dei limiti legati ai Ritardi sia nell�Intervento che negli Effetti e proprio questi ritardi possono indurre il politico a non adeguare l�intervento sulla base della produzione potenziale ma a superarla con inevitabili effetti sull�inflazione.

Effetti della variazione dei Risparmi sul Livello di Equilibrio del Reddito

Grafico prof. Marcelli

Poniamo che aumenti la propensione marginale al risparmio (non consumare) della collettivit� che induce le imprese a ridurre la produzione in quanto � diminuita la domanda aggregata, ovvero una riduzione del reddito.

 

Questo si dice Paradosso della Parsimonia, cio� il risparmio che � una caratteristica individuale, pu� trasformarsi in un problema a livello macroeconomico proprio perch� il moltiplicatore non produce gli effetti che dovrebbe.

 

Questo per� vale solo nel breve periodo perch� come gi� detto nel lungo la caduta della produzione porterebbe alla riduzione della domanda e col passare dei tempi con aggiustamenti automatici si ritornerebbe alla stessa offerta ma a prezzi minori.

 


Capitolo 40 Lipsey � Inflazione

Inflazione e Shock dell�Offerta

Grafico Pag. 888

Domanda Aggregata (DA),Offerta Aggregata di Breve (OAB),Offerta Aggregata di Lungo (OAL).

 

1) Uno SHOCK UNA TANTUM (aumento del costo Materie Prime) dell�offerta di breve fa spostare la relativa curva a sinistra, spostando l�equilibrio da E0 a E1 li dove il livello di produzione si � ridotto rispetto al potenziale (Divario Recessivo) e si � avuto un Aumento dei Prezzi. Distinguiamo se la Banca Centrale condurr� una politica Monetaria Accomodante o meno.

 

NON ACCOMODANTE (Nessun intervento)

Il Sistema economico nel lungo periodo ritorner� in equilibrio in corrispondenza del livello di produzione potenziale, questo perch� essendo diminuito il livello di produzione, (Divario Recessivo), i salari cominceranno a crescere meno che la Produttivit� dei Lavoratori, i prezzi cominceranno a ridursi nuovamente, riportando l�offerta aggregata di breve verso destra ripristinando la condizione iniziale.

 

ACCOMODANTE

(La BCE aumenta l�Offerta di Moneta al fine di far crescere i prezzi dei Prodotti Finiti)

Ripartendo dalla situazione in cui l�Offerta Aggregata di breve si � gi� spostata a sinistra a causa di un aumento del prezzo dei fattori produttivi che ha ridotto l�offerta di prodotti finiti, all�aumentare dell�offerta di moneta, la curva della domanda aggregata si sposter� verso destra, ritornando in corrispondenza della produzione potenziale, ma con un livello dei prezzi pi� elevato.

 

2) Uno SHOCK RIPETUTO (aumento dello stipendio grazie alla pressione dei sindacati)

Tale aumento di Salari Monetari fa spostare la curva dell�offerta di breve a sinistra, come sopra, la quale per� smetter� di spostarsi (e i salari smetteranno di crescere) in corrispondenza di un dato limite derivante dal massimo contrattabile e da qui gli scenari possibili sono due:

 

NON ACCOMODANTE (Nessun intervento)

Ipotesi 1 � I Salari Reali sono aumentati (il salario cresce pi� dei prezzi) e quindi il sistema economico si fisser� in corrispondenza di un livello di produzione minore di quello potenziale e prezzi stabili. (questo perch� la curva si potrebbe spostare nuovamente a destra solo se i salari reali fossero minori e dunque la produzione si dovrebbe adeguare). In Sintesi nel punto E1 l�equilibrio � caratterizzato da Stagflazione ovvero STAGnazione della Produzione + InflaZIONE.

Ipotesi 2 - I Salari Reali non sono aumentati, (i salari Monetari sono cresciuti meno che i Prezzi) e quindi il Divario Recessivo (produzione corrente minore di quella potenziale) sospinge nuovamente l�offerta aggregata verso destra a causa del Calo dei Prezzi (Processo Deflativo).

 

ACCOMODANTE

La situazione � sempre la stessa ovvero il livello di produzione � inferiore a quello potenziale ovvero c�� Divario Recessivo; La BCE interviene aumentando l�Offerta di Moneta e quindi la Domanda Aggregata, dunque il Sistema Economico ritorna in corrispondenza della produzione potenziale ma con un livello dei prezzi pi� alto. Al termine di questo processo, i salari monetari e i prezzi sono aumentati egualmente dunque i salari reali non sono variati, e visto che lo Shock non � una tantum, l�obiettivo dei sindacati sar� quello di ottenere nuovi aumenti salariali azione che porter� ad una nuova fase recessiva ritornando nuovamente nel LOOP di Riduzione dell�Offerta e Politica Monetaria Accomodante fino al punto in cui questo processo si arresta ed i lavoratori non potranno pi� avere nuovi aumenti poich� questo ridurrebbe ulteriormente l�occupazione. (Spirale Prezzi-Salari)

Inflazione e Shock della Domanda

Grafico Pag. 892

A differenza dell�offerta non si fa distinzione fra Shock UNA TANTUM e Shock RIPETUTO, ma c�� molta differenza a seconda che la politica monetaria sia accomodante o meno.

 

Lo Shock della Domanda potrebbe essere causata da una variazione delle componenti autonome, e ci� fa spostare la curva della domanda a destra, ovviamente questa volta non si crea un Divario Recessivo ma un Divario Inflazionistico poich� la produzione corrente � maggiore della potenziale. Verifichiamo i due scenari di Politica Monetaria Accomodante e Non

 

NON ACCOMODANTE

La Curva della Domanda si sposta a destra, i Prezzi aumentano e con essi anche i tassi di interesse, cos� si riducono gli Investimenti Produttivi cos� come della produzione corrente, che causa uno spostamento a sinistra della curva di offerta, e ci� fa aumentare nuovamente i prezzi dei prodotti finiti con una produzione corrente pari a quella potenziale.

 

ACCOMODANTE

Partendo dalla condizione NON ACCOMODANTE appena spiegata, la BCE potrebbe aumentare l�offerta di moneta al fine di aumentare la produzione (e la curva di Domanda si posta a destra) ma ci� nel breve riporta l�equilibrio in corrispondenza della produzione potenziale a causa dello spostamento della curva di offerta dei beni a sinistra, e questo potrebbe continuare all�infinito con l�unico problema che si avrebbe una Crescita Elevata dell�Inflazione creando una sorta di Zig-Zag dei punti di equilibrio alternati fra Divario Inflativo e Produzione Potenziale.

Considerazioni Finali

Come si evince nel breve periodo l�Inflazione si riduce nel tempo in modo Automatico, Lento e Graduale, mentre si crea una sorta di LOOP Inflativo nel momento in cui la BCE invece interviene con politiche accomodanti facendo permanere l�inflazione.

 

Il motivo che induce la BCE ad intervenire, pur avendo come conseguenza un�inflazione permanente, � che gli effetti Automatici di una politica Non Accomodante sono lenti e graduali a differenza di quella accomodante.


Curva di Phillips

In corrispondenza di un dato livello di Produzione Potenziale, abbiamo un dato Livello di Reddito e uno di Disoccupazione definito come Tasso Naturale di Disoccupazione conosciuto come NAIRU, ovvero tasso di Disoccupazione in corrispondenza del quale il tasso di Inflazione rimane Stabile cio� non aumenta nel tempo.

 

Questo perch� se il livello di produzione corrente � maggiore del potenziale vuol dire che il tasso di disoccupazione effettivo � minore di quello naturale quindi le imprese aumenteranno la domanda di lavoro, aumenteranno i salari e con essi i prezzi dunque ci sar� inflazione; solo quando l�occupazione effettiva corrisponder� a quella potenziale non ci sar� alcuna crescita dei fattori appena esposti e dunque non ci sar� inflazione.

 

La Curva di Phillips studia la relazione (Analisi Statistica) tra la Variazione Percentuale dei Salari Monetari in funzione del Tasso di Disoccupazione Corrente.

 

w = Variazione percentuale dei Salari Monetari

u = Tasso di Disoccupazione Corrente

w = f(u)

Grafico a pag. 897

Premesso che la Crescita dei Salari � pi� che proporzionale alla riduzione del tasso di disoccupazione, e meno che proporzionale all�aumento del tasso di disoccupazione (u), impostando sulle ascisse il tasso di disoccupazione e sulle ordinate la variazione dei salari (w), si nota come l�andamento della curva � inclinata negativamente.

 

Il Costo di Produzione di un prodotto considerando solo il fattore produttivo lavoro, non � dato solo dal costo dei salari, ma dalla Variazione dei Salari in rapporto alla Variazione della Produttivit� dei lavoratori.

 

Grafico a pag. 899 (1)

Vedi anche grafico marcelli

 

Data un retta che esprime un indice di produttivit� costante (g � growth - crescita) , nel punto N (NAIRU) in cui si intersecano la curva di phillips e la retta della produttivit� costante, la Variazione dei Salari sar� pari alla Crescita della Produttivit� dei lavoratori, ci� vuol dire che se c�� stato un aumento di 1000 evidentemente c�� stato anche un aumento di produttivit� di pari entit�; considerando invece un qualsiasi punto a sinistra del punto N, il tasso di variazione dei salari monetari sar� superiore a quello della produttivit� dunque aumenteranno i costi unitari per le imprese e dunque i prezzi dei prodotti e ci� far� spostare la curva di offerta aggregata di breve a sinistra cio� si avr� una riduzione dell�offerta.

 

Vediamo ora la relazione fra Disoccupazione e Variazione dei Costi Unitari utilizzando sempre la curva di Phillips.

Grafico a pag. 899 (2)

Rispetto al grafico precedente la curva di Phillips viene traslata verso il basso perpendicolarmente semplicemente sottraendo per ogni variazione dei salari monetari la corrispondente variazione della produttivit�.

Se la produttivit� era 3 nel punto N, 5 nel punto A e 2 nell�ultimo punto, sottraendo il livello di produttivit� costante (3) avremo i relativi nuovi punti per tracciare la nuova curva di Phillips.

 

Vediamo ora la relazione fra la Variazione del Reddito Nazionale e la Variazione dei Costi Unitari rappresentata dalla Curva di Phillips Trasformata.

Grafico a pag. 899 (3)

Il grafico sar� speculare questo perch� la disoccupazione diminuir� all�aumentare del reddito.

 

 

Vediamo ora come si sposta l�offerta aggregata di breve al variare del tasso di disoccupazione, considerando sempre la curva di Phillips.

Grafico a pag. 900

Dato un punto di equilibrio E dove Domanda e Offerta si intersecano generando il livello di produzione potenziale (NAIRU), se il sistema economico versa in condizione tale che l�incontro fra domanda ed offerta non si interseca con la retta dell�offerta aggregata di lungo, ma si trova alla sua destra E0, vuol dire che la produzione corrente � maggiore della potenziale e dunque c�� sovraoccupazione, che fa crescere i salari pi� della produttivit�.

Tracciando una linea che si congiunge con il grafico della curva di phillips trasformata ci accorgiamo che tale retta la incontra in un punto positivo dove la variazione dei salari � maggiore della produttivit�, e ci� fa spostare la curva dell�offerta di breve a sinistra a causa dell��aumento dei costi unitari e dunque dei prezzi.

 

Vediamo ora come si formano le Aspettative Inflazionistiche degli operatori economici che Influenzano la Crescita dei Salari in relazione all�inflazione.

Indipendentemente da ci� che offre il mercato del lavoro se esiste un aspettativa di crescita dell�inflazione elevata, io lavoratore offrir� il mio lavoro ad un salario pi� elevato.

Sembra strano ma il lavoratore OFFRE lavoro e l�impresa lo DOMANDA.

 

Ma come si formano le Aspettative Inflazionistiche ?

- Considerando i comportamenti nel passato delle variabili analizzate, esistono le Aspettative Estrapolative che si basano sui Trend dei Tassi di Inflazione Passati e le Adattive consistenti nell�Adattamento delle Estrapolative, nel caso a valle della valutazione ci si accorga di eventuali errori.

- Guardando invece al futuro le Aspettative si dicono Razionali, cio� il soggetto non commette errori sistematici persistenti, cio� se non avvengono variazioni accidentali (Disturbi Stocastici come le torri gemelle), tali aspettative verranno considerate corrette nella media.

 

Per concludere la Variazione dei Salari � data da tre fattori:

1)     Effetto Domanda - che incide sulla domanda di lavoro da parte delle imprese.

2)     Effetto Aspettative � pi� inflazioni anni precedenti e pi� i sindacati chiedono aumenti.

3)     Effetto Shock - Sindacato forte fa crescere i salari indipendentemente dal mercato-lavoro

 

Vediamo ora come la Curva di Phillips si sposta in base alle Aspettative Inflazionistiche.

Considerando il funzionamento precedente fra Curva di Phillips e Domanda ed Offerta, come avevamo visto ipotizzando un aumento della domanda, si sposta la produzione corrente a destra che maggiore di quella potenziale produce aumento dei salari, richiesto dai Sindacati/Lavoratori sulla base delle aspettative inflazionistiche appena descritte, da ci� la curva di Phillips viene traslata verso l�alto riportando il livello di produzione corrente in corrispondenza di quello potenziale ma con Inflazione pi� elevata.

 

Da questo si evince che nel lungo periodo viene meno la relazione fra variazione dei salari e disoccupazione, poich� avremo un aumento si dell�inflazione e dunque dei prezzi ma non del livello di produzione, dunque nel lungo la curva di phillips � verticale proprio come l�offerta aggregata.

 

Le Aspettative Inflazionistiche sono una componente molto negativa quando si vuole ridurre l�inflazione con politiche restrittive perch� i sindacati si aspettano un aumento dell�inflazione in conseguenza di tali aspettative.

Sappiamo che dato un Divario Inflativo vi � un Calo della Produzione e dunque dei Prezzi, questo processo non � cos� automatico per� perch� i lavoratori potrebbero chiedere aumenti salariali in funzione delle aspettative inflazionistiche, ci� comporterebbe un�ulteriore riduzione della produzione fino a che si raggiunge un divario recessivo, anticipato anche da un periodo di Stagflazione dove c�� Stagnazione e Inflazione, dunque solo quando il Sistema Economico avr� sperimentato un forte Divario Recessivo (cio� i sindacati data l�eccessiva disoccupazione non chiedono pi� aumenti) i prezzi cominceranno a scendere nuovamente e questo porter� ad un calo dell�inflazione, tornando al livello di produzione potenziale.