ANALISI E CONTABILITA� DEI COSTI
Alla base del nostro studio c��
Gestione Aziendale
La gestione aziendale � l�insieme dei Processi Aziendali
che consentono di governare un�azienda; I Processi
sono costituiti da Funzioni le quali
sono costituite da Operazioni.
La funzione Contabile � una funzione di tipo Operativo:
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� Funzioni Manageriali |
Processo Aziendale � Programmazione � Controllo � Organizzazione � Leadership |
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Gestione |
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� Funzioni Operative |
� Acquisto Fattori Produttivi � Produzione � Vendita � Finanza � Funzioni Contabili � Funzione di Sicurezza |
Programmazione
1. Definizione degli Obiettivi
Aziendali
2. Definizione delle Alternative di
Raggiungimento degli Obiettivi Aziendali
3. Analisi delle Conseguenze
associate alle alternative scelte
4. Scelta dell�Alternativa
Economicamente pi� conveniente (costi e ricavi)
La scelta dell�alternativa � la
fase finale della programmazione e successivamente ad essa vi sono le funzioni
operative al termine delle quali vi � un�altra funzione manageriale ovvero il
Controllo: Scelta -> Funzione
Operativa -> Controllo
Controllo
La fase di controllo consiste
nella c.d. Informazione di Ritorno o Feedback, ovvero verifichiamo gli
obiettivi raggiunti in termini economici con quelli prefissati nella fase di
programmazione.
Si capisce come l�informazione �
un elemento necessario alla Gestione Aziendale e dunque va strutturato
scientificamente attraverso il c.d. Sistema Informativo che si basa sia sulle
informazioni provenienti dall�ambiente interno (vita aziendale) che esterno
(mercato).
Le informazioni possono essere di
genere Qualitativo e Quantitativo, rispettivamente descrivere un fenomeno in
termini analitici ed economici.
Le informazioni devono essere
� Attendibili
� La fonte deve essere veritiera (campione statistico)
� Significative � Non numerose ma utili all�attivit� aziendale
� Tempestive
� Non devono giungere in ritardo (applicazione di aggiustamenti)
� Leggibili
� Devono essere di facile Lettura
Determinazioni Quantitative
d�Azienda
Determinare vuol dire Circoscrivere un fenomeno aziendale e Quantificarlo vuol dire rappresentarlo
in termini economici e renderlo dunque misurabile:
1. Definizione dell�Oggetto della
Ricerca e Scelta dei fenomeni da analizzare
2. Quantificazione del fenomeno
3. Analisi del Fenomeno (rilevazione,
elaborazione e rappresent.ne fenomeno)
4. Interpretazione
1.
L�oggetto della ricerca della
contabilit� analitica � lo studio dei costi e dunque il fenomeno sono i Fatti
Interni di Gestione.
2.
E� la rappresentazione di un
fenomeno in termini Fisici (lunghezza, peso, etc�) ed Economici (misurazione
del fenomeno in costi e ricavi);
Quantificare vuol
dire esprimere la grandezza di un fenomeno attraverso la misurazione.
Abbiamo sia i valori Accertati (ovvero valori reale ed
incontrovertibili come il denaro in cassa) che quelli Astratti e Stimati (ovvero caratterizzati da interpretazioni soggettive)
che rappresentano la maggioranza delle quantificazioni.
� Valori Stimati
� Valori Astratti
Il valore astratto � un valore
soggetto a congetture che possono variare e dunque influire sulla sua
determinazione; � questo il caso del Reddito poich� la sua Determinazione
Quantitativa varia in misura delle congetture applicate ovvero delle quote di
ammortamento imputate all�esercizio.
Un tipico esempio di valore
Astratto � il Costo proprio perch� deriva da diverse ipotesi, dunque diverse
congetture, di imputazione dei valori; ed
ognuna di esse sar� giusta in rapporto alla congettura utilizzata.
3. Analisi (o rilevazione) del Fenomeno
Il fenomeno viene rappresentato
attraverso alcuni strumenti come il Conto
da cui
4. Interpretazione del Fenomeno
E� una fase molto
delicata della determinazione quantitativa poich� si tratta di giungere a
conclusioni partendo da una valutazione non oggettiva certa ma da una
congetturata.
In sintesi vediamo cosa abbiamo detto fino ad ora:
L�Oggetto della contabilit� analitica � la conoscenza dei costi e si
basa sull�analisi dei fatti interni di gestione e ci� presuppone
Principali differenze fra
Contabilit� Analitica (C.A.) e Contabilit� Generale (C.G.).
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Contabilit� Analitica |
Contabilit� Generale |
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Scopo |
Conoscenza
dei Costi e Ricavi di prod |
Conoscenza
del Reddito d�Esercizio |
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Campo di Indagine |
Fatti
Interni di gestione |
Fatti
Esterni di gestione |
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Natura dei Dati |
Rilevazione in fase
di Uso dei fattori produttivi Classificati per Destinazione |
Rilevazione in fase
di Accertamento ovvero di Acquisizione dei fattori produttivi Classificati
per Destinazione |
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Periodo di
Riferimento |
Brevi
Intervalli dell�Anno Commerciale |
Intero Anno
Commerciale |
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Rilievo Giuridico |
Sempre
Facoltativa |
Obbligatoria
per alcune imprese |
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Metodo di
Rilevazione |
Strumenti
Extra-Contabili |
Obbligatorio
l�uso della Partita Doppia |
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Tipologia dei Dati |
Dato Analitico (per elementi di Costo) |
Dato Sintetico |
|
Tipologia Funzioni |
�
Supporto
al Management per �
Supporto
alla Contabilit� Generale per le Valutazioni di Bilancio �
Predisposizione
Piani di Convenienza Economica Comparata |
|
Requisiti della C.A.
� Fedelt� Operativa: Si basa su fatti aziendali realmente accaduti
� Rispondenza al Principio di Analisi: Scomposizione del Costo in Elementi di Costo
� Semplicit� del Sistema Contabile: Semplice,
Snello ed Economico in funzione degli utilizzatori delle informazioni che
verranno.
Il Costo
Il Costo � un Concetto
Empirico e proprio per sua natura soggetto a diversi significati in base
alle diverse circostanze e contesti:
Ricavo si sarebbe
ottenuto se avessimo investito in titoli la somma utilizzata per coprire certi
costi.�
Il sacrificio che si sopporta in
vista del raggiungimento di un obiettivo o remunerazione.
Entit� dei fattori che hanno
contribuito alla produzione di un prodotto.
La veste monetaria
attribuita ad un fattore produttivo, concetto di costo che viene utilizzato sia
dalla C.G. che dalla C.A.
Per
Per
Il fattore produttivo
� quel bene o servizio a disposizione dell�azienda che la stessa combina per
ottenere un altro bene o servizio con utilit� di grado superiore in grado di
soddisfare i bisogni umani (combinazione di materie prime e semilavorati per
ottenere un prodotto finito).
I Fattori Produttivi
si suddividono in Generici e Specifici, nel primo caso parliamo ad esempio del
capitale, bene generico altamente fungibile, mentre nel secondo caso parliamo
di quei beni acquistabili col primo.
Il Costo di produzione
� la somma dei costi specifici dei fattori produttivi impiegati nel processo di
produzione, dunque un fattore partecipa al costo di produzione in misura della
quantit� che dello stesso si � consumata per produrre un bene o servizio.
Per sua natura il
Capitale non � un fattore produttivo, poich� non viene impiegato nella
produzione e dunque consumato, (in condizione di equilibrio), ma viene trasformato in fattori produttivi
attraverso gli investimenti che di a processo produttivo ultimato generano nuovo
capitale attraverso le vendite; dunque non
� un fattore da considerare nella definizione del costo monetario.
Si ha equilibrio
economico, quando un�azienda � in grado di Remunerare i costi con i ricavi e si
distingue
Il Costo di Produzione in Senso Lato �
dunque dato, in condizione di equilibrio, dalla quantit� impiegata nel processo
produttivo moltiplicata per il relativo prezzo di acquisto.
Il Costo di produzione
� la somma (quantit� astratta) degli elementi di costo ovvero dei costi
elementari dei fattori produttivi impiegati nella produzione.
E� difficile scomporre
il costo in elementi di costo proprio perch� i cicli di produzione fra di loro
si sovrappongono e dunque l�unico modo per determinarli � procedere per
astrazioni e congetture, soggette per� ad errori ed interpretazioni e
differenti in base allo scopo dell�indagine.
Per ovviare ai tanti
inconvenienti possiamo seguire il principio guida e cio�
Il Principio Funzionale:il Costo �
dato dalla Somma dei Valori attribuiti ai fattori produttivi utilizzati tenendo
conto del reale contributo che essi arrecano alla produzione.
I fattori produttivi
impiegati in un processo produttivo dovrebbero essere considerati non in relazione alla loro Natura, ma alla loro Destinazione ovvero in Funzione del Servizio
e dell�Utilit� apportata nel processo produttivo, dunque in relazione alla Funzionalit� e non alla
Disponibilit�.
I Costi si dividono in
Speciali (o Diretti) e Comuni (o Indiretti), i primi
rappresentano i costi per fattori impiegati esclusivamente per la produzione di
un determinato prodotto, mentre i secondi per quella di pi� prodotti.
Nel caso in cui un
fattore speciale non venga impiegato viene interamente Risparmiato (legno per
costruire mobili), differentemente dal fattore comune che comunque viene
impiegato negli altri processi (Affitto Immobile).
Per ottenere un costo
speciale o diretto bisogna verificare due requisiti e cio� che sia Tecnicamente
Misurabile e che tale misurazione sia Conveniente in termini
economici. Questa definizione � estremamente importante perch� in alcuni casi �
pi� conveniente considerare un fattore diretto come un fattore indiretto in
quanto la sua misurazione sarebbe eccessivamente onerosa. (contare i bulloni utilizzati per
produrre un mobile; in questo caso � pi� conveniente considerarlo costo fisso
poich� analizzare quanti bulloni sono stati impiegati sarebbe troppo costoso).
Quando si verificano
le tre condizioni appena descritte, Risparmio, Misurazione e Convenienza, siamo
in presenza di un Costo Speciale il cui Valore effettivo si misura
semplicemente moltiplicando la quantit� per il prezzo CS = q x p.
Per i Costi Indiretti
la situazione si complica, infatti dovremo utilizzare quella che si chiama Base di Ripartizione, ottenuta
presupponendo che fra tale Base Totale e i Costi Indiretti vi sia un Nesso di Proporzionalit� dal cui
rapporto deriva quello che definiamo col nome di Coefficiente di Ripartizione.
Come si procede:
Dalla Sommatoria dei
singoli prodotti di Alpha per l�entit� di costo presente in ogni prodotto
dovremo ottenere il totale del Costo Comune.
Ovviamente variando la base di ripartizione (da manodopera a materia prima
impiegata) varier� anche l�entit�
presente nel prodotto e dunque se per la manodopera l�entit� impiegata nel
prodotto � di �
Come abbiamo detto un
costo Speciale o Diretto � risparmiato se quel fattore non viene impiegato,
mentre nel caso dei costi Comuni o Indiretti � il contrario p cio� anche se un
mobile non viene prodotto il costo di amministrazione viene comunque sostenuto
e dunque va in contraddizione col principio di funzionalit� che prevede
l�addebito effettivo in funzione dell�uso.
Definizione di Costi
1.
Costi Monetari
Cm = f(P1X1, P2X2, �.. PnXn, PfXf)
PfXf
corrisponde alla Remunerazione che spetta ai Finanziatori ovvero l�Utile
2.
Costi Figurativi
Corrispondono essenzialmente a
Mancati Ricavi come il compenso direzionale, gli interessi figurativi e non
appaiono in C.G. poich� non vi � una contropartita finanziaria
3.
Spesa
Nella C.G. viene rilevato prima
l�aspetto finanziario e poi economico, mentre nella C.A. non pu� essere rilevato
l�aspetto numerario.
4.
Spese Neutrali
Corrispondono a Costi di
Capitalizzazione, Straordinari che non dipendono dalla gestione corrente e
dunque non rilevati nella C.A.
5.
Costi Speciale
Il costo speciale per sua natura �
indipendente dagli altri costi speciali, il contrario vale per i costi comuni
dove la variazione di uno si ripercuote su tutti gli altri.
��������
Struttura del Costo
(o Configurazione del Costo)
I.
Individuare l�Oggetto di Costo
E� una qualsiasi Entit� alla quale � possibile Imputare in modo diretto
o indiretto gli Elementi di Costo in termini di Spazio e di Tempo.
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Termini Spaziali |
Costi
di Produzione Costi
di Distribuzione |
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Oggetto di Costo in |
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Termini Temporali |
Costi
Preventivi Costi
Consuntivi |
Spaziale
Per costo di produzione si pu�
intendere sia una fase della produzione, come la trasformazione o il risultato
del prodotto, mentre per costi di distribuzione possiamo intendere
semplicemente quelli di stock e mantenimento o anche quelli di trasporto e di
Trade Marketing.
Per fare un esempio nelle imprese
industriali la struttura dei costi � principalmente costituita di costi di
produzione e in quelle mercantili di distribuzione, ci� non toglie che sia
l�una che l�altra possono avere entrambi in proporzioni differenti per attivit�
collegate e rispettivamente, di distribuzione commerciale o di produzione degli
imballaggi e confezionamento, ecco perch�
Temporale
Riguardo ai costi preventivi e
consuntivi, facciamo riferimento a quei costi determinati prima e dopo che si
sono sostenuti, Il punto di riferimento dunque � il Tempo di Svolgimento del processo produttivo.
Nel calcolo del Costo Consuntivo
si � indotti a pensare che non vadano compresi i costi di natura prospettica
ovvero quando il fattore produttivo non si esaurisce in quel ciclo e viceversa
si pu� essere indotti a considerare che nel calcolo dei costi preventivi non
vadano compresi i costi provenienti da periodi precedenti, per fare un esempio
del primo caso parliamo degli Ammortamenti e nel secondo caso dei Ratei.
II.
Natura del Fenomeno Aziendale
Qui facciamo riferimento alla Gestione Effettiva ovvero consideriamo i
Costi Effettivi e dunque costi riferiti a progetti, dunque per loro natura
certi, i quali possono essere determinati prima, durante e dopo lo svolgimento.
Non bisogna commettere l�errore
comune di considerare il costo Consuntivo come il costo Effettivo, perch� come
gi� visto il Consuntivo � un costo considerato dopo aver svolto un ciclo
produttivo mentre il costo Effettivo si riferisce all�effettivo svolgimento del
ciclo produttivo e non di quando esso si verifica, dunque per sua natura pu�
comprendere costi preventivi e consuntivi.
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Costi Effettivi |
Costi
Preventivi Costi
Correnti Costi
Consuntivi |
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Natura dei Fenomeni Aziendali |
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Costi Ipotetici |
Costi
Differenziali e Suppletivi |
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Costi
Parametrici |
Costi
Normali Costi
Convenzionali Costi
Standard |
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Costi Ipotetici
In contrapposizione al costo
effettivo vi � il Costo Ipotetico ovvero un costo riferito ad una Gestione Alternativa, appunto ipotetica
che potrebbe anche non essere mai riscontrata, ed in questa categoria rientrano
due tipologie di costo, i Costi Differenziali
e Suppletivi ed i Costi Parametrici.
Il costo Differenziale o Suppletivo �
Non bisogna confondere il Costo
Differenziale o Suppletivo anche se provengono dalla stessa famiglia. Il costo
Differenziale � la differenza di costo generata dal movimento di una gestione
da un�altra nel momento in cui tale movimento di costo implica anche una modificazione strutturale dell�impresa,
mentre nel caso in cui l�unica modifica riguardi i volumi di produzione o di vendita parleremo di Costo Suppletivo.
Entrambi i due tipi di costo
ipotetici non sono autonomi, derivano cio� dalla differenza fra due costi di
produzione in due alternative ipotetiche.
Tali tipi di differenze si possono
agevolmente calcolare facendo semplicemente la somma algebrica dei costi
generati dalle due alternative di gestione, con l�unico rischio che sfugga
all�attenzione del contabile uno o pi� elementi significativi.
Distinguiamo ancora, sempre in
ambito di alternative di gestione, il c.d. Costo
Differenziato che nasce quando l�alternativa di gestione opera in Condizioni di Mercato totalmente diverse
come nel caso in cui Produco in Romania e vendo in Italia.
Costi Parametrici
Tali tipi di costo sono quantit�
convenzionali che l�azienda usa per confrontarle con le quantit� effettive
interne all�azienda e sono: Normali, Convenzionali e Standard.
1) I Costi Normali
sono quelli derivanti da una
gestione Normalmente Eccezionale,
cio� non influenzata da accadimenti eccezionali o straordinari, considerando
quali per un�azienda (diversamente da un�altra) sono eccezionali o meno.
2) I Costi Convenzionali
derivano da una particolare
convenzione stabilita dall�azienda per la ripartizione dei costi comuni, in
questo caso
In linea di massima tale rapporto,
cio� Base caratterizzata dal prezzo di vendita o dal ricavo e alternativa
caratterizzata dai costi comuni, potrebbe non aver senso, ma in realt� pu�
essere utile nel caso si voglia ipotizzare se i ricavi dei singoli oggetti
possano o meno coprire tutti i costi; di
conseguenza non � logico prendere in considerazione tali costi se il calcolo si
avvale di costi effettivi ovviamente.
3) I Costi Standard
Sono costi predefiniti in
relazione ad un determinato Volume Produttivo e Livello di Efficienza
produttiva.
Vengono utilizzati soprattutto in
aziende dalla produzione lineare ovvero standard, non differenziata, dove �
facilmente individuabile un costo e un�efficienza standard; considerando
ovviamente l�efficienza come lo sfruttamento massimo ed ottimizzato (ovvero
normalizzato) delle risorse.
Il costo standard ha dunque una Duplice Valenza, una di Programmazione
ed una di Controllo, proprio perch� ci si basa su di essi per definire il piano
di produzione e verificare col piano di controllo se si � in linea con
l�Efficienza Produttiva.
�����������
I Costi Standard si dividono a
loro volta in Teorici, Ottimali e
Medio-Normali, i primi presumono costi standard sulla base di modelli
assolutamente teorici di impresa, caratterizzati dalla massima efficienza
dovuta all�utilizzo esclusivo di Tecnologia di Ultima Generazione e personale
Altamente Qualificato, i secondi si basano su modelli che tendono alla
rimozione di sacche di inefficienza e miglioramento del processo produttivo pi�
in linea con la realt� e soprattutto raggiungibili rispetto a quelli teorici
che non lo sono e che vanno confrontati con i costi effettivi per verificare
appunto l�efficienza produttiva e gli ultimi, pi� utilizzati, si basano su una
gestione che risente anche di periodi di inutilizzo delle risorse e ritardi
dovuti a fonti esterne come i fornitori ad esempio.
Ovviamente pi� si passa dal modello
teorico a quello ottimale ed in fine medio- normale e pi� il costo di standard
aumenta.
I Costi Standard si distinguono
ancora in base al loro Periodo di
Revisione e sono gli Standard Correnti e di Base.
I Costi Standard Correnti sono Costi Standard la cui entit� viene
modificata all�inizio di ogni anno in base alla variazione dell�efficienza dei
fattori produttivi o del prezzo degli stessi sul mercato (aumenta la resa
energetica per litro di petrolio e/o il prezzo del petrolio aumenta), dunque la
revisione pu� intervenire sia in riferimento all�efficienza che del prezzo o
entrambi.
I Costi Standard di Base invece
non vengono variati che se non dopo periodi medio lunghi dunque non allineati
alla Produttivit� di impresa e per questo meno utilizzati.
III.
Componenti Elementari della Configurazione di Costo
I componenti fondamentali di costo
sono i costi dei fattori produttivi.
In base al Numero e alla Specie
abbiamo diverse configurazioni di costo ed una prima differenza la troviamo
proprio fra Costi Parziali e Totali.
Costo Primo
= Solo i costi Diretti o meglio direttamente imputati all�oggetto.
Costo Primo Industriale = Costi Diretti del processo di Trasformazione.
Costo Primo Mercantile = Costi Diretti di natura Commerciale, Finanziaria e
Amministrativa e Tributaria.
Costo Industriale = Costo Primo Industriale + Costo Comune Industriale
Costo Mercantile = Costo Primo Mercantile + Costo Comune Mercantile
Costo Complessivo = Costo Industriale + Costo Mercantile
Costo Tecnico-Economico = Costo Complessivo + Oneri Figurativi
Questo costo si forma gradualmente
man mano che vengono aggiunti altri elementi di costo
IV.
Valutazione degli Elementi di Costo - Assegnazione di un Valore
Nella definizione del valore �
importante distinguere le differenti Configurazioni di Costo rispetto alle
quali il primo cambia:
� Passato
� definito sulla base di condizioni operative Storiche
� Corrente
- definito sulla base di condizioni operative Attuali
� Futuro �
il costo adottato � relativo ad un Prezzo Futuro Imminente
� Fermo �
il costo viene scelto su una base Soggettiva-Convenzionale
� Preventivo e Consuntivo � in relazione al Tempo del Processo Produttivo
� Passato e Futuro � in relazione al Prezzo Adottato
Tecnica di Imputazione
� Scopo �
Definire i Fenomeni Aziendali con Minimo Margine di Errore.
� Definire
Il Lungo Periodo � il periodo durante il quale posso Stabilire o Ampliare la mia
Capacit� Produttiva, mentre il Breve
quello in cui posso solo Utilizzarla ma non modificarla.
Nel lungo periodo i costi sono
tutti variabili, mentre nel breve vi sono sia costi variabili che fissi. [Non mi torna dovrebbe esser il contrario a
causa degli investimenti per macchinari ad esempio]
I costi variabili produttivi
possono aumentare in misura pi� che proporzionale rispetto al volume produttivo
modificato.
In realt� anche se appare che
passando da un volume produttivo (progressivo) da 100 -> 200 -> 300 ->
400 unit�, il costo diretto non sar� di 100, ma ci� � errato, poich� nella
realt� vi sono delle Resistenze
ovvero il costo non si adegua al nuovo volume produttivo immediatamente.
Rappresentazione grafica a pag. 26
Classi dei Costi Variabili
� Costi Variabili Proporzionali
Il Costo varia Proporzionalmente
al variare del volume produttivo
y = hx (costo proporzionale complessivo)
h � il costo unitario medio variabile
hx/x (costo medio unitario variabile)
x � la quantit� prodotta
� Costi Variabili Degressivi
Il costo aumenta in misura minore,
dunque non proporzionale, rispetto all�aumento del volume produttivo.
y = (c√x)
(c√x)/x = c/√x (costo medio unitario variabile)
� Costi Variabili Progressivi
Il costo aumenta in misura maggiore,
dunque non proporzionale, rispetto all�aumento del volume produttivo.
y = kx2
kx2/x = kx (costo medio
unitario variabile)
� Costi Variabili Regressivi
Si riducono all�aumentare della
produzione (economie di scala)
���������������������������
Classi dei Costi Fissi
I costi fissi per
loro natura non variano dunque la retta viaggia parallela all�asse delle x e
cio� y = h mentre il costo medio unitario fisso � y = h/x; ovviamente maggiore
� il volume produttivo e minore sar� l�incidenza unitaria dei costi fissi.
��������
In relazione alla Produzione
possiamo rappresentare il Costo Medio attraverso 3 fasi (Grafico a pag. 27)
� Fase 1 �> Decrescente
[incidenza dei costi fissi e degressivi]
� Fase 2 -> Decrescente [fino al
punto di minimo - Ottimo utilizzo fattori]
� Fase 3 -> Crescente [i fattori
produttivi generano costi progressivi]
Spiegando il grafico:
il costo Suppletivo �
rappresentato dalla prima curva e fino al punto di intersezione con la curva
del costo medio sar� minore di quest�ultimo, successivamente crescer�
maggiormente poich� tale tipo di costo prende in considerazione solo le Variazioni del Volume Produttivo e non quelle della Struttura tipiche dei costi
fissi.
Il punto di Intersezione � detto Punto Ottimo Tecnico e rappresenta il
volume produttivo ideale che determina il costo minimo ovvero il costo di
produzione pi� basso.
Da un punto di vista economico tale punto non � sufficiente occorre
considerare anche i ricavi.
Indice di Elasticit� (Variabilit�)
��� variazione relativa del costo del fattore
produttivo
E =
----------------------------------------------------------
variazione
relativa del volume produttivo
Passando da una produzione del 40%
al 70%
Calcoleremo
Successivamente faremo la media
aritmetica degli indici di variabilit� dei vari intervalli ottenendo Il Campo di Variabilit� va da
Nell�indice non si considerano ne
i Costi Regressivi ne quelli Progressivi, mentre si utilizzano i Costi Costanti
(fissi o relativi), Proporzionali e Degressivi.
Classi di Variabilit�
E=0��������������� Costi Fissi
E=1��������������� Costi Variabili Proporzionali
0>E<1����������� Costi Variabili Degressivi
L�Indice di Costanza � il complemento dell�Indice di Variabilit� ovvero la
differenza rispetto all�1 (se Indice di Variabilit� = 0,8 allora Indice di
Costanza = 0,2)
Maggiore � l�elasticit� della
produzione e maggiore � l�elasticit� dell�azienda.
Classi dei Costi SemiFissi e
SemiVariabili
� Costi Proporzionali � Materie
Prime
� Costi Progressivi � Forza Lavoro
� Costi che superano il Limite
Produttivo di Mercato
Entrambe le tipologie sono
costituite in parte da costi fissi e in parte variabili, ci� che li differenzia
� che i semifissi hanno la parte preponderante fissa rispetto a quella
variabile e viceversa.
L�Obiettivo � scorporare la parte
fissa e variabile e per farlo ci sono 3 metodi:
1.
Interpolazione Grafica
Metodo soggettivo che traccia
graficamente una retta congiungendo i punti pi� vicini la cui origine
corrisponde con quella dei costi fissi.
2.
Minimi Quadrati
Metodo scientifico consistente nel
rendere minimo il quadrato dei valori fra osservati ed interpolati
3. Due Volumi
X2 = Volume Produttivo
Maggiore
X1 = Volume Produttivo
Minore
C1 = Costo per X1
C2 = Costo per X2
��������������� C2-C1
Cvu (Costo Variabile
Unitario) = -------------- = α
����������������������������������������� ����� X2-X1
C1 = Costo Totale (costi fissi +
variabili)
αX1 = Costi
Variabili Totali di X1
C1 - αX1 = Costi
Fissi di X1
Considerando i costi elementari
possiamo rappresentare graficamente il Costo Totale di Produzione attraverso il
Costo Medio e Suppletivo o Differenziale.
Grafico a pag. 28
Quando la curva di
produzione non � ancora Normalizzata
(cio� l�impianto non ha raggiunto il suo pieno funzionamento � non � a regime)
a causa dei costi Degressivi la stessa cresce in misura meno che proporzionale,
viceversa una volta normalizzata, mentre nella fase finale cresce a causa dei
costi Progressivi.
Il costo Suppletivo �
inferiore al Costo Medio e questo perch� � costituito solo da costi variabili,
ed Infatti dopo il punto A di intersezione o Costo Unitario di Prodotto Minimo, il Costo Suppletivo cresce pi�
che quello Medio poich� i costi fissi si ripartiscono per il volume produttivo
mentre quelli variabili aumentano.
�0 � X1 -> I Costi sono
Degressivi a inizio produzione
X1 � X2� -> I Costi sono Proporzionali nella
fase di Produzione Normale
X2� � ∞� -> I Costi proporzionali prevalgono
divenendo Progressivi
Come gi� detto per�
per definire l�Ottimo Economico occorre considerare sia Costi che Ricavi.
Costi Diretti e
Indiretti non corrispondono necessariamente a Costi Variabili e Fissi, infatti
un Costo Variabile (per l�aumento della produzione) pu� essere sia Diretto
(Materia Prima) che Indiretto (Energia).
SISTEMI DI CONTABILITA� USATI
DALLE AZIENDE
��������
Elaborazione:
Procedimenti di Determinazione ed Elaborazione
|
|
Quantitativa (det. Oggettive) |
|
Determinazione |
Approssimativa (det. Stimate) |
|
|
Congettura (det. Astratte) |
Quantitativa
-> Utilizza il Principio dell�Oggettivit�
Approssimativa -> Utilizza il principio di Approssimazione alla Realt�
Congettura
-> Utilizza il Principio dell�Astrattezza
|
|
Classificazione |
|
|
Inclusione |
|
Elaborazione |
Attribuzione |
|
|
Raggruppamento |
|
|
Articolazione in fasi |
�������� Classificazione
Classificazione degli
elementi di costo per Omogeneit�:
- Tecnica
per caratteristiche
funzionali (materie prime, lavoro)
- Economica
per tempi di
acquisizione dei fattori (costo recenti;attuali)
������������������ �������� per modalit� di negoziazione dei
fattori (costo direttivo;esecutivo)
��������
Inclusione
������������������ Scelta
degli elementi di costo da includere nel calcolo
������������������ Utilizza
il principio della Rilevanza
Attribuzione
������������������ Imputazione
dell�elemento di costo all�oggetto (attribuzione diretta o indiretta)
�������� Utilizza il principio di Attribuzione Diretta (Inerenza) e Indiretta (Congruenza)
Raggruppamento
������������������ Di
pari passo con la classificazione
Articolazione in Fasi
������������������ L�Elaborazione
dei costi deve riguardare le singole fasi produttive
Per tutti i
procedimenti di Elaborazione valgono il principio di Chiarezza e di Costanza
Come il principio di bilancio in
ragioneria, deve essere redatto in modo chiaro, veritiero e corretto e dunque uguale
nel tempo per poter effettuare confronti.
� Adattabilit�
Se si modifica la
struttura produttiva vanno adattati anche i criteri
� Consistenza
Solo i criteri che si riferiscono
a variazioni sostanziali e durature vanno adattati
Il Processo di Elaborazione
risente di 2 Condizionamenti:
-
- Modalit� di
Svolgimento del Processo Produttivo.
In Relazione ai Risultati
ottenuti esistono due tipi di Processi di Elaborazione:
- Processo Produttivo a Flusso Continuo
La continuit� non �
in ordine al Tempo (interruzioni temporanee)
La continuit� non �
in ordine alla Natura dei Risultati�����
La continuit� si
riferisce alla Produzione ottenuta in un Arco di Tempo
Utilizziamo il costo medio tramite procedimento Indiretto
o per Divisione
�� ������������������������ �����Costi di Produzione del Periodo
Costo Medio =
---------------------------------------
������� ���������������������������� Produzione
del Periodo
- Processo Produttivo su Commessa
Ricezione Ordine da
Cliente Esterno (Mercato) Interno (Aziendale)
������������������ Il Bene deve essere prodotto
entro una data prestabilita
������������������
Utilizziamo il costo medio tramite procedimento Diretto ovvero
individuazione del costo elementare riferito a quel determinato oggetto.
�������� Il Processo
a Flusso Continuo pu� sovrapporsi e coesistere con quello su Commessa
COSTO PIENO (FULL
COSTING)
Si tiene conto di
tutti i Fattori Produttivi utilizzati per produrre un prodotto prescindendo
dalla valorizzazione ed individuazione dei costi elementari, vale cio� il Principio di Integrale Assorbimento
da parte dell�Oggetto di tutti i suoi Fattori Produttivi.
Tale tipologia di
Costo � importante per:
� Determinazione dei Prezzi di
Vendita
� Utile Netto
� Valutazione delle Scorte
� Decisioni di Breve Periodo.
Il Costo Pieno �
importante per Orientare gli Investimenti
I Problemi del Full
Costing riguardano essenzialmente la
- Ripartizione dei
Costi Comuni su Base Finale (Oggetto Finale)
- Ripartizione dei
Costi Comuni su Base Intermedia (Per Area Aziendale)
���������������������������
Scelta della Base di Riparto
�������� ��������������������������� - Scopo di Rilevazione
�������� Fattori di Scelta������ - Struttura Aziendale
�������� ��������������������������� -
Organizzazione Tecnico-Produttiva
��������
�������� Basi di Riparto
-
Tecnico-Economica
�a Quantit� - Quantit�
Materia Prima (30 ore lavoro)
�a Valore � Valore Materia
Prima (Salario Operai)
Il costo della materia prima �
utilizzabile per la base di ripartizione Unica o Multipla, nel primo caso si ha
un impianto unico le cui ore di lavoro vengono utilizzate per ripartire il
costo (manutenzione, ripartizione, quote ammortamento), connessi direttamente
al funzionamento dell�impianto.
��������� ������������������������������ �����Costo
Tasso ore Singola Macchina =
----------------- Tasso Ore Macchina per Prodotto
���������������������������������������� �Ore Impianto
Costo : Tot. Ore
Impianto = Quota Costo Comune : Ore Macchina per Prodotto
-
Commerciale
Convenzione che utilizza i Prezzi Correnti
o Effettivi.
���������������������������
-
Centro di Costo
Come Base di Ripartizione si pu�
anche scegliere il Numero di Unit� prodotto per Periodo utilizzando il metodo
del rapporto Costante o del Centro di
Costo, quest�ultimo consente di attribuire i Costi Elementari per Unit�
Operativa.
�������� ��������
CENTRO DI COSTO
Il Centro di Costo pu�
essere organizzato in base ad un Piano Gerarchico o Funzionale.
Piano Gerarchico
Centro di Costo Produttivo
(Riferimento all�Oggetto Finale)
Centro di Costo Ausiliare o Comune
(Riferimento ai Centri Intermedi).
Piano Funzionale
L�Unit� Operativa � divisa per
Funzione Amministrativa, Lavorativa e Commerciale, e tutte fanno riferimento
alla Produzione Finale.
��������
Il Centro di Costo utilizza il
c.d. Ribaltamento ovvero
l�indicazione del Costo Unitario del Centro per Unit� Assorbite dai vari
Centri.
Il Centro di Costo � un�Unit�
Operativa di tipo Produttivo o
Distributivo.
Il Centro di Costo utilizza il Metodo
del Punto ovvero
In alcuni casi il Centro di Costo
corrisponde Unit� Operative Fittizie
o Comuni la cui determinazione di costo � meno attendibile, poich� in realt� non
viene svolto alcun processo produttivo.
I centri di Costo possono
scambiarsi attivit� e servizi e tale contabilit� viene tenuta dal Metodo Matriciale ovvero una matrice
dove nelle colonne ci sono le attivit� ricevute e nelle righe quelle cedute.
|
Centri di Costo |
A |
B |
|
A |
800 |
300 |
|
B |
100 |
500 |
B produce (cede a se stesso) 500
unit� e ne riceve 100 da A, mentre A produce 800 unit� e ne cede
Localizzazione
Lo scopo della localizzazione � la
corretta imputazione dei costi comuni ripartiti per fasi intermedie di
produzione e non sull�oggetto finale.
Fasi della Localizzazione per i
Centri di Costo:
1.
Predisposizione di un Piano di
Centri di Costo
Il piano pi� usato � il
Gerarchico-Funzionale, metodo misto che individua le unit� produttive a cui
attribuire i costi elementari.
Centri Finali
(relazione Diretta con l�oggetto
finale)
Centri Intermedi
(relazione Indiretta con l�oggetto
finale classificati per attivit� svolta)
- Ausiliari (di
supporto)
- Comuni
- Virtuali (fittizi
e poco affidabili; solo se i precedenti sono impossibili)
Deve esistere il principio di
Omogeneit� fra Attivit� e Entit� del centro.
2.
Attribuzione dei Costi Elementari
ai Centri di Costo
I costi possono essere rispetto al
prodotto Speciali e Comuni i primi sono imputati direttamente al prodotto, i
secondi in modo diretto o indiretto al centro di costo.
3.
Ribaltamento dei costi accolti nei
centri di costo Intermedi nei Finali
Ausiliari Intermedi
-> Produttivi Finali
Costi Comuni
Intermedi ->
Produttivi Intermedi
-> Produttivi Finali
4.
Ribaltamento dei costi accolti nei
centri di costo Produttivi nei Finali
Definizione e Calcolo del Costo
dell�Oggetto Finale.
Costi Elementari
Costi Comuni (Indiretti)
I costi comuni si ripartiscono
genericamente con il criterio Funzionale.
Il problema di tale ripartizione
riguarda lo spazio, il tempo e l�ammortamento, che pu� riguardare diversi
periodi amministrativi, per i quali � necessario definirne la competenza (Metodi):
-
Competenza
Ratei, Risconti, Indennit� TFR
etc�
-
Normalizzazione
Conto Rischi e
Perdite, cio� il loro ammontare viene normalizzato (Media) e ripartito
uniformemente per gli esercizi di competenza.
-
Ammortamento
Ripartizione del costo in base
agli esercizi di utilizzo considerando alcune informazioni utili come:
1. Valore
Valore Monetario rettificato i
base al prezzo di mercato
2. Durata Utile
Periodo durante il
quale conviene utilizzare il bene strument
Tecnica
durata minima
stabilita dal settore tecnico
Economica
minore rispetto alla tecnica a
causa del progresso tecnologico (es. il bene strumentale pu� durare 10 anni ma
dopo 5 non � pi� conveniente usarlo)
3. Ripartizione nel Tempo
per quote
Proporzionali, Costanti e Capitalizzate
Metodi di Imputazione
1. Ore Lavorate
������������������� Valore Ammortamento
Quota Periodo =
---------------------------------- Ore Periodo
������������������ Coefficiente Imputazione
��������
2. Volume Produttivo
�������� ��������� Volume Produttivo
Quota Periodo =
---------------------------------- Ore Periodo
������������������ Coefficiente Imputazione
I Metodi 1 e 2 sono metodi non matematici, ma Irregolari utilizzati
solo dalla CA dunque non metodi rigidi ma flessibili basati sul principio della
ripartizione funzionale.
������������������
3. Spese di Manutenzione e Riparazione
Costi Speciali (Diretti)
Relazione diretta fra fattore
produttivo e oggetto finale.
Facilmente quantificabili e
ripartibili per convenienza economica e sono le Materie Prime e
�������� Materie Prime
�������� Sono
le materie prime o semilavorati e costituite da:
������������������
1. Costo Originario
Dato dal costo di
acquisto o carico in magazzino ovvero dalla somma fra elementi iniziali come il
costo principale (fattura, trasporto, assicurazione) pi� l�elemento
rettificativi (variazione del valore dopo un controllo di qualit�)�� .����������������� ��������
2. Costo Derivato
E� dato dal valore
delle unit� produttive prelevate dal magazzino e impiegate nella produzione che
hanno tempi e prezzi di acquisto diversi per i quali � necessario un metodo di
valorizzazione:
Quadratura del Magazzino
Rim. Iniz. + Acqusiti = Utilizzi +
Rim. Finali
�
COSTO MEDIO PONDERATO (CMP)
media aritmetica ponderata (qt.uni.
x pz.uni. : val.tot.), ila quadratura del magazzino si effettuer� solo al
termine del periodo.
�
COSTO MEDIO PROGRESSIVO
come il CMP ma il calcolo della
media avviene di volta in volta.
�
FIFO - First in First Out
se i prezzi sono
decrescenti ovvero si valutano le rimanenze ad un prezzo nuovo pi� basso.
Le uscite vengono valutate al
prezzo delle prime entrate fino a che queste ultime non si esauriscono.
�
LIFO - Last in First Out
se i prezzi sono
crescenti ovvero si valutano le rimanenza ad un prezzo vecchio pi� basso.
Le uscite vengono valutate al
prezzo delle ultime entrate fino a che queste ultime non si esauriscono.
-------------------------------------------------------------------
�
PREZZI CORRENTI
La valutazione � al prezzo
corrente e lo scopo � effettuare decisioni di convenienza poich� non si valuta
nel al prezzo di acquisto ne a quello di valutazione, ma ad uno soggettivo
�
PREZI FISSI
Quando vi sono prezzi abbastanza
stabili per le materie prime o con poca importanza, si stabilisce un valore
statico per il costo.
I primi 4 sono Costi Storici (analisi della Redditivit�
Aziendale), mentre per le decisioni di Breve Periodo si usano o il Prezzo Corrente o di Nuova Negoziazione.
Se i prezzi sono stabili non �
importante quale metodo si usa, lo � invece in caso di forti oscillazioni, qui
utilizzeremo il LIFO o il FIFO, in modo tale da imputare l�aumento o la
riduzione dei prezzi al costo della produzione.
Logica dello Stock
Gli acquisti anticipano l�impiego
di materie prime e dunque il costo � ancorato al prezzo passato (LIFO, CM,
Prezzi Fissi).
Logica del Costo Reale
Le rimanenza sono un fondo da cui
il processo produttivo chiede in prestito materie prime che dovranno essere
restituite in seguito, dunque i prelievi vanno valutati al prezzo recente
(FIFO, NIFO, Prezzo Corrente)
Vi sono anche altri costi ovvero
quelli Residui e di Scarto, rispettivamente si hanno quando
la materia prima impiegata nella produzione dell�oggetto finale avanza e quando
non � sufficiente, ottenendo cos� un prodotto finale non rispondente alla
capacit� quantitativa o qualitativa richiesta.
Settore Acquisti
Il Costo pu� essere considerato
funzionalmente in base al settore acquisti secondo una logica per la quale il
costo si ha sia o al momento dell�utilizzo o al nascere dell�acquisto, ma che
permette di effettuare previsioni di mercato e dunque sfruttare prezzi migliori.
� possibile definire un Fabbisogno delle materie prime
attraverso la seguente formula:
F = Cm (Ta + Fs) � (Oc + G)
��������
F = Fabbisogno
Cm = Consumo Medio
della material prima
Ta = Tempo
Approvvigionamento
(ordine e
ricevimento)
Fs = Fattore
Sicurezza
(tempo di sicurezza durante il
quale le scorte minime sono in grado di sostenere i cicli produttivi)
Oc = Ordine in Corso
di Esecuzione
G = Giacenze
Tipologia di Scorte
Effettiva: presente in azienda alla rilevazione
Virtuale: effettiva � prelievi + ordini in esecuzione
Permanente: livello max delle giacenze di lungo periodo
Minima: livello min. pregiudizievole la produzione
Conveniente:
considera sconti e costi per il mantenimento del magazzino compresi oneri
finanziari per il deperimento delle scorte e l�investimento nelle scorte.
�������� Mano d�Opera Diretta
E� il numero delle ore
di lavoro per il costo orario ed � in relazione diretta all�oggetto finale.
La retribuzione da lavoro
dipendente � una retribuzione periodica con rettifiche di tipo occasionale
(straordinari o indennit�) e si corrisponde:
-
a
tempo: entrata/uscita con badge aziendale
-
a
cottimo: corrisposta sul rendimento + premio sul risultato
-
a
premio: rapporto rendimento e tempi di esecuzione
Alla base delle analisi di questi
costi vi � la difficolt� per l�azienda di stabilire il tempo medio di lavoro,
attraverso il quale si possono confrontare le diverse tipologie di retribuzione
da applicare:
-
a
calcolo: I tempi di lavoro manuale sono condizionati dal meccanico e dunque per
questo calcolabili.
-
stimati:
I tempi vengono definiti dagli esperti
-
diretto:
Statistiche dei tempi degli operai + affaticamento
-
del
confronto: procedimento derivato con cui si definisce il costo di un lavoro
analizzandone uno simile
��������
Valutazione del Costo Orario
Il Costo orario pu�
essere effettivo o medio, rispettivamente se � possibile conoscere le paghe dei
singoli dipendenti e se calcoliamo il costo di mano d�opera di un intero
reparto o centro di costo e lo dividiamo per le ore lavorative.
La retribuzione �
costituita da 3 tipologie di costo:
-
per
lavoro produttivo: costo (diretto) per le ore effettive lavorate
-
per
lavoro improduttivo: costo (indiretto) malattia, ferie, tfr, etc..
-
da
oneri sociali: %ale sul costo del lavoro (INPS, INAIL, etc�)
Se un operaio viene
passato o prestato da un centro di costo ad un altro allora il costo di
entrambi i centri deve essere rettificato.
Nelle aziende a flusso
continuo l�imputazione dei costi all�oggetto � di tipo diretto, mentre in
quelle a flusso discontinuo (su commessa) l�imputazione avviene in modo
indiretto (costo unitario medio).
Vi sono due problemi
in ordine al processo produttivo continuo e cio�:
Calcolare il costo unitario medio � complesso
perch� occorre
rapportare il costo del periodo alle unit� prodotte, ma non sempre il processo
produttivo termina col periodo considerato.
Livellare i costi
Calcolando il costo medio
per� accade che divido il costo del periodo per l�intero periodo dando
sembianze di uniformit� e perdendo l�aspetto dettato dalla dinamicit� del costo
(praticamente non vedo le differenze ma viene tutto normalizzato)
Il Concetto Massatempo
E� un insieme di costi
e non un tempo e si ottiene rapportando
(Costo del
Centro Produttivo + Costo Rimanenze Iniziali � Costo Rimanenze Finali)
���������������������������
COSTO DIRETTO (DIRECT
COSTING)
Questa tecnica
consente di calcolare solo i Costi Diretti Variabili, il suo vantaggio consiste
nella capacit� di determinare in modo facile e pi� attendibile i dati sui costi
eludendo i problemi legati alla ripartizione dei costi comuni.
Si basa sulla teoria
marginalistica microeconomica data dall�eguaglianza P = Cma ovvero all�azienda
conviene produrre se ogni unit� prodotta, marginalmente, � in grado di coprire
i Costi Fissi.
Il Margine di Contribuzione (MC), appunto,
� lo strumento fondamentale del direct costing e si chiama cos� poich� � la
differenza fra Ricavi e Costi Variabili (margine) capace di contribuire alla
copertura dei Costi Fissi.
Il Margine di Contribuzione Lordo (MCL),
considera i soli Costi Variabili Diretti
(CVD).
Il Margine di Contribuzione Esteso (MCE) �
dato dal MCL � Costi Fissi Speciali (CFS).
Il Risultato Netto di Periodo (RNP) � dato
dal MCE � Costi Fissi Comuni (CFC).
MC Unitario Lordo
(MCUL) = Ricavi Unitari (RU) � Costi Variabili Unitari (CVU)
MCUL x le Quantit� =
MCL
MCE = MCL � CFS
RNP = MCE � CFC
Costo Originario degli Oneri Finanziari
Parliamo a riguardo di
fattori generici e non pi� specifici.
Il costo originario �
il Costo di Acquisizione di un Finanziamento per le attivit�.
Problemi nella
definizione di alcuni elementi
� Ammontare del Finanziamento
(dipende dallo scopo)
� Durata
� Saggio di Remunerazione (compreso
le spese)
� Remunerazione al netto del Rischio
di insolvenza
Costo Derivato degli Oneri Finanziari
E� il Costo Medio
Annuo Lordo (CMAL) per
Il Costo Medio Annuo
Lordo � la media aritmetica dei costi finanziari annuali i cui pesi sono i
Volumi dei finanziamenti stessi.
Il Ciclo Monetario �
il tempo intercorrente fra l�Output e l�Input Monetario derivanti dal
finanziamento per l�acquisizione del fattore produttivo ed il ricavo di vendita
del prodotto.
Utilizzo della C.A. nella fase di Controllo di Gestione
Il Controllo di
Gestione verifica l�efficienza aziendale attraverso il:
-
Controllo Economico
Verifica delle
Scelte Decisionali effettuate in sede di programmazione
-
Controllo Esecutivo
Verifica della Capacit� del
Personale a compiere le scelte di programmazione (comprende
Per un ragionevole controllo
esecutivo � necessario che vengano definiti oltre ai centri di costo, i Centri di Responsabilit� che a loro
volta possono contenere pi� centri di costo, di ricavo, di spesa etc�
Mentre il centro di costo si basa
sulla determinazione dei costi, il centro di responsabilit� ne analizza i dati
e si assume la responsabilit� dei risultati.
Una Corretta Gestione di Controllo
prevede:
o
Adeguate
Strutture Amministrative
o
Introduzione
di Adeguati Standard di Comparazione
o
Definizione
dei Costi Controllabili e Non
Controllabili (tralasciando CF e CV)
Un Costo Controllabile � un costo direttamente influenzato dalla sfera
di decisioni del responsabile del centro.
Dal punto di vista del controllo
di gestione degli elementi di costo, la miglior formula di operativit� � quella
focalizzata sul Costo Parziale (Direct Costing) e non il Costo Pieno (Full
Costing) che offuscherebbe la responsabilit� del centro; l�importante tuttavia � che i costi siano controllabili.
Non � detto che il Direct Costing
corrisponda al Costo Controllabile se fosse cos� il Margine di Contribuzione
dovrebbe coincidere con il Margine di Contribuzione Controllabile e cio� Ricavi
Costi Variabili Controllabili.
Il Controllo che esercitiamo con
Le scelte di configurazione di
costo ipotetiche sono ideali per un efficace controllo di gestione, poich�
hanno la capacit� di mettere a confronto diverse alternative di costo e
risultati.
��������
Il Margine di Contribuzione Lordo
di cui abbiamo parlato � dato dalla differenza fra Ricavi di Vendita � Costi di
Produzione � Costi Fissi Comuni.
Parliamo per� di un margine di
tipo Assoluto, mentre quello che
usano le aziende � Relativo (o Ponderato) e si ottiene rapportando il
primo con dei Fattori Limitanti (o
vincolanti) come il costo della manodopera nel caso degli incrementi della
produzione.
I vincoli possono essere di tipo
esterno (dal mercato) o interno (operativit� aziendale); nel caso il vincolo
sia, ad esempio, rappresentato dalla necessit� di mantenere il fatturato
stabile, il MCRelativo sar� dato dal MCLordo/Prezzo.
Il MCR non � pi� efficace se ci
troviamo di fronte a pi� vincoli, in tal caso infatti si utilizza il Metodo del Simplesso (o Programmazione
Lineare).
Utilizzo della C.A. per le Decisioni di Make or Buy
Il Make or Buy
consiste nel processo decisionale teso a optare se produrre o acquistare in
outsourcing un fattore produttivo, la cui analisi si basa sui SOLI c.d. Costi Variabili Differenziali (CVD),
questo perch� non bisogna includere i costi fissi che gravano sull�azienda
a prescindere dal make or buy e non sono utili a comprendere cosa conviene fare.
Questo tipo di
soluzione, ovviamente riguarda il Direct Costing, mentre se avessimo utilizzato
il Full Costing avremmo dovuto includere l�ammontare dei costi ma sarebbe stato
un errore.
Questo tipo di
strumento ci permette di prendere decisioni in merito all�accettazione di un
incremento degli ordini, quando cio� ci accorgiamo che con la nuova produzione
potremmo vendere a prezzi superiore al costo unitario, oppure pu� esser eutile
per decidere se mantenere o eliminare una linea di prodotti.
Per verificare questa
ultima ipotesi � necessario analizzare quali costi sono eliminabili e quali no,
e questo generalmente coincide rispettivamente con i costi variabili e fissi,
ma non sempre, vi sono infatti casi in cui i costi fissi, ad esempio speciali,
si scompongono i Eliminabili e non.
Lo strumento utilizzato
� Il Margine di Contribuzione Lordo di II livello, dato dal Margine di
Contribuzione Lordo di I Livello � i Costi Fissi Speciali Eliminabili.
In pratica converr�
mantenere la linea di prodotti fino a che il Margine di Contribuzione Lordo di
I Livello sar� maggiore dei costi eliminabili, quando avremo cio� un Risultato Differenziale Positivo.
Il Costo si dice
eliminabile se non interferisce con le alternative di produzione considerate.
Utilizzo della C.A. per
Un altro fine
dell�utilizzo del Direct Costing �
Mentre le rimanenze
finali nel Direct Costing si valutano moltiplicando i Costi Variabili per la
quantit� in rimanenza, nel Full Costing si valutano utilizzando la somma fra
Costi Fissi e Variabili.
Nella valutazione del
Risultato Operativo tenendo conto sempre della valutazione delle rimanenze,
mentre il Direct Costing correla il Risultato Operativo alle Vendite, il Full
Costing alla Produzione, dunque nella valutazione con Full Costing le rimanenze
hanno una valutazione maggiore visto che comprenderanno u costi fissi.
Per gli art. 2426
comma 9 e 10 le rimanenze devono essere
iscritte a bilancio al Costo di Acquisto o Produzione desumibile dal mercato o
il minore dei due.
Nel costo di
produzione sono compresi i costi diretti e una quota degli indiretti da
ripartire, escluso (sia per il Direct C che per il Full C) i costi
amministrativi e di distribuzione.
Si comprende che il
Direct Costing si presta bene per le comparazioni/decisioni di breve periodo,
poich� prescinde dai Costi Fissi Comuni che falserebbero le Valutazioni di
Breve, ma nella realt� il Direct Costing � poco utilizzato poich� superato dal
concetto di Localizzazione per Centri di
Costo.
Analisi della Sensibilit�
Sempre per effettuare analisi di
breve periodo, i si avvale di uno strumento, Diagramma di Redditivit� (costi-volumi-profitto o
costi-volumi-reddito), che prende in considerazione tutti gli elementi dai cui
movimenti scaturisce il Reddito.
Questo tipo di analisi pu� essere
rappresentata partendo dal c.d. Break
Even Point o Punto di Pareggio,
dato dal punto sull�asse cartesiano dove Ricavi e Costi Totali si equivalgono.
Grafico a pag. 71
Ricavi Totali = Costi Totali
RT = CT
Costi Totali = Fosti Fissi Tot +
Costi Variabili Tot
CT
= CFt + CVt
Ricavi Totali = Prezzo Unitario *
Quantit� Vendute
RT
= Pu * Qe
� da cui �
Prezzo di Equilibrio * Quantit� Vendute
= Costi Fissi * Quantit� Vendute
Pe * Qe = CFt + CVu * Qe
�������� � essendo Qe l�incognita risolveremo
per esse e dunque �
��������
������������������ �� CFt���������� ��� CFt
Qe = ------------- = -------------
������������������ Pu
� CVu������ ���� MC (ovvero Margine di Contribuzione di I�
liv.)
��������
� guardando tutto dal lato del fatturato I ricavi diventano la nostra
incognita �
��������
��������������������������� CV
�������� Beta
(β) = -------------= Incidenza dei Costi Variabili sui Prezzi
��������������������������� P
CVt = β * RT
�������� ������������������ ��������������� CFt
RT = β * RT + CFt
-> RT = -------------
�������� ��������������������������� ��� (1- β)
�������� ������� P-CV
(1- β) = -------------
������������������ P
�������� ��� CF
Qe = -------------; Volume
Produttivo di Equilibrio
�������� � P - CV
�������� ��� CF
Fe = -------------; Fatturato di
Equilibrio
�������� � (1- β)
�������� � CV
β = -------------; Fatturato
�������� � �P
Da queste formule
possiamo individuare il fatturato necessario affinch� vi sia un Utile Minimo Obiettivo
RT = CT + Utile Obiettivo
Da qui cambiano
anche le altre formule come quella della Quantit� di Produzione
�������� �������� �����
���� CF + Utile
Q =
------------------------------------------
�������� Margine
di Contribuzione Unitario
In questo caso abbiamo considerato l�Utile Lordo e
dobbiamo arrivare al Netto e per far ci� utilizzeremo la variabile T per le
Tasse
Utile Netto = Utile
Lordo � Utile Lordo * t = Utile Lordo * (1-t)
Analisi Costo-Volume-Risultati (CVR)
Parliamo ora
dell�Analisi della Sensibilit� dei Risultati, ovvero consideriamo la variazione
degli elementi considerati per ipotizzare Risultati Economici diversi.
Commento ai grafici di
pag. 72
Proviamo a verificare
cosa succede se aumentiamo P e Q mentre riduciamo CV e CF:
1) Aumentando P la
curva RT avr� un�inclinazione maggiore e ci� sposter� il punto di equilibrio RT
= CT a sinistra, mentre l�incremento del reddito sar� dato dalla differenza
verticale fra le due rette di RT.
2) Aumentando
3) Riducendo CV
l�inclinazione della curva di CT si riduce spostando a sinistra il punto di
equilibrio e l�incremento del reddito sar� dato dalla differenza fra vecchia e
nuova curva di CV.
4) Riducendo CF la
curva dei CT non cambia inclinazione ma viene traslata in basso spostando il
punto di equilibrio a sinistra e l�incremento del reddito sar� pari alla
differenza fra le due curve di CT.
Quando variano i CF
occorre ricalcolare il tutto per conoscere la variazione in termini di Prezzo o
di Quantit� da applicare per coprire quell�aumento di CF e un ottimo metodo di
rappresentazione grafica � il Profittogramma
dove si pu� verificare sia il Punto di Equilibrio che il Profitto. (grafico a
pag. 74)
In E abbiamo il punto
di equilibrio dove Margine di
Contribuzione = CF e dopo di questo punto il Margine di Contribuzione
diventa profitto.
���������������������������������������������� �CF
Qe (Soglia della
Redditivit�) = ---------------
������������������������������������ �������� Pu-CVu
Da cui il Coefficiente
Angolare (Inclinazione) della retta ovvero COEFF
= Profitti/Volume
L�analisi
Profitto/Volume si compie attraverso la proporzione Utile:Ricavi = X:100
�
��� Margine di Contribuzione Unitario
------------------------------------------
*100
���������������� Prezzo Unitario
Margine di Sicurezza
Il margine di
sicurezza � pari alla differenza fra Quantit� di Equilibrio e Quantit�
Programmata o effettiva, ovvero l�elasticit� dei risultati rispetto alle
variazioni di volume di produzione.
Il margine di
sicurezza rappresenta un indice di rischio e cio� misura quanto margine si ha
prima che si vada in perdita, a causa di una riduzione della quantit� causata a
sua volta da una riduzione della domanda.
Siamo tranquilli fino
a che Qp > Qe
������������������������������������ Fatturato
Programmato � Fatturato di Equilibrio
Margine di Sicurezza =
-------------------------------------------------------------- 100
���������������������������������������������� ��� Fatturato Programmato
���������������������
��������������� ������Qp - Qe
Margine di Sicurezza =
-------------- 100
�������� ����
���������������������� Qp
Il margine � tanto
minore quanto maggiore � l�incidenza dei CF sui CV, infatti se i CF aumentano
troppo il margine si riduce e la retta dell�utile non cambia inclinazione ma
semplicemente trasla verso destra e cos�
In sintesi
l�Elasticit� Aziendale � misurata attraverso il Coefficiente Angolare della retta dell�utile, mentre la rischiosit�
attraverso il Margine di Sicurezza.
Break Even Time
E� il tempo necessario
affinch� un volume produttivo consenta di arrivare ad un punto di equilibrio
identificato da uno specifico giorno e distinguiamo due regime in base alle
Vendite:
MCT -> Margine Totale di
Contribuzione
MCG -> Margine di Contribuzione
Giornalieo = MCT/365 giorni
1. Regime Regolare
Le vendite si formano in modo
uniforme nel tempo
Break Even Time = CF/MCG = un
giorno specifico
2. Regime Irregolare
Le vendite si formano
in modo irregolare nel tempo ad esempio nei trimestri
Il Break Even Time = CF/MCG
= intervallo compreso fra due giorni
Vedi esempio pag. 76 e
77 chiarisce molto
�
Fino ad ora abbiamo
presupposto una sola linea di prodotto ma ecco che la formula cambia se le
linee sono n:
�������� ������������������ ��������������� ����������� �����
Sappiamo che
���
RT = β * RT + CFt
���
CFt������������������������������������� ����� �� �CF
RT = ------------- � dunque�������� Rt
= --------------------------------------------
�������� � (1- β)��������������������������� �������� �����������Margine Contribuzione
������������������������������������������������������� � ��--------------------------------
����������������������������������������������������������������� � ��������P
αi = Quota di Fatturato del prodotto i-esimo
Rp = Fatturato di Equilibrio
����������������������������������������������������������������� �������� CF
Rp =
-------------------------------------------
���������������������������������������������� �������� ��������� Margine
Contribuzione
∑ αi -------------------------------
�������������������������������������������������������������������������� Pi
Cosa accade se il Mix
di prodotto � riferito alla quantit� e non al fatturato ?
Qe = Quantit� di
Equilibrio
MC = Margine di
Contribuzione
MCMP = Margine di
Contribuzione Medio ponderato
����������� CF������������ CF
Qe = ---------- = ----------
�������� P-CV�� ��������
MC
E se i prodotti sono
pi� di uno ?
�������� ����
����������� CF
Qe = ----------; qui
�������� MCMP
Ovviamente per
ottenere viceversa il fatturato baster� moltiplicare la quantit� per il
relativo prezzo di vendita.
Leva Operativa
Come abbiamo visto il
Reddito varia pi� che proporzionalmente all�aumentare dei volumi produttivi e a
tal proposito si parla di Leva Operativa ovvero il rapporto fra le Variazioni
Relative del Reddito Operativo fratto le Variazioni Relative dei Volumi
Produttivi.
�������� �
(R2-R1)
�������� �-----------
�������� �����
R1
LO = ---------------
� ������ ��(Q2-Q1)
�������� �-----------
�������� �����
Q1
Dato� RO = (Q*P)-(CV)-(CF),
Margine di
Contribuzione
Leva Operativa = ------------------------------------------------------
RO
������������� (relativo al limite inferiore
dell�intervallo)
Si capisce dunque che
Se poniamo attenzione,
la differenza fra il Reddito Superiore ed Inferiore corrisponde alla differenza
fra i Margini di Contribuzione e questo perch� i CF incidono alla stessa
maniera su entrambi i livelli produttivi, inoltre tale differenza rimane
proporzionale alle differenze dei due livelli produttivi.
Dato� RO = Q*(P-CV)-(CF) = Q*Margine Unitario-CF,
������������������������ Q1 - Margine di
Contribuzione Unitario
Leva
Operativa = ------------------------------------------------------
������������������������ Q1 - Margine di
Contribuzione � CF
Limiti della Leva Operativa - fino ad ora abbiamo considerato:
-
Produzione
e Vendite senza considerare le Rimanenze
-
I
CF costanti e dunque
-
I
CVu costanti e ci� � sufficiente ad escludere dall�analisi eventuali Economie
di Scala o Fluttuazioni dei Volumi Produttivi Stagionali
-
Il
Prezzo Costante e ci� � sufficiente ad escludere l�analisi dell�Elasticit�
della domanda o Politiche Alternative di Vendita Aziendali (sconti e
promozioni)
Le Produzioni Congiunte
Si ha una produzione tecnicamente
congiunta quando da una materia prima derivano altri processi di lavorazione o
congiuntamente pi� prodotti.
In questo caso il metodo del Full
Costing � di difficile applicazione e cos� ci si concentra sul solo sui Centri
di Costo, la cui ripartizione pu� basarsi su :
� Criteri Commerciali
� Criteri Fisici
� Prodotto Principale (quale dei
prodotti � il Principale e dunque pi� costoso)
� Approccio Incrementale (mix di
accoppiamenti di prodotti)
ABM � Activity Based Management
Con questo metodo
manageriale, attuale, il costo non � pi� un costo semplice identificato da
criteri oggettivi e facilmente calcolabili, ma � un costo di tipo Indiretto e
Costante che riguarda
In questo caso il
Direct Costing si rivela un metodo inutile, ma anche il metodo dei Centri di
Costo provocherebbe il fenomeno del Sovvenzionamento
Incrociato, dove parametri volumetrici comuni sarebbero fuorvianti, con il
rischio di Sovrastimare il costo dei
prodotti comuni ed indifferenziati, perch� appartenenti ad un volume produttivo
maggiore e viceversa, tutto questo perch� alcuni di questi costi indiretti e
costanti non sono collegati ai volumi produttivi (PR, Pubblicit�, Patrocini o
Comunicazione etc�).
Emerge un nuovo metodo
di ripartizione dei costi ovvero il Concetto di Attivit�, ovvero Insieme di
operazioni correlate che portano ad un risultato partendo da specifiche risorse;
l�insieme di tali attivit� compone una Funzione.
La correlazione si
riferisce al fatto che l�Output di un�attivit� costituisce l�Input della
seguente.
Il concetto di
attivit� � simile a quello dei centri di costo considerando per� come oggetto
di imputazione intermedia l�attivit� stessa e le operazioni da seguire sono:
� Mappatura delle Attivit� -
Censimento
� Individuazione dei Centri di
Attivit� � Processi e Sottoprocessi
� Attribuzione delle Risorse
all�Attivit� � Activity Driver
L�Activity Driver rappresenta
Il Budget
E� uno strumento aziendale di cui
si avvalgono diverse funzioni come:
1) Programmazione
La programmazione precede la
definizione del budget e si basa sul Marketing Strategico ed Operativo,
rispettivamente sulle Linee di Condotta
aziendali costituite sulla base degli obiettivi da raggiungere e sulle Attivit� che rendono operative le
strategie scelte ed il Budget fa parte proprio della Programmazione Operativa.
Dalla funzione di
Programmazione derivano alte due funzioni:
� Motivazione
E� proprio la motivazione che
spinge sia Dirigenti che Dipendenti a raggiungere i proprio obiettivi aziendali
Viene impiegata a tale scopo
� Formazione
E� proprio la formazione o skill
delle risorse umane che mira alla partecipazione nella definizione del budget e
degli obiettivi e pu� essere di tipo Partecipativo o Consultivo,
rispettivamente se tutti gli autorizzati partecipano alla formazione del budget
e degli obiettivi o se lo fa il responsabile e poi diffonde la linea guida; in
entrambi i casi la modalit� di Coinvolgimento varia da Top-Down a Bottom-Up.
2) Controllo
Verifica l�attivit�
svolta e guida quella in corso e pu� essere di tre tipi:
� Antecedente
Rispondenza degli
Obiettivi del Budget a quelli della Programmazione
� Concomitante
Si articola in Feedback ovvero verifica prefissata
degli scostamenti fra obiettivi e programmazione e Feelforward stima della conseguibilit� dell�obiettivo di
programmazione e di budget ed eventuale intervento.
� Susseguente
Mira a capire il grado degli
scostamenti e di efficienza con cui si � svolta l�attivit� aziendale e si
esegue dopo la chiusura del budget.
Dalla funzione di
Controllo derivano alte due funzioni:
� Segnalazione Aree Critiche
Analizza e segnala le aree
realmente in crisi a causa di scostamenti significativi ed eccezionali e si
avvale del MBE (Management Base Eccezioni).
� Valutazione
E� la valutazione dei responsabili
di azienda e pu� essere Orientativa e Vincolante rispettivamente se gli
obiettivi indicati servono a dare un�indicazione di massima o sono vincolati
per gli incentivi previsti.
E� importante a tal proposito
tener conto dell�andamento del gruppo di lavoro e si utilizza un grafico che
analizza le performance in 4 diversi periodi:
a) Forming
� Positivo per l�azienda perch� i gruppi si stanno formando
b) Storming
� Nascono i problemi per la definizione dei ruoli e i conflitti
c) Norming
- Il gruppi vengono normati con ruoli ed attivit�: crescita
d) Impruving
� La crisi dello storming � superata:la crescita aumenta
3) Coordinamento
Connessa alla Programmazione ed �
di tipo Trasversale e Gerarchico quando si fissano gli obiettivi nella
redazione del budget; Connessa al Controllo e riguarda l�analisi delle cause
degli scostamenti.
E� necessario che i redigenti il
budget lavorino all�unisono e che abbiamo obiettivi non contrastanti ecco
perch� il Budget si dice Sistema di
Obiettivi.
Struttura Organizzativa del Budget
Il budget si basa su una struttura
organizzativa per centri di responsabilit� in base ai quali i relativi
responsabili possono influire sulla formazione del budget e sono:
Centri di Costo
I centri di costo sono
classificati in base alla programmazione in Tecnici,
Discrezionali e Vincolati, i primi riguardano il rapporto Input e Output, i
secondi sono centri che riguardano costi legati alla struttura centrale come
R&S e Comunicazione.���
Centri di Ricavo
Il responsabile ha la capacit� di
manovrare Prezzi e Quantit� e dunque i ricavi che sono il suo unico obiettivo
Centri di Profitto
Il responsabile manovra i costi e
i ricavi in base alla propria autonomia ovvero alla dipendenza (o integrazione)
dalla struttura centrale.
I centri dunque possono essere
Autonomi, Semiautonomi, e Fittizi rispettivamente se le divisioni aziendali sono
separate dalla centrale, integrate parzialmente (cio� vendono solo a divisioni
interne) o finte poich� non esiste ne un centro ne un responsabile nella realt�
ma bisogna pur imputare i costi in C.A.
��������
Centri di Investimento
Il responsabile manovra sia costi
e ricavi che gli investimenti in progetto-obiettivi il cui metro di misura
delle capacit� e dei risultati sono indici come ROI e ROE e anche essi si
distinguono in Autonomi e Semiautonomi, rispettivamente se non c�� dipendenza
dalla struttura centrale o dalle altre in quanto a osti e ricavi ma solo dal
mercato.�������
��������
Centri di Progetto
Il responsabile � molto autonomo
ma generalmente questo centro si esaurisce con la commessa per cui � stato
costituito.
��������
��������
��������
�������� Classificazione del Budget
�������� Il budget viene classificato in base alla Durata e alla
Flessibilit� del tempo:
Durata
Riferita al Tempo
o
Budget
Infrannuale (di breve)
o
Budget
Annuale (di medio)
o
Budget
Pluriennale (tipico delle commesse)
Riferita all�Orizzonte Temporale
o
Budget
Scorrevole (senza fine e in continuo aggiornamento)
o
Budget
Chiuso (inizia e finisce e poi se ne fa uno nuovo)
Flessibilit�
Riferita alle Modifiche
o
Budget
Revisionato (viene revisionato a causa di variazioni ambientali ovvero nel caso
non si raggiungano le revisioni precedenti ed il suo limite sta nella scarsa
credibilit� causata dalle continue variazioni)
o
Budget
Non Revisionato (il contrario del precedente anche esso non � molto credibile
poich� le revisioni non intervengono mai anche per cambiamenti sostanziali)
Riferita agli Scenari
o
Budget
a Scenari Multipli (pi� ipotesi di budget per pi� ipotesi di scenari)
o
Budget
a Scenario Unico (una ipotesi di budget per una ipotesi di scenario)
Riferita alle Ipotesi di Gestione
o
Budget
Flessibile (Pi� ipotesi di Budget per pi� Ipotesi di Vendita e di Produzione)
o
Budget
Rigido (Una sola ipotesi di Budget per una Ipotesi di Vendita e di Produzione)
Valutazione
Il budget viene classificato in
base alle valutazioni delle prestazioni
Budget Orientativo
(I manager vengono valutati
orientativamente in base agli obiettivi stabiliti nel budget ma non �
vincolante il loro raggiungimento)
Budget Vincolante
(I manager vengono
valutati in base agli obiettivi stabiliti nel budget)
��������
�������� Struttura
del Budget
1. Budget Analitici
- Budget del Ciclo Operativo
dal budget Commerciale, quanto si
vuole vendere, derivano il budget della Produzione (quanto produrre) e degli
Approvvigionamenti (quanto acquistare), sono 1 centro ricavi + 2 centri di
costo.
- Budget delle Strutture Centrali
� il budget relativo a
costi discrezionali come R&S e Pubblicit� e non riguardano il mercato
esterno
- Budget Intersettoriale
� il budget del
Personale e degli Investimenti, assolutamente Trasversale agli altri settori.��������
2. Budget Sintetici
� il budget del consolidamento dei
dati di contabilit� e si usa per redigere S.P. e C.E. preventivo e consuntivo
nonch� comparato.
����
3. Budget Trbolenti
Sono nuovi tipi di budget
incentrati sull�ambiente turbolento che circonda l�azienda (clienti, fornitori,
concorrenza, autorit�) e sono essenzialmente:
������������������ - Budget per Obiettivi e Strategie
Ha struttura a
matrice; sulle colonne le attivit� e sulle righe le risorse impiegate e si
analizza nel lungo periodo se gli obiettivi prefissati verranno raggiunti e se
si sono allocate correttamente le risorse, da cui l�unico limite ovvero la
difficile valutazione di questo.��������
- Budget a Gestione Strategica
Non prevede la
redazione formale del budget e riguarda ambienti sempre turbolenti e poco
prevedibili (evoluzione della concorrenza).
Dona molta autonomia
ai responsabili e si avvale di indicatori come la quota di mercato posseduta.
I limiti sono la
scarsa integrazione intersettoriale ed I controlli impossibili da effettuare.��������
��������
Analisi dello Scostamenti dei Costi
� Individuazione Parametro di
Raffronto
� Comunicazione del Parametro e
Programmazione
� Definizione dei Costi Effettivi e
Confronto con gli Standard
Tale tipo di controllo che
utilizza come parametro di confronto i Costi Standard o il budget � orientato
principalmente alle Deviazioni Importanti ed � detto Controllo per Eccezioni.
E� necessario verificare che vi
sia Omogeneit� riguardo alle Condizioni Interne ed Esterne e alla Metodologia
di Definizione dei Costi Standard.
L�Analisi degli Scostamenti non �
finalizzata solo all�individuazione di una deviazione ma all�analisi della
causa e della responsabilit� di tale deviazione per poi rimuoverle.
Il Costo Standard � dato da
Quantit� Standard di Fattore Produttivo per il Valore Unitario Standard, mentre
il Costo Effettivo � identico solo che riguarda appunto i costi effettivamente
sostenuti.
Visto che per l�azienda �
difficile controllare il prezzo, poich� lo subisce dal mercato (nel caso non
sia Leader), e che invece pu� controllare la quantit�, lo Scostamento Globale Aziendale � dato dal prodotto dello Scostamento del Prezzo per lo Scostamento della Quantit� ed � detto Scostamento per Efficienza.
In generale � sempre meglio
calcolare gli scostamenti parziali (quantit�, prezzo ed efficienza) perch� in
questo modo � pi� facile individuare le Cause e le Responsabilit� per poter poi
intervenire.
������ ������������������������������������������
������������������������������������������������
Costi Indiretti �Variabili o Fissi
Standard
Coefficiente Standard Unitario =
---------------------------------------------------------
���������������������������� ������������������������������������Costo Max Standard Totale
Costi Indiretti Imputati (CII) = Quantit� Effettiva * Costo
Standard Unitario * Coeff.nte Standard Unitario
Scostamento = Costi Indiretti Effettivi (CIE)
- Costi Indiretti Imputati (+/- = sfavorevole/favorevole)
Quando si dispone di un budget
Flessibile l�analisi degli scostamenti viene fatta su pi� deviazioni, mentre se
� Rigido solo su due (CIE e CII).
Il Costo Indiretto Imputato si calcola valorizzando le quantit�
effettive prodotte tramite dati standard e servir� dunque per conoscere lo
Scostamento Globale.
Vedi esempi sugli appunti pag. 91
e 92
Prezzi di Trasferimento fra Divisioni Aziendali
Le aziende sono hanno
Struttura Organizzativa Divisionale per centri di Responsabilit� e ad ognuno di
questi compete Autonomia di Gestione.
Una divisione pu�
cedere il suo Output parzialmente o totalmente ad un�altra divisione e ci� deve
essere quantificato ed imputabile attraverso un metodo di calcolo ovvero il Prezzo di Trasferimento che usufruisce
di due metodi:
Metodo del Prezzo
o
Prezzo di Mercato
Solo se il prezzo di mercato �
affidabile cio� altamente concorrenziale ed � pari al prezzo di mercato meno il
costo� commerciale di permanenza sul
mercato che le divisioni interne non sopportano.
o
Prezzo Negoziato
Due divisioni A e B sono libere di
negoziare il prezzo del semilavorato in piena autonomia, ma B � libera di
comprare sul mercato ad un prezzo minore che comporterebbe per lo stesso minori
costi ma per A un minore risultato con comprensivi problemi; in questi casi
tendenzialmente la divisione centrale obbliga B a comprare da A al suo prezzo.
o
Prezzi Duali
La divisione B questa
volta pratica SEMPRE prezzi pi� bassi del mercato, dunque per evitare che il
responsabile sia demotivato a causa degli scarsi risultati economici, B vende
ad A al prezzo pi� basso ma poi contabilizza a quello di mercato; Duale si
riferisce alla doppia contabilizzazione.
Metodo del Costo
o
Costo Pieno
A cede a B al costo pieno
trasferendo anche sacche di inefficienza da una divisione all�altra
o
Costo Parziale
Il costo parziale potrebbe essere
lontano dal mercato e dunque tale metodo potrebbe demotivare i responsabili
o
Costo Standard
Stabilito nella Programmazione, A
potr� praticarlo a B SEMPRE e ci� incentiver� A nel produrre a minore costo per
avere migliori risultati economici.
o
Costo Maggiorato
Si tratta di una maggiorazione
percentuale sul costo pieno proveniente dalla gestione di A. Paradossalmente se
A diventa pi� efficiente e pratica un prezzo pieno minore la maggiorazione sar�
minore dunque minore redditivit�.
o
Costo Incrementale
Si ha quando A ha una capacit�
produttiva parzializzata ed occorre capire fino a che punto la si pu� aumentare
ovvero fino a che il prezzo praticato coprir� l�aumento dei CV (derivanti
dall�aumento produttivo) e dei CF comunque sostenuti ovvero fino a copertura
del Margine di Contribuzione.
I metodi del Prezzo e del Costo sono relativi al Breve Periodo
e non assicurano il recupero dei Costi Fissi di Lungo, per il quale occorre
utilizzare:
o
Metodo del Prezzo di Trasferimento
di Lungo Periodo
Si basa sul costante monitoraggio
dei costi e dell�efficienza ed � dato da Costi
Fissi e Variabili del Periodo + Il Tasso di Redditivit� del Capitale.
Il responsabile della divisione A
sapendo che cmq il prezzo comprender� tutti i costi potrebbe disinteressarsi
dal raggiungere la massima efficienza.
Modalit� di Rilevazione Contabile per C.A. e C.G.
La scelta del Sistema Contabile dipende dalla complessit�, dalla dimensione e
dall�oggetto dell�attivit� aziendale, mentre la scelta della Configurazione di Costo dipende dallo
Scopo Primario ovvero utilizzeremo il Full Costing se lo scopo primario �
conoscere il costo del prodotto, e il Costo Industriale o Standard se si
intende conoscere
Il Sistema Duplice
���
1.
Svolgimento della Contabilit�
Consiste nella imputazione Inversa
(Costi in Avere e viceversa) delle poste contabili prima in Conti di
Collegamento il cui risultato viene imputato nei Conti Transitori e
successivamente, nella decompattazione dei costi, in conti specifici detti Conti
Accesi come il Conto degli Elementi di Costo, Centri di Costo, Produzione e
Magazzino.
Nei conti �Mediani� come quello di
collegamento le poste vengono imputate inversamente (Ricavi nel Dare e i Costi
nell�Avere).
2.
Chiusura del Risultato Economico
Si apre il Conto di Gestione
e si imputa nel Dare il Costo della Produzione Venduta, tale conto rappresenta
la fase di Fine dello Svolgimento e di Inizio di Chiusura dei Conti della CA.
Dal saldo (Ricavi � Costi) di questo
conto si ottengono pi� significati a seconda della scelta Configurazione di
Costo compiuta:
� Margine di Contribuzione
(configurazione Direct Costing)
� Utile Lordo (configurazione Costo
Industriale)
� Utile Netto (configurazione Costo
Complessivo)
Se il Saldo � Positivo, lo stesso
verr� imputato nell�Avere del conto Profitti e Perdite e viceversa.
3.
Chiusura Totale dei Conti di
Riepilogo
La chiusura consente di collegare
Nel caso in cui
������������������������������
Diciamo che se pur esistono tutti
questi metodi di rilevazione, oggi grazie agli strumenti informatici e alle
complesse configurazioni di integrazione della contabilit�, il Sistema si ritiene Unico, non c�� pi�
una C.G. separata dalla C.A.
Dare un�occhiata agli esempi di
conti a pag. 93-95 degli appunti