2.�� Individui,
Generazioni, Popolazione
3.�� Consistenza
e Struttura di una Popolazione
4.�� I processi
di Rinnovo ed Estinzione delle Generazioni
5.�� La
Congiuntura Demografica e le Prospettive di Lungo Periodo
6.�� La Famiglia
e le sue Trasformazioni
7.�� Oltre la
Demografia: dalla Descrizione all�Interpretazione
9.�� Altri
Metodi e Problemi di Analisi della Mortalit�
12.��� Scelte di
Fecondit� e Infecondit�
13.��� Differenze
Territoriali nella Fecondit� Italiana.
14.��� Lettura:
Le sfide della popolazione all�economia e politica
La preoccupazione riguardo la
popolazione, oggi, non � destata solo dalla crescita in termini numerici, ma
anche dall�aumento degli squilibri della crescita stessa.
I 4/5 della popolazione mondiale
vive in condizioni di sottosviluppo economico e sociale, mentre la restante
parte vive nelle zone pi� ricche per le quali invece esiste un declino
demografico, causa sempre motivi di carattere economico, politico e sociale.
A riequilibrare la situazione
interviene il flusso migratorio.
2.
Individui,
Generazioni, Popolazione
La Popolazione � l�insieme degli individui abitanti all�interno di uno stesso territorio delimitato da confini nazionali, accomunati da caratteri distintivi quali lingua, cultura, tradizione etc�
Questo insieme di individui per�, deve essere Stabilmente Costituito, cio� occorre continuit� del gruppo nel tempo, ovvero vincolo di discendenza (legami riproduttivi continui nel tempo.)
L�individuo ne � componente fondamentale non in quanto tale, ma come storia della sua vita che si intreccia con quella degli altri (parenti e non), dunque Individuo-Storia.
La storia o eventi che avvengono durante la vita di un individuo sono detti Biografie e riguardano pi� settori (Biografia Professionale, Biografia Matrimoniale).
La Biografia ha inizio con un evento origine (es. nascita o matrimonio o iscrizione ufficio collocamento) e fine con un evento fine (morte, divorzio, etc�)
Ogni evento dio una singola biografia lo si pu� collocare con un Momento Storico o con la Durata.
La popolazione � soggetta a modifiche, risultanti da nascite, morti, immigrazioni ed emigrazioni.
Generazione:Insieme di individui nati in uno stesso anno.
Coetanei:Insieme di individui della stessa generazione in vita ai compleanni successivi.
Contemporanei:Insieme di individui di diversa generazione in vita ad una certa data.
La mortalit� incide sull�ammontare della popolazione portandola in diminuzione, e pi� � forte la mortalit� nella fascia di et� giovane prima quella generazione si estinguer�.
Per confrontare generazioni vissute in epoche diverse occorre tener conto degli eventi esterni, che incidono su tutta la popolazione e che rendono omogeneo il dato come eventi storici (guerre o carestie o epidemie).
Ogni fenomeno demografico va affrontato osservando il comportamento delle singole generazioni, (ad esempio epoca del Mc Donalds tutti mangiano male e si muore per obesit� o altro), e sommandone il comportamento dei contemporanei ad una certa data, ottenendo cos� un dato diversamente interpretabile.
L�Ammontare di una popolazione ad una certa data e la sua distribuzione per et� dipendono dalla storia delle generazioni che la compongono.
Spiegazione Diagramma di Lexis

Errata corrige la
coorte � l�insieme delle linee vita diagonali.
3.
Consistenza
e Struttura di una Popolazione
Il Numero di individui in ciascuna classe di et� dipende da:
� Resistenza alla Morte
� Ammontare iniziale di individui
La Piramide delle Et� restituisce la rappresentazione grafica della distribuzione della popolazione per sesso ed et�, utile per spiegare le diverse strutture delle popolazioni a diverse epoche o piramidi contemporanee ma relative a popolazioni diverse.
Spiegazione Piramidi
di Et�
L�Invecchiamento Demografico � la tendenza della popolazione ad assumere una struttura secondo cui il peso delle classi anziane cresce a fronte di una decrescita di quelle giovani.
Il Concetto di Invecchiamento � relativo dipende dal rapporto P>65/P0-14 e maggiore � il rapporto, maggiore � l�invecchiamento.
L�incremento degli anziani � dovuto ad un miglioramento delle condizioni sanitarie, alimentari, mancanza di guerre e la storia passata ne � un esempio.
L�Invecchiamento avrebbe come effetto benefico una maggiore possibilit� per i giovani di trovare lavoro, la diffusione di principi e modus vivendi etc.., ma di contro anche un maggior peso sul piano pensionistico, immobiliare (non si liberano case), malfare state o stato assistenziale (cio� politiche sul piano sanitario ed economico a favore degli anziani che pesano sull�economia di un paese).
L�Enumerazione degli individui viene effettuata tramite Censimento Demografico, in Italia il primo nel 1861.
Vengono censiti Individui Residenti in Italia con o senza dimora abituale nel territorio (se temporanea), gli immigrati.
I dati vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
Vengono rilevati con le Iscrizione e Cancellazioni, rispettivamente per nascita/immigrazione, e morte/emigrazione.
I dati rilevati sono Nome. Cognome, data e luogo di nascita, residenza (ultimi 5 anni).
L�operazione censuaria ha due principali limiti:
�
Non
tempestivit� dell�informazione
(passano anche 5 anni fra rilevazione-elaborazione-pubblicazione).
� Scarsa quantit� di informazioni rilevabili (vista la complessit� pratica della rilevazione)
Questi dati sono tenuti dal Registro della Popolazione Residente ma in Italia si chiama Anagrafe attivo presso ogni comune, i dati per� vengono presi dagli Uffici di Stato Civile dove vengono annotati con maggiore attendibilit� e ufficialit� (es. per le morti all�estero).
L�Organo preposto al censimento � l�ISTAT che opera anche su base campionaria (maggiore velocit�) pubblicando i dati sul Bollettino Mensile di Statistica ogni mese.
4.
I
processi di Rinnovo ed Estinzione delle Generazioni
L�Ammontare iniziale di una generazione dipende dalla sommatoria dei bambini messi al mondo dalle donne in et� feconda durante un determinato anno/popolazione.
L�Et� feconda delle madri � da considerarsi 15-50 anni.
La formazione di nuove generazioni dipendono da Intensit� e Cadenza della fecondit�.
Intensit� Finale
i = Generazione Donne anno 1960
n = Numero figli messi al mondo da quella generazione
a = Ammontare Totale Iniziale della Generazione
n/a = Numero Medio di nascite per donna di quella generazione:Intensit� Finale.
(non considerando i flussi migratori).
Non tutte le donne arrivano a compiere il 15� anno (et� feconda), a causa della morte.
Dunque l�Intensit� Finale dipende da:
� Numero di Figli Nati (Intensit� della fecondit�)
� Numero di donne in et� feconda ancora vive. (Azione della mortalit�)
Il Tasso di Fecondit� Totale (TFT), dato dal numero di figli/1000 donne.
Il periodo medio di durata della fecondit� di una singola generazione � dato dalla differenza Et� Media/Donne 15 anni ovvero il tempo che mediamente impiega una donna a mettere al mondo il primo figlio.
Il Tasso di Fecondit� Totale del Momento o Contemporanei (TFTM), dato dal Sommatoria delle Intensit� di Fecondit� di ogni singola generazione di donne in et� feconda. E� cio� il numero medio di donne messo al mondo dalle donne contemporaneamene viventi nell�anno t.
La Velocit� di Estinzione � il tempo inpiegato da un�intera generazione ad estinguersi, e pi� � veloce nell�et� giovanile e prima avviene.
Lo strumento utilizzato � La Tavola di Mortalit� che misura il rischio per un individuo di una generazione di morire prima di arrivare al compimento del prossimo compleanno.
La Speranza di Vita � il numero di anni vissuti in media da quella generazione e viene misurata ogni anno.
Pi� che tavole relative a singole generazioni � utile studiare tevole di mortalit� relative ad un ben determinato periodo storico e sono dette Tavole del Momento, rispecchia cio� le condizioni di sopravvivenza di un dato momento.
Dal 1950 e dal 1970 si sono avuti progressi eccezionali nella riduzione della mortalit� alle et� pi� elevate.
La resistenza alla morte � il combinarsi di tanti fattori ma varia da individuo ad individuo ed essendo la popolazione un insieme eterogeneo di individui la Curva della Mortalit� media della popolazione potrebbe essere molto diversa da quella sei singoli.
Infatti superata una certa soglia media della mortalit� (circa 80 anni) chi rimane in vita sono proprio gli individui pi� resistenti per i quali il rischio in proporzione di morte diminuisce.
Fra questi motivi le cause anche di un Lento Ricambio generazionale.
Generalmente per aversi un completo ricambio occorrerebbe che ogni donna in et� feconda mettesse al mondo almeno un�altra figlia, questo per� in assenza di morte di donne in et� feconda, in Italia infatti ed effettivamente occorrono 2,1 figlie per questo.
Le differenze di mortalit� fra generazioni si riducono e cos� come l�intensit� di fecondit� e questo comporta un�inevitabile incapacit� di sostituzione delle precedenti generazioni con le nuove.
L�uso del TFT e del TFTM deve essere contemporaneo perch� in base a diversi periodi di congiuntura (economica, sociale, istituzionale, etc�) si possono avere significative differenze che possono portare ad erronee valutazioni; l�uso di entrambe chiarisce megli i trend.
Con il TFT si comprndono meglio i comportamenti di fondo id una generazione, mentre con il TFTM si comprendono meglio i tratti salienti di un periodo di congiuntura.
5.
La
Congiuntura Demografica e le Prospettive di Lungo Periodo
Equazione della
Popolazione
Popolazione1/1/90 + Nati90 � Morti90
= Popolazione31/12/90
Il Saldo Naturale � dato da Nascite e Morti;
Il Saldo Migratorio � dato da Immigrazione ed Emigrazioni;
da cui Equazione della Popolazione
Popolazione1/1/90 + Nati90 � Morti90
+ Immigrati90 � Emigrati90 = Popolazione31/12/90
Per studiare questi flussi occorre ragionare non per numeri assoluti, (il confronto fra due regioni di diversa popolazione non sarebbe utile; tipo Valle d�Aosta e Piemonte � normale che la seconda abbia pi� nascite), ma per flussi relativi ovvero per quozienti medi (percentuali annuali):
Qn (Quoziente di Natalit�) � Nascite/Popolazione Media x 1000;
Qm (Quoziente di Mortalit�) � Morti/Popolazione Media x 1000;
Qi (Quoziente di Immigratoriet�) � Immigrati/Popolazione Media x 1000;
Qe (Quoziente di Emigratoriet�) � Emigrati/Popolazione Media x 1000;
Saldo Naturale Relativo Medio Annuo = Qn � Qm
Saldo Migratorio Relativo Medio Annuo = Qi � Qe
Il Tasso di Incremento Demografico misura di quanto cresce o decresce in media la popolazione in un certo periodo rispetto ad uno di partenza, un esempio ne � il Tasso di Incremento Continuo (r) il quale misura il numero di individui aggiunti o sottratti in media, rispettivamente se pos. o neg. per un dato periodo di riferimento.
Basso nei primordi della storia, in aumento dopo i primi cristiani e con una vera esplosione a partire dagli anni 50 e 70 ad oggi, periodo in cui se pur in aumento la popolazione il tasso di incremento � in continua discesa.
La Demografia �Naturale� differisce dalla Tansizione Demografia ovvero il passaggio da una fase in cui lo sviluppo demografico � affidato a semplici leggi naturali a quello in cui viene mitigato dai comportamenti della popolazione (cure mediche, norme sanitarie e igieniche, etc� qui natalit� e mortalit� sono pi� controllate ed in regime di equilibrio.
In Europa si � concluso da tempo la transizione demografica lasciando spazio ad un declino demografico, e in paesi come l�Italia le nascite sono inferiori alle morti.
Nella Distribuzione per Et�-Modello di M. Livi Bacci vi sono tre fasi principali:
Prima Fase � Alta Natalit� e Mortalit� in equilibrio che assicurano un rapiso ricambio generazionale.
Seconda Fase � Diminuzione della Mortalit� e ricambio ancora veloce, quando per� anche la natalit� � decrescente, � segno che la struttura �della fecondit� � contratta e quella �per et� non � in grado di assicurare il ricambio.
Terza Fase � Piramide rettangolare con �potenzial edeclino demografico ovvero: Nascite meno numerose, affollamento delle classi anziane.
Il Comportamento della polazione � facilmente prevedibile perch� non cambia repentinamente, e ci sono 3 Ipotesi di medio periodo al riguardo:
Ipotesi Alta � Mantenimento per le popolazioni di paesi in via di sviluppo e Crescita per quelle dei paesi industrializzati.
Ipotesi Media � Fecondit� stabile che assicuri per� il ricambio generazionale.
Ipotesi Bassa � Fecondit� in declino ovunque.
Per l�Italia l�ISTAT ha stimato che per il perido 1996-2050 la popolazione � destinata a diminuire e la struttura subir� un invecchiamento.
6.
La
Famiglia e le sue Trasformazioni
Il Living Arrangement o Condizione Familiare-Abitativa � una caratteristica dell�individuo che muta nel tempo in base ai comportamenti dello stesso.
La Famiglia pu� essere intesa come �coabitazione� con e senza parentela, cos� come �parentela� senza coabitazione.
La struttura familiare si divide in 4 gruppi domestici:
� Senza Struttura � Nessun Vincolo di Discendenza o di Sesso
� Semplici � Famiglia clasica con o senza figli o senza uno dei genitori
� Estesi � Gruppo Semplice a cui si aggiungono consanguinei o collaterali
� Multipli � Pi� Gruppi Semplici legati da vincoli di discendenza o consanguineit�
Da ricerche delle strutture passate si smentisce la prevalenza della famiglia Patriarcale o a Struttura Multipla, per lasciar posto alla certezza della prevalenza di una famiglia di tipo Coniugale-Nucleare, ed anzi spesso talemodello incideva sull�economia poich� veniva vista anche come struttura di un�impresa (agricola ad esempio).
La Famiglia di tipo patriarcale era pi� diffusa fra i ceti alti o nobiliari che fra quella rurale dove prevaleva quella Semplice, e sicuramente c�era una maggiore stratificazione all�interno della societ� a differenza di oggi.
Al contrario di quanto si pensi la famiglia preindustriale era meno instabile di quella di oggi e anche senza divorzio o separazione, la necessit� di emigrare, mancanza di comunicazioni rapide, mortalit� infantile elevatissima, mortalit� delle madri post parto elevatissima ponevano all�uomo di creare una nuova o estesa famiglia.
E� solo nel corso dell�Ottocento che incomincia ad affermarsi sempre di pi� il modello attuale (Matrimonio + Convinvenza Stabile).
La differenza sulle forme familiari dipende oggi dalla �Scelta� degl individui e non pi� dagli interessi economici che si potevano avere in epoca di povert� diffusa, dunque anche l�intesa Sessuale e Caratteriale.
In sintesi si mette in discussione i modi e i tempi con cui oggi a differenza di ieri si arriva a costituire una famiglia tradizionale e non i fini romantici di tuttoci�:
Oggi pu� esistere una famiglia anche senza matrimonio, e i valori non sono di propriet� della famiglia ma dell�indviduo che li porta via con se.
A partire dagli anni �60 si assiste ad una �Seconda
Transizione Demografica�;
- Il matrimonio religioso perde la sua assoluta rilevanza per lasciar posto a convivenza di fatto, matrimoni celebrati in et� molto adulta, ed i giovani permangono nel nido di pi� rispetto ad un tempo aspettando l�indipendenza economica per lasciare il nido.
- La fecondit� subisce un declino e diventa sempre meno informale
- Si ha un aumento delle separazioni e divorzi
- Fi formano famiglie dalla diversa struttura ovvero polinucleari, o estese.
L�Evoluzione della famiglia Italiana, alle soglie del 2000, � stat segnata soprattutto dal declino della fecondit� e dall�invecchiamento della popolazione.
- Il Matrimonio � sempre pi� raro e tardivo e lascia spazio alla convivenza.
- A differenza di quanto sembra le separazioni e divorzi cos� come le nascite fuori dal matrimonio sono poco frequenti anche se in aumento.
- Aumentano le famiglie unipersonali (anziani rimasti soli) tipico delle societ� indistrializzate e invecchiate.
Tuttavia in Italia la forma familiare prevalente rimane quella tradizionale, anche se magari pi� nella forma che nella sostanza e a testimonianza di ci� c�� proprio la lunga prevalenza dei giovani in famiglia fino ad et� adulta.
La Famiglia di Fatto � quella risultate all�anagrafe ed � anche quella censita dall�ISTAT.
Il Nucleo Familiare � un insieme di persone coabitanti legate da parentela o coppia.
La Famiglia pu� essere costituita da un solo nucleo familiare, pi� Nuclei o anche nessuno (Convivenza).
Proprio per tale motivo l�ISTAT ha iniziato nel �83 per poi effettuare un�indagine multiscopo a partire dal �87 (ripetuta poi ogni 2 anni), al fine di approvvigionarsi di tali dati per poter capire il ral stato delle famiglie di fatto.
Successivamente e a partire dal �93 ci si � mossi effettuando indagini a campione integrabili fra loro proprio per ottenere un quadro chiaro e articolato.
7.
Oltre
la Demografia: dalla Descrizione all�Interpretazione
La popolazione e le sue dinamiche sonoscenza assai complessa e per questo sia L�ISTAT che il SISTAN sono passati a studi e ricerche basati sulle indagini a campione, confronto con i dati internazionali, Indagini sui dati che Internet riesce a cumulare, e tutto ci� � stato confrontato ed integrato con tutti i dati e ricerche relative ai campi quali biologia, economia, storia, sociologia e antropologia, etc�
Naturalmente la statistica aiuta la comprensione di questi flussi proprio attraverso l�ausilio di Modelli Concettuali (basati sull�osservazione dei fenomeni) attraverso i quali si pu� passare dall�osservazione di fenomeni demografici alla loro spiegazione.
Fattori Esplicativi della Mortalit�
(studi delle diverse velocit� con cui gli individui muoiono)
- Motivi dei Progressi dei livelli di Sopravvivenza
- Fattori delle diversit� sui flussi di mortalit�
Fattori Esplicativi della Fecondit�
Uno schema esplicativo indica che la Fecondit� Realizzata non � altro che l�incontro fra Offerta(capacit� di procreare o riproduttiva) ed Domanda(Desiderio di avere figli).
L�Offerta dipende dalle condizioni di salute e sociali della donna, la domanda dipende da influenza ambientali, culturali, economiche, insomma influenze esterne.
Il problema dei paesi occidentali � che si � raggiunto livelli molto bassi di fecondit�, cosa che non assicura ricambio generazionali, ma a quanto sembra il motivo non � da ricercarsi in una risposta individuale alla modernizzazione e sviluppo della societ� ma nei vincoli e costrizioni che la societ� ci impone.
Questo significa che i giovani hanno desiderio di avere figli e una famiglia semplice ma non sempre possono perch� vincoli e interferenze sociali, come lo sono l�indipendenza economica tardiva, la risposta dei comportamenti del singolo alla stabilit�, le richieste di disponibilit� del lavoro etc�
Fattori Esplicativi delle Migrazioni
Alla base delle migrazioni (Immigrazioni o Emigrazioni) ci sono necessit� di miglioramento della propria condizione economico-sociale.
Ma il motivo per cui ci si sposta non � dovuto alla semplice povert� ma bens� agli squilibri che una societ� in via di sviluppo possa portare all�interno della sua popolazione.
Questo significa che se siamo tutti poveri, io mi accontento e non ho necessit� di guadagnare di pi�, mentre se c�� qualcuno che ha iniziato a migliorare il suo status inevitabilmente questo si trasmette anche agli altri e da qui la necessit� di migliorare il proprio status.
Infatti in dall�Italia i movimenti migratori verso l�estero sono iniziati dopo che lo avevano fatto i paesi europei pi� sviluppati!!
L�Approccio del Corso di Vita non � altro che un�analisi estesa oltre che ai dati statistici anche alle biografie individuali sempre fra loro correlate.
L�Integrazione Micro-Macro serve a migliorare l�interpretazione delle elaborazione dei dati proprio perch� � pur vero che occorre dare un�immagine delle tendenze di media della popolazione ma occorre anche integrarle con l�esperienze dell�individuo per spiegare meglio i modelli derivati.
L�Ottica di Genere e le Generazioni � la differenza di comportamento fra genere maschile e femminile.
Come cio� diritti e doveri possibilit� e scelte influenzano i comportamenti dell�uomo e della donna, sia direttamente (il perch� delle reazioni diuomo e donna), che indirettamente (formazione delle aspettative e progetti individuali).
Qui � espresso perfettamente il concetto �.�Tira pi� un �.. �. �. che un carro di buoi�.
Naturalmente questosi stema finisce con lavere squilibri li dove non vi sono pari condizioni (o quasi) della donna e cos� si ovvia a questo problema semplicemente ipotizzando come sarebbe stata la posizione del sesso mancante; (esempio l�approccio dell�uomo alla fecondit� o i movimenti migratori della donna).
Riguardo allo studio della demografia considerando le generazioni, questo � un metodo fortemente riconosciuto oggi e si avvale proprio del concetto stretto di coorte ovvero insieme di individui accomunati dall�esperienza di un evento origine in un certo periodo ben identificato, ed infatti � e rimane la base per le future ricerche come anche quelle internazionali condotte dallUNECE (Commissione Economia per l�Europa delle Nazioni Unite).
Misure della Fecondit�
Fecondit�: Attitudine della donna a procreare.
Tasso Specifico di Fecondit�
i = generazione
N = Nati da donne in et� x
P = Popolazione di donne in et� x
TFT o Tasso di Fecondit�
Totale
Sommatoria del tasso di fecondit� specifico
Tasso di Fecondit� riferita ad
un anno di calendario
TFTM o Tasso di Fecondit�
Totale del Momento
Sommatoria del tasso di fecondit� specifico riferito ad un anno di calendario,
ovvero il numero medio di figli messi almondo da una fascia di donne che vanno
dai 15 ai 49.
Tavole di Mortalit�
La Probabilit� di Morte (qx)
Esprime il rischio di morire tra l�et� x e x+1 per un individuo che ha raggiunto
l�et� x, ovvero il rapporto fra i decessi avvenuti in et� fra x e x+1 e gli individui
esposti al rischio di subire l�evento morte nell�et� considerata x.
Al denominatore devono sottrarsi e aggiungersi emigrati ed immigrati quando
non � possibile trascurare i flussi migratori.
La Probabilit� di
Sopravvivenza (px = 1 - qx)
Esprime la probabilit� poer un individuo di et� x di arrivare a compiere l�et� x+1.
I Sopravviventi (lx)
Sono gli individui che
sopravvivono ai vari compleanni.
I Decessi (dx = lx
qx) - dove lx sono i
sopravvviventi
Gli individui che muoiono fra il compleanno x e x+1.
Gli Anni Vissuti (Lx)
Esprime il numero di anni vissuti tra il compleanno x e il compleanno x+1.
Si parla di tempo speso dagli individui coinvolti nel computo a cavallo dei due
anni.
Chi muore prima di aver compiuto x+1 anni avr� vissuto solo per una frazione di
un tempo alfa.
Numero di Anni Vissuti (Tx)
Numero TOTALE di anni vissuti dai sopravviventi (lx) a partire da un et� x fino
alla completa estinzione della generazione.
Probabilit� di sopravvivenza
Prospettiva
Rapporto fra gli anni vissuti a due successive et�.
Speranza di Vita o Vita Media
all�et� x (ex)
E� il numero medio di anni che restano ancora da vivere per individui di et� x.
E analogamente si ottiene anche la Speranza di Vita alla Nascita (e0)
Tassi di Incremento (r)
Il tassi di incremento misurano il ritmo di crescita della popolazione.
Tasso di incremento Aritmetico
Funzione di sviluppo della popolazine di tipo lineare.
Considera alla base del coefficiente di incremento l�anno 0 di inizio e gli individui degli anni successivi non partecipano alla formazione di tale coefficiente.
Tasso di incremento Geometrico
A differenza del primo qui contribuisce la popolazione di ogni anno a formare i coefficienti di incremento.
Tasso di incremento Continuo
In pi� rispetto al secondo si ipotizza che la popolazione che contribuisce alla formazione dei coefficienti vari continuamente ed � il tasso pi� usato ed attendiile, ovvero la popolazione segue uno sviluppo esponenziale.
9. Altri Metodi e Problemi di Analisi della Mortalit�
Mortalit� Infantile (Decesso fra la nascita ed il 1�
compleanno)
Molti problemi di misura cono connessi con le morti nel primo anno di vita:
� Circa 1/3 � � dei nati vivi muore nel primo anno di vita;
� Il rischio di morte decresce con il passare dei primi giorni e prime settimane;
� Il rischio � strettamente correlato con la gravidanza, allattamento, igiene etc
� La mortalit� infantile � un indicatoree delle condizioni sociali e ambientali.
Tasso di Mortalit� Infantile
M0

Considernado che si pu� nascere e morire a cavallo di 2 anni t e t+1:
Nati anno 0 con 0 anni / Nati nell�anno 1 con 0 anni

Struttura della Mortalit� Infantile
Si definisce Nato Vivo un bambino che separato dall�utero materno (o dopo 28 settimane di gestazione) mostri un qualsiasi segno di vita anche se immediatamente dopo muore.
1/3 dei nati vivi muore entro il 1� giorno di vita
1/2 dei nati vivi muore entro la prima settimana di vita
la restante parte va ascemare man mano che passa il tempo.
La misura della mortalit� negli anziani � difficile per due ragioni:
1. Con l�elevarsi dell�et� le dichiarazioni dei censimenti sono meno veritiere soprattutto in quei paesi dove manca un sistema anagrafico attendibile.
2. Il numero esiguo di individui in et� avanzata risente di oscillazioni del tutto causali.
Un metodo matematico un po� pi� attendibile � la funzione di Gompertz secondo cui la probabilit� di morte cresce esponenzialmente con l�avanzare delle et� e valida se misurata per intervalli di tempo definiti.
Principalmente il 45% degli anziani muore dopo gli 80 anni.
Un altro statista, Vincent - delle generazioni estinte, utilizza un metodo pi� affidabile ma che necessit� di sistemi di rilevazione assai avanzati e si basa sull�ipotesi che la mobilit� degli anziani sia nulla.
E� data dal rapporto numero di anziani ad una determinata et� avanzata (es. 90 anni) e il denominatore la somma degli anziani i morti con et� superiore ai 90 anni della generazione del 1871 riferita al 1980 (da qui l�ipotesi della quasi totale estinzione infatti baster� prendere il totale di quella generazione sottrargli il numero di morti appena descritto e l�errore ha uno scarto di poche unit�, si avranno cos� i sopravviventi dopo i 90 anni.
Ma data l�esiguit� dei dati � conveniente fare il confronto utilizzando pi� generazioni.
Considerando il corpo come una macchina con diversi elementi, quando uno di quesdti si rompe irrimediabilmente ci� tende alla morte del soggetto, assegnando ad ogni elemento una data variabile di �probabilit� di morte istantanea� (μx), la probabilit� di morte di un indiviuo (inteso come assemblato di elementi) � data proprio dalla somma dei micron (vedi formula sul libro).
Questo concetto per� presuppone che le cause di mrte siano indipendenti fra loro ed eliminando le varie cause si evit� la morte.
Ma ci� non � vero perch� sono interconnesse infatti potrebbe insorgere un�altra causa prodotta propro da simili motivi della precedente eliminata.
Infatti in questo caso la si ritarderebbe soltanto.
Domande:
come varia la morte al variare o all�eliminazione di una delle cause pseudo-indipendenti ?
Considerando k la causa ed x l�et� da prendere inconsiderazione:
Baster� fare il rapporto fra
�������� Decessi all�et� x per causa k
������� tot. morti all�et� x per una determinata causa k
kdx =------------------------------------------------------------------------- dx
������������������ ������������������ �il totale delle morti all�et� x
���������������������������������������������� ��� kMx
in formula������������������������� kdx =� -------------- dx
���������������������������������������������� � ������������� �������Mx
������ Oppure
probabilit� di morte all�et� x per causa k
������ �������������������� ������kdx
kqx =------------------------------------------------------------------------- dx
������ lx
���������������������������������������������� �������� kMx
in formula������������������������� kqx =� qx --------------
���������������������������������������������� � ������������� ���������������Mx
Ma l�evitare una causa (tumore) � diverso che eliminarla totalmente soprattutto se causa accidentale (incidente stradale), infatti nel primo caso prima o poi la morte arriver� mentre nella seconda ci sar� molto probabilemente un all�ungamento notevole della vita.
Per poter analizzare i dati ottenuti con questo procedimento, bisogna tener a mente due cose:
� La causa (k) di cui si suppone l�eliminazione non deve colpire individui esposti al rischio di morte per altre cause (la popolazione � omogenea sotto il punto di vista del rischio di morte.
� L�eliminazione di una causa non influenza l�azione delle altre � cio� neutra (considerazione valida per cause accidentali e non dovute a processi di invecchiamento).
Aumentando la possibilit� di sopravvivere, come dobbiamo interpretare i dati che ne vengno rispetto alla qualit� della vita ?
E l�aumento degli anni vissuti � pi� o meno proporzionale a quelli vissuti in buona salute ?
Teoria della Compressione della Morbidit� (da morbo)
La malattia viene ritardata e dura di meno prima della morte.
Teoria della Espansione della Morbidit�
La malattia perde della sua letalit� ritardando la morte ma soffrendo magari per pi� tempo.
Tuttavia lo studio � ancora aperto�..
Dalle prime rilevazioni affidabili della seconda met� del 19� secolo (1850 in poi) si nota come la mortalit� va sempre pi� ritardandosi, a causa della corretta alimentazione, cure mediche , migliori condizioni igieniche etc�
Oggi non ci sono (almeno nei paesi sviluppati) differenze di condizioni fra diversi ceti sociali tali da permetterne la variazione dei tassi di mortalit�.
Dunque i livelli di aspettativa di sopravvivenza si sono molto elevati arrivando in paesi come l�italia a 76 anni/uomo e 82 anni/donna. (con differende rispettivamente di 10 e 14 anni rispetto ai paesi no sviluppati e in via di sviluppo).
L�Invecchiamento della Popolazione� consiste nell�incremento della popolazione anziana in proporzione agli altri gruppi di et�.
Per popolazione anziana ci riferiamo a quelle con et� dai 60 anni in su.
La distribuzione della popolazione per et� dipende dai trend demografici passati, da quelli sulla fecondit� e mortalit� attuali e dalle migrazioni.
Fra le componenti principali causa dell�incremento degli anziani vi sono il miglioramento delle condizioni sanitarie ed alimentari nonch� di quello nel campo della medicina.
L�invecchiamento della popolazione dunque dipende sia dalla crescita nel numero di anziani che dal decremento del numero di giovania� causa dei bassi tassi di natalit�.
In Italia i tassi di natalit� hanno ormai superato quelli di paesi come Francia e Svezia.
In futuro inoltre a causa delle scoperte tecnologiche magari si potr� decidere di che sesso debba nascere un figlio il numero preciso di figli da far nascere dunque si andr� assumendo sempre pi� controllo.
Oggi in Italia la vita media � di 74 anni (71 m. + 78 f.) ma il numero di ultraottantenni aumenta di anno in anno.
Il problema � che crescendo il numero di chi ha 80 anni e pi� e se la vita media dovesse arrivare ai 90 anni si avrebbero ripercussioni su molti settori.
Vi � differenza fra i due sessi, le donne rispetto agli uomini soffrono di meno di problemi cardiaci o di malattie quali il tumore o cmq arrivano pi� tardi rispetto all�uomo.
In via generale � considerata anziana la popolazione dai 60 anni in su semplicemente perch� quella � un et� in cui avviene la pi� grande �scrematura della mortalit�, diciamo che per� esiste una suddivisione migliore:
������������������������������������ 60 � 69 - Anziani
������������������������������������ 70 � 79 � Vecchi
������������������������������������ 80 �..� � Vecchi ++
Ma essendo molto disomogenea fra questi distinguiamo ancora chi � autosufficiente sia economicamente che socialmente, si capisce come � ardua la classificazione esatta di questa tipo di popolazione.
Un esame intelligente (Ma troppo Arduo) � quello di analizzare l�aspettativa di rimanere in vit� per una determinata generazione tenendo presente chi ha superato o raggiunto la vita media dunque diverso da popolazione a popolazione, tempi , condizioni economiche sociali, etc�
Le misure dell�invecchiamento:
�
Rilevazione valori assoluti
� Velocit� di Crescita (sia in termini relativi -tasso di incremento medio annuo- che assoluti -Incremento medio annuo-)
In Italia l�incremento della popolazione anziana si � avuto subito dopo la seconda guerra mondiale, infatti solo nei primi del �900 circa met� delle popolazione aveva meno di 20 anni.
Negli ultmi 20 anni l�incremento � stato particolarmente intenso, e la popolazione con meno di 20 anni � diminuit� cos� come il tasso di natalit�.
In futuro la crescita deli anziani e vecchi dovrebbe rallentarsi ma con essa anche la natalit�, aumentando cos� l�indice di vecchiaia, indice che riguarda soprattutto i paesi ad economia avanzata.
Attualmente la Svezia � il paese pi� vecchio, il Giappone invece invecchier� nel breve con maggiore velocit� di chiunque altro, ma anche l�Italia non � da meno, abbiamo infatti un numero di anziani e vecchi di tutto rispetto.
In Italia a differenza della maggior parte degli altri paesi, vi � una grande Eterogeneit� Demografica, infatti alla Campania spetta il minimo regionale di invecchiamento con elevata fecondit�, mentre dalla parte opposta vi � la Liguria.
Ma le differenza aumentano da provincia a provincia e sempre di pi� fra comuni, infatti vi sono comuni in cui l�indice di invecchiamento della popolazione � elevatissimo ed � il caso dei paesini di montagna ad esempio dove vi sono pochi giovani e neonati.
Ed una situazione come questa porta problemi di riflusso anche economico, di lavoro, di Razionalizzazione delle Risorse.
Riguardo invece alla Struttura Demografico-Familiare possiamo dire che oggi ad esempio � molto pi� probabileuna situazione di vedovanza della donna che dell�uomo a causa della differenza di longevit�, del fatto che l�uomo si risposa pi� facilmente, la tendeza dell�uomo a sposarsi con donne pi� giovani di 3 o 4 anni.
Attualmente si � avuto un passaggio da Famiglia Estesa a Famiglia Nucleare intendendo il nucleo anche composto da 1 persona.
Infatti oggi il ruolo dell�anziano nella famiglia � diverso che in passato ed ecco che vediamo sempre pi� anziani vedovi o single vivere da soli.
In Giappone invece a causa di dversi valori e tradizioni gli anziani continuano a far parte delle famiglie, infatti solo il 10% degli anziani vive da solo.
In italia e nel mondo la tendenza degli anziani a vivere negli �OSPIZI� � molto diminuita a anche a causa del fatto che fino ad una grande et� riescono a rimanere autosufficienti.
L�ISTAT proprio riguardo all�autosufficienza ha proposto e rielaborato dati rilevati grazie all�OCSE un questionario molto approfondito per misurarne proprio il grado fra gli anziani e vecchi.
Le rilevazioni non riguardano solo lo stato fisico, ma anche mentale, sociale dunque la condizione totale dell�anziano.
Una maggiore informazione aiuta infatti a capire come migliorare le condizioni di vita della popolazione e duque intervenire..
Le Condizioni Socio-Economiche-Lavorative:
� Istruzione
Il livello di istruzione � minore nelle popolazioni anziane, ma questo a acausa delle differenti possibilit� di accesso allo studio delle generazioni passate.
� Lavoro
Il livello occupazionale fra gli anziani � molto basso sia a causa della voluta bassa et� di pensionamento, che aiuta il ricircolo della forza lavoro, si adel fatto che il tipo di lavoro oggi, basato sui servizi, richiede istruzione aggiornata, menti fresche e veloci etc� a differnza di prima che le attivit� erano soprattutto manuali o commeiali.
Questo per� a differenza del Giappone dove uomini e donne oltre i 65 anni mantengono ancora una posizione lavorativa aperta e c�� ancghe pochissima disoccupazione.
In Italia e molti paesi Europei o cmq sviluppati � molto diffusa la forza lavoro anziani fra contratti di lavoro a tempo.
�
Risorse Economiche
La condizione economica dell�anziano � decrescente col passare dell�et� poich� il livello reddituale risente molto di pi� dell�inflazione rispetto a chi � ancora in forza lavoro e non solo ma col passre degli anni incomincia ad essere necessario un aiuto domestico, un assistenza sanitaria pi� presente, dunque farmaci e visite mediche
L�invecchiamento � connesso anche agli aspetti economici, come Effetti sulla domanda finale di prodotti, Cosumi Privati, Investimenti e Risparmio, Aumento della Spesa Pubblica.
Infatti la spesa sanitaria con l�invecchiamento della popolazione cresce e cos� bisogna incidere di pi� sul reddito della popolazione attiva e/o togliere risorse economiche ad altri settori statali.
Anche le abitazioni scarseggiano perch� se pur vero la natalit� � in diminuzione i giovani vanno a vivere da soli cos� come gli anziani vedovi.
Gli investimenti pubblici variano invece in funzione delle infrastrutture e mutano al mutare dell�invecchiamento della popolazione, mentre quando gli � associato un decremento generico dellapopolazione le infrastrutture abbisogno solo di manutenzione e non pi� di nuova produzione.
L�invecchiamento e rduzione comportano anche diminuzione della produzione in tutti i settori e dunque del consumo.
Implicazioni vi sono anche sul versante lavoro poich� in paesi molto vecchi dove gli anziani occupano parte dellapopolazione lavoratrice diminuisce l�offerta di lavoro, diminuisce la competitivit� sui mercati internazionali a causa del minor sviluppo tecnologico.
Quando invece l�anzian risultab a carico di un nucleo familiare sono possibili tensioni con le generazioni nuove, conflitti e tensioni sociali, necessit� di avere risorse finanziarie sempre crescenti (Mah ???).
Vi sono 3 fattori principali che caratterizzano la Condizione Sociale di un anziano:
� Sanit� � per rimanere in buona salute l�anziano necessit� di una buona assistenza sanitaria.
� Lavoro � L�anziano per far fronte ai cambiamenti sociali deve esser in grado di cambiare anche sul punto di vista lavorativo se vuole mantenere lo stesso standard di vita.
� Finanziario � La pensione � gi� crica 80% dell�ultimo stipendio e risente molto dell�inflazione col passare degli anni dunque rimane arduo mantenere stesso tenore di vita in pensione, e questo incide anche sui consumi e sugli investimenti.
� Legame Familiare - oggi l�anziano che vive in un nucleo familiare contribuisce al nucleo stesso con attivit� del tipo assistenziale dei nipoti, lavoro domestico dando la possibilit� alla donna (Mamma) di crescere professionalmente.
In molti casi si � risontrato un distaccamento dallo stereotipo della famiglia (Genitori + 1 figlio) ed infatti oggi i dqati confermano una evoluzione della famiglia secondo cui, Il Rapporto di Coppia (e non la procreazione) costituioscono il fine dell�unione e che molti anziani vivono con questo nucleo familiare o nelle estreme vicinanza dando e ricevendo molti vantaggi, tra cui assistenza biunivoca e miglioramento della condizione sociale nonch� trasmissione dei valori ai propri nipoti.
Anche l�interesse a curare i propri anziani in casa incide sulla spesa pubblica e a questo fine le istituzioni dovrebbero intervenire per dare una mano con sgravi fiscali o finanziamenti, ma la pressione politica � troppo debole per i rappresentanti di questa categoria
�
Lo Spostamento individuale e/o collettivo da un luogo d�origine verso un luogo di origine si chiama rispettivamente Emigrazione ed Immigrazione.
Il Luogo di Abitazione e quello di Lavoro sono i 2 punti di riferimento presi in considerazione per analizzare questo fenomeno.
Per Migrazione si considerano gli Spostamenti di Residenza (come dimora abituale abitativa e/o lavorativa) e quindi anche quelli per lavoro quando casa e lavoro si trovanop in distretti amministrativi e politici diversi.
Fra i motivi della migrazione vi sono:
� Lavoro
� Familiari � Ricongiungimento con il coniuge residente all�estero
� Forza Maggiore � Cause di natura politica, etnica e religiosa (profughi)
Per lo studio e il tempo libero la situazione � discutibile.
���������������������������������������������� Comunale������������������������
Interna������� Regionale
Circoscrizionale
Tipi di Migrazione���������������������������
������������������������������������������������������� Internazionale
Esterna������� Continentale
�������� �������� Transoceanica
�������������������������������������
������������������ Breve Termine
Temporanea������������������ Principalmente Individuali����
Lungo Termine���������������������������
------------------------------------------------------------
������������������ Pendolari
Durata ���������������� Periodica
Frontalieri (se attraversano confini)
��������������������������� ------------------------------------------------------------
Definitiva����������������������� Principalmente per Gruppi
������������������
������������������ La Migrazione pu� essere per individuo o per gruppi come ad esempio gli esodi.
������������������ Ancora la migrazione pu� essere Volontaria, Forzata (Esodo) o Coatta (Esilio).
Principalmente a emigrare sono i Maschi Giovani, mentre gli Anziani possiamo trovarli fra gli Emigranti di Ritorno.
In passato la migrazione riguardava giovani maschi �non skill-ati�, con livelli di istruzione bassa e per lavori soprattutto manuali, ma oggi la situazione � cambiata ed anzi � il contrario vi � infatti la famosa fuga di cervelli (Brain Drain) proprio perch� le nuove generazioni altamente formate cercano all�estero un�occupazione pi� consona alle proprie aspettative.
Dopo la seconda guerra mondiale masse di operai non qualificati provenienti da tutta europa emigra negli Stati Uniti, mentre gi� dal 1921 gli USA attraverso il �Quota Act� imposero restrizioni alle immigrazioni.
Urbanizzazione
Abbiamo detto che le Migrazioni si dividono in Interne ed Esterne e le prime vanno in un primo momento verso la citt� intesa come centro urbano per via delle prospettive di impiego maggiormente remunerativo, migliori servizi e opportunit�di scelta e successivamente anche verso l�interland cittadino, mentre le seconde direttamente verso la citt�-metropoli.
Il passaggio dalle campagne allecitt� � favorito anche dall�utilizzo delle macchine in agricoltura che limita l�offerta di lavoro per la manovalanza.
Il Passaggio verso l�interland anzich� verso il centro cittadino � dato dall�eccessiva concentreazione di popolazione nonch� dal degrado inevitabile, creando cos� anche un decentramento produttivo che crea anche il fenomeno del pendolarismo (Pomezia-Roma A/R).
Questo � il caso dei paesi ad economia avanzata che hanno raggiunto gi� il secono livello di Urbanizzazione.
Mentre preoccupazione desta per i paesi ancora in via di sviluppo dove l�immigrazione nei centri urbani � selvaggia ed in continua espansione solo ed esclusivamente nelle grandi citt� (Citt� del Messico).
Fra i metodi di rilevazione dlle masse migratorie rientrano:
��������
�������� Anagrafe����� Non sempre aggiornata
��������������������������� Retrospettive (sulla base camionaria si procede a ritroso)
�������� Indagini������
��������������������������� Seguite (o prospettiche sulla base di modelli e tassi)
Teorie sulle
Migrazioni
�������� C. Gini��������� Migrazioni Adattative
��������������������������� Gli Individui le caratteristiche della popolazione
��������������������������� di destinazione
�������� F. Alberoni���� Socializzazione Anticipatoria
Gli emigranti posseggono �gi� caratteristiche simili
a quelle della popolazione di destinazione
�������� Everet �������� Migrazioni Seletiva
��������������������������� Positiva � Sono emigranti skillati che si spostano
��������������������������� per stare meglio ma non per necessita
��������������������������� Negativa � Il contrario
�������� Zelinsky ������ Le 5 Fasi della Transizione Migratoria
������������������ Societ� Transizionale PreModena-> Pochi Spostamenti e per Lavori Rurali
������������������ Societ� Transizionale Primitiva-> Spostamenti Individuali Campagna-Citt�
������������������ Societ� Transizionale Avanzata -> Minori Spostamenti all�Estero
������������������ Societ� Avanzata -> Mobilit� Stabile e Urbanesimo in Riduzione
������������������ Societ� Super Avanzata Futura -> Pendolarismo Tramite Mezzi.
Le migrazioni comportano degli effetti analizzati secondo i seguenti:
�������� Approccio Marcoeconomico � Effetti sul Commercio Internazionale
�������� Approccio Microeconomico � Motivazioni Individuali allo Spostamento
�������� Approccio Gravitazionale � Analizza la �Distanza� fra i paesi coinvolti
�������� Approccio Sistemistico � Cambiamenti su base planetaria
La Causa di fondo dei movimenti migratori, (non considerando i forzati), � la Pressione Demografica Differenziale data dallo squilibrio(o differenziale) di segno opposto del rapporto(o pressione demografica) fra Tasso di Incremento della Popolazione e quello dello Sviluppo del Reddito fra le due aree date.
A questa motivazione (che riguarda l�area di emigrazione) si aggiungono altre che riguardano quella di destinazione come la legislazione, l�accoglimento degli immigrati, le possibilit� di integrazione e sviluppo sociale, etc�.
Oltre alle motivazioni invece di stampo politico, etnico o dovute a disastri naturali, il lavoro � forse quella pi� plausibile.
Proprio a tal proposito, i tempi delle migrazioni variano sia dal punto di vista macro che micro.
Vi � chi ritorna in patri dopo solo pochi anni con una garanzia economica per incominciare;
Vi � chi non si integra e ritorna deluso in patria;
Vi sono poi (gli anziani) che decidono di ritornare in patria dopo anni, le c.d. Migrazioni di Ritorno.
Effetti delle
Migrazioni
�������� Demografici
�������� Diretti � Modificazione della Consistenza Numerica della popolazione e della struttura demografica visto che migrano soprattutto maschi in et� giovane.
�������� Indiretti � La migrazione di giovani maschi (ma oggi anche donne) comporta una diminuzione della natalit� ed aumento della mortalit� nel luogo di origine in opposizione a quello di destinazione, ma questi effetti tendono a smorzarsi nel tempo, poich� le nuove generazioni ereditano i comportamenti del luogo in cui i genitori si sono trasferiti.
�������� Economici
�������� Vi sono effetti economici positivi per entrambi, perch� il paese di destinazione acquisisce nuovi consuimatori, lavoratori, nuovi nati, forza lavoro di persone i cui costi di allevamento sono stati sostenuti nel paese di origine.
�������� Per quest�ultimo il vantaggio sta nelle rimesse, nel fatto che il paese con meno popolazione pu� far fronte meglio ad una corretta distribuzione delle risorse, ma tuttavia chi dei due paesi va meglio � proprio quello di destinazione perch� acquisisce giovani e rewtituisce con lemigrazioni di ritorno vecchi o chi non � riuscito ad insediarsi.�������� ��������
�������� Sociali
�������� Nel caso la popolazione immigrata e quella autoctona sono simili sotto molti punti di vista (soprattutto culturali) l�integrazione � abbastanza semplice, quando invece ci sono notevoli differenze ovvero gli immigrati hanno pi� cultura delgli indigeni possono nascere fenomeni di asocialit� ed emarginazione, nonch� veri conflitti, cos� come quelli che possono nascere fra emigranti di ritorno (ormai cambiati) e paese di origine.
�������� Politici
�������� E� possibile che una migrazione massiccia soprattutto per motivi olitici comporti effetti come Minor Tolleranza, Conflitti Civili, e modificazioni dell�assestement politico.
�������� Antropologici
�������� La perfetta integrazione degli immigrati pu� dar luogo ad unioni miste, dando vita cos� a generazioni meticcie che cambiano notevolmente nellungo periodo la fisionomia anche della popolazione media, influenzata oltre che da fattori genetici misti , ma anche da diversa alimentazione e condizioni ambientali.
Naturalmente tutti questi aspetti sono fortemente interconnessi:
L�immigrato raggiunge un�autonomia economica, raggiungengo anche un integrazione sociale, politica, ed antropologiaca etc�
Il futuro delle migrazioni � teso verso un tipo di integrazione sulla base Americana ovvero tollerante eccetto piccoli episodi.
Le migrazioni clandestine sono un fenomeno in larga espansione negli ultimi decenni e sono tanto pi� intense quanto maggiori sono le restrizioni nel paese di destinazione applicate.
Spesso oltre che damotivi di lavoro sono accompagnate da motivi di ordine religioso e politico.
In altri casi causa lo scarso controllo arrivano ad essere parificate come numero a quelle legali ed � il caso di Messico e USA.
Vi � poi il caso di Rifugiato di ordine politico, a causa di conflitti bellici o civili all�interno di paesi sottosviluppati.
Risulta sempre molto difficile determinare il numero degli immigrati clandestini e rifugiati a causa deigli scarsi mezzi di rilevazione e la difficolt� di applicare le tecniche generiche.
Le politiche migratorie sono semplicemente norme applicate per i flussi di migranti sia in ingresso che in uscita.
Vi sono paesi che non impongono alcuna restrizione agli ingressi perch� magari scarseggiano le nascite o serve manovalanza, Vi � chi impone alcuna possibilit� di immigrazione a tempo indeterminato come il Giappone, chi invece impone limiti o elevate restrizione alle emigrazioni come Cuba e la Russia negli anni Ottanta.
Vi sono poi veri e propri accordi internazionali che permettono la regolarizzazione di questi movimenti, poiprio perch� dopo un prim stadio di totale liberalit� i paesi si accorgono che la situazione incomincia ad essere ingestibile e provvedono con dei trattati restrittivi o liberali come quello di Shengen del 1990 a cui ha aderito l�Italia e che sancisce il diritto alla libera circolazione all�interno dei confini europei.
Riguardo ai paesi del terzo mondo invece hanno trovato utili la corretta utilizzazione delle rimesse dei propri familiari all�estero.
12. Scelte di Fecondit� e Infecondit�
I Fattori Determinanti
Individuali e Collettivi
Attualmente il Tasso di Fecondit� Totale del Momento (TFTM) non supera i 2 figli per donna.
La previsione nel medio periodo � che si raggiungeranno livelli di fecondit� al pi� vicini al livello di sostituzione (At Around Replacement Level) e sar� dunque necessario riportare il livello di fecondit� a 2,1 figli/donna.
La situazione attuale sulla fecondit� � tuttavia stabile, ed � dominata dal controllo sulle nascite.
Uno dei principali problemi della demografia � la raccolta, ma ancor pi�, l�interpretazione dei dati empirici seguendo modelli teorici sulla base dei quali sono stati raccolti, ci� tuttavia non � cosa facile.
Vi sono 2 principali modelli teorici per spiegare il declino della fecondit�:
della Spiegazione Causale
�������� Il comportamento riproduttivo � condizionato dalle trasformazioni delle condizioni esterne (economiche, sociali e culturali)
della Spiegazione Intenzionale
�������� Il comportamento non � condizionato ma deciso dall�individuo sulla base delle preferenze stesso
Il problema � che pur essendoci molte teorie e dati empirici l�integrazione di questi elementi rimane sempre ardua e fino ad ora non si � sviluppato un modello valido ad eccezione di quello di Burch: Offerta e Domanda di Figli e Costi di Pianificazione.
Inoltre vi sono correnti di pensiero che affermano come necessaria l�integrazione fra dati empirici e modelli teorici ovvero che gli uni vengono costruiti e raccolti sulla base degli altri, e poi c�� chi pensa ad una totale indipendenza.
Burch invece pensa che anche
una gran mole di dati empirici raccolti senza uno specifico modello teorico da
seguire non serve a molto perch� non testa i modelli teorici disegnati.
L�Obiettivo di questi studi � puntare allo studio delle scelte che hanno condotto a questo tipo di comportamento riproduttivo.
In alcuni casi rimanere senza figli pu� esser frutto di continui rinvii a causa del lavoro ad esempio e si arriva poi ad un et� in cui la donna ha difficolt� o non � pi� in grado di procreare.
Questi individui si distinguono nettamente da chi ha scelto di essere si genitore ma limitatamente ad esempio con un solo figlio).
Distinguiamo ora fra Motivazioni della scelta e Caratteristiche di chi sceglie relativamente la Non-Maternit�.
Le prime descrivono gli svantaggi percepiti dall�individuo e i vantaggi a rimanere non genitore.
Motivazioni di chi non vuole avere figli:
� Libert� dalla Responsabilit� della cura dei figli
� Carriera della Donna
� Relazione conigale pi� soddisfacente
� Altri motivi legati a caratteri di ordine globale
Le seconde invece possono essere usate per descrivere la donna o la coppia o usate per individuare i fattori determinanti della non fecondit�.
Caratteristiche di chi non vuole avere figli:
� Istruzione Elevata
� Lavoratori affermati � magari in carriera
� Basso valore religioso
� Matrimonio in alte et�
� Residenti in aree metropolitane
Le seconde invece possono essere usate per descrivere la donna o la coppia o usate per individuare i fattori determinanti della non fecondit�.
Fattori
determinanti a livello Micro ed individuale o di coppia
Fattori
Demografici di Controllo della Fecondit�
Et� della Donna
� Pi� avanza e meno �
feconda
Generazione di Nascita
Coorte di
Matrimonio � Le scelte
di fecondit� si scelgono e realizzano nei primi anni
Condizione Coniugale � Influisce molto sulle scelte di fecondit�
Et� del Matrimonio
Contraccezione � non � determinante ma solo variabile intermedia
Calendario Eventi della Vita � posticipazione causa lavoro ad esempio
Aumento della
Speranza di Vita � I
ritardi sono dovuti anche alla percezione di avere pi�
��������������������������������������������������������� tempo per farlo
Determinanti
Socio-Economiche
Istruzione della
Donna � Pi� avanza e
meno � feconda
Lavoro della Donna
Reddito della
Donna � Alcune teorie
credono che sia inversamente proporzionale alla fecondit�
���������������������������������������������������������� ma
dati empiriri hann dimostrato il contrario e cio� che un buon
���������������������������������������������������������� livello
di reddito mette la donna in condizione di maggior poter
���������������������������������������������������������� nella
coppia e che accrescendo il reddito familiare c�� pi�
���������������������������������������������������������� possibilit�
di avere anche un secondo figlio.
Reddito del Marito � Influisce positivamente scelte di fecondit�
Religiosit�
Famiglia di Origine � Sono meno propensi alla fecondit� figli unici e fili di separati o divorziati
Interazioni
di Coppia
Divisioni di
Compiti e Decisioni � L�elevata
condizione femminile nella coppia limita
���������������������������������������������� ��������� drasticamente la fecondit� tanto pi�
quando non vi � una
���������������������������������������������� ��������� ripartizione di riorse e
ridistribuzioni di ruoli pur in
���������������������������������������������� ��������� presenza di un buon livello di
istruzione.
Instabilit� del Legame di coppia � Se la coppia scoppia la fecondit� non � incoraggiata
�������� Costo
dei Figli � Sono i
costi diretti di mantenimento che influiscono non poco sulla fecondit�
Bilancio
Costi-Benefici a Preocreare � Riguarda l�elenco di costi benefici (molto individuale)
��������������������������������������������������������� ����� che la coppia mette sul piatto della
bilancia.
Fattori
determinanti a livello Macro Socio-Economico
Fattori di
Contesto
Ripartizione
Geografica � Maggiori
possibilit� di avere figli nel Centro-Nord Italia
Mercato del
Lavoro � Condizioni
Economiche favorevoli agevolano la fecondit�
Disuguaglianza
di Genere � E� la
differenza della donna rispetto all�uomo e si pensa che la
���������������������������������������������� rimozione di queste
differenza porti ad una diminuzione della
���������������������������������������������� fecondit� ma sulla
base empirica si � riscontrato essere fattori
���������������������������������������������� indipendenti.
Politiche
Sociali e Familiari � Le
politiche sociali sull�incentivo alla maternit� non sembra che
���������������������������������������������� abbiano poi tanto
effetto
Alla luce di tutte queste considerazioni:
�
Il Modello Empirico e Teorico devono
integrarsi.
�
Le Teorie fino ad ora avanzate non sono
sufficienti a definire un modello attendibile.
�
Lo studio deve essere condotto non sulle
cause di Maternit� ma al contrario su quelle di avere un solo figlio,
sull�infecondit� volontaria.
A partire dalgli anni 60 si � avuto un calo della fecondit�, ed attualmente si sta vivendo in tutti i paesi sviluppati una fase di Replacement Level.
Freidman propone una teoria secondo la quale, l�uomo fa scelte sulla base razionale di chi ha valutato tutti i possibili rischi e benefici, e il modello Carriera-Matrimonio-Figli sembra conferirgli stabilit� e dunque sclta consapevole, ma non sempre questo modello si applica interamente.
13. Differenze Territoriali nella Fecondit� Italiana
Dopo il Baby Boom avvenuto circa 30 anni fa, il TFT � andato diminuendo, fino a raggiungere oggi in alcuni regioni 1,3 figli/donna.
La variazione del TFT � dovuta anche al diverso approccio all afecondit� delle donne e delle coppie visti i metodi di contraccezione e quelli scientifici di fecondit�, oggi le nascite sono volute pi� che un tempo.
Ma pur seguendo trend e statistiche sta di fatto che in base a determinati periodi le tendenze andavo invertendosi, cos� si � pensato di elaborare i dati in base alle Coorti di donne feconde.
Una distinzione ormai nota � quella in base alla quale in Italia vi � differenza fra Nord-Sud anche sulle nascite.
Liguria, Friuli, Emilia, Piemonte, Aosta, Lombardia e Toscana sono in netta dscesa rispetto al resto d�Italia.
Lazio si trova in perfetto equilibrio cn la media nazionale
La Campania come risaputo mantiene il pi� alto tasso di fecondit� (2 figli/donna) ed a seguire la Sicilia con il minor tasso di variazione del TFT.
La Sardegna � la regione con comportamento p� anomalo delle altre � infatti passata da un estremo all�altro ovvero dal massimo toccato con la coorte del 1945 superiore alla media nazionale a quella del 1963 al di sotto e forse minimo nazionale.
Nelle regioni del nord si � riscontrata una certa velocit� di diminuzione della fecondit� al di sopra del resto d�Italia.
Un problema assai importante � il ritardo con cui si arriva alla fine degli studi, lavoro, matrimonio e figli ed il frutto di questo continuo rinvio porta in alcuni casi alla mancanza di fertilit� in et� estremamente adulta, e dunque vi � un aumento sempre costante di donne senza figli.
Per quanto riguarda i nuclei familiari con un solo figlio, soprattuttocon le coorti recenti questo � lo standard che si va impostando, ma riguarda principalmente le regioni del settentrione ad eccezione del Trentino punta di diamante del nord.
Il Lazio rimane sempre in media nazionale e si avvicina a quella delle regioni del sud.
Nelle regioni meridionali � ancora radicata la famiglia media con 2 figli e ancora oggi vi � una percentuale notevole, circa il 25%, con 3 figli.
Pi� ci si avvicina alle coorti dei giorni nostri e pi� si nota il distaccamento notevole fra nord e sud.
Per concludere, le analisi fino ad ora svolte peccano di essere troppo Macro, infatti bisognerebbe analizzare il quadro sotto ilpunto di vista delle provincie, e considernado i omportamenti riproduttivi sia sotto il punto di vista individuale che socio-economico, o culturale etc�.
14. Lettura: Le sfide della popolazione all�economia e politica
L�IRES del Piemonte ha studiato e ipotizzato uno scenario demografico proiettato fino al 2050.
Sono state effettuate simulazioni comparando i pi� comuni ed importanti parametri demografici (fecondit�, migrazione, speranza di vita, etc..) con le diverse ipotesi di comportamento del sistema socioeconomico ed attori coinvolti.
Il Calo della popolazione e delle forze lavoro giovani sono proprio il sintomo dell�ivecchiamento della popolazione piemontese e proseguir� a lungo, ma il sistema potrebbe evolvere i due direzioni:
Scenario Selettivo
�������� Le istituzioni socioeconomiche tendono ad adattare il sistema alle trasformazioni sociali, �slezionando� le attivit� economiche pi� adatte al nuovo contesto che si va delineando, modificando meno possibile specializzazioni socioeconomiche ed equilibri sociali.
Scenario Reattivo
�������� Le istituzioni cercano di indirizzare lo sviluppo verso quelle attivit� pi� adeguate alla quantit� e qualit� della popolazione cambiata
Vi sono 3 ipotesi sull�evoluzione di questo scenario
1. I Tassi di fecondit� sono tropppo bassi e nussun sforzo riuscirebbe a sanarli, ecco perch� sarebbe meglio invogliare le immigrazioni che cmq non basterebbero a frenare questo fenomeno verso il basso ammenoch� non venga modificato il comportamento riproduttivo ed aumentato il mumero di figli per coppia.
Questo intervento naturalmente non comporterebbe l�accenno di una diminuzione dell�invecchiamento se non su lunghissimi periodi.
2. Il Processo di Invecchiamento � cmq ineludibile e far leva sulle immigrazioni richiederebbe una continua richiesta di immigrati e per lungo tempo; tuttavia lo scenario dei prossimi 50 anni � cmq destinato ad un maggior invecchiamento della poplazione.
3. Le condizioni per la ripresa sono a) continue immigrazioni; b) Aumento del tasso di fecondit� �straniera� fino ad almeno 1,6figli/donna.
Necessari saranno l�adattamento socioeconomico di queste popolazioni
Previsioni fino al 2010:
� Calo della popolazione attiva inevitabile
� Diminuzione della parte di popolazione pi� giovane
� La popolazione straniera non sar� sufficiente a ripristinare la situazione perch� di minor numero.
� Nel lungo periodo � possibile un calo della diminuzione ed una ripresa dei giovani in et� lavorativa purch� sussistano le condizioni socioeconomiche
LE REGOLE DA SEGUIRE:
� Trattenere la popolazione giovane sul territorio.
� Invogliare l�Immigrazione e dall�estero e dall�italia stessa.
� Aumentare i tassi di fecondit�
� Effettuare interventi socioeconomici
In valori assoluti gli anziani aumenteranno pi� velocemente degli adulti, e nel prossimo decennio ancor di pi� (scenario reattivo) perch� i giovani arrivati con le immigrazioni diventeranno anche loro anziani.
In sintesi dopo il 2010 la popolazione in et� lavorativa manterr� un ritmo stabile del suo declino secondo lo scenario selettivo mentre rallenter� secondo quello reattivo.
Nei decennni a seguire 2020-2030-2050 i giovani aumenteranno secondo lo scenario reattivo e diminuiranno secondo quello selettivo.
Anche la forza lavoro giovane secondo il selettivo diminuir� nel 2010 mentre secondo il reattivo dovrebbe aumentare di poco.
Un cambiamento sia fra la forza lavoro che fa adulti e giovani � inevitabile ed anche uno fra le et� infantili ed adolescenziali.
Infatti proprio i bambini fino ai 2 anni dovrebbero diminuire entro il 2010 ed il motivo non � la diminuzione del tasso di fecondit� ma del numero di donne in et� fertile.
In sostanza per i prossimi decenni un inizio di ripresa pu� arrivare solo dalle fasce giovani nate dalle popolazioni di origine straniera e da un�integrazione ad opera della popolazione autoctona, naturalmente secondo uno scenario reattivo che preveda opportuni interventi ed incentivi, inoltre sar� necessario che la popolazione attiva venga ricambiata senza dover ricorrere necessariamente a continue politiche incentivanti l�immigrazione.
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